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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, la settimana scorsa sono stato uno di coloro che non chiedevano semplicemente un rinvio della discussione che stiamo svolgendo oggi, ma soprattutto auspicavano di trovare una sintesi, o comunque di fare uno sforzo per far sì che il Parlamento italiano, se proprio doveva occuparsi con tanta urgenza della questione venezuelana, per lo meno lo facesse cercando l'unità delle forze politiche che lo compongono, senza metterci nella condizione di doverci esprimere su mozioni differenti.

Questo non è stato fatto e penso che sia un errore. E per questo devo annunciare che la componente di Sinistra Italiana del Gruppo Misto che io rappresento esprimerà un voto contrario sulla mozione a prima firma Casini e un voto favorevole, invece, sulla mozione a prima firma Bertorotta. E lo faremo perché pensiamo che una crisi così seria come quella venezuelana, che peraltro coinvolge anche molti cittadini italiani - com'è stato già detto - avrebbe meritato un approccio molto diverso da quello che invece è stato seguito. A me spiace dirlo perché, nel corso di questi anni, ho sempre riconosciuto al nostro Governo, e anche alla Commissione affari esteri emigrazione, di cui faccio parte, un certo equilibrio e una certa cautela nell'affrontare alcune questioni internazionali particolarmente spinose. Devo dire che, pur da una collocazione di opposizione, ho sempre cercato, soprattutto in materia di politica estera, di ragionare nella maniera meno ideologica possibile e di poter invece cercare di capire effettivamente se il nostro Paese potesse mettere in campo una politica estera che potesse avere anche una sua autonomia.

Mi dispiace dirlo al presidente Casini, ma l'autonomia della politica estera italiana e anche del nostro Governo nella mozione in esame proprio non la rintraccio. Mi dispiace, perché è proprio un'occasione perduta. Questa mozione non è un tentativo di mediare tra parti politiche, anche perché forse non è nemmeno questo il ruolo del Governo italiano in una situazione del genere. Ma non è nemmeno una mozione che fa sponda con il lavoro - secondo me molto significativo e molto importante - che ha provato a fare la Santa Sede nel corso di tutti gli ultimi mesi. Quel lavoro, invece sì, è effettivamente basato sull'importanza e la centralità di trovare degli elementi che potessero essere di giovamento alla condizione sociale drammatica di una parte consistente della popolazione venezuelana e di marcare un elemento di autonomia.

Mi dispiace dirvelo, ma questa mozione sembra veramente scritta sotto dettatura dell'opposizione venezuelana. E trovo che questo, presidente Casini, sia molto sbagliato, anche perché sono disponibile a discutere dei limiti dei Governi chavisti degli ultimi anni, ma chiederei a questo Parlamento un po' più di rispetto verso Governi che si sono ripetutamente sottoposti al giudizio popolare. Per molti anni il popolo venezuelano ha votato in un determinato modo: nell'ultima occasione - come sappiamo - ha premiato l'opposizione, ma dentro una dinamica tipicamente democratica.

Chiederei maggiore rispetto quando si fa un bilancio e si individuano dei responsabili in maniera così superficiale. Io non ci sto alla ricostruzione secondo la quale i Governi che ci sono stati in questi anni sono la causa del disastro sociale che si è prodotto in Venezuela e invece ci sarebbe una opposizione virtuosa e democratica che noi addirittura citiamo quasi come un esempio di buon modo di fare politica in quel Paese.

Mi rivolgo anche al Partito Democratico: chiedete ai partiti che con voi sono nell'Internazionale Socialista; chiedete ai partiti dell'Internazionale Socialista sudamericani - non a quelli della mia parte politica, ma a quelli della vostra parte politica - cosa pensano del modo con cui l'opposizione venezuelana in questi anni ha condotto alcune vicende. Dentro quell'opposizione venezuelana - nella mozione, invece, chiediamo indiscriminatamente la liberazione di tutti i detenuti politici - ci sono certamente persone che sono state portatrici di un'istanza democratica, ma anche veri e propri i golpisti che in questi anni hanno animato quel tipo di battaglia politica.

Mi sarei aspettato molta meno superficialità dal Partito Democratico su un punto delicato come questo. Insisto che avreste dovuto avere più attenzione almeno nell'interloquire con quelle forze democratiche e progressiste latinoamericane che hanno un giudizio molto più articolato rispetto a quanto c'è scritto nella mozione, la quale, invece, sia nella parte descrittiva che nel dispositivo mi sembra completamente schierata. Quando si cerca di dare un contributo a una situazione di difficoltà presente in un Paese e di supportare anche l'attività diplomatica che - quella sì - con grande rigore la Santa Sede ha portato avanti nel corso degli anni, si evita di mettere in campo un ragionamento totalmente squilibrato da una parte.

Non voglio certo difendere quello che il Governo Maduro ha fatto nel corso degli ultimi mesi e credo sia assolutamente lecito mettere in campo elementi di perplessità molto seri anche rispetto al Governo Maduro. Un conto, però, è dire questo e un altro conto è far sembrare quanto è successo in Venezuela nel corso degli anni una sorta di giudizio di univocità di giudizio politico, quando invece sono successi episodi gravissimi anche di piazza che onestamente non hanno visto certo, anche nei settori dell'opposizione, tutto il fervore democratico che oggi viene richiamato.

Insomma, a essere così proni verso la destra e l'estrema destra venezuelana credo si compia un gravissimo errore politico. E, mi sembra molto curioso che lo compiano il Partito Democratico e anche il presidente Casini, il cui equilibrio ho sempre riconosciuto negli anni, soprattutto nella capacità di interpretare la politica estera di questo Paese proprio nella migliore tradizione di una certa storia di come si faceva politica estera in Italia negli anni passati, soprattutto e innanzitutto sul versante dell'autonomia del nostro Paese. Invece, una impostazione di siffatto genere mi lascia molto perplesso.

Come voi sapete, in quest'Aula io sono tra quelli che non ha mai avuto particolari problemi a contestare molte delle cose dette e fatte dal Movimento 5 Stelle in questi anni, e certamente non me li farò nel corso dei mesi e degli anni futuri se lo dovessi credere. Ebbene, io trovo di gran lunga molto più equilibrata e diplomaticamente corretta la mozione del Movimento 5 Stelle, che tenta di affrontare la situazione per quello che è, non è schiacciata sul Governo o sull'opposizione e cerca effettivamente di portare un contributo.

Io la voterò, una volta tanto, senza alcun imbarazzo e sono molto stupito del fatto che il Parlamento ci metta nelle condizioni di esprimere questo tipo di voto da qui a qualche minuto. (Applausi dal Gruppo Misto).