Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1124 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


D'ALI' (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALI' (FI-PdL XVII). Signor Presidente, vorrei anzitutto fare una brevissima considerazione. Il ministro Alfano ha ritenuto, esprimendo la posizione del Governo e i pareri sulle mozioni, di parlare a margine di altro argomento. Ma, oltre a quello, avrei gradito che avesse parlato anche dell'argomento che ho sollecitato nell'ultima seduta, e cioè del mitragliamento di un'unità da pesca italiana da parte di motovedette libiche. Quindi, ribadisco la richiesta forte e senza esitazioni, signor Presidente, che il Governo venga a riferire su quell'episodio, assolutamente recente, intollerabile e insostenibile, perché perpetrato ai danni di lavoratori italiani, in una zona di mare dove tra l'altro è presente lo Stato italiano per il pattugliamento contro i migranti irregolari. Ciò è intollerabile.

Detto questo, veniamo all'argomento. Già la volta scorsa avevamo annunciato il nostro voto favorevole sulla mozione del presidente Casini e avevamo anzi dato la nostra disponibilità a farlo nella seduta della settimana scorsa; e poi si è deciso di arrivare ad oggi. Opportunamente si è deciso ciò, perché mi pare che finalmente anche dal Governo sia arrivata una nota di ulteriore chiarezza. Mentre la volta scorsa il Governo cercava di trovare soluzioni di compromesso, questa volta mi sembra che ci sia una posizione più chiara. Voglio augurarmi che sia una posizione di netta inversione rispetto a quanto fatto nel passato da illustri predecessori del ministro Alfano o da altri Ministri. Ricordiamo le visite ossequianti fatte a Chávez e anche al suo successore da Di Pietro, D'Alema, Bertinotti e da altri esponenti di Governi italiani, naturalmente di sinistra.

Condividiamo la mozione a prima firma del presidente Casini, ma - non me voglia il collega - la riteniamo carente su alcuni aspetti. Vogliamo parlare delle miniere di uranio dello Stato di Bolívar trattate da Chavez insieme all'Iran per poter fornire a quella Nazione materiale per dotarsi di strumenti nucleari? Vogliamo parlare dei perseguitati politici che si trovano ancora nelle carceri venezuelane e dei giornalisti? Qui si presta sempre un'attenzione particolare alle sorti dei giornalisti che si permettono di criticare Governi di matrice un po' assolutista - chiamiamola così - ma ci sono anche un costante e continuo strabismo e buonismo a sinistra per questo. Non si devono toccare i regimi che nascono da fatti populistici. Si devono invece andare a toccare regimi che nascono da fatti molto spesso democraticamente espressi, ma non di matrice populista.

Può darsi che - finalmente - il Governo e il Parlamento italiano possano essere un po' più obiettivi. A me dispiace che colleghi che stimo molto - penso ai senatori di Sinistra Italiana - dinanzi ad alcuni argomenti di questo tipo addirittura censurino le manifestazioni di piazza, di cui hanno legittimamente riempito il nostro Paese per decenni. Alcune manifestazioni di piazza, fatte in Paesi gestiti da epigoni della sinistra internazionale, diventano invece manifestazioni sovversive. Prendiamo atto di siffatte dichiarazioni. Vorremmo essere quanto più possibile obiettivi e ligi al rispetto delle norme democratiche nel nostro Paese, come negli altri Paesi. Siamo quindi assolutamente convinti che si debba intervenire nelle sedi internazionali più opportune perché manifestazioni di intolleranza antidemocratica vengano censurate e, ove possibile, evitate anche in altri Paesi.

Abbiamo smosso eserciti. La democraticissima esportatrice di democrazia - mi riferisco alla Nazione americana - ha smosso eserciti propri e di altri per andare a imporre la democrazia propria o quella degli interessi petroliferi in altre parti del mondo. Ci sono però alcuni totem che, soprattutto in questo Parlamento, non potevano finora essere toccati. Oggi prendiamo atto che si entra nel vivo. Spero che questa discussione continui e abbia un suo seguito nel Venezuela, così come in altri Stati con espressioni governative di forte impianto dittatoriale.

Forse il presidente Casini non mi strizzerà più l'occhio avendo detto queste cose, ma non so quanto in questo momento possa essere opportuno appoggiarsi alla diplomazia vaticana. Non lo so: può darsi che possa essere uno strumento utile, ma in questo momento non mi sembra sia una diplomazia molto obiettiva anche nella valutazione dei fenomeni dittatoriali sudamericani. Ad ogni modo, possiamo liberamente e spero serenamente discutere anche di questo.

A nome del Gruppo Forza Italia, ribadisco il voto favorevole alla mozione a prima firma del senatore Casini e contrario alla mozione di cui è prima firmataria la senatrice Bertorotta. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).