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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


COMPAGNONE (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMPAGNONE (ALA-SCCLP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la crisi che interessa e sta interessando il Venezuela trae certamente origine dalla Presidenza di Chavez che, a partire dal 1999, ha imposto al Paese un modello economico basato sul centralismo statale, sull'autarchia e su politiche ostili all'impresa privata, determinando un isolamento proprio nel momento di maggiore sviluppo della globalizzazione.

Un'idea così chiusa dell'economia e il fatto di aver puntato tutto sul petrolio a lungo andare si sono rivelati sbagliati e spiegano molto della situazione di profonda crisi nella quale è piombato il Paese e soprattutto della instabilità sociale che ne è conseguita: non a caso nel 2014 il crollo verticale dei prezzi del petrolio portò il Venezuela vicino al default finanziario.

Il risultato di questo processo è che, nel 2016, il prodotto interno lordo è sceso del 10 per cento su base annua, mentre l'inflazione è alle stelle; in questo contesto si spiega quindi perché sia in crescita il numero di venezuelani che chiedono asilo negli Stati Uniti e nel vicino Brasile.

La stessa comunità italiana, molto presente in Venezuela, risulta molto danneggiata dalle scelte di politica economica effettuate da Chavez: espropriazioni e progressivo impoverimento della popolazione hanno di fatto distrutto quel ceto medio indispensabile perché si abbia un'adeguata società produttiva. Ormai, invece, la società è degradata, come dimostrano i rapporti annuali di autorevoli ONG, secondo i quali nel 2015 Caracas è stata la città che ha registrato - come è già stato detto - il maggior numero al mondo di omicidi. Fra gli episodi violenti che troppo spesso si registrano riscontriamo anche vittime italiane: mi riferisco, ad esempio, a Roberto Annese, assassinato nel 2014 a Maracaibo in circostanze ancora tutte da accertare e a Matteo Di Francescantonio, ucciso lo scorso 2 marzo, anche in questo caso per motivi rimasti ignoti.

Oltretutto, nel 2015 e nel 2016, sotto la presidenza Maduro, già vice di Chavez negli ultimi mesi del suo mandato, vi è stata una contrazione ulteriore nella tutela dei diritti umani e politici. Si ricordano la dichiarazione dello stato di emergenza in alcune provincie del Paese e poi una riforma che mette in discussione il principio della separazione dei poteri, soprattutto in riferimento a quello giudiziario. Tutti questi segnali sono certamente molto gravi.

È dunque chiaro come sia indispensabile un tempestivo intervento della comunità internazionale ed è proprio questo che noi chiediamo anche all'Unione europea: occorre un'interlocuzione forte con il Venezuela per far sì che, anche nell'interesse della comunità e delle imprese italiane che operano nel Paese, si possa superare la fase di crisi sistemica in essere da ormai troppo tempo.

Per queste ragioni abbiamo sostenuto la mozione a prima firma del senatore Casini e, pertanto, annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo anche sull'ordine del giorno a firma del senatore Sangalli. (Applausi dal Gruppo ALA-SCCLP).