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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


Discussione e approvazione di proposta di inserimento
nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge n. 2068

PRESIDENTE. Passiamo ora alla richiesta di inserire nel calendario dei lavori dell'Assemblea, ai sensi dell'articolo 55, comma 7, del Regolamento, la discussione del disegno di legge n. 2068 recante: «Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile».

Ha chiesto di intervenire la senatrice Mussini. Ne ha facoltà.

MUSSINI (Misto). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSSINI (Misto). Signora Presidente, spenderò due parole per illustrare questa richiesta. È evidente a tutti che l'Italia è un Paese in cui le emergenze sono dolorosissime e, tuttavia, non sono così poco frequenti da poterle considerare esclusivamente delle emergenze. Insieme a coloro che hanno sostenuto con me questa richiesta, riteniamo fermamente che il primo compito del legislatore sia, al di là di qualunque strumentalizzazione, al di là delle polemiche e di quello che può scaldare di più i giornali o i social network, produrre leggi che siano utili ed efficaci.

Abbiamo in Senato una proposta di una legge delega per una riorganizzazione del sistema della protezione civile. Non voglio entrare ora nel merito dei contenuti di questa delega, che è arrivata dalla Camera nel settembre 2015 e che si trova attualmente all'esame delle Commissioni di merito, con emendamenti già presentati e con l'espressione dei pareri da parte dei relatori per la 1a e la 13ª Commissione, in attesa dei pareri della Commissione bilancio. Credo sia un dovere di tutti mandare avanti questo provvedimento, per dare una risposta alle emergenze del Paese che rientri nel nostro ruolo. Credo che ciascuno di noi, se il suo ruolo fosse quello di aiutare sul luogo, non esiterebbe a farlo; ma il nostro ruolo adesso non è questo: ci sono persone che eroicamente fanno questo ed hanno tutto il diritto di avere una normativa chiara, che possa riorganizzare e dare il più possibile certezze, facendo ciascuno il proprio dovere e cercando di ottenere il massimo risultato.

Per queste ragioni, invito tutti a votare per una calendarizzazione la più rapida possibile (già domani, se fosse possibile), per consentire al Paese di avere un'idea del nostro impegno e qualcosa di concreto da parte nostra. (Applausi dal Gruppo Misto).

PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 55, comma 7, del Regolamento, la deliberazione è adottata con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo per dieci minuti ciascuno.

ARRIGONI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARRIGONI (LN-Aut). Signora Presidente, noi della Lega Nord, anche alla luce degli eventi degli ultimi giorni, che seguono l'emergenza terremoto dell'agosto 2016 e del 26 e 30 ottobre del 2016, tenuto conto delle palesi criticità che si stanno consolidando nell'emergenza e nella ricostruzione del terremoto nelle quattro Regioni dell'Italia centrale (Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche), e, soprattutto, in considerazione della reazione della macchina dello Stato a seguito dell'emergenza maltempo, neve e gelo, riteniamo che la macchina della protezione civile stia presentando falle importanti, a fronte delle quali il Parlamento, ovviamente insieme al Governo, visto che si sta parlando di una legge delega, deve affrontare seriamente la riforma del sistema nazionale della protezione civile.

Dobbiamo dare un segnale di serietà al Paese. Non dobbiamo velocizzare per forza l'iter di questa legge tanto per poter dire agli italiani che abbiamo affrontato e licenziato celermente questo disegno di legge. Noi dobbiamo valutare e analizzare bene quanto di male, nel post terremoto e nella gestione dell'emergenza che ha colpito principalmente la Regione Abruzzo, ma anche gran parte della Regione Marche, si sta verificando, ovverosia la mancanza di una linea di comando.

Lì ci sono persone alle quali il Gruppo della Lega Nord rivolge il proprio plauso e un elogio per come si stanno prodigando: mi riferisco agli uomini e alle donne dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, del Soccorso alpino, della Croce rossa italiana, dell'ANPAS e delle Forze dell'ordine. Ma tanto non ha funzionato. Non è chiaro chi fa che cosa, non sono chiari i tempi a partire dai quali le componenti della protezione civile devono intervenire, non è chiaro se al comando di queste operazioni ci sia una sola persona, come noi auspichiamo, oppure un comando bicefalo. Dobbiamo assolutamente ponderare questo aspetto.

Ben venga, quindi, la ripresa della trattazione del disegno di legge delega in oggetto in Commissione affari costituzionali, magari anche riaprendo il termine per la presentazione di eventuali emendamenti. Invito tutti i colleghi di Palazzo Madama a fare gli opportuni approfondimenti e a verificare - lo ripeto - quanto di critico sta avvenendo, dal mese di agosto 2016 fino ai giorni nostri.

Noi siamo favorevoli a che questo disegno di legge riprenda il suo cammino, ma non siamo d'accordo che l'esame avvenga e si concluda nelle prossime ore, come ha proposto la collega, senatrice Mussini. Prendiamoci il tempo che serve e lasciamo terminare l'emergenza, che non è ancora conclusa nelle Regioni Abruzzo e Marche. Voglio infatti ricordare che ancora oggi ci sono diverse centinaia, se non migliaia di famiglie e agricoltori senza luce, corrente elettrica, collegamento telefonico, riscaldamento e acqua da nove giorni.

La Lega Nord condivide la proposta di riprendere l'esame del disegno di legge n. 2068 all'interno della Commissione affari costituzionali, ma con le dovute attenzioni ed eventualmente riaprendo il termine per la presentazione degli emendamenti.

VACCARI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VACCARI (PD). Signora Presidente, a nome del Partito Democratico esprimo una posizione favorevole alla richiesta di urgenza formulata dalla collega Mussini sul disegno di legge delega per il riordino delle disposizioni legislative in materia di protezione civile.

A sostegno del parere favorevole voglio però svolgere una considerazione che è diametralmente opposta alle argomentazioni che il collega Arrigoni ha appena esplicitato all'Assemblea. Credo che se il Parlamento ha tra le sue facoltà la possibilità di dare un segnale di serietà al Paese, lo può fare evitando di strumentalizzare ciò che sta accadendo nel Centro Italia, così come è stato fatto pochi istanti fa, nei giorni successivi al 24 agosto scorso e dopo la scossa del mese di ottobre, speculando a fini elettorali sulle difficoltà che la sommatoria di tanti eventi ha creato per la giusta risposta all'emergenza e per l'assistenza alla popolazione e, contestualmente, al proseguo dell'attività di ricostruzione che era già stata avviata. Anche per questa ragione, credo sia utile - come ha chiesto la collega Mussini - che il disegno di legge venga in Assemblea, anche qualora il suo esame non fosse concluso nelle Commissioni. C'è il rammarico di non avere potuto chiudere il percorso della discussione in Assemblea con l'approvazione della legge delega. Come i colleghi sanno, il ritardo accumulato è legato a un approfondimento in corso richiesto dal parere espresso dalla Ragioneria generale dello Stato sul disegno di legge, che aveva apposto la condizione, secondo l'articolo 81 della Costituzione, di iscrivere nel disegno di legge la clausola di invarianza di spesa per lo Stato. Sono stati svolti approfondimenti per riuscire a cambiare il parere della Ragioneria e a portare in Assemblea il provvedimento senza modifiche, dando mandato pieno, a partire da questa Assemblea, alla protezione civile per attivare in tempi rapidi la delega.

Se questo non sarà possibile, credo che già nella giornata di domani, come mi auguro e come è stato richiesto, si possa procedere all'esame degli emendamenti presentati e alla richiesta del parere espresso dalla Ragioneria generale dello Stato.

Credo che questa proposta possa essere accolta, soprattutto perché il Paese ha bisogno di semplificare e dare chiarezza all'attività della Protezione civile, non di cambiarla radicalmente o di stravolgerla. Bisogna semplificare e rendere più chiara la filiera delle responsabilità, che però nulla ha a che fare con la risposta che oggi stiamo dando, in modo puntuale e completo, ai territori, nonostante le difficoltà e qualche ritardo. Credo che con la delega sarà possibile migliorare ulteriormente questa risposta e anche per questa ragione, voglio concludere il mio intervento esprimendo a nome del Partito Democratico, tutto il sostegno e la solidarietà al capo dipartimento, Fabrizio Curcio, e al commissario Errani per l'instancabile lavoro che stanno svolgendo dal 24 agosto e, per quanto riguarda Errani, dai giorni seguenti la nomina, a sostegno della ripresa delle attività civili e produttive di quei territori e per la ripresa, attraverso la fase di ricostruzione, da tutti i punti di vista di quei territori. Per il Partito Democratico, quindi, nulla osta a portare in Assemblea quanto prima il disegno di legge, anche se non concluso dalle Commissioni. (Applausi dal Gruppo PD).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signora Presidente, anche il Movimento 5 Stelle voterà a favore della richiesta avanzata dalla senatrice Mussini, anche se teniamo a precisare alcune cose. Innanzitutto, parliamo di una legge delega e quindi, al di là del tempo che è stato necessario in Commissione e che ancora forse sarebbe necessario per dirimere qualche punto, ci chiediamo se ci sarà tempo per vedere la fine dell'iter della delega e, soprattutto, se i decreti delegati arriveranno in tempi congrui.

Tra l'altro, ci sembra di capire che - entro solo brevemente nel merito, perché non è nostra intenzione farlo adesso - in questa legge non si intervenga in modo incisivo sull'operatività della Protezione civile.

Auspichiamo, quanto al punto richiamato dal senatore Vaccari, della clausola di invarianza economica richiamata della Ragioneria di Stato, che la vicenda si possa concludere positivamente, perché altrimenti ci chiediamo come sia possibile adottare un provvedimento veramente incisivo, che metta la Protezione civile in condizioni di operatività migliori di quelle nelle quali si è trovata in questi giorni, senza un congruo investimento.

Anche il Movimento 5 Stelle, quindi, pur con queste riserve, voterà a favore della richiesta avanzata dalla senatrice Mussini.

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signora Presidente, il Gruppo Forza Italia è a favore della richiesta avanzata, non soltanto alla luce dell'attualità e di ciò di cui si sta parlando in questi giorni, ma anche coerentemente con quanto abbiamo fatto nella scorsa legislatura, quando abbiamo portato avanti - ed era stata approvata in questo ramo del Parlamento - una riforma della protezione civile per renderla particolarmente efficiente e adatta a rispondere nei momenti di emergenza, quando è chiamata a intervenire. Il problema, che abbiamo visto ripresentarsi in questi giorni, riguarda non soltanto i mezzi utilizzati dalla Protezione civile, ma anche il modo in cui gli stessi vengono utilizzati, pertanto è davvero appropriato intervenire adesso. Noi lo avevamo fatto nella scorsa legislatura, senza purtroppo riuscire a completare il percorso nell'altro ramo del Parlamento, anche a prescindere dalle urgenze o dell'attualità.

Quello che si è verificato in questi giorni, anche rispetto al ruolo del commissario Errani, che doveva supplire a quanto la Protezione civile in questo momento non è in grado di fare, ha dimostrato che sono state soprattutto le promesse ad essere state portate avanti con grande evidenza e rapidità. A queste promesse, tuttavia, non sono seguite le risposte, né per il medio termine, cioè rispetto alla consegna delle abitazioni e la sistemazione di tutti coloro che hanno dovuto lasciare la propria abitazione, né purtroppo nell'immediatezza dei soccorsi che si sono resi necessari.

Per queste ragioni, credo sia davvero un atto di responsabilità iniziare questa discussione, in coerenza con quanto è stato fatto la scorsa legislatura con un provvedimento il cui relatore era il senatore D'Alì.

Vorrei anche che si specificasse quando questo provvedimento dovrà essere discusso, altrimenti rischiamo di inserirlo in calendario senza sapere quando verrà affrontato, magari addirittura mai.

Vorrei quindi permettermi di precisare le condizioni che, secondo buon senso, possono consentire che questo tema sia affrontato. Domani mattina, alle ore 10, è previsto l'intervento del presidente Gentiloni Silveri, dunque non credo che dalle 9,30 alle 10 possiamo iniziare la chiama per l'elezione prevista sia per l'AGCOM che per la Corte dei conti. Credo quindi che sarebbe questa la sede di proporre l'inizio della seduta di domani alle ore 10, perché alle 9,30 rischiamo di aprire la seduta per disporne il rinvio alle ore 10, quando è previsto l'intervento del Presidente del Consiglio.

Poi c'è un'altra urgenza: domani, alle ore 13,30, il ministro dell'interno Minniti riferirà alla Camera dei deputati davanti alle Commissioni di Camera e Senato, per cui credo che sarebbe opportuno, compatibilmente con i tempi della discussione conseguente all'intervento del presidente Gentiloni Silveri, concludere i lavori dell'Aula entro le ore 13 al fine di consentire a tutti i senatori che devono recarsi a Montecitorio per questa importante audizione del ministro Minniti di avere il tempo materiale di farlo.

Infine, nel pomeriggio, se non credo sia importante prima o dopo il punto riguardante il senatore Vacciano, dovremmo iniziare l'esame del provvedimento sulla protezione civile, rinviando alla settimana prossima le votazioni, che erano previste per domani, sull'AGCOM e sulla Corte dei conti.

Signora Presidente, chiedo scusa se mi sono permesso di avanzare una proposta di razionalizzazione dei tempi, ma volevo lasciarla agli atti di modo che sappiamo su cosa votiamo e quando iniziamo la discussione su questo argomento, che riteniamo senz'altro importante. (Applausi del senatore Caliendo).

PRESIDENTE. Mi sembra che stiamo ridefinendo, in relazione alle urgenze, il calendario delle sedute di oggi e di domani. Il primo punto che, se non vi sono obiezioni, darei per acquisito, è il rinvio delle votazioni che avevamo in agenda, in quanto veramente incompatibili con le proposte di modifica avanzate. Mi sembra che su questo non vi siano obiezioni.

MONTEVECCHI (M5S). Ci sono obiezioni.

PRESIDENTE. Le darò, allora, la parola, al termine degli interventi.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signora Presidente, colleghi, anche noi siamo favorevoli alla dichiarazione di urgenza del provvedimento che abbiamo preso in considerazione, ma l'urgenza non può escludere una seria ponderazione delle soluzioni. È evidente, infatti, che abbiamo di fronte una questione di grande rilevanza e che, come abbiamo avuto modo di verificare in queste ore, un'organizzazione con defaillance o difficoltà di intervento rapido (per varie ragioni, non si tratta qui di aprire un dibattito sul tema) mette in discussione l'efficienza del sistema.

Credo quindi che dobbiamo riflettere bene. Da questo punto di vista, mi permetto di sottoporre alla vostra valutazione, colleghi, alcune questioni. È fuori discussione la competenza, (e non sempre questa è disponibile in maniera adeguata), ma vi è anche la necessità di individuare e valutare l'affidabilità di chi decide, perché il fattore tempo è importante e in materia di emergenza e di protezione civile, le procedure ordinarie non consentono neanche ai padreterni di intervenire in maniera tempestiva e adeguata. Questo è il nodo della questione e non credo possa essere eluso.

Tuttavia, signora Presidente, colleghi, bisogna riprendere in maniera seria la questione della prevenzione, della sicurezza e della cultura della sicurezza. Non possiamo accettare l'impostazione attuale: oggi c'è la burocrazia della sicurezza. Le vicende più recenti e quelle più lontane dimostrano che i quintali di carta non mettono al riparo il sistema dai rischi presenti nel nostro Paese. Dobbiamo, quindi, essere più pragmatici e penetranti sulle questioni. Chi ha un po' di esperienza su questi temi, non solo dal punto di vista delle istituzioni pubbliche, ma anche da quello delle aziende private, sa che la sicurezza deve essere reale, non può essere semplicemente un modo di pararsi rispetto a vicende che possono accadere. Mi riferisco alla cultura della sicurezza, che deve coinvolgere tutti i cittadini e che deve partire anche dal lavoro di formazione strategica che bisogna portare nelle scuole. (Applausi del senatore Zin).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signora Presidente, non ho ben compreso se il senatore Malan voglia legare la votazione su un eventuale spostamento dell'elezione del membro dell'ufficio di presidenza dell'AGCOM a quella sulla procedura d'urgenza per il provvedimento. Non so se ho inteso male. Vorrei che, invece, le due votazioni fossero fatte separatamente in quanto parliamo di due cose separate.

PRESIDENTE. Su questo la rassicuro, senatrice: avendo la parola, il senatore Malan ha formulato anche una richiesta di variazione del calendario. Si votano cose distinte.

MONTEVECCHI (M5S). La domanda successiva è quindi sul punto sollevato dal senatore Malan, di un eventuale rinvio della votazione per l'elezione di un commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni alla prossima settimana, sarà data di nuovo ai Gruppi l'opportunità di intervenire o devo dire in questa sede qual è la nostra opinione in merito? Lo chiedo perché sarebbe prevista l'apertura di un'altra discussione.

PRESIDENTE. Ovviamente, quello che ho detto valeva in assenza di obiezioni; siccome ce ne sono, svolgeremo un'altra discussione prima di mettere in votazione la proposta e, come previsto dal Regolamento, daremo la parola a chi intende intervenire, uno per Gruppo.

MONTEVECCHI (M5S). Allora attendo la parola. La ringrazio.

PRESIDENTE. Colleghi, mi sembra ci siano stati vari interventi, non sempre lineari, su come configurare l'inserimento all'ordine del giorno del provvedimento sulla protezione civile che vanno considerati. Propongo quindi una sospensione di pochi minuti. (Commenti dei Gruppi M5S e LN-Aut).

La Presidenza deve tener conto di tutte le richieste che sono state formulate. Sono le ore 19,45 e la seduta è prevista fino alle ore 20, quindi ce la possiamo fare ad arrivare fino alla fine. Che dite? Ce la facciamo o abbiamo lavorato troppo? Io dico di no.

Sospendo quindi la seduta fino alle ore 19,50.

(La seduta, sospesa alle ore 19,46, è ripresa alle ore 19,50).

La seduta è ripresa.

Metto dunque ai voti la proposta di inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea della discussione del disegno di legge n. 2068 in materia di protezione civile.

È approvata. (Il senatore Calderoli fa cenno di voler intervenire).

Stia tranquillo, senatore Calderoli.

Metto ai voti la proposta di inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea della discussione del disegno di legge n. 2068 in materia di protezione civile dopo il voto sulle dimissioni del senatore Vacciano, avanzata dal senatore Malan.

È approvata.

CALDEROLI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatore Calderoli, Mi dica qual è il problema.

CALDEROLI (LN-Aut). Signora Presidente, quando qualcuno mi dice di stare tranquillo, di solito è il momento in cui la tranquillità scompare. Francamente non è possibile chiedere al Parlamento di votare senza sapere quale sia la richiesta.

Richiamo proprio l'articolo da lei citato...

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Calderoli, ma lei è arrivato adesso in Aula. Nel pomeriggio ho visto che era assente.

CALDEROLI (LN-Aut). Guardi, che lei non veda chi è presente in Aula è un'altra questione.

PRESIDENTE. Lei non può dire questo. Io ho dato lettura della richiesta della senatrice Mussini. (Commenti del senatore Candiani).

CALDEROLI (LN-Aut). Mi ascolti: sul Regolamento è scritto che, per invertire l'ordine del giorno, si devono seguire le medesime modalità. Ciò vuol dire che c'è una richiesta del senatore Malan sottoscritta da otto senatori. È sì o no?

PRESIDENTE. Formalmente scritta non l'abbiamo.

CALDEROLI (LN-Aut). Guardi che non stiamo parlando di patatine!

PRESIDENTE. No, non stiamo parlando di patatine.

CALDEROLI (LN-Aut). E allora c'è o meno la richiesta?

PRESIDENTE. Senatore Malan, formalizzi la richiesta. Credo che il suo Gruppo abbia più di otto senatori.

CALDEROLI (LN-Aut). Ma l'ha già fatta votare!

PRESIDENTE. Alzino la mano gli otto senatori che avevano sostenuto la richiesta.

CALDEROLI (LN-Aut). Dopo il voto! Bravi, bravi! Andate avanti così!

PRESIDENTE. Attendiamo le firme. L'inserimento della discussione del provvedimento relativo alla protezione civile dopo il voto sulle dimissioni del senatore Vacciano è stabilito.

Passiamo alla proposta relativa al rinvio della chiama per l'elezione dei membri dell'AGCOM e della Corte dei conti alla seduta di mercoledì della prossima settimana.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signora Presidente, quando è stata fatta la Conferenza dei Capigruppo ed è stata annunciata la votazione in questione, praticamente è stata data una settimana di tempo, nel senso che non è stato previsto in Senato lo stesso procedimento - virtuoso a nostro avviso - che era stato seguito, invece, su richiesta della presidente della Camera Boldrini, in merito alla medesima votazione tenutasi alla Camera nel 2013. Questo procedimento virtuoso, portato avanti alla Camera dei deputati, ha previsto un bando a evidenza pubblica, una raccolta di curricula e la formazione di un intergruppo parlamentare alla Camera composto da rappresentanti delle varie forze politiche che hanno visionato i curricula e hanno fatto emergere delle ipotesi di voto.

Noi ci chiedevamo come mai qui in Senato non si fosse deciso di fare altrettanto. A questo punto, però, dal momento che il senatore Malan chiede di posticipare il voto di una settimana, noi presumiamo che non ci sia grande urgenza per procedere alla votazione e, quindi, si possa prendere in considerazione la possibilità di posticiparla non solo di una settimana, ma addirittura del tempo necessario. In tal modo si seguirebbe una procedura virtuosa come quella della Camera e, quindi, si potrebbero raccogliere tramite un'evidenza pubblica i curricula, valutarli e procedere a una selezione che abbia l'obiettivo di essere la più opportuna possibile. Parliamo di un organo di garanzia i cui componenti dovrebbero essere non solo competenti, ma anche indipendenti.

Pertanto, potremmo cogliere questa occasione e, in tal caso, saremmo favorevoli. In caso contrario, ci chiediamo perché posticipare la votazione di una settimana: a questo punto possiamo procedere alla votazione questa settimana perché in fondo non cambia nulla rispetto alla solita prassi.

CALDEROLI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALDEROLI (LN-Aut). Signora Presidente, vorrei segnalare l'assoluta irregolarità della procedura che si è tenuta finora, al punto che è in corso in questo momento la raccolta delle firme per sottoporre una richiesta, in modo da renderla regolare rispetto a un voto che abbiamo già effettuato. Non essendo regolare la proposta, il voto andava annullato, andava presentata la domanda ed eventualmente ripetuto il voto. Il Regolamento è uno solo.

Signora Presidente, ora le sta anche arrivando il foglietto con le firme, e mettiamoci anche l'orario, così risulterà dal Resoconto stenografico che la richiesta non c'era perché è stata depositata in questo momento al tavolo della Presidenza. L'ultima votazione, quindi, è irregolare.

Tornando al punto, posso capire che si possa chiedere l'inversione, ma quello che viene proposto in questo momento è un nuovo calendario che segue delle modalità completamente diverse, a meno che ci si richiami al comma 4 dell'articolo 55 del Regolamento dicendo che si applica anche per le modifiche.

Va bene che le giacche hanno le tasche proprio per essere tirate, ma vediamo di comportarci con un minimo di onestà intellettuale perché non si facciano dei falsi in voto di un'Assemblea parlamentare. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e della senatrice Serra).

PRESIDENTE. Intanto non può parlare di onestà intellettuale, senatore Calderoli, perché allora questa dovrebbe riguardare tutti quanti. Lei sa benissimo che la questione posta era complementare alla decisione che è stata adottata sulla base della richiesta formalizzata dalla senatrice Mussini, che non aveva precisato in quale punto del calendario dei lavori inserire il disegno di legge sulla protezione civile.

AIROLA (M5S). Sono due cose diverse!

PRESIDENTE. Pertanto, riguardo all'onestà intellettuale, la prego di non metterla in discussione. La procedura era esattamente quella che dovevamo seguire, perché non si tratta di una nuova richiesta.

CALDEROLI (LN-Aut). Studi il Regolamento!

CANDIANI (LN-Aut). No!

PRESIDENTE. Esattamente sì.

Siccome non c'è unanimità sul rinvio di una settimana e le questioni poste dalla senatrice Montevecchi, che hanno tutta la loro dignità, dovrebbero essere comunque valutate dalla Conferenza dei Capigruppo, metto in votazione la proposta...

CALDEROLI (LN-Aut). La legga! È scritto dentro!

PRESIDENTE. ...di rinviare l'elezione dei membri dell'AGCOM e della Corte dei conti a mercoledì della prossima settimana alla stessa ora e conseguentemente iniziare domani alle ore 10 e concludere alle ore 13 la seduta antimeridiana del Senato.

È approvata.

Dispongo la controprova.

Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

È approvata.

Il termine per gli emendamenti al disegno di legge sulla protezione civile è fissato a domani alle ore 12.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signora Presidente, voglio solo che sia messo a verbale che non sono riuscita a votare e che, comunque, il mio voto sarebbe stato contrario.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

CANDIANI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDIANI (LN-Aut). Signora Presidente, abbiamo forse capito quello che lei non ha capito, e cioè che domani discutiamo di protezione civile. Ma io mi domando, e le chiedo: come si può consentire che un provvedimento di tale importanza, con tutto quello di cui abbiamo discusso, vada in Aula praticamente senza relatore, non essendo stato neanche concluso il suo esame in Commissione e fissando il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 12?

Ma stiamo scherzando? Ma vogliamo dire che questa è una legge delega sulla protezione civile?

PRESIDENTE. Senatore Candiani, l'Assemblea ha votato a tal riguardo. Capisco che lei abbia illustrato le ragioni di un'altra posizione.

CANDIANI (LN-Aut). Signora Presidente, ha fissato lei un minuto fa il termine delle ore 12! Ma si rende conto cosa significa dire agli italiani che prendiamo in mano una legge che tratta di protezione civile....

PRESIDENTE. Ma se l'Assemblea ha votato di discutere il provvedimento in questi tempi non si può che fissare questo termine.

CANDIANI (LN-Aut). Signora Presidente, allora faccia come crede!

Il termine per la presentazione degli emendamenti va posticipato. Non può essere fissato alle ore 12 di domani. Già non è serio arrivare in Aula senza aver completato l'esame in Commissione, ma noi arriviamo in Aula senza relatore e solo con qualche ora per preparare gli emendamenti.

Dopo di che cosa diciamo agli italiani? Gli diciamo che abbiamo messo nelle mani del Governo uno strumento per fare una nuova riforma della protezione civile?

Ma non prendiamo in giro la gente! Anzi, non prendetela in giro! Siate seri! (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signora Presidente, ragionando con calma, noi prima abbiamo votato su una richiesta di urgenza per un provvedimento.

Se si vuole però fare un lavoro minimamente serio, anche considerato che è richiesta l'urgenza e, quindi, non ci si possono aspettare termini spostati molto in avanti nel tempo, noi riteniamo che il termine delle ore 12 di domani sia veramente troppo breve, considerato anche che domani mattina c'è l'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri. Quindi, probabilmente, molti di noi - quasi tutti - saranno in Aula ad ascoltare l'informativa che è stata richiesta.

Chiedo veramente, con il cuore in mano, che si ragioni sul termine delle ore 12 e si cerchi di concedere un po' più di tempo - non vuol dire tanti giorni in più, ma anche semplicemente un giorno in più - per dare modo alle forze politiche di lavorare serenamente sul provvedimento. Noi abbiamo espresso le nostre riserve al suo riguardo ma, se ci prendiamo l'onere di ragionarci con serietà, cerchiamo allora di essere seri fino in fondo.

Mi associo quindi alla richiesta del senatore Candiani e della Lega per cercare di trovare una soluzione congrua.

PRESIDENTE. Credo che si possa disporre un rinvio di almeno un paio di ore, in modo da consentire quanto lei ha chiesto. Purtroppo questo è l'effetto della accelerazione della discussione e anche della mancata conclusione dei lavori in Commissione; ma è la conseguenza della decisione dell'Aula e io non posso non ricordarglielo, senatrice Montevecchi.

Quindi, dispongo che il termine per la presentazione degli emendamenti sia posticipato alle ore 14.