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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


CERVELLINI, DE PETRIS, BAROZZINO, BOCCHINO, CAMPANELLA, DE CRISTOFARO, MINEO, PETRAGLIA - Il Senato,

premesso che:

si assiste, negli anni della più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi, ad un paradosso nel trasporto pubblico: tagli di treni e linee ferrate e aumento dei prezzi dei biglietti. Sono questi, anni particolarmente critici per i pendolari, una categoria di cittadini, composta per lo più da studenti e lavoratori, costretta a spostarsi, perché impossibilitata a trovare nella propria città o regione una soluzione adeguata alle proprie esigenze di studio e di lavoro. Quella dei pendolari è una vera e propria questione nazionale, di dignità e di diritto alla mobilità delle persone e l'attuale momento di crisi economica obbliga i pubblici poteri ad offrire risposte adeguate ad un fenomeno sociale di tali dimensioni. Il solo dato dei più di due milioni e ottocentomila cittadini che giornalmente usufruiscono del servizio ferroviario regionale, è impressionante;

Trenitalia, con un atto a parere dei proponenti molto grave, ha aumentato in modo rilevante tutte le tariffe degli abbonamenti dei treni Frecciarossa facendo gravare sui prezzi degli abbonamenti rincari medi del 35 per cento. Si tratta di aumenti indiscriminati e che hanno suscitato estese proteste, coinvolgendo, oltre alle istituzioni locali e i media, comitati e associazioni tra i milioni di pendolari che quotidianamente si spostano sulla rete ferroviaria nazionale, nelle più varie destinazioni, non certo per turismo, ma per studio o per lavoro, spesso mal pagato e, se confrontato ai livelli di prezzo degli abbonamenti dopo i rincari, non più conveniente rispetto alla fatica quotidiana di viaggi estenuanti e con servizi quasi mai all'altezza del costi sopportati, costringendo non pochi tra loro a valutare seriamente la necessità di abbandonare il lavoro;

i nuovi abbonamenti, 4 versioni diverse per prezzo e ampiezza d'uso, si applicano dal mese di febbraio 2017. Sulla tratta Torino-Milano, per fare alcuni esempi, si passa da 340 a 459 euro per un abbonamento di seconda classe valido per tutti i giorni; sulla Roma-Napoli da 356 a 481 euro; sulla Milano-Bologna da 417 a 563. E ancora: sulla Milano-Firenze da 529 a 714, sulla Milano-Reggio Emilia da 264 a 356 euro e sulla Roma-Caserta da 275 a 371 euro;

questi aumenti, del tutto ingiustificati, si configurano come l'ennesimo abuso a carico dei pendolari sempre più schiacciati dalle insostenibili tariffe applicate da Trenitalia con il grave silenzio del Governo che così risulta essere complice del comportamento della maggiore società di trasporto ferroviario del nostro Paese;

questo ennesimo ingiustificato aumento conferma il regime di monopolio che caratterizza il trasporto ferroviario e ribadisce il predominio assoluto di Trenitalia SpA e meriterebbe l'attenzione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) al fine di valutarne il comportamento della società Trenitalia SpA;

gli stessi vertici di Ferrovie dello Stato, in un sussulto simile a un riflesso condizionato dovuto a un forte e malcelato senso di "vergogna", auspicano un intervento pubblico come unica soluzione alla situazione, che si è venuta a creare, giustificata da parte di FS dalle alte cifre di investimenti posti in essere su tutta la rete ferroviaria. Tali investimenti, secondo le parole dell'amministratore delegato di FS, "ridurranno i tempi dei passaggi tra un convoglio e l'altro da 5 a 3 minuti: maggiore puntualità e un aumento dei passeggeri trasportati". Il paradosso tuttavia è che il peso maggiore di tali investimenti ricadrà sulle spalle di una categoria tra le più vessate del panorama dei lavoratori italiani a fronte di risultati, sulla carta, francamente modesti dinnanzi allo stato di disservizio complessivo dei trasporti nel nostro Paese e non solo nel settore ferroviario;

Sinistra italiana auspica che si possa procedere almeno, come primo atto di giustizia sociale, ad un ristoro fiscale per i pendolari, adottando una misura simile alla sperimentazione introdotta nella legge finanziaria del 2008 (legge n. 244 del 2007), che permetteva la detrazione per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, estendendoli al trasporto su ferro a livello nazionale. Si tratta di introdurre una misura nazionale tampone, utile e urgente, che "scarichi" il peso degli investimenti pubblici nei trasporti sulla platea complessiva dei contribuenti italiani, permettendo un minimo di ristoro a studenti e a lavoratori pendolari, fruitori primi e continuativi di tali servizi;

i finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questo decennio attraverso la Legge obiettivo ed il Piano infrastrutture hanno premiato per il 66 per cento gli investimenti in strade e autostrade, e comunque con un attenzione prioritaria alle grandi opere costante ormai da anni. Inoltre, con il provvedimento Sblocca Italia, (di cui al decreto-legge n. 133 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014) sono state stanziate ingenti somme per nuove infrastrutture stradali ed autostradali e tunnel alpini. Occorre invece definire una nuova politica per il trasporto ferroviario, fermare i tagli indiscriminati, monitorare le tariffe e applicare maggiori controlli in termini di prezzi e di offerta di servizi di trasporto a livelli europei; mentre le Regioni sono tenute ad investire di più in questo servizio, attraverso maggiori risorse;

spetta al Governo nelle sue articolazioni tra Ministero delle infrastrutture e trasporti e Ministero dell'economia e delle finanze, che avrebbe le leve in mano per garantire un servizio dignitoso, dato che è suo compito controllare la qualità a seguito dei trasferimenti da parte dello Stato, controllare e monitorare la resa, l'efficienza e la fruizione del servizio di trasporto per gli studenti e i lavoratori pendolari e controllare quanto avviene sulla rete pubblica affidata in concessione a RFI, per garantire investimenti indispensabili ad aumentare la velocità dei collegamenti e per tutelare i treni pendolari e infine controllare la congruità degli aumenti dei prezzi degli abbonamenti ferroviari,

impegna il Governo:

1) ad attivarsi, nella qualità di azionista unico del gruppo Ferrovie dello Stato, per il ripristino immediato delle tariffe in vigore prima di febbraio 2017, sulle tratte di alta velocità gestite da Trenitalia;

2) ad operare scelte di politica fiscale che ristorino parzialmente i pendolari dei pregressi forti aumenti tariffari negli abbonamenti di servizio di trasporto pubblico locale e nazionale, ad esempio introducendo la detrazione per l'acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e su ferro a livello nazionale;

3) nell'ambito del contratto di servizio con Trenitalia SpA, a prevedere che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si riservi il controllo totale e la potestà autorizzativa sugli aumenti di tutte le tariffe, in particolare modo quelle relative agli abbonamenti;

4) a controllare in modo costante, puntuale e capillare tutto il settore del trasporto pubblico ferroviario, definendo e seguendo l'attuazione degli obiettivi di miglioramento del sistema dei trasporti legato ai contratti di servizio del gruppo FS, monitorando scrupolosamente lo stato dei servizi nelle diverse regioni bloccando il taglio dei collegamenti ferroviari interregionali e ripristinando collegamenti vitali cancellati; controllando il rispetto del contratto di servizio rispetto alla puntualità e agli impegni, coinvolgendo in quest'opera i pendolari nelle loro varie articolazioni e aggregazioni; controllando quanto avviene sulla rete pubblica affidata in concessione a RFI, per garantire investimenti indispensabili ad aumentare la velocità dei collegamenti e per tutelare i treni pendolari.

(1-00714)