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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


CERONI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

in data 24 agosto 2016 un grave sisma ha colpito la Regione Marche e la situazione già critica è stata aggravata dai successivi fenomeni sismici verificatisi il 26 e 31 ottobre;

in data 18 gennaio 2017 lo sciame sismico non si è arrestato e si sono verificate ulteriori importanti scosse telluriche, che hanno causato ulteriori gravi danni in concatenazione a fortissime nevicate che in alcuni paesi hanno raggiunto i 50 centimetri, provocando forti disagi e la morte di animali;

evidenziato che:

nelle Marche, ad oggi, mancano all'appello circa 60.000 sopralluoghi nelle strutture pubbliche e private colpite dal sisma;

ad oggi circa 25.000 persone sono ospiti di strutture ricettive e appartamenti privati della costa marchigiana;

dal 24 agosto ad oggi la Coldiretti ha registrato la presenza su tutto il territorio colpito dal sisma solo di un paio di stalle mobili (lo 0,5 per cento sul totale), mentre le necessità reali richiederebbero per le aziende agricole non meno di 700 strutture (moduli abitativi, moduli stalla e moduli magazzino/fienile);

le misure approvate hanno determinato una situazione insostenibile con provvedimenti confusi e che perdono di vista l'obbiettivo;

l'art 4-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, indica le disposizioni in materia di strutture e moduli abitativi provvisori con chiaro riferimento al fabbisogno di tecnostrutture per stalle e fienili destinate al ricovero invernale del bestiame nei territori colpiti dal sisma;

considerato che:

con l'entrata in vigore dell'OCDPC (ordinanza del capo del dipartimento della protezione civile) n. 422 del 16 dicembre 2016, a far data dal 27 dicembre 2016, giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stata inserita una nuova e contorta procedura per la valutazione dell'agibilità post sismica degli edifici privati (FAST), che sta creando enormi ritardi e confusione tra le procedure, attraverso schede che prima venivano compilate da esperti ed ora da tecnici-esperti non reperibili perché non pagati;

non essendoci squadre FAST a disposizione, i Comuni non sono in grado di definire quanti moduli abitativi sono necessari: questa situazione impedisce, sia quella ricostruzione leggera così importante per il rientro delle famiglie evacuate, aumentando i costi dell'intervento pubblico, sia quella pesante che consente il ritorno alla normalità di tutte le popolazioni,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per i quali:

a) ancora non siano state apportate quelle modifiche necessarie alle procedure più volte richieste da sindaci e dai tecnici, che hanno bloccato ogni intervento necessario e d'urgenza;

b) non venga costituito un coordinamento regionale urgente per dare poteri alle regioni e di conseguenza agli amministratori locali, in modo tale che possano interagire con i vertici della Protezione civile e della ricostruzione;

c) non siano stati stanziati contributi aggiuntivi per le aree del cratere funzionali a sanare le difficoltà incontrate dalle amministrazioni;

d) vi siano albergatori che lamentano il mancato pagamento delle fatture relative all'ospitalità offerta agli sfollati, e vi sono privati in autonoma sistemazione, ai quali ancora non sono ancora arrivati i contributi promessi e che hanno attinto, per chi ha avuto la possibilità, a risparmi personali per far fronte alle spese di affitto;

e) non siano stati forniti i moduli abitativi e un'adeguata sistemazione alloggiativa a quei nuclei familiari che non hanno potuto, o voluto, abbandonare i propri animali e attrezzature e che ad oggi si trovano a vivere ancora in strutture di emergenza (roulotte e tende) assolutamente inadeguate a fronteggiare le intemperie del momento;

f) non si sia provveduto ad utilizzare le forze dell'Esercito in tempo utile per sopperire alla grave situazione che si è creata con altrettante, e rilevanti, ripercussioni economiche.

(4-06873)