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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


SANTANGELO, CRIMI, MORONESE, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PAGLINI, PUGLIA, MARTON, DONNO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

nel pomeriggio del 16 gennaio 2017, a circa 20 miglia dalle coste della Libia, tra Bengasi e Derna, un motopeschereccio denominato "Principessa Prima" di Mazara del Vallo (Trapani) è stato affiancato da una imbarcazione che avrebbe aperto il fuoco a colpi di mitraglia, come riportato sin da subito dalla emittente televisiva locale "Televallo";

l'imbarcazione si trovava in acque internazionali e, grazie all'abilità del comandante e al fatto che i colpi d'arma da fuoco non hanno arrecato avarie all'imbarcazione "Principessa Prima", la stessa non è stata soggetta alle conseguenze, ormai ben note alle flotte mazzaresi, come quelle del sequestro;

come riportato dagli organi di informazione, inoltre, sembra che gli autori dell'attacco presenti sull'imbarcazione, fossero dei miliziani libici;

tra l'altro non è la prima volta che i libici muovono vere e proprie azioni d'inibizione della pesca in quel tratto di mare ad imbarcazioni della marineria di Mazara del Vallo;

anche lo scorso dicembre 2016, come riportato dal giornale on line "Tp24", il motopesca "End" di Mazara del Vallo, che si trovava al largo delle coste libiche, a circa 50 miglia a nord di Zwara, aveva richiesto supporto, perché era stato avvicinato da una motovedetta tunisina, la quale le aveva intimato di fermarsi nonostante si trovasse, come sottolineato dalla Marina militare, in acque internazionali. In zona erano presenti anche altri 2 pescherecci italiani, il "Gemma Primo" e l'"Anna madre", entrambi della marineria di Mazara del Vallo. Il comandante dell'operazione "Mare Sicuro" ha quindi disposto il decollo immediato dell'elicottero imbarcato su nave "Cigala Fulgosi", che nel frattempo si è diretta a tutta velocità verso i pescherecci. Non appena l'elicottero ha raggiunto il motopesca "End" la situazione si è chiarita e la motovedetta presunta tunisina si è allontanata verso sud;

considerato che:

in base ai trattati internazionali, di certo al di fuori dei casi di terrorismo, pirateria ed inquinamento ambientale, solo da parte dello Stato di bandiera (o con la autorizzazione dello Stato di bandiera) si può esercitare un potere di interdizione della navigazione di una imbarcazione che transita in acque internazionali, a meno che non si ottenga l'autorizzazione preventiva dello stato di bandiera, o che l'imbarcazione sia priva di segnali identificativi;

uno dei compiti dell'operazione "Mare Sicuro" della Marina militare è quello della protezione ai pescherecci nazionali iniziata su disposizione del Ministero della difesa il 12 marzo 2015 a seguito dell'aggravarsi della crisi libica;

il 29 dicembre 2007, Roma e Tripoli firmarono 2 protocolli anti-migrazione, che prevedevano il pattugliamento marittimo congiunto delle acque del Mediterraneo e la "cessione in uso" di 6 motovedette della Guardia di finanza alla Guardia costiera libica;

considerato inoltre che, a parere degli interroganti:

questo ennesimo episodio è la conseguenza di una mancata e chiara definizione dei confini delle acque internazionali di fronte alla Libia. Si tratta di una vera e propria violazione dell'idea di confini, che disattende e contravviene alla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare;

l'evento in questione non può passare nel silenzio e quindi sarebbe auspicabile, anche nel rispetto degli operatori della pesca e non solo, che vengano chiariti i dettagli e le responsabilità, alla luce degli accordi dell'Italia con la Libia e, comunque, della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, in particolare quando episodi come quelli descritti accadono in acque internazionali con il grande dispiegamento di forze militari presenti nel Mediterraneo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se corrisponda al vero che una milizia libica abbia aperto il fuoco contro il peschereccio di Mazara del Vallo "Principessa Prima" e, nel caso, se si tratti di una delle unità fornite dallo Stato italiano per la sorveglianza del Mediterraneo, come da precedenti accordi;

quali misure intenda adottare a garanzia degli operatori delle imbarcazioni italiane nel Mediterraneo, esposti sempre più a crescenti rischi determinati dalla presenza di entità estremiste, al fine di tutelare gli interessi nazionali nell'area;

quali siano allo stato attuale gli accordi vigenti con la Libia in ordine al controllo delle coste.

(4-06872)