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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


PAGLIARI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

la legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014), nel processo di privatizzazione di Poste italiane, aveva previsto una sostanziale modifica del servizio postale universale con il taglio di numerosi sportelli nelle aree montane, nonché il ridimensionamento a giorni alterni della consegna della corrispondenza;

Poste italiane, nel piano industriale 2015-2019, ha dato seguito alle disposizioni previste dalla legge di stabilità, prevedendo un notevole ridimensionamento del servizio facendo leva su infrastrutture telematiche e tecnologie non sempre però sfruttabili nelle aree montane e rurali;

Poste italiane ha annunciato di voler procedere, nel corso dell'anno 2017, con la riduzione della consegna della corrispondenza in 2.632 comuni, che si sommano ai 2.632 dove la corrispondenza viene consegnata 5 giorni su 14, già dal 2015 e dal 2016;

Poste italiane ha attivato, inoltre, sulla base di un accordo con Governo e federazione degli editori, una rete parallela di consegna dei quotidiani e dei settimanali che tocca 1.900 comuni italiani, ma esclude completamente le aree montane e interne del Paese;

i tribunali amministrativi di alcune regioni, per di più, si sono pronunciati a favore dei comuni che avevano presentato ricorso contro il piano di chiusura e razionalizzazione di Poste SpA riconoscendo che la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici e senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura;

considerato che, a quanto risulta all'interrogante:

le aree montane, fra cui quelle dell'Appennino parmense, come il comune di Borgo Val di Taro, vivono, per tale decisione, una situazione di disagio, che interessa non solo i singoli cittadini, ma tutto il tessuto economico e sociale, in quanto la presenza dello sportello postale e la consegna della posta rappresentava un momento edificante e vivificante della comunità e di valorizzazione del territorio;

nella stessa provincia di Parma, inoltre, alcuni comuni hanno subito la chiusura di uffici postali (San Vitale frazione di Sala Baganza, Sivizzano e Riccò frazione di Fornovo, Basilicagoiano frazione di Montechiarugolo, Coltaro frazione Sissa-Trecasali, Gaiano frazione di Collecchio) e sono stati soggetti a riduzione dei servizi, scontando oltre tutto l'inefficienza dei servizi sostitutivi più volte annunciati da Poste;

in data 22 gennaio 2014 il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), rispondendo a specifica missiva del presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, ha ricordato che, con apposita delibera, l'authority ha "ritenuto opportuno inserire (...) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (...) ritenendo prevalente l'esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio";

Poste italiane SpA ha sospeso per il 2017 il piano di riorganizzazione della presenza territoriale dell'azienda, grazie all'impegno dei Comuni e delle associazioni degli enti locali, come Uncem che ha promosso una forte mobilitazione del territorio e dei Comuni;

l'Agcom ha espresso a marzo 2015 il proprio avviso sulla modalità di recapito a giorni alterni, modificando la proposta di Poste ed indicando che la misura potrà interessare un numero di comuni che rappresentino al massimo il 25 per cento della popolazione e in funzione di particolari circostanze, anche geografiche, del territorio italiano e ricordando che la misura dovrà essere notificata alla Commissione europea;

la Conferenza unificata, riunita presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, ha espresso, in data 5 agosto e 20 dicembre 2016, la necessità di un monitoraggio sulle attività di consegna da parte di Poste italiane, evitando disservizi per le aree interne e montane del Paese, in particolare relative alla distribuzione di giornali quotidiani e di settimanali;

questa razionalizzazione rischia, inoltre, di tradursi in gravi disservizi per la popolazione, soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali, quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti, su territori particolarmente disagiati,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia in essere e in progetto per ovviare a tale situazione di disagio, al fine di proseguire, tra l'altro, il lavoro nel tavolo di concertazione con le amministrazioni locali per la discussione sull'ipotetico ridimensionamento, e scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli, evitando così che decisioni assunte da Poste italiane SpA arrechino disagi ai cittadini utenti, che non vedono garantita l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell'accordo siglato fra le Poste italiane e lo Stato;

se intenda intervenire allo scopo di impegnare Poste ad attivare, nei comuni delle aree interne del Paese, 100 sportelli Postamat per prelievi e versamenti, nuovi servizi negli sportelli, la tesoreria per Comuni e Unioni di comuni.

(4-06864)