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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


VACCIANO, MUSSINI, MOLINARI, BATTISTA, SIMEONI, CAMPANELLA, MASTRANGELI, BENCINI, BOCCHINO, Maurizio ROMANI, BIGNAMI, GIACOBBE, GOTOR, BUCCARELLA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che la vicenda dei 419 plichi custoditi nel caveau della Banca d'Italia ancora non suscita il dovuto interessamento del Ministero dell'economia e delle finanze, proprietario e responsabile di quello che, a tutti gli effetti, è un patrimonio pubblico di indubbio valore storico e culturale. Recentemente gli interroganti sono entrati in possesso di dati meno approssimativi relativi al contenuto dei 63 depositi visionati fino al 2006, dati sicuramente noti al Ministero evidentemente taciuti in sede di risposta al precedente atto ispettivo (3-02870). Avendo il Ministero perso l'occasione di comunicare ufficialmente quanto realmente custodito (almeno per la parte dei reperti ispezionati) nella sede della Banca d'Italia di via dei Mille di Roma, ciò è testimonianza a giudizio degli interroganti dell'ignavo incedere delle istituzioni competenti in questa vicenda;

considerato che:

oltre al gruppo di lavoro che tra il 2005 e il 2006 procedette alla ricognizione di 63 plichi, si apprende dalla risposta fornita presso la 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato il 13 settembre 2016 che, nel 1978, fu istituita anche un'altra commissione interministeriale, il quale lavoro fu ripreso dal gruppo del 2005. Nel testo della risposta viene ricordato che nel 1999 ci fu il passaggio di consegne di questi beni dalla Direzione generale del tesoro alla Tesoreria centrale della Banca d'Italia. In apparenza niente di clamoroso, se non si considera che questi passaggi compiuti nelle segrete stanze permisero la compilazione di documenti che avrebbero dovuto esser resi di dominio pubblico, poiché quei beni in cauta custodia attendono di entrare a far ufficialmente parte del patrimonio dello Stato. Quindi è opinione degli interroganti che il riserbo del Ministero sul contenuto noto fin nel dettaglio dei plichi sottoposti a ricognizione, che gli interroganti ora conoscono con meno approssimazione, sia stato e sia tuttora funzionale al minore interessamento dell'opinione pubblica poiché lasciata volutamente all'oscuro;

ai fini di un maggiore coinvolgimento del pubblico, è opinione degli interroganti che sia doveroso mettere al corrente la cittadinanza del contenuto dei plichi già ispezionati dalle autorità durante le ricognizioni del 1978 e del 2005-2006: 1) dossier "Mussolini": 24 decorazioni, o parti di esse, tra cui: collare (piccolo) dell'ordine della SS. Annunziata; ordine persiano di Agdas di I classe; medaglia pontificia in oro, probabilmente celebrativa dei patti Lateranensi; placca d'oro e brillanti dell'ordine dell'Aquila tedesca (prodotta in un singolo esemplare per il duce); ordine di Simon Bolivar; placca in oro e brillanti dell'ordine della Fedeltà albanese; ordine del collare di Albania con brillanti; 2) decorazioni dell'ordine di Nepal Tara del Regno del Nepal; ordine di Carlos Manuel de Cespedes della repubblica Cubana; 2 decorazioni dell'ordine al merito della Repubblica austriaca; ordine della Croce di Vytis della Repubblica di Lituania. Queste informazioni dettagliate sono state pubblicate on line su un forum di pubblico dominio. Inoltre, nei depositi associati al dossier Mussolini si annovera anche qualche gioiello da donna, i vestiti indossati dal duce e da Claretta Petacci e le banconote in loro possesso al momento della fuga dall'Italia; vaglia cambiario e distinta valori custoditi in una cassetta di sicurezza sequestrati presso la villa Mantero di Como; 3) dossier "Gerarchi fascisti": argenteria, per lo più pezzi singoli (teiere, lingotti, vassoi, candelabri, suppellettili da tavola), sacchetto contenente pietre ancora non valutate, crogiolo per la fusione di metalli, monete d'argento, 4 dozzine di orologi da polso e uno da tasca in oro, macchina da scrivere Olivetti studio 42; 4) dossier "Casa Savoia" e casati correlati: monete d'argento, astucci e bicchieri da viaggio e servizi di posate con varie iniziali e stemmi, collier Cartier Parigi con 25 pendenti in oro, circa 400 posate d'argento di diversa forma e utilizzo marchiati con diversi stemmi tra cui quello reale; 46 tra piatti e vassoi in argento su cui sono incisi diversi stemmi tra cui quello reale; 5) dossier "Corpi di reato": documenti, francobolli, banconote, monete storiche d'oro e non, qualche lingotto d'oro e titoli; 6) dossier "Oro alla patria": fedi nuziali, monete d'oro storiche di diversa provenienza, spille, monili ed altri oggetti in oro; 7) dossier "Oggetti d'oro e gioielli": 4 orologi in metalli preziosi, 12 anelli da donna in platino con pietre preziose, più di 40 oggetti in oro, 20 brillanti di natura al momento ignota; 8) dossier "Comunità di Salonicco": posate, vari oggetti d'oro, banconote, penna stilografica ed un orologio; 9) inoltre, sono stati ritrovati anche i titoli azionari della costruenda Baghdadbahn (ferrovia Berlino-Costantinopoli-Baghdad) e la documentazione relativa al "prestito Morgan";

considerato inoltre che:

da informazioni in possesso degli interroganti, i beni custoditi nei plichi sepolti nel caveau della Banca d'Italia associati alla Casa Savoia non sarebbero tutti quelli che effettivamente furono requisiti dalle truppe anglo-americane e consegnati, al tempo, al Governo italiano: infatti, durante la ricognizione del 1978, gli oggetti più significativi vennero distribuiti a vari musei;

il sempreverde interesse del circuito museale rispetto a oggetti di simile valore storico-culturale è la testimonianza tangibile della fattibilità di un piano unitario di progressiva musealizzazione di questi reperti di grande valore storico e punto di partenza per interessanti ricostruzioni storiche. Verosimilmente, l'alienazione dei beni che risultassero meno attraenti ai fini espositivi potrebbe sostenere economicamente sia l'attuazione di un progetto unico di esposizione che il prosieguo della ricognizione di tutti gli altri plichi ancora mai visionati, senza che si debba ricorrere a ulteriori aggravi economici per la finanza pubblica;

considerato altresì che:

in data 20 settembre 2016 è stata depositata un'interrogazione (3-03138) indirizzata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, chiedendo delucidazioni circa le procedure di verifica dell'interesse storico e culturale degli oggetti contenuti nelle bisacce ispezionate, come annunciato dal vice ministro dell'economia in sede di risposta al precedente atto di sindacato ispettivo. Infatti, risultava che tale richiesta avrebbe potuto essere inoltrata anche per via telematica, quindi senza impedimenti di sorta. Ad oggi, dopo svariati solleciti, non è stata ricevuta alcuna risposta formale né informale da parte del Ministero dei beni culturali in merito allo stato di avanzamento della verifica dell'interesse storico e culturale dei reperti noti;

è opinione degli interroganti che, in base alla documentazione in loro possesso (fotografica e testuale), nonché dalla presentazione della Banca d'Italia, sia possibile desumere che il materiale contenuto nei plichi abbia un valore se non storico quantomeno economico. Quindi, la conclusione da parte del Ministero dei beni culturali della verifica dell'interesse storico e culturale risulta senza dubbio indispensabile, ma la sua assenza non può costituire un impedimento reale alla ricognizione integrale delle 2.087 bisacce stipate in via dei Mille. Laddove non si dovesse convenire con le considerazioni degli interroganti appena espresse, ovvero non si dovesse attribuire alcun valore al materiale custodito nel caveau della Banca d'Italia, risulterebbe assolutamente irragionevole proseguire nella già ultradecennale attività di custodia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda rendere noto l'elenco dettagliato del contenuto dei plichi sottoposti a ricognizione di modo da renderlo ufficiale e, soprattutto, pubblico;

quali siano le tempistiche per la valorizzazione dei primi depositi ispezionati, considerata la richiesta di verifica dell'interesse storico e culturale già in essere, di competenza del Ministero dei beni culturali e se, nel caso, il Ministro dell'economia intenda sollecitare tale procedura;

se sia a conoscenza del sollecito al Ministero da parte della Banca d'Italia per la ripresa dell'attività di ricognizione;

se nell'ambito delle proprie competenze in relazione ai beni da includere nel patrimonio dello Stato, intenda predisporre un modello di sistema autonomo e indipendente dall'avvicendarsi dei governi per la sistematica valutazione e reindirizzamento di ogni bene facente parte della partita di plichi in oggetto.

(3-03422)