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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


VACCARI, CAPACCHIONE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

dalla relazione sullo stato della giustizia, presentata dal Ministro in indirizzo al Parlamento nei giorni scorsi, emergono dati significativi che certificano i passi in avanti fatti per migliorare l'efficacia del nostro sistema giudiziario e renderlo più rispondente alla Carta costituzionale sul fronte dei diritti e delle garanzie, facendo apprezzare il nostro Paese per l'equilibrio raggiunto;

la popolazione carceraria al 31 dicembre 2015 è risultata pari a 54.653 detenuti, 10.000 in meno rispetto al 2013; 12 sono le carceri che ospitano 750 detenuti, secondo l'art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975, in regime di "carcere duro";

la situazione delle carceri italiane, pur se migliorata negli ultimi anni, presenta ancora elementi di forte criticità relativamente al rispetto dei diritti umani dei detenuti;

nelle 12 città italiane sedi penitenziarie che ospitano detenuti in regime di "41-bis " è provato come fino al 2010 le maglie di questo particolare regime detentivo si fossero lentamente ma inesorabilmente allargate, con episodi clamorosi di boss che riuscivano a mantenere relazioni con i clan o addirittura a concepire figli;

nel corso del 2015 il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (DAP) ha operato una revisione delle presenze dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis per meglio applicare la legge, specializzando alcune strutture e qualificandole anche dal punto di vista strutturale;

considerato che:

la Direzione nazionale antimafia ha sempre attribuito massima importanza al regime di carcere duro, perché strategico nell'attività di disarticolazione delle organizzazioni mafiose e in quanto consente di privarle dell'apporto che i loro capi, finalmente assicurati alla giustizia e raggiunti da condanne per reati gravissimi, potrebbero continuare a fornire anche in regime di detenzione ordinaria;

la scelta operata dal DAP è da ritenersi qualificante e risolutiva circa la detenzione dei soggetti più pericolosi in regime di 41-bis, ridefinendo per l'insieme delle presenze nelle 12 sedi penitenziarie oneri e numeri significativi rispetto alle capienze delle sezioni specifiche, come accaduto per la struttura penitenziaria di Parma;

rilevato che:

si è appreso che l'amministrazione penitenziaria starebbe studiando l'ipotesi di realizzare una sezione detentiva da destinare a detenuti in regime di 41-bis presso il carcere di Modena;

la fattispecie ipotizzata mal si adatterebbe ad una struttura che ha mostrato nel corso degli anni limiti strutturali già relativamente alla detenzione ordinaria, pur se compensati dagli sforzi e dall'impegno delle personale chiamato alla direzione e alla custodia, in un rapporto proficuo con il volontariato cittadino;

la scelta paventata parrebbe in contraddizione con quella fatta dalla stessa amministrazione penitenziaria circa la qualificazione di una struttura come quella di Sassari per la detenzione di condannati in regime di 41-bis per meglio gestirne la custodia, limitare i contatti con l'esterno, e garantire spazi più funzionali allo scopo;

l'ipotesi prospettata aggiungerebbe inoltre ulteriori problemi nella gestione della sicurezza del territorio, essendo dimostrata anche per le altre 12 città la presenza di sodali dei detenuti in regime di 41-bis e manifestandosi azioni collegate da parte delle organizzazioni criminali di appartenenza;

rilevato infine che l'Emilia-Romagna è una regione dove le organizzazioni criminali, 'ndrangheta e camorra in particolare, si sono insediate in diversi settori dell'economia come confermato da diverse inchieste tra cui "Aemilia", pertanto sarebbe da scongiurare il rischio che i sodali o i familiari dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis si stabilizzino nel territorio aggiungendo ulteriori presenze potenzialmente pericolose ad un radicamento già esistente,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo confermi la notizia circa l'intenzione del DAP di realizzare una sezione per detenuti al 41-bis nel carcere di Modena;

se ritenga la stessa ipotesi coerente con le scelte operate finora dallo stesso Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria sulla detenzione in regime di 41-bis e con gli obiettivi di qualificazione più complessiva del sistema penitenziario del nostro Paese.

(3-03421)