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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


BATTISTA - Al Ministro della difesa - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

il 17 gennaio 2017 la presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso dell'incontro con il presidente e vicepresidente della Guardia costiera ausiliaria regionale, ha confermato, come priorità amministrativa, il recupero del pontone galleggiante "Ursus", nonché la valorizzazione degli spazi culturali del porto vecchio in Trieste;

ad integrazione del futuro polo museale potrebbe giungere l'ex nave ammiraglia della Marina militare italiana, l'incrociatore "Vittorio Veneto", che ha operato dal 1969 al 2003, anno in cui è stato collocato in status di ridotta tabella di disponibilità;

l'incrociatore, attualmente stazionato a Taranto, è in disarmo dal 29 giugno 2006, dopo che gli sono stati rimossi gli otturatori dai cannoni, poi tagliati e sigillati con tappi di bronzo, ed è stato cancellato dal quadro del naviglio militare dello Stato;

negli ultimi decenni, la Marina militare ha favorito la musealizzazione di alcune piccole unità dismesse con il sano e lungimirante spirito della conservazione dal significato storico e patriottico, che l'ha spinta a prevedere la possibilità di cedere questi beni a favore di musei, pubblici o privati che, a fronte di un lecito guadagno per loro ed un giusto ritorno per la forza armata, con regolare contratto, assicurino la gestione ed il mantenimento del bene con il reinvestimento di gran parte dei ricavi nella stessa impresa;

l'ipotesi di trasformare anche suddetta nave in museo galleggiante era stata già annunciata negli anni passati da parte di un'associazione che porta il suo nome e che era nata proprio con questo desiderio. La realizzazione sarebbe stata effettuata entro il 2010, prima delle previste celebrazioni del 150º anniversario dell'unità d'Italia svolte nel 2011, ma evidentemente non si sono potuti rispettare i termini dichiarati;

tenuto conto che:

il più delle volte, l'ostacolo fondamentale alla realizzazione del progetto di musealizzazione di navi così anziane è la presenza di materiali pericolosi a bordo, quali l'amianto, che, ove ci sia il rischio di contatto con gli addetti ai lavori di trasformazione prima o con i visitatori poi, vanno rimossi e opportunamente bonificati;

nel caso dell'incrociatore "Vittorio Veneto", il recupero della nave e la bonifica avranno costi stimati tra i 15 ai 20 milioni di euro, commisurati alle sue notevoli dimensioni e alla sua complessità: 7.500 tonnellate di dislocamento per 179,6 metri di lunghezza;

considerato che:

la pericolosità dei materiali presenti a bordo risiede anche nel fatto che possano liberarsi nell'aria, e quindi diventare potenzialmente inalabili, durante la lavorazione o per qualsiasi sollecitazione esterna come manipolazione, vibrazioni, trasporto o dismissione;

se mal dissipate e perciò assorbite dall'organismo umano, tali sostanze ne possono ledere la salute, rappresentando quindi un pericolo per tutta l'area portuale ove sono dismesse,

si chiede di sapere:

se sia disponibile un resoconto degli esiti, in termini economici e di immagine, delle musealizzazioni fin qui concesse dalla Marina militare, così da valutare l'effettiva utilità di promuovere l'impresa nave museo "Vittorio Veneto", a fronte dei costi e dei rischi connessi;

in considerazione soprattutto del processo di ridimensionamento della flotta della Marina militare, quante siano le unità navali dismesse e quali siano eventualmente quelle già destinate a futuri progetti museali o già in corso di trasformazione;

nello specifico dell'incrociatore "Vittorio Veneto", quali siano le modalità esecutive per il trasferimento da Taranto a Trieste della nave, in relazione anche alla presenza di materiali pericolosi a bordo;

se sia stato commissionato uno studio di fattibilità, prima di procedere ai lavori esecutivi di trasformazione e di adeguamento alle vigenti normative, con particolare riguardo per quelle in tema di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, quantificandone i costi e le conseguenti ricadute economiche.

(3-03418)