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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 746 del 24/01/2017


GIARRUSSO, DONNO, MORRA, BERTOROTTA, BUCCARELLA, PAGLINI, CAPPELLETTI, SANTANGELO, MORONESE, PUGLIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel Comune di Roccamena, in provincia di Palermo, già sciolto per infiltrazioni mafiose nel gennaio 2006, vi sarebbero inquietanti elementi che attesterebbero il tentativo da parte della criminalità organizzata di manipolare l'amministrazione locale;

Roccamena, nel 1968, fu colpito da un violento terremoto e il processo di ricostruzione, dopo circa mezzo secolo, sarebbe ancora ben lontano dal potersi definire compiuto, anche a causa dei continui ritardi nella gestione ed esecuzione degli appalti;

in particolare, il precedente sindaco Salvatore Giuseppe Gambino, al momento dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose nel 2006, sarebbe stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, nonché per detenzione illecita di arma da fuoco poi risultata rubata, assieme al boss di Roccamena, Bartolomeo Cascio (deceduto a luglio 2016), ritenuto uomo vicino al boss corleonese Totò Riina, già condannato per associazione mafiosa, insieme ad altri 2 imprenditori, accusati anche di turbativa d'asta;

ad oggi, la quasi totalità degli appalti collegati alla ricostruzione post terremoto sarebbe in mano ad aziende legate all'ex sindaco Gambino, lo stesso che avrebbe approvato i progetti di ricostruzione, 56 in una sola notte dell'aprile 2004, e tra i vari lavori eseguiti da una di queste aziende, vi sarebbero anche quelli relativi alla costruzione di un capannone per l'attuale sindaco di Roccamena, Tommaso Ciaccio;

inoltre, i medesimi gruppi che avrebbero sostenuto in passato l'ex sindaco Gambino avrebbero sostenuto la candidatura dell'attuale sindaco Ciaccio; infatti, sarebbe di pubblico dominio che membri della Giunta e del Consiglio comunale, anche di maggioranza, al momento dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, sarebbero direttamente o indirettamente legati all'attuale amministrazione comunale;

secondo quanto riportato da "il Fatto Quotidiano", in data 19 dicembre 2015, l'attuale sindaco Tommaso Ciaccio si sarebbe reso protagonista di un increscioso evento ai danni di alcuni suoi concittadini; contrariamente a quanto disposto dalla normativa in materia, senza alcun riguardo per le regolari procedure amministrative, avrebbe tentato di intromettersi in alcune pratiche edilizie, relative ad alcuni residenti di Roccamena, che da anni denuncerebbero potenziali ed eventuali malefatte da parte dell'amministrazione comunale; il funzionario comunale si sarebbe opposto a tale richiesta e, nel rispetto della legge, avrebbe sporto regolare denuncia dell'accaduto;

infine, nei mesi scorsi si sarebbero verificati episodi di violenza e intimidazione ai danni di cittadini di Roccamena, regolarmente denunciati alle forze dell'ordine;

considerato che i fatti descritti sulla delicata situazione in cui si trova il Comune di Roccamena, a parere degli interroganti, richiederebbero maggiore attenzione da parte delle Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere e dell'autorità giudiziaria,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non intenda valutare i presupposti per attivare la procedura di cui all'articolo 143 e seguenti del testo unico sugli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), al fine di verificare la sussistenza di fenomeni di infiltrazione mafiosa o elementi di condizionamento dell'amministrazione da parte di cosche mafiose;

quali azioni intenda intraprendere, al fine di prevenire infiltrazioni mafiose negli enti locali e territoriali.

(3-03416)