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Legislatura 17 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 633 del 25/05/2016


FORNARO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che:

l'articolo 6-bis, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante "Codice dell'amministrazione digitale" introdotto dall'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, prevede che: "Al fine di favorire la presentazione di istanze, dichiarazioni e dati, nonché lo scambio di informazioni e documenti tra la pubblica amministrazione e le imprese e i professionisti in modalità telematica, è istituito, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, il pubblico elenco denominato Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti, presso il Ministero per lo sviluppo economico";

rilevato che:

il medesimo articolo, al comma 2, stabilisce che "L'Indice nazionale di cui al comma 1 è realizzato a partire dagli elenchi di indirizzi PEC costituiti presso il registro delle imprese e gli ordini o collegi professionali, in attuazione di& quanto previsto dall'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2";

la scelta iniziale di inserire gli indirizzi PEC di imprese e professionisti iscritti in ordini o collegi è stata di carattere operativo, poiché non era ancora vigente la legge n. 4 del 2013, relativa alle professioni non ricomprese in ordini o collegi;

considerato che:

INI-PEC è uno strumento innovativo fondamentale per lo sviluppo del Paese ed è stato pensato per chiunque abbia la necessità di ottenere l'indirizzo di PEC di un professionista o di un'impresa che desidera contattare;

per rispondere realmente ed efficaciemente a tale esigenza, è necessario che INI-PEC raccolga gli indirizzi Pec di tutte le imprese e di tutti i professionisti presenti sul territorio italiano;

appare pertanto necessario a parere dell'interrogante ampliare il numero di tali indirizzi PEC da inserire nell'indice INI-PEC. Infatti, maggiore sarà il numero di indirizzi PEC, maggiore sarà la possibilità della pubblica amministrazione di inviare telematicamente atti, notifiche e comunicazioni con notevole risparmio di tempo e di costi;

il mancato inserimento degli indirizzi PEC dei professionisti nella legge n. 4 del 2013, come ad esempio di quello dei tributaristi, ha comportato diversi problemi operativi per l'adempimento di alcuni obblighi normativi o funzioni professionali, a cui tali professionisti sono soggetti, tra cui l'invio della PEC all'Agenzia delle entrate a fini di antiriciclaggio o l'invio telematico al sistema TS dei dati sanitari, da parte di un intermediario fiscale autorizzato; infatti, pur essendo i tributaristi intermediari fiscali autorizzati, il sistema controlla la PEC tramite l'INI-PEC, causando il blocco della procedura,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di doversi attivare con la massima sollecitudine per far sì che anche ai professionisti esercenti attività, di cui alla legge n. 4 del 2013, pubblicata in Gazzatta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013, che non rientrino nelle fattispecie di cui all'articolo 6-bis, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, venga consentito di poter comunicare il proprio indirizzo PEC, utilizzando gli strumenti telematici resi disponibili dalle Camere di commercio per il tramite delle proprie strutture informatiche, al fine di ottimizzare la raccolta e l'aggiornamento dei medesimi indirizzi.

(3-02888)