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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 493 del 29/07/2015


Discussione congiunta e approvazione dei documenti:

(Doc. VIII, n. 5) Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2014

(Doc. VIII, n. 6) Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2015

(Relazione orale) (ore 12,18)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti VIII, nn. 5 (Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2014), e 6 (Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2015).

Il relatore, senatore Sangalli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

SANGALLI, relatore. Signor Presidente, il momento del rendiconto (si potrebbe dire del bilancio consuntivo) e del bilancio di previsione è sempre denso di significati che vanno letti attraverso dei numeri, che poi riproducono delle azioni gestionali, politiche, degli indirizzi di comportamento che il Senato ha assunto nell'anno in corso, e in quelli del recente passato.

I senatori Questori hanno svolto un lavoro molto intenso e preciso e presenteranno dettagliatamente all'Assemblea, così come nei giorni scorsi hanno fatto con i Presidenti delle Commissioni e i funzionari dirigenti delle Commissioni e dei diversi servizi del Senato, sia l'andamento dei conti del 2014 che lo stato di attuazione del 2015.

Quello che mi sento di dire, da Presidente molto pro tempore della Commissione bilancio del Senato, è che il lavoro è stato svolto con estrema serietà e con grande coerenza rispetto all'attività intrapresa negli anni passati, con lo scopo di raggiungere obiettivi tra loro convergenti. Il primo di tali obiettivi è il contenimento dei costi, il secondo è il contenimento dei costi attraverso la crescita dell'efficienza organizzativa, e quindi attraverso un processo progressivo di riorganizzazione che negli anni ha prodotto una riduzione consistente del personale del nostro Senato, tale però da non recare danno all'esecuzione delle funzioni democratiche cui questa Camera è chiamata, né alle funzioni di approfondimento, di analisi e di ispezione cui il Senato stesso è chiamato. Se gli obiettivi strategici sono ben fissati, l'efficienza conduce di solito anche alla produzione di maggior efficacia nella sua attività propria, che è la produzione legislativa - attività propria delle due Camere - e quindi nella somma funzione democratica del nostro Paese.

I conti sono riassumibili in una spesa - che verrà dettagliata molto bene dalle relazioni: ciò mi consente di essere breve nella mia introduzione - che diventa, a consuntivo nel 2014, di circa 501.626.000 euro, con una riduzione del 2,21 per cento sul consuntivo del 2013, che a sua volta era in riduzione rispetto al consuntivo del 2012. Siamo cioè di fronte ad un risparmio della spesa molto consistente, che si ottiene attraverso azioni di efficientamento, di riorganizzazione, di riduzione delle spese che attraverso l'efficientamento possono essere ricondotte entro capitoli molto più adatti all'operatività di una Camera come questa.

Mi preme però segnalare, come hanno fatto i miei predecessori negli anni passati - non nego di aver cercato di vedere quale fosse l'impostazione con cui il Presidente della Commissione bilancio si accingeva a fare questo tipo di segnalazione all'Assemblea - che quella che definisco gestione caratteristica, ovvero la funzione propria del Senato, che attiene al suo funzionamento in senso stretto, ai costi per i senatori in attività, per i collaboratori e per gli spazi del Senato, è una parte importante, che costituisce però il 58,6 per cento della spesa complessiva del Senato. Se dovessimo misurare, come si farebbe in un'azienda, la gestione caratteristica propria, rispetto all'andamento delle entrate, ci troveremmo di fronte ad una gestione che ha prodotto risultati costantemente positivi in termini di efficacia del prodotto e contemporaneamente ha continuamente ridotto la spesa, con risultati importanti in termini di efficienza della spesa stessa.

Tuttavia, il conto globale del Senato non è fatto soltanto dalla gestione che definisco caratteristica, ma anche da una sezione piuttosto corposa, che copre il 41,44 per cento del bilancio complessivo e che attiene alla spesa di natura previdenziale. Il Senato, nella sua autonomia, corrisponde direttamente le pensioni ai propri dipendenti e i vitalizi ai parlamentari in quiescenza o, diciamo così, a riposo, attraverso il proprio conto economico: ciò entra dunque nel conto economico del Senato stesso. Lo voglio ricordare perché questa parte - che è stata via via rinnovata, ridotta e concentrata, anche per decisioni che quest'Aula ha assunto negli anni, soprattutto per quanto concerne i vitalizi dei senatori, le modalità di erogazione degli stessi, i tempi di permanenza in Senato e così via - è, da un lato, autofinanziata dai senatori stessi, mentre, dall'altro, gode del sostegno dello Stato, così come qualunque altra forma di previdenza sociale ed integrativa.

Dico questo per rappresentare il fatto che anche su questo versante si è evidenziato uno sforzo nell'atto plausibile dell'intervento, cioè sui senatori in attività e sulle prospettive di vitalizio degli stessi. Ovviamente è meno plausibile, e ritengo anche meno giustificabile, un intervento su posizioni precedenti, su coloro che non sono in attività e che non hanno più la possibilità di avere un recupero della loro posizione. Voglio però anche dire che le polemiche di questi giorni, che attengono al sistema previdenziale, non del Senato, ma in generale del nostro Paese, hanno visto molti utilizzare la questione del vitalizio parlamentare come tema forte per scardinare dei principi del sistema previdenziale su cui lo stesso, in generale, è strutturato.

Abbiamo adesso, a seguito della riforma Fornero, un sistema previdenziale che è totalmente contributivo, il che vuol dire che le pensioni vengono corrisposte sulla base dei contributi versati nella vita lavorativa, anche se ciò non vale per tutti i lavoratori. Precedentemente vi era un sistema misto, derivato dalla riforma Dini, in parte contributivo e in parte retributivo.

Che cosa vuol dire sistema retributivo? Voglio spiegarlo perché vorrei che si comprendesse bene quando se ne parla: vuol dire integrazione del trattamento pensionistico sulla base del costo del lavoro degli ultimi cinque o dieci anni di attività, a seconda della tipologia di contratto di lavoro. Questo ha consentito in Italia di reggere con le pensioni una certa struttura sociale; ove si fosse andati nella direzione di una pura capitalizzazione, come si fa con le assicurazioni private, o di una pura contribuzione, con un sistema matematico, avremmo visto pensioni decurtate del 60-70 per cento rispetto a quelle che attualmente percepiscono coloro ai quali si applica il sistema retributivo. Si tratta di un tema molto grosso, che non attiene ovviamente al dibattito odierno, anche se qualcuno ha utilizzato il nostro sistema per scardinare quello più generale. Consiglierei a chi presiede importanti enti di previdenza sociale di occuparsi della previdenza di competenza, perché il Senato e il Parlamento in generale hanno il dovere di occuparsi della propria previdenza rispetto al Paese, con una distinzione di ruoli che non vuole bloccare le opinioni, ma che vuole garantire l'assoluta autonomia delle Camere nei loro comportamenti, nel loro discernimento, nonché nella loro funzione autonoma e democratica nel Paese.

Le Camere hanno dimostrato nel corso di questi anni di aver compreso il messaggio che dalla crisi economica è venuto nel Paese. Il Senato ha ridotto progressivamente la spesa su cui poteva agire in termini di funzionamento; si sono ridotte le spese funzionali e si sono compresse anche il più possibile le spese in conto capitale e di investimento, senza ridurre tuttavia l'efficienza e l'efficacia dell'azione legislativa.

In questo senso mi pare di dover dire che il lavoro svolto dai Questori, che adesso renderanno conto dell'impianto numerico del bilancio 2014 e delle previsioni per l'anno finanziario 2015, dalle Commissioni e, in generale, dalla dirigenza tutta del Senato, abbia sinceramente raggiunto quegli obiettivi di efficienza ed efficacia ai quali era teso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, ringrazio il presidente Sangalli per la sua illustrazione iniziale. Direi che ha dato anche alcune indicazioni generali rispetto ad un dibattito politico ed istituzionale che abbiamo visto in questi ultimi anni e in questi ultimi mesi in modo particolare: credo che sia un aspetto fondamentale ed importante che sicuramente ritroveremo nei mesi a seguire.

Cari colleghi, oggi andiamo ad illustrare i risultati degli sforzi avviati dall'inizio di questa XVII legislatura sul fronte del contenimento delle spese per la nostra istituzione del Senato. Siamo ben consapevoli della responsabilità cui siamo chiamati, soprattutto in un momento in cui la forbice tra il Paese e le istituzioni che lo rappresentano sembra sempre più allargarsi. Siamo in un momento di passaggio estremamente importante: mi riferisco al percorso delle riforme istituzionali, che va portato avanti con decisione, insieme a quello delle riforme di natura economica e fiscale. Abbiamo quindi il dovere di agire affinché l'immagine delle istituzioni, in modo particolare della nostra istituzione, possa migliorare e cambiare nella percezione degli italiani.

I numeri che andrò ad illustrarvi rappresentano un bilancio di metà legislatura. Tali risultati sono il frutto degli sforzi messi in atto per raggiungere gli obiettivi di razionalizzazione della spesa e di un migliore utilizzo delle risorse, rendendo la macchina amministrativa più efficiente ed efficace. Sono due obiettivi che sappiamo di poter raggiungere solo se investiamo nella parola «innovazione». La vera sfida da vincere è proprio questa: innovare la pubblica amministrazione ed innovare anche la nostra istituzione del Senato, però nel rispetto delle istituzioni, che sono uno dei capisaldi della vita e dello sviluppo di uno Stato democratico e di una società civile come la nostra.

Il Senato non ha voluto minimamente sottrarsi allo sforzo che tutto il Paese sta affrontando, in un momento che rimane di grande difficoltà economica, in vista di un miglioramento dei conti pubblici. Lo dimostra la serie storica della spesa del Senato, che segue un chiaro trend decrescente (-8 per cento rispetto al 2012). Pur in presenza di evidenti fattori di rigidità della spesa, c'è stata un'accelerazione nelle operazioni di contenimento della spesa stessa. Il minimo comune denominatore delle misure che a breve andrò a descrivervi è rappresentato proprio dal termine innovazione, che si colloca agli estremi di un'altra filosofia, antipolitica e populista, che intende invece azzerare e cancellare le istituzioni e, in ultima analisi, favorire il fatto dell'immobilismo. Bisogna agire per rinnovare la politica. Ecco perché ritengo che la strada delle riforme vada percorsa fino in fondo, con gli opportuni miglioramenti da fare, anche in corsa, dando un segnale ben preciso all'opinione pubblica e restituendo credibilità e prestigio al sistema politico.

Oggi si sottopone all'Aula il bilancio consuntivo del 2014 e il progetto di bilancio di previsione del 2015. Le relazioni, insieme ai documenti che troverete in allegato al documento in esame, illustrano nei dettagli le misure messe in atto dal Senato della Repubblica, che ha portato avanti una rigorosa e mirata politica di riduzione e razionalizzazione della spesa. Dall'attenzione del Senato alle politiche energetiche alla rivoluzione digitale, sono diversi i fronti su cui questa istituzione ha deciso di spingere per il cambiamento e la modernizzazione. Questa è stata la filosofia che abbiamo adottato. Una volta fatta nostra, l'abbiamo replicata in un modello su tutti gli altri settori all'interno del nostro Senato, ad esempio nel settore delle infrastrutture informatiche, con le nuove tecnologie di virtualizzazione delle postazioni di lavoro, con l'e-cloud, con la logica di meno hardware e dunque abbattendo notevolmente i costi (solo con questo più di 1 milione di euro all'anno). È questa una delle novità della rivoluzione digitale che nei prossimi mesi vedremo concretamente attuata all'interno di Palazzo Madama. Il Senato diventa un modello per i parlamenti d'Europa. Siamo gli unici, insieme al Portogallo, ad esserci dotati delle tecnologie e-cloud, come dicevo prima.

Innovare ha senso se risparmiamo, se miglioriamo il livello di efficienza. È questo il fil rouge delle azioni che abbiamo messo in campo, come quelle realizzate nel settore delle politiche energetiche con una serie di misure come l'adozione di auto elettriche e l'illuminazione a basso consumo in tutti gli uffici di Palazzo Madama (ormai più del 90 per cento della nostra istituzione ha questo tipo di illuminazione).

È evidente a tutti che la portata delle azioni compiute certe volte ha una valenza meramente simbolica, ma altrettanto importante nell'anno in cui - lo ricordo - per la prima volta nella storia Papa Francesco con l'enciclica sull'ambiente ha posto l'attenzione su alcuni temi nella prospettiva di salvaguardia delle generazioni future mettendo al centro l'uomo. È vero. Non esistono solo le fredde cifre di un bilancio, anche se importante.

Ora procederò all'illustrazione dei dati contabili del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2014. Tale documento ha evidenziato un andamento positivo della gestione confermando i passi in avanti compiuti sul fronte della spending review. Nel 2014, infatti, la spesa complessiva di Palazzo Madama è ammontata a 501.626.666 euro, al netto dei risparmi da riversare allo Stato, quindi una spesa in diminuzione per più di undici milioni di euro, cioè -2,21 per cento rispetto al 2013.

Con riferimento al triennio precedente, invece, il complesso delle spese a consuntivo registra una diminuzione superiore all'8 per cento (precisamente, l'8,18 per cento).

Ricordiamo in questa sede alcune delle principali misure di contenimento delle spese di bilancio 2014 tra cui: nell'area senatori, la riduzione dell'indennità, della diaria, dei rimborsi spese che ha prodotto un risparmio, solo nell'anno 2014, di 2.230.000 euro; nell'area relativa al personale lo stop dell'adeguamento dei contratti e i nuovi pensionamenti hanno portato ad un risparmio di oltre 6,8 milioni di euro. Nell'area di beni e servizi, inoltre, complessivamente registriamo una diminuzione dei costi pari a 5 milioni di euro di cui: 789.000 in locazioni e utenze, 863.000 di risparmi in servizi logistici, altri 622.000 euro di risparmi in manutenzione ordinaria e un milione e mezzo di euro di minor costi grazie alla dematerializzazione degli atti parlamentari e alla internalizzazione dei servizi di prestampa. Questo testimonia la particolare attenzione che abbiamo voluto dedicare a questi servizi e, in particolare, a quei servizi svolti all'interno, tra l'altro, con un impiego di personale molto inferiore rispetto al passato (a tal proposito ricordo che il personale è passato da 1.350 unità a meno di 700). Con lo sforzo teso a internalizzare alcuni servizi abbiamo assegnato ulteriori compiti. È vero che ci sono tutti gli aspetti informatici di cui ho parlato poc'anzi, comunque è un ulteriore sforzo che stiamo chiedendo ai nostri collaboratori e al nostro personale a cui va il ringraziamento del collegio dei questori, anche in considerazione delle tante difficoltà che abbiamo incontrato in questi ultimi mesi, in particolare per quanto riguarda le portinerie, i servizi d'Aula e, dunque, gli assistenti parlamentari. Abbiamo infatti dovuto informatizzare molti accessi del Senato, chiedere aiuto anche alle Forze dell'ordine per garantire sicurezza e poter far fronte ad una diminuzione del personale che ci ha messo, per molti aspetti e in molti settori, in difficoltà.

Nel novembre 2014 è stato dato un nuovo assetto al Senato con le nomine dei Direttori e dei tre Vice Segretari Generali. Ringrazio il Segretario Generale e tutti loro per aver coordinato per l'anno in corso questo lavoro e aver fatto fronte alla carenza di personale procedendo con l'innovazione e conseguendo sempre migliori risultati concreti (questo è l'obiettivo che ci poniamo).

Quindi, tralasciando le tabelle e restando a vostra disposizione per tutti i dati specifici e quant'altro, che comunque sono inseriti nel testo integrale della mia relazione che chiedo alla Presidenza di allegare al Resoconto della seduta odierna, passo immediatamente all'illustrazione del bilancio di previsione 2015.

Come sottolineavo nell'introduzione, i risultati numerici sono frutto di una serie complessa di azioni. Sarà mio dovere, in questo passaggio della relazione, illustrare il legame chiaro ed inequivocabile tra le azioni messe in atto e l'impatto che tali misure hanno avuto in termini di tenuta dei conti interni del Senato.

Coerentemente con gli obiettivi finanziari contenuti negli indirizzi del bilancio di previsione 2015, fissati da questa Assemblea in occasione del bilancio di previsione 2014 e del bilancio triennale 2014-2016, le uscite diminuiscono e si attestano a 540 milioni di euro. Quindi, per quanto riguarda le minori risorse che chiederemo allo Stato, Palazzo Madama, com'è avvenuto nel triennio 2012-2014, anche negli anni 2015-2017, chiederà allo Stato meno risorse finanziarie e precisamente la dotazione si ridurrà di 21,6 milioni di euro all'anno rispetto all'ammontare del 2011.

Questo dato, che già per sé è positivo, appare ancora più significativo considerando che il budget del Senato si riduce senza alcuna rivalutazione monetaria che tenga conto dei riflessi inflazionistici che, ovviamente, incidono sulla gestione della macchina amministrativa. Questi 21,6 milioni di euro sono quindi minori risorse che noi andiamo a richiedere allo Stato.

Inoltre, per quanto riguarda i contributi di solidarietà di ex senatori ed ex dipendenti, il contributo di solidarietà previsto della legge di stabilità 2014 sui trattamenti pensionistici di ex dipendenti ed ex senatori porterà un gettito che, solo per l'anno in corso, ammonterà a 6,4 milioni di euro: sono ulteriori risorse che noi andiamo a restituire alle casse dello Stato.

Ulteriori risparmi derivano dalle economie che abbiamo realizzato e sono pari a undici milioni di euro e sono, appunto, ulteriori risorse che abbiamo risparmiato intervenendo, come dicevo prima, su vari capitoli del bilancio stesso.

Nel complesso, dunque, leggendo i tre dati più salienti, prendiamo atto che il bilancio di previsione produce un effetto positivo sulla finanza pubblica pari a 39 milioni di euro di spesa in meno per il 2015. Quindi, per il quinto anno consecutivo, il bilancio di Palazzo Madama registra il segno meno, con andamento differenziato in relazione, chiaramente, alla tipologia di spesa. Ciò significa, e questo dato può essere importante anche per i nostri cittadini, che Palazzo Madama spende meno di 0,75 centesimi di euro al mese per ogni cittadino italiano.

Entrando nel dettaglio, le spese di funzionamento del Senato rappresentano chiaramente la macro area più importante, come ha detto anche il presidente Sangalli poco fa. L'aggregato, anche quest'anno, diminuisce di 23,3 milioni di euro rispetto al 2014, con un risparmio del 7,3 per cento. Quindi, in termini percentuali, registriamo una ulteriore diminuzione dell'8,9 per cento rispetto al 2013 (il primo anno della nostra legislatura) e del 7,3 per cento rispetto al 2014. Questo dato ci fa capire che è proprio questa voce la leva su cui spingere per conseguire maggiori risultati in termini di risparmio, sebbene vada sottolineato, altresì, che complessivamente, se guardiamo alle spese previdenziali, pur registrando una dinamica di segno opposto a quella delle spese di funzionamento, il saldo tra le maggiori spese dovute ai nuovi pensionamenti e quelle relative ai minori oneri degli stipendi è positivo. Quindi, anche rispetto a questo, abbiamo un equilibrio tra le due voci che definiscono il nostro bilancio.

Le dieci azioni che ora vado ad illustrarvi hanno due caratteristiche: la prima è che incidono sui conti pubblici del Senato in maniera strutturale, e quindi non solo una tantum, poiché rimangono nel tempo; la seconda è che concernono interventi di ampio raggio e mirati sui diversi settori della vita del Senato della Repubblica: dal personale dipendente alle competenze dei senatori, alle gare espletate, ai vari servizi che andiamo a svolgere.

Come dicevo prima, il contributo di solidarietà che si applica ai trattamenti previdenziali di ex dipendenti e senatori porta in tre anni un risparmio complessivo di 18,4 milioni di euro per le casse di Palazzo Madama. Le competenze dei senatori e il taglio alle spettanze delle segreterie particolari portano un minore onere alle casse del Senato di 25 milioni di euro (6,2 milioni per anno, moltiplicati nei quattro anni dal 2012). A conferma degli effetti positivi delle misure di contenimento delle indennità parlamentari c'è un dato percentuale: infatti, tra il 2001 e il 2015 si è pressoché dimezzato il rapporto tra la spesa riservata alle indennità dei senatori e il totale del bilancio del Senato. Si è dunque passati dal 19,15 per cento del 2001 al 10 del 2015, quindi si è praticamente dimezzato il rapporto tra la spesa del Senato e quella che riguarda le indennità dei senatori stessi. Pertanto, è stata data un'attenzione veramente importante anche ai bisogni che ci sono al di fuori di queste istituzioni, quindi dei nostri cittadini.

Un'ulteriore azione degna di nota, che va nella direzione di un maggiore contenimento della spesa, è rappresentata da una decurtazione (che abbiamo fatto qualche mese fa) del 30 per cento delle spettanze riguardanti le segreterie degli ex Presidenti del Senato e della Repubblica. Tale misura va integrata con la misura che avevamo già adottato all'inizio della legislatura e che riguardava tutti i senatori con cariche (mi riferisco quindi ai Presidenti di Commissione, ai componenti del Consiglio di Presidenza) e in modo particolare va aggiunta la riduzione che ha operato in modo autonomo il Presidente del Senato fin dall'inizio della legislatura.

Vi è poi il capitolo concernente il personale dipendente e il blocco del turnover e la riorganizzazione. Come dicevo, da 1.350 dipendenti siamo passati a meno di 700 e chiaramente, nonostante questa diminuzione, abbiamo ancora un Senato che sta funzionando, anzi stiamo innovando e cercando di far sì che l'efficienza sia uno degli aspetti più qualificanti che andiamo a definire. Riprendo pertanto il ragionamento di prima, ringraziando tutti i nostri dipendenti. Le azioni che abbiamo messo in atto in questo settore hanno comportato una riduzione dello stanziamento previsto per il personale dipendente, passato da 124.170.000 del 2014 a 98.600.000 del 2015: si tratta quindi di una forte riduzione del 18 per cento in termini percentuali, collocandoci al livello del lontano 2003.

Un altro tema sollecitato più volte dai colleghi e dai nostri collaboratori concerne proprio la disciplina dei collaboratori. Proprio a questo proposito ho visto che sono stati presentati degli importanti ordini del giorno che riguardano l'attenzione e la trasparenza che dobbiamo dare rispetto a questo punto. Ricordo che già dall'anno scorso abbiamo inserito la previsione per la quale chi ha un collaboratore deve depositare il contratto ai nostri uffici e deve anche trasmetterlo ai competenti uffici territoriali del Ministero del lavoro. Inoltre, stiamo mettendo in atto un ulteriore strumento di aiuto ai nostri uffici, quindi di consulenza, con il Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro per dare un ulteriore aiuto sia ai senatori che ai Gruppi rispetto alle nuove normative, al fine di rendere più efficace e trasparente il rapporto di collaborazione tra noi e i nostri stessi collaboratori.

Un altro degli aspetti importanti è quello relativo alle gare, che chiaramente si svolgono secondo la massima trasparenza in tutti i loro aspetti, come prescritto anche dalla legislazione esterna. Abbiamo espletato tutta una serie di gare relative alle infrastrutture, all'informatica, al centro di produzione digitale, al monitoraggio audiotelevisivo, alla web TV, una gara espletata da poco, che fra poco andrà a definire anche una nuova organizzazione per quanto riguarda le varie Commissioni e tutti i loro rapporti in cui ci potrebbe essere una ripresa, alle agenzie di viaggi, alla piattaforma agenzie di stampa e alla connettività Internet.

Abbiamo stipulato il nuovo contratto per il centro di riproduzione digitale, con la filosofia print on demand, con un risparmio di oltre un milione di euro, ed abbiano appena definito la nuova gara per il rinnovo delle strutture informatiche con tecnologia e-cloud, anche in questo caso con un risparmio di milioni di euro e anche con un abbattimento dei costi energetici stimato in 310.000 chilowatt annui.

Anche nel settore dell'economato, anche grazie al ricorso sempre più frequente del mercato elettronico, abbiamo conseguito significativi risparmi dal 2012 ad oggi, di più del 19 per cento, in modo particolare per quanto riguarda la stampanti dipartimentali, le spese di rappresentanza (-62 per cento), le spese per gli autoveicoli (-46 per cento).

Per quanto riguarda le politiche energetiche di Palazzo Madama, come avete visto, stiamo intervenendo per far sì che Palazzo Madama possa diventare green ed ecosostenibile. È, questo, un aspetto importante, che riteniamo fondamentale per la vita di ognuno di noi, ma anche per dare un'immagine altrettanto importante a tutti i nostri cittadini. Il 90 per cento delle lampade installate nei palazzi del Senato sono a basso consumo; abbiamo installato un impianto fotovoltaico nel 2013 nel tetto del centro logistico del Senato e questo, a regime, ci darà 65.000 euro di entrate.

Come sapete, abbiamo acquisito quattro auto elettriche, per dare un importante messaggio sia per quanto riguarda i costi (quattro euro per 150 chilometri), ma anche per quanto riguarda tutti gli aspetti di movimentazione all'interno della città di Roma e non solo.

Anche il percorso d'integrazione tra Camera e Senato sta continuando in maniera importante e proficua. Anche sotto questo aspetto, è chiaro che è in atto una serie di interventi sia sulla parte organizzativa delle nostre strutture, con la creazione di poli di riferimento, sia sulla parte che riguarda l'aspetto dello status dei parlamentari e chiaramente anche dei dipendenti.

Abbiamo anche riformato organizzativamente il nostro polo sanitario, con una razionalizzazione dei servizi svolti all'interno Senato della Repubblica, oltre che con una convenzione con la ARES 118, quindi con il pronto intervento pubblico, dando la possibilità al 118 di avere un punto fisso in una delle strutture del Senato, precisamente sotto Palazzo Cenci, per poter intervenire per tutti i cittadini che nel centro non avevano un pronto intervento immediato e credo che questo sia un passaggio importante che il Senato fa verso l'esterno, soprattutto verso i turisti, le persone anziane e tutti coloro che ne hanno bisogno in questa area, che non aveva alcun presidio di intervento. Lo abbiamo fatto, anche in questo caso, per dare un segnale di significativa apertura del Senato verso i nostri cittadini.

La riorganizzazione dei servizi interni ci porterà invece ad un risparmio di 120.000 euro annui, anche rispetto ai costi del polo sanitario. Abbiamo inoltre avuto dei risparmi sulle locazioni, grazie alle dismissioni, che ammontano a 151.000 euro.

Vorrei avviarmi a concludere la mia relazione con due dati: il rapporto tra la spesa dello Stato e la spesa del Senato oggi si attesta agli stessi livelli del 2001, cioè di 15 anni fa; il rapporto attuale è di 0,064 euro rispetto alla spesa dello Stato, che è di 825 miliardi.

Concludendo, dall'inizio della legislatura ad oggi, in soli tre anni, il peso finanziario del Senato sul bilancio dello Stato si è ridotto di circa 115 milioni di euro, risorse che potranno essere utilmente reimpiegate per altre finalità e restituite alle casse dello Stato. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza ad allegare il testo integrale della relazione. Dichiaro aperta la discussione congiunta.

È iscritto a parlare il senatore Petrocelli, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche gli ordini del giorno G25 e G44. Ne ha facoltà.

PETROCELLI (M5S). Signor Presidente, nell'ordine del giorno G25 il nostro Gruppo, valutando in maniera assolutamente asettica quanto già illustrato dal senatore Questore De Poli e, comunque, in toto il progetto di bilancio per il 2015, premette che, come già abbiamo avuto modo di constatare in due anni e mezzo di attività, l'attività di ciascun senatore richiede il supporto di assistenza e collaborazione di personale che noi riteniamo debba essere altamente qualificato e di alto livello. Quello che chiediamo in questo ordine del giorno è che, siccome le somme che vengono riconosciute in favore dei collaboratori parlamentari sono completamente a carico dei singoli senatori per quanto prevede attualmente il Regolamento del Senato, vorremo che si potesse provvedere a regolarizzare, così come accade nel Parlamento europeo, adeguandoci in questo caso a una sorta di «ce lo chiede l'Europa», i rapporti di lavoro in maniera tale che si possa superare l'attuale regime che lascia ampi margini di discrezionalità ai singoli parlamentari e, in questo caso, ai senatori. In questo ordine del giorno chiederemmo che ci fosse un Regolamento che in questo ambito eviti il paradosso che si è instaurato e che venga riconosciuta la figura professionale del collaboratore parlamentare andando a istituire una sorta di albo e che si possa passare ad un rapporto diretto di collaborazione professionale tra i singoli parlamentari e l'amministrazione del Senato stesso.

Con l'ordine del giorno G44 vorremmo intervenire sulla pubblicità dei lavori parlamentari in merito a due aspetti particolari: uno riguarda il Consiglio di Presidenza e l'altro il Collegio dei senatori Questori. In questo ordine del giorno chiederemmo che ci si potesse uniformare, anche per quanto riguarda le sedute di questi due organismi, a quanto avviene già con la pubblicità dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni. Al momento, infatti, ci risulta paradossale che non si possano seguire, anche in differita con la pubblicazione sul sito web del Senato, le registrazioni video delle sedute stesse. Nello stesso ordine del giorno chiederemmo la creazione di un database che contenga tutte le delibere del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei senatori Questori, in modo da renderlo disponibile sul sito del Senato. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Nel quadro dell'armonizzazione dei tempi, visto che già vi autolimitate, non darei più di cinque minuti per l'illustrazione. Spero siano sufficienti.

È iscritto a parlare il senatore Cotti, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G9. Ne ha facoltà.

COTTI (M5S). L'ordine del giorno G9 interviene sulle cifre di indennità e diaria che percepiamo come senatori. Il Movimento 5 Stelle ha più volte in tantissime occasioni manifestato la propria opinione sul fatto che l'indennità di carica sia eccessiva nel suo ammontare. Lo stesso dicasi per le diarie. La nostra proposta è quella di dimezzare le indennità riconosciute ai senatori, che dovrebbero così percepire solo - si fa per dire «solo», perché si tratterebbe comunque di una bella cifra - circa 5.000 euro lordi al mese, mentre la diaria dovrebbe essere ridotta a 3.500 euro al mese.

Teniamo presente, tra l'altro, che la diaria non è tassabile e che molto spesso se ne fa un uso assolutamente improprio. Penso, per esempio, a tutti i colleghi senatori che cedono una parte dei loro emolumenti al partito politico di appartenenza. Si tratta di un comportamento che non ha alcuna giustificazione, anche perché esiste una legge sul finanziamento dei partiti politici in cui non dovrebbe entrare questa sorta di contributo spontaneo dato dai senatori con soldi presi dallo stipendio, dalla diaria o comunque da dove non dovrebbero essere presi. Infatti, questi soldi (soprattutto quelli della diaria) dovrebbero essere spesi solo per attività inerenti allo svolgimento del mandato e per vivere nella capitale. Essi andrebbero pertanto anche rendicontati, in quanto i cittadini dovrebbero sapere in che modo vengono usati tutti i soldi spesi per esercitare la funzione di senatore.

L'ordine del giorno in oggetto impegna pertanto il Collegio dei senatori Questori ed il Consiglio di Presidenza a ridurre l'entità di diarie ed indennità, come sempre sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Spero che la stampa e il mondo dell'informazione riportino correttamente questa nostra posizione, spesso distorta in passato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gaetti, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G10. Ne ha facoltà.

GAETTI (M5S). Signor Presidente, intervengo per dare illustrazione dell'ordine del giorno G10.

In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, l'opinione pubblica vede con crescente sofferenza i privilegi, tra cui le indennità erogate ai senatori in relazione alla carica ricoperta. I cittadini, per esempio, non capiscono perché il Presidente di una Commissione permanente debba percepire circa 1.000 euro in più al mese, un Vice Presidente circa 600 euro e un Segretario circa 300 euro. Ricordo che i senatori del Movimento 5 Stelle rinunciano a detti soldi già al momento della loro elezione nelle Commissioni. Inoltre, queste indennità non sono giustificate da alcun aggravio di lavoro o dalla maggiore responsabilità professionale.

Desidero ricordare che, se tutti facessero come noi già stiamo facendo, con solo riferimento alle Commissioni permanenti ci sarebbe un risparmio di circa 500.000 euro all'anno. Secondo me, i cittadini vedrebbero ciò con molta chiarezza.

Come Movimento 5 Stelle, chiediamo pertanto che il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei senatori Questori sopprimano ogni indennità erogata ai senatori in relazione alla carica ricoperta. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G47. Ne ha facoltà.

MORRA (M5S). Signor Presidente, colleghi, con l'ordine del giorno G47 si chiede di rendere sempre più il Senato una casa di vetro per tutti gli italiani.

La richiesta presentata è quella di dotare tutte le Aule in cui si svolgono sedute di Commissioni o di Giunte parlamentari della strumentazione idonea a trasmettere in diretta streaming sulla web TV del Senato. Pertanto, si chiede anche di potenziare la stessa web TV, prevedendo, in aggiunta, un canale dedicato per ogni Commissione e Giunta parlamentare.

Qual è la ragione di questo ordine del giorno? A nostro avviso, se vogliamo crescere dobbiamo promuovere conoscenza, che deve essere data di tutto quello che viene proposto, discusso e votato. Penso, ad esempio, anche al voto che c'è stato in precedenza.

Ora, così come è giusto farlo per l'Aula, a nostro avviso è altrettanto giusto farlo per le articolazioni funzionali dell'Aula, che sono le Commissioni. Domando quasi provocatoriamente che cosa potrebbero immaginare, ipotizzare, pensare gli italiani se avessero avuto modo di seguire tutte le sedute della Commissione bilancio allorquando la Commissione bilancio è impegnata ad esaminare la legge di stabilità. Credo che sia diritto di tutti poter accedere all'informazione; che poi lo si faccia, è un altro discorso. Ma se vogliamo rendere compiuta la democrazia della conoscenza e dell'eguale accessibilità all'informazione, questa è la strada obbligata.

Questo è il senso del nostro ordine del giorno e speriamo che venga favorevolmente accolto da chi di dovere. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pegorer. Ne ha facoltà.

PEGORER (PD). Signor Presidente, i documenti al nostro esame si pongono all'interno di una situazione che vede due nodi di particolare importanza insistere sulla nostra istituzione. Il primo riguarda il tema della riforma costituzionale, ora nuovamente in discussione al Senato; il secondo, come il dibattito di queste ore e di queste giornate è lì a dimostrare, è l'esigenza che si realizzino necessari processi di riforma nel Paese in grado di consentire una razionalizzazione nell'utilizzo delle risorse pubbliche anche al fine di contribuire così alla promozione della crescita.

In questo scenario, quindi, la nostra discussione non può fare a meno di porsi una semplice domanda: quale contributo è possibile dare per razionalizzare ulteriormente il funzionamento di questa Camera e, conseguentemente, per meglio impiegare le risorse messe a disposizione, operando altresì ulteriori e ancora più marcati risparmi? Del resto questo obiettivo va considerato del tutto percorribile, tenuto conto di quanto già fatto nel corso di questi ultimi anni. Infatti, se prendiamo a riferimento i valori finanziari del 2010, nel corso degli ultimi esercizi si è promosso e realizzato un significativo percorso di razionalizzazione e contenimento della spesa che ha interessato quasi tutti i capitoli del bilancio interno del Senato ottenendo risparmi anche a carattere strutturale.

Su questo versante, va segnalato che tali primi obiettivi sono stati raggiunti grazie ad una riduzione delle spese di funzionamento e nella parte riferita alla spesa per il mandato dei senatori: un punto, quest'ultimo, fortemente voluto e perseguito dal Gruppo del Partito Democratico. Lo stesso avanzo di esercizio del 2014, che si attesta a circa 40 milioni di euro, testimonia quanto sia andato facendo nel corso delle ultime gestioni.

Il bilancio preventivo propone per il triennio 2015-2017 un'ulteriore riduzione della spesa complessiva. Segnalo all'attenzione dei colleghi la diminuzione delle spese di funzionamento (circa 21 milioni di euro rispetto a quanto preventivato nel 2013), così come i risparmi che potranno derivare dal possibile - insisto, possibile - processo di accorpamento di funzioni e servizi con la Camera dei deputati.

Forse è il caso di sottolineare - mi rivolgo al Collegio dei senatori Questori - che qualche ulteriore riduzione di spesa poteva essere perseguita. A mio avviso, infatti, le attuali previsioni potevano essere ulteriormente riviste rafforzando gli interventi di razionalizzazione che su questo settore sono stati già attuati ad inizio legislatura.

Per altre voci e macroaggregati di spesa, tuttavia, il bilancio preventivo 2015 punta a raggiungere i medesimi obiettivi preventivati nel 2014. In buona sostanza, proprio per le oggettive condizioni in cui si trovano le finanze dello Stato, è il caso di comprendere se esistono ancora margini di migliore utilizzo delle risorse a disposizione, senza nulla togliere alle valutazioni positive sulle performance finora registrate.

Da questo punto di vista, risulta evidente nella lettura dei dati a disposizione che il miglioramento generale registrato non trova ad esempio conferma nella crescita della spesa per il trattamento di quiescenza del personale dipendente, così come nei capitoli di spesa riferiti al trattamento degli ex senatori. È chiaro perciò che andrebbe da subito messa in cantiere una valutazione più attenta ed articolata di questi aggregati di spesa al fine di prevedere la messa in cantiere di adeguati correttivi, con ciò migliorando i rispettivi trend.

Allo stesso tempo, accanto alle iniziative già messe in essere sul fronte dell'unificazione delle strutture parlamentari, andrebbero al più presto realizzati tali intendimenti promuovendo altresì da subito l'unificazione e il rafforzamento di alcuni servizi di contenuto identico. Come ribadito nelle discussioni svolte sul bilancio interno del Senato in precedenti occasioni, un ulteriore punto che potrebbe determinare una razionalizzazione della spesa ed una sua adeguata qualificazione rimane in campo. Mi riferisco alla necessità di affrontare il tema dei collaboratori parlamentari, adottando le misure utili a dare massima trasparenza contrattuale all'attività di assistenza al lavoro parlamentare, anche mutuando le esperienze maturate negli altri Parlamenti europei. Ciò consentirebbe, signor Presidente, di discutere anche con serietà la stessa tematica relativa alle indennità accessorie dei parlamentari, rendendo più trasparente ed efficace tale istituto.

Infine, ma non da ultimo, un tema su cui intervenire con decisione riguarda sicuramente il cosiddetto trattamento per gli ex senatori. Ciò è tanto più necessario in relazione alla stessa tenuta del fondo di solidarietà se proiettato negli anni a venire. Da questo punto di vista, potrebbero essere prese a riferimento alcune esperienze di istituzioni parlamentari in altre parti d'Europa, ovvero promuovere soluzioni regolamentari in grado di garantire in futuro l'erogazione di un assegno coerente agli effettivi versamenti effettuati.

Concludo, signor Presidente, evidenziando tutta l'attenzione sui documenti in esame, segnalando - in particolare - l'opportunità, per quanto riguarda soprattutto la delicata questione del personale, di proseguire il lavoro di armonizzazione delle condizioni giuridiche ed economiche del personale delle Camere, con l'obiettivo della creazione di un ruolo unico, sulla base di quanto previsto nel disegno di legge di riforma costituzionale del Senato, che sappia ancor più e meglio valorizzare l'altissima qualità e la riconosciuta professionalità di tale personale. Infine, Presidente, a partire dall'impegno di proposte e di attività del Collegio dei Questori, che certo non verrà meno, credo quindi possibile, nell'immediato futuro, mettere in cantiere ulteriori interventi di razionalizzazione e qualificazione della spesa, affrontando quegli aggregati che ancora oggi presentano, come detto, consistenti margini di azione. La realizzazione di tali obiettivi renderebbe, a mio avviso, il Senato della Repubblica un esempio e un modello di riferimento per l'intera pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crimi, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G14. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, desidero illustrare l'ordine del giorno G14, che fa riferimento alle spese di mandato dei senatori e alla loro rendicontazione e in particolare alla voce, che viene spesso utilizzata da molto senatori, delle erogazioni liberali ai partiti politici di cui fanno parte. Si tratta infatti di una spesa utilizzabile, ai sensi di una delibera del Consiglio di Presidenza, ai fini della rendicontazione. Giusto per spiegare bene di cosa si tratta, ogni senatore, oltre all'indennità relativa alla propria attività - pari a circa 5.000 euro netti - percepisce la cosiddetta diaria e spese generali - per un importo di circa 4.000 euro - e percepisce inoltre quella che viene chiamata la voce delle spese di mandato, che nasce esclusivamente per consentire il rapporto tra eletto ed elettori e per permettere dunque al senatore di aprire un ufficio di segreteria, di mantenere il contatto con il territorio, di organizzare degli eventi e acquistare materiali, come libri o altro materiale utile allo svolgimento della sua attività parlamentare.

Tutto ciò è regolamentato e ci sono delle spese ammesse: queste cifre non possono essere utilizzate per comprare delle mutande verdi, come ha fatto qualcuno, o altri strumenti per il sollazzo, come ha fatto qualcun altro in altri enti, ad esempio regionali. Queste somme devono essere spese per fini ben precisi e infatti il Senato pretende che siano rendicontate ogni quattro mesi: non si possono usare per fare ciò che si vuole. Non si chiede però la rendicontazione di tutto l'importo, che è pari a circa 4.100 o 4.200 euro - non ricordo l'importo preciso - ma si chiede la rendicontazione di almeno la metà e già si potrebbe discutere sulla possibilità di aumentare la quota da rendicontare. Lo ripeto: si tratta di spese che devono essere destinate a una finalità specifica.

Ebbene, ai partiti, oltre ai rimborsi elettorali, al 2 per mille dell'IRPEF e a tutto il resto, ogni deputato o senatore, come è risaputo, versa una quota, che spesso è stabilita con importi ben precisi e non è casuale. Ci sono infatti dei contratti firmati e vengono rilasciate le ricevute di tale erogazione. Invece di essere versate ad un fondo - ad esempio un fondo per il microcredito, come fa qualcun altro - queste risorse vengono versate nelle casse del partito, come se i partiti non ne avessero già in abbondanza. Ma non solo: questi soldi, versati nelle casse del partito, vengono anche indicati nella dichiarazione dei redditi tra le spese deducibili, e vengono utilizzati per rendicontare quella parte delle spese di mandato, che dovrebbero essere destinate esclusivamente, appunto, allo svolgimento del proprio mandato, lasciando la parte rimanente, non rendicontata, nella libertà del senatore, che può farne ciò che vuole.

Alla fine ci ritroviamo a finanziare ulteriormente i partiti, con un finanziamento indiretto, occulto, che viene pure rendicontato ed utilizzato come scusa per giustificare le spese di mandato.

Quello non è un rapporto eletto-elettori; quella non è una spesa che può essere giustificata per mantenere il rapporto dell'eletto con gli elettori. In taluni casi vengono emesse addirittura fatture e rendicontazioni in cui si giustificano servizi forniti magari dai partiti ai senatori. Non va bene, Presidente.

Quella è una voce che deve essere esclusivamente legata all'esercizio del mandato, a pagare ad esempio i collaboratori, in base ai contratti. È chiaro che se il collaboratore viene però pagato in nero, non si può giustificare la metà delle spese di mandato e si deve trovare un altro modo per farlo. Questa è la situazione nella quale ci troviamo.

Mi sembra dunque di buonsenso questo ordine del giorno in cui si impegna il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a rivedere quella voce di spesa che però essere rendicontata e che riguarda le somme versate a titolo di erogazione liberale ai partiti, che hanno già abbondantemente soldi. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santangelo, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G35. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, nell'ordine del giorno G35 si impegna il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei senatori Questori, così come previsto dall'articolo 22 del decreto legislativo n. 165 del 2001, a valutare l'opportunità di introdurre un limite di durata ben preciso per alcune posizioni funzionali ricoperte all'interno del Senato, cosa che già avviene per gli incarichi conferiti all'interno della pubblica amministrazione.

Dal momento che molto spesso alcune posizioni all'interno delle istituzioni rimangono magari per troppo tempo cristallizzate, attraverso questo ordine del giorno si vuole prevedere un limite di durata preciso. Nella fattispecie, il riferimento è ad un arco temporale non inferiore ai tre anni e non superiore ai cinque anni, così come avviene per la pubblica amministrazione. Credo che sia un ordine del giorno di assoluto buonsenso e vi chiedo, colleghi, di prenderlo in considerazione. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente, la quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G24. Ne ha facoltà.

PARENTE (PD). Signor Presidente, intervengo per portare all'attenzione di quest'Aula il tema dei collaboratori parlamentari.

L'ordine del giorno G24 è frutto del colloquio di questi mesi con l'associazione dei parlamentari, che conta circa 100 associati, appartenenti trasversalmente a tutti i Gruppi.

Ho qui con me una tabella su come vengono regolamentati nei vari Paesi i rapporti tra parlamentari e collaboratori, con riferimento anche alle forme di tutela in termini di malattia e copertura previdenziale: su questi temi l'Italia risulta assolutamente indietro.

Penso che dobbiamo raccogliere il disagio di quelle persone che ci sono più vicine ogni giorno, che ci aiutano nel difficile lavoro parlamentare e che si prendono cura molto spesso dei nostri territori perché, se c'è un disagio, vuol dire che c'è un problema. Credo che ci dobbiamo prendere cura delle loro professionalità, di quello che faranno dopo la fine della legislatura, rafforzando e certificando quindi le loro competenze e interessandoci di una serie di questioni.

Prendo atto che l'ordine del giorno G1 riassume alcune delle questioni - non tutte - alle quali fa riferimento l'ordine del giorno che qui illustro. Prendo atto anche del fatto che l'ordine del giorno G1 della maggioranza si riferisce alle nuove normative sul jobs act, di cui noi dobbiamo tener conto nella regolamentazione del rapporto, visto che in questi giorni, in Commissione lavoro, stiamo terminando l'esame della delega lavoro ed io sono stata molto impegnata in queste situazioni. Quindi in casa nostra dobbiamo assolutamente ragionare e risolvere alcune questioni fondamentali.

Ricordo che già negli ordini del giorno del 2013 e del 2014 c'erano tre frasi che impegnavano il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei senatori Questori a prendere in considerazione il tema dei collaboratori parlamentari, ma ciò non è stato fatto a sufficienza; penso che adesso sia arrivato il momento. Il lavoro che svolgono i nostri collaboratori è molto delicato e molto importante ed è basato sulla fiducia; noi dobbiamo assolutamente risolvere alcune questioni che loro ci chiedono e dobbiamo intercettare il loro disagio.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Moronese, la quale nel corso del suo intervento illustrerà anche gli ordini del giorno G12, G13, G18, G43 e G46. Ne ha facoltà.

MORONESE (M5S). Signor Presidente, intervengo per illustrare cinque ordini del giorno; cercherò comunque di rientrare nei tempi concessi.

PRESIDENTE. Se ha bisogno di più tempo, glielo concediamo.

MORONESE (M5S). Cercherò di essere breve.

Parto dall'ordine del giorno G12. Si fa un gran parlare dei costi della politica, tanto che anche nel caso della riforma costituzionale è stata presa questa scusa per giustificare la riforma del Senato. Io però credo che ci siano tanti modi per poter effettuare questo risparmio e credo che ci siano tante azioni immediate. Credo anche che gli italiani in effetti non abbiano contezza di quanto percepisce un parlamentare e di quello che gli viene corrisposto. A prescindere dall'indennità mensile, pari a 5.000 euro netti, oltre all'esercizio del mandato, pari a 4.180 euro, oltre alle varie indennità per le cariche assunte in Parlamento, oltre al vitto e alloggio per 3.500 euro, c'è una somma che viene denominata «rimborso per spese generali», pari a 1.650 euro mensili nette, che ammontano a 19.800 euro annui per ogni parlamentare. Moltiplicata tale cifra per 320, arriviamo ad una spesa di 6.336.000 euro. Queste spese generali servono a coprire le spese di viaggio e telefoniche. Ora, considerato che i senatori hanno delle tessere personali per potersi muovere sul territorio nazionale con treni, aerei, bus e metro e considerato che ci sono delle offerte da parte di operatori telefonici che, con 50-60 euro mensili, danno la possibilità di fare telefonate e messaggi illimitati verso tutti e di avere anche Internet, riteniamo questa cifra veramente esagerata. Per questo motivo, con questo ordine del giorno noi chiediamo al Consiglio di Presidenza e in particolare al Collegio dei Questori di impegnarsi ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di dimezzare il rimborso forfettario mensile riferito a questa spesa generale per i senatori. Solo con questa azione, avremmo un risparmio di 3.150.000 euro netti all'anno.

Con l'ordine del giorno G13 parliamo di trasparenza, perché la trasparenza è il primo passo per la responsabilizzazione ed è uno strumento di garanzia, soprattutto per i cittadini, che hanno modo di monitorare l'operato dei parlamentari e di verificare le spese che sostengono. Noi lo sappiamo, perché lo facciamo ogni mese: rendicontiamo non solo tutto quello che percepiamo, ma anche tutto quello che spendiamo e, fra l'altro, restituiamo non solo il 50 per cento delle indennità, ma anche le eccedenze delle diarie. Per questo motivo, con questo ordine del giorno impegniamo il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori, per le rispettive competenze, a deliberare affinché la totalità delle spese effettuate con le risorse percepite a titolo di rimborso delle spese per l'esercizio del mandato sia soggetta a sistematica e puntuale rendicontazione mensile dagli uffici del Senato della Repubblica, con opportuna pubblicità attraverso una sezione dedicata sul sito web del Senato. Inoltre vorrei soffermarmi sulla parola "rimborso", che il vocabolario Treccani definisce così: «L'azione di rimborsare, il fatto di venire rimborsato di quanto si è speso». Io devo essere rimborsata per ciò che effettivamente ho speso e dimostrato di aver speso. Pertanto un altro impegno che chiediamo con questo ordine del giorno è quello che ogni senatore debba restituire la parte di diaria non rendicontata, così come facciamo noi del Movimento 5 Stelle da oltre due anni e mezzo.

L'ordine del giorno G18 è legato al fatto che siamo un pochino stanchi di ascoltare il Governo, che più volte ha affermato di dover riformare o, meglio, distruggere il Senato per motivi economici. Abbiamo detto che ci sono tanti modi, fra cui quello di abolire il vitalizio in favore dei condannati in via definitiva per reati gravi e non, com'è stato fatto da tutti voi, con una finta abolizione che va ad intaccare i vitalizi di soli 18 parlamentari. Quindi, la trasparenza è fondamentale per responsabilizzare la politica ed è necessario avere contezza dei dati relativi ai nomi e, soprattutto, agli importi erogati a titolo di vitalizio permanente. Con l'ordine del giorno G18 impegniamo il Collegio dei senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a «voler pubblicare sul sito Internet del Senato i nominativi dei soggetti che percepiscono il vitalizio parlamentare con i relativi importi erogati mensilmente, la somma contributiva versata e la differenza tra quest'ultima e la somma complessivamente percepita.

Quanto invece all'ordine del giorno G43, il Senato ha provveduto innumerevoli volte in questa legislatura ad apportare tagli alla spesa pubblica, talvolta dolorosi per i cittadini. Riteniamo che nell'ottica della riduzione delle spese, sia arrivato il momento di provvedere anche all'armonizzazione delle spese del Senato in materia di contributi a fondazioni, istituti e circoli. Se siamo in tempo di spending review per i cittadini, di conseguenza, dovremmo farlo anche per questo tipo di spese che ammontano nel capitolo «Contributi e sussidi» ad una spesa annuale di 1.294.000 euro. Chiediamo quindi che questo tipo di contributi e sussidi venga ridotta almeno del 50 per cento.

L'ultimo ordine del giorno che mi accingo ad illustrare è il G46. Lei stesso, signor Presidente, in più occasioni ha affermato che è necessario che questo diventi un Palazzo di vetro all'insegna della trasparenza. Purtroppo, nei fatti non è così e in diverse occasioni lo abbiamo detto e ribadito. Lo stesso collega Morra con l'illustrazione dell'ordine del giorno G47 ha richiesto questa trasparenza per i lavori delle Commissioni permanenti. Anche sulle scelte di bilancio invece non c'è nulla di trasparente e ci ritroviamo a conoscere il progetto di bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo del Senato della Repubblica solo in fase di approvazione senza avere poi nessun altro strumento se non gli ordini del giorno per poter intervenire nel merito.

Riteniamo quindi necessario impegnare l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori ad attivarsi affinché venga istituita un'apposita sezione sul sito web del Senato dove si possa seguire l'operato e, laddove vi siano ordini del giorno approvati, l'iter, se effettivamente gli viene dato seguito. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi, la quale nel corso del suo intervento illustrerà anche gli ordini del giorno G38 e G49. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, ell'ordine del giorno G38 si parla della realizzazione dell'alternanza scuola-lavoro e di come questa alternanza, e quindi la possibilità di fare dei tirocini formativi all'interno di luoghi di lavoro e di istituzioni, possa favorire il raggiungimento di una scelta professionale adeguata mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro in cui ci si vorrà inserire. Pertanto si promuovono questi tirocini sia formativi che di aggiornamento. Attualmente qui in Senato è possibile attivare degli stages che prevedono una copertura assicurativa per il tirocinante, ma non prevedono alcuna indennità.

La legge n. 92 del 2012 ha apportato delle modifiche sostanziali introducendo delle linee guida nazionali finalizzate a stabilire degli standard minimi e uniformi su tutto il territorio per evitare un uso distorto ed illegittimo dei tirocini, come purtroppo spesso accade.

Tali linee-guida si muovono nel contesto del documento di lavoro «Un quadro per la qualità dei tirocini» che è stato adottato dalla Commissione europea il 18 aprile del 2012, nonché nel contesto dell'Accordo Stato-Regioni che ha dato luogo alle «Linee guida per la formazione nel 2010» che dettano principi e criteri minimi, anche nel caso che il soggetto ospitante sia una pubblica amministrazione.

Gli standard minimi previsti da queste linee-guida prevedono il riconoscimento di una indennità minima per le attività svolte dal tirocinante e per tutte quelle attività, non precisamente definite tirocini, ma che, per le modalità con le quali si espletano possono essere equiparate, di fatto, a dei momenti di tirocinio formativo.

Ad oggi, a noi risulta, come detto, che negli stage attivati presso queste istituzioni, che si basano su convenzioni singole, non sia garantita la corresponsione di questa indennità minima.

Per questo chiediamo a quest'Assemblea di votare questo ordine del giorno che ha come obiettivo quello di mettere in linea questa amministrazione con quanto richiesto da questi documenti, oltre che ad attivare per i soggetti in fase di laurea o neolaureati particolarmente meritevoli, dei percorsi di tirocini formativi cui però sia corrisposta l'indennità minima prevista da queste linee-guide e anche dal buon senso.

Il G49, invece, è un ordine del giorno che recepisce un'altra sollecitazione, che ci arriva sempre dall'Europa, quella atta al contrasto dello spreco alimentare. È una battaglia molto importante, di civiltà e non solo perché è una battaglia che ci porrebbe nelle condizioni di capire e di aiutare i più bisognosi. Ma è una battaglia anche nei confronti della conservazione e della tutela del nostro territorio e del nostro ambiente. Anche da lì, infatti, anche attraverso il contrasto alla spreco alimentare passa la tutela del nostro ambiente e anche della nostra salute.

Vorrei ricordare che ogni anno si gettano 150 chili di alimenti pro capite e che nel nostro Paese annualmente in totale c'è uno spreco di cibo pari a 37 miliardi di euro, sufficienti a nutrire 44 milioni di persone. Lo ribadisco: questo spreco sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno di 44 milioni di persone nel nostro Paese.

Nel gennaio 2012 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che prevede che entro il 2025 siano adottate tutte le misure necessarie per dimezzare gli sprechi alimentari all'interno dell'Unione europea e per migliorare l'accesso al cibo per i cittadini più vulnerabili.

Facciamo una richiesta a questa amministrazione, anche in virtù di una risoluzione che il 7 ottobre 2013 ha approvato il Ministero per l'ambiente, all'interno della quale è contenuto un piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (il PINPAS). Noi chiediamo a questa amministrazione e a questa istituzione di cercare di adeguarsi e di accogliere queste sollecitazioni importanti che arrivano dall'Unione europea e del nostro Ministero per l'ambiente e che si avviino tutta una serie di provvedimenti atti a contrastare lo spreco alimentare nei settori della distribuzione e della ristorazione interna del Senato; a prevedere anche la stipula di accordi con associazioni di volontariato e di beneficenza che si rendano disponibili, mediante un piano di redistribuzione, per la donazione gratuita degli alimenti rimasti venduti o eccedenti a favore dei cittadini che appartengono alle categorie meno abbienti. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buemi, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G54. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, intervengo per illustrare il mio ordine del giorno G54 che riguarda l'annosa questione dell'autodichia e del superamento di questo istituto che non è previsto a livello esplicito da nessuna previsione normativa, ma che è diventato norma regolamentare interna della Camera e del Senato.

La questione è di principio, ma è anche di merito e io l'ho illustrata attraverso l'ordine del giorno G54. Richiamo inoltre l'attenzione (questo a conoscenza dei molti colleghi che sulla questione hanno opinioni diverse) sul fatto che le più grandi democrazie occidentali hanno sì l'autodichia, ma riferita soltanto ad alcune situazioni specifiche a tutela dell'attività legislativa e non dell'organizzazione complessiva delle istituzioni parlamentari, che invece sono sottoposte a regolamentazioni magari particolari, ma che comunque rientrano nell'ordinamento più generale.

Con l'ordine del giorno G54 si richiede di condividere la sentenza della Corte di cassazione che riguarda in particolare le questioni relative al trattamento di lavoro e alla competenza; questione che a mio avviso stride con una visione più generale dei rapporti di lavoro all'interno della pubblica amministrazione, che secondo me non deve avere aree particolari di trattamento ed in particolare di trattamento domestico. Di questo, infatti, si tratta: in questo momento, sostanzialmente, all'interno dell'istituzione parlamentare le questioni di lavoro sono trattate con un'autonomia totale.

Questo è il tema. Pertanto, la richiesta al Senato è quella di sostenere in sede di Corte costituzionale le posizioni della Corte di cassazione, vista la questione da essa sollevata sul conflitto di attribuzione.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Saggese. Ne ha facoltà.

SAGGESE (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo oggi chiamati all'approvazione dei due documenti contabili fondamentali per il funzionamento del Senato della Repubblica. Il senatore Questore ha già dettagliatamente e compiutamente illustrato sia l'attività svolta in relazione al rendiconto dell'anno 2014 sia l'impostazione programmatica per il 2015 e per i due anni a seguire. Da ciò si evince che anche quest'anno, sia nel rendiconto sia nel bilancio di previsione, il Senato della Repubblica mantiene fermo il suo impegno, ormai intrapreso da diversi anni, volto a contribuire alla riduzione della spesa pubblica attraverso un contenimento dei costi della politica. È un impegno che il Senato, insieme agli altri organi costituzionali, si è assunto con serietà e rigore, anche alla luce del particolare contesto economico che richiede un contributo da parte di tutti, in primis di coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica.

Com'è noto, gli organi costituzionali sono assoggettati ad un regime particolare, in quanto godono di autonomia finanziaria che li svincolerebbe dagli indirizzi di politica economica e di bilancio dell'Esecutivo. Sulla base di tale prerogativa, pacificamente riconosciuta sia dalla dottrina giuridica sia dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, gli organi politici hanno registrato negli anni passati un progressivo ma costante aumento della propria dotazione. Ciò è indubbiamente dovuto alla complessità ed alla delicatezza delle attribuzioni spettanti, in particolare, alle Assemblee parlamentari. Le Camere necessitano di competenze di primo ordine; svolgono moltissime funzioni ed hanno un apparato amministrativo complesso e variegato: basti pensare soltanto alla documentazione predisposta dagli uffici, all'assistenza continua ed altamente professionale fornita per l'attività legislativa, ai servizi di supporto per il mantenimento della struttura, o ancora, al polo bibliotecario parlamentare, che fornisce un utilissimo servizio per i cittadini che vogliano approfondire i temi legati alle scienze sociali ed al diritto parlamentare. Insomma, si tratta di una serie di servizi di assoluta eccellenza.

Tuttavia, nella misura in cui il bilancio dello Stato deve essere ridotto per consentire un miglioramento dei conti pubblici e per sgravare i contribuenti da un peso fiscale ritenuto unanimemente eccessivo, innanzitutto gli organi costituzionali sono chiamati a dare il proprio contributo. Così, anche quest'anno, il Senato della Repubblica è in prima linea per ridurre i costi senza sacrificare la qualità dei servizi offerti.

II progetto di rendiconto generale per l'anno 2014 vede un tasso di diminuzione delle spese pari al 2,21 per cento rispetto al dato relativo al 2013. In termini assoluti, si è passati da quasi 513 milioni di euro dell'anno 2013 ai circa 501 milioni del 2014, con un risparmio di oltre 11 milioni di euro. E se si allarga l'orizzonte all'ultimo triennio, si vede addirittura che il costo annuo è diminuito di oltre l'8 per cento rispetto al 2011, quando il Senato costava allo Stato oltre 546 milioni di euro all'anno.

Inoltre, nell'anno 2014 è stata introdotta una previsione normativa (l'articolo 17 del decreto-legge n. 66 del 2014) in base alla quale il Senato è tenuto a restituire allo Stato l'importo complessivo dei risparmi realizzati nel corso degli esercizi finanziari, piuttosto che spalmarli negli esercizi successivi, liberando così delle risorse che possono essere utilizzate per le politiche di bilancio dello Stato. Soltanto negli ultimi anni, l'importo dei risparmi restituiti all'erario è pari ad oltre 14,5 milioni di euro.

Occorre poi fare menzione delle delibere del Consiglio di Presidenza che hanno introdotto un contributo di solidarietà, a carico dei trattamenti pensionistici degli ex senatori e degli ex dipendenti, pari a 6,4 milioni di euro per il 2015, che sarà restituito alle casse dello Stato.

Negli ultimi anni, inoltre, sono diminuite costantemente le voci relative alle indennità ed alle competenze accessorie per i senatori in carica nonché le somme erogate per i senatori cessati dal mandato e per i Gruppi parlamentari. Drastiche riduzioni si registrano nel 2014 sul versante dei costi delle segreterie particolari per gli ex Presidenti del Senato e gli ex Presidenti della Repubblica (-11 per cento) e, in generale, delle consulenze esterne, ridotte di ben il 27 per cento.

Il progetto di bilancio preventivo per l'anno 2015 segue la medesima filosofia di riduzione dei costi. Un intervento consistente riguarderà il personale dipendente: permane il blocco del turnover che ha visto il passaggio del personale in pochi anni, come ha già detto il senatore Questore De Poli, da oltre 1170 a meno di 700 unità, con conseguente riorganizzazione degli uffici e delle strutture che hanno consentito, grazie solo alla competenza, alla disponibilità ed alla preparazione professionale del nostro personale, di mantenere inalterati i livelli di efficienza e di qualità delle prestazioni; per la prima volta quest'anno sono stati introdotti limiti alle retribuzioni dei dipendenti del Senato che comporteranno un risparmio di spesa per il 2015 di circa 4,4 milioni di euro; infine, anche per il personale, si è proseguito nel lavoro, già intrapreso l'anno scorso, di integrazione delle funzioni e dei servizi tra Camera e Senato, per la creazione del ruolo unico dei dipendenti con l'obiettivo di ottimizzare l'uso delle risorse umane e di evitare, in genere, inutili e costose duplicazioni, soprattutto nell'ottica di superamento del bicameralismo paritario.

Importanti e significative sono state anche le iniziative intraprese sul fronte delle politiche energetiche che, oltre a garantire un risparmio economico, consentono al Senato di essere in prima linea nel favorire la diffusione di una cultura dello sviluppo ecosostenibile.

Il tempo a mia disposizione sta per terminare e non mi soffermerò ulteriormente, perché altri prima di me lo hanno fatto sicuramente meglio, sui dettagli del progetto di bilancio. Ho voluto richiamare soltanto alcuni aspetti a mio avviso significativi per evidenziare l'impegno che gli organi costituzionali, ed in particolare il Senato del quale facciamo parte, stanno mettendo per ridurre i costi della politica. Non dobbiamo enfatizzare eccessivamente i nostri sforzi: per quanto possano essere incisivi, non risolveranno certo i problemi di bilancio del nostro Paese. È nostro dovere farlo presente, per evitare di alimentare false illusioni, ma è comunque nostro dovere proseguire nello sforzo di razionalizzazione e di efficientamento delle risorse degli organi parlamentari: ridurre la dotazione degli organi costituzionali ritengo sia il giusto contributo che la classe politica deve offrire alla collettività. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione congiunta.

Poiché il relatore non intende intervenire in sede di replica, ha facoltà di parlare il senatore Questore Malan, che invito anche ad esprimere il parere sugli ordini del giorno in esame.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, prima di passare agli ordini del giorno, sui quali dando il parere risponderò ai numerosi senatori che sono intervenuti per illustrarli, ringrazio coloro che invece non hanno direttamente illustrato gli ordini del giorno, come il senatore Pegorer e la senatrice Saggese. Li ringrazio per il contributo da loro offerto, che peraltro rispecchia il lavoro svolto dall'interno del Consiglio di Presidenza.

Gli importanti obiettivi che sono stati raggiunti - in assoluta sintesi, sono una forte riduzione di spesa e un efficientamento della struttura Senato - vengono fuori non da soli, ma grazie alla collaborazione di tutti, a cominciare dalla guida e dall'impulso del Presidente. Il lavoro svolto dall'intero Consiglio di Presidenza e nell'ambito del Collegio dei Questori, con la preziosa collaborazione del personale del Senato, ha consentito di raggiungere detti obiettivi.

Passando agli ordini del giorno, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1, che assorbe nella sua formulazione parecchi altri ordini del giorno che toccano i medesimi punti. In particolare, l'ordine del giorno G2, che chiede l'accorpamento e la razionalizzazione dell'organizzazione, rientra nell'ordine del giorno G1, al punto a).

Quanto all'ordine del giorno G3 è accolto come raccomandazione, naturalmente sempre nell'ambito della riorganizzazione e armonizzazione, assieme alla Camera, del personale e delle funzioni. È importante la sottolineatura di non pregiudicarne la funzionalità, perché la forte riduzione del personale ha richiesto un grosso sforzo di riorganizzazione e di lavoro da parte di tutto il personale stesso.

L'ordine del giorno G4 è assorbito dall'ordine del giorno G1, così come gli ordini del giorno G5, G6 e G7. Poi ci sono alcuni ordini del giorno che esaminano il trattamento economico dei senatori, che riteniamo preclusi dall'ordine del giorno G1, il quale dà l'impulso ad un lavoro di coordinamento con la Camera che è già iniziato e sta andando avanti. Nell'ambito di detto coordinamento, per stabilire un'uniformità di trattamento tra i due rami del Parlamento, sono e verranno esaminate le varie istanze proposte dagli ordini del giorno G8, G9, G10, G11, G12 e G13. Vorrei sottolineare che le indennità in essi trattate sono state dimezzate all'inizio di questa legislatura ed erano già state ridotte nella precedente.

Sull'ordine del giorno G14 il parere è contrario. La funzione dei partiti è prevista dalla Costituzione e riteniamo che sia normale che rientri tra le spese rendicontabili. L'ordine del giorno G15 è accolto come raccomandazione. Si tratta di studiare la questione. La maggior parte delle missioni viene svolta in sede di Commissione o delegazioni bicamerali. Si tratta di coordinarsi con la Camera.

Riteniamo che i principi di irretroattività della norma e del legittimo affidamento stabiliti dalla Corte costituzionale e dalla Corte di Strasburgo rendano gli ordini del giorni G16, G17 e G21 tecnicamente inammissibili.

Sull'ordine del giorno G18 il parere è favorevole, modificando il dispositivo nel senso di farlo terminare con le parole: «vitalizio parlamentare». Ci sarebbe la pubblicazione sul sito dei nominativi dei soggetti che percepiscono il vitalizio parlamentare e si eliminerebbero le parole restanti.

Sull'ordine del giorno G19 il parere è contrario. Va sottolineato che in Senato sono sempre state applicate tutte le norme volte alla riduzione della spesa pubblica, in particolare per quanto riguarda le retribuzioni dei dipendenti dello Stato. Ai senatori hanno continuato ad essere applicate anche quelle che poi, magari, sono decadute per effetto di pronunce della Corte costituzionale. Sull'ulteriore intervento richiesto esprimiamo, pertanto, parere contrario.

Esprimiamo altresì parere contrario sull'ordine del giorno G20, che interviene su una recentissima delibera, frutto di un lavoro compiuto. Credo sia coerente mantenere la formulazione approvata dal Consiglio di Presidenza e che già esplica i suoi effetti.

Sull'ordine del giorno G22 il parere è contrario, in quanto nel corso degli ultimi anni sono stati realizzati diversi interventi sul tema, che riteniamo essere sufficienti.

Esprimiamo parere contrario sull'ordine del giorno G23, in quanto reputiamo che i compiti del Gabinetto del Presidente del Senato siano importanti per l'esercizio delle funzioni del Senato e sui relativi costi è stata peraltro già stata esercitata una forte riduzione.

L'ordine del giorno G24 è assorbito dall'ordine del giorno G1. Il tema affrontato è quello dei collaboratori dei parlamentari, che rientra nell'ambito dello studio fatto, complessivamente, sul supporto necessario all'esplicazione del mandato del parlamentare. Sono assorbiti dall'ordine del giorno G1 anche i successivi G25, G26 e G27.

Sull'ordine del giorno G28 il parere è contrario, in quanto non si può pensare di azzerare le consulenze, su cui è già stata fatta un'opera di forte riduzione (meno 63 per cento). È evidente che quelle che restano sono necessarie. Inoltre, la riduzione del numero dei dipendenti da 1.170 a 700 ci indica che, in alcuni casi, si è supplito con delle consulenze. Sottolineo che al Senato non esiste la figura di una sorta di consulenza fissa, che invece è presente alla Camera dei deputati. Ripeto: alla Camera questa figura esiste, mentre da noi no. In Senato le consulenze vengono richieste su specifici punti che necessitano di professionalità che non sono presenti tra il personale. Sarebbe però assolutamente antieconomico pensare addirittura di assumere tali consulenti.

L'ordine del giorno G29 viene accolto come raccomandazione, mentre sull'ordine del giorno G30 esprimiamo parere contrario. Gli ordini del giorno G31, G32, G33 e G34 sono assorbiti dall'ordine del giorno G1.

Sull'ordine del giorno G35 l'orientamento è contrario, in quanto penso sia stato ispirato dalla situazione presente alla Camera dei deputati, laddove si parla di «sostanziale immobilismo che ha visto permanere gli stessi soggetti a capo del medesimo Servizio per un lasso di tempo troppo lungo (...)». In Senato questa situazione non si è verificata. Anzi, a lungo si è rimasti con i ruoli di Capo Servizio vacanti e solo recentemente si è proceduto alla nomina, nell'ottica di una riduzione e razionalizzazione. Pertanto, invito a ritirare questo ordine del giorno.

Esprimiamo parere contrario sull'ordine del giorno G36. L'ordine del giorno G37 è accolto come raccomandazione. La mobilità pubblico-privato deve, però, essere compatibile con le esigenze di servizio del Senato e va anche ricordato che la forte riduzione del personale offre indubbiamente piccoli margini.

L'ordine del giorno G38 è accolto come raccomandazione. Come più volte sottolineato, è chiaro che, laddove - come speriamo - si riuscirà a reintrodurre il tirocinio presso gli Uffici del Senato, dovrà essere fatto nel pieno rispetto delle leggi, come è giusto che sia. Allo stesso modo, è giusto che con legge si sia imposto l'obbligo di una retribuzione, sia pur minima, ai tirocinanti.

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G39, poiché già si utilizzano i parametri di Consip.

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G40, poiché a tale riguardo già sono state apportate forti riduzioni. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G41, con una piccola riformulazione: nel dispositivo togliere la parola «strettamente» e le parole «a partire dagli eventi musicali, mostre, presentazioni di libri e convegni», sostituendo poi le successive parole «che non hanno stretta attinenza con l'attività legislativa» con le seguenti: «che non abbiano attinenza con l'attività legislativa». Anche questo è già stato fatto, ragion per cui il parere è favorevole.

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G42. Ricordo che si hanno degli introiti dall'uso delle sale, che vengono messe a disposizione a pagamento, purché le attività proposte siano compatibili con il prestigio del Senato.

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G43, con l'impegno a studiare meglio la questione, approfondendo l'utilità delle erogazioni in questione. Sottolineo, però, che i contributi e i sussidi per conto dell'Istituto sono inseriti nella previsione, ma hanno comportato una spesa nulla negli ultimi anni: pertanto, abbiamo fatto di più che ridurre del 50 per cento.

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G44. Anche in questo caso lavoreremo per andare incontro alle esigenze prospettate di maggiore trasparenza.

Esprimo invece parere favorevole sull'ordine del giorno G45, poiché quanto si chiede già si fa, per quanto possibile, e intendiamo proseguire nella stessa direzione.

L'ordine del giorno G46 lo accogliamo come raccomandazione. Dobbiamo evitare di appesantire burocraticamente. Credo sia importante soprattutto mettere in atto gli ordini del giorno, più ancora che rendicontarli, ma certamente lavoreremo in questa direzione.

L'ordine del giorno G47 è inammissibile per la parte riguardante le Giunte parlamentari, i cui lavori non sono pubblici; per quanto riguarda le Commissioni, i lavori in sede referente e consultiva non sono pubblici, come prescrive il Regolamento. Semmai, bisognerebbe fare un intervento regolamentare, secondo le procedure previste. Va però detto che è già stata fatta la gara d'appalto per la web TV, che comporta un potenziamento degli strumenti, per cui si potrà trasmettere un numero maggiore di quei lavori delle Commissioni che il Regolamento consente di trasmettere. Invito, quindi, al ritiro di tale ordine del giorno improcedibile.

Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G48, perché non risulta esistere la menzionata banca dati. Tutti gli atti del Senato sono pubblici e pubblicati, e ciascuno di essi costituisce un precedente. Poi sta alla bravura, alla capacità e alla memoria dei funzionari, così come dei parlamentari, cercare quelli appropriati alle varie circostanze. Si tratta di una questione che è già stata posta nel passato, con alternarsi di maggioranze, ma non ci risulta esistere il massimario citato.

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G49, poiché è già stato incluso nella gara d'appalto per i servizi di ristorazione.

Invito al ritiro dell'ordine del giorno G50. In parte - come è già stato detto e com'è noto e anche visibile - siamo più avanti di qualunque altra istituzione per la elettrizzazione del parco auto, che però non può essere fatta integralmente (non si può passare integralmente alle auto elettriche) per evidenti ragioni pratiche, di servizio e anche di efficienza. Forse un giorno i progressi tecnici lo consentiranno - non oggi - ma intanto molto lavoro è stato fatto.

Esprimo parere contrario sull'ordine G51, perché l'assistenza integrativa, che peraltro è del tutto autonoma e in assoluto pareggio, è basata su un sistema mutualistico, che deve naturalmente partire dai senatori in carica. (Commenti del senatore De Poli). Anzi, da questa legislatura l'assistenza integrativa è addirittura in lieve attivo.

L'ordine del giorno G52 viene accolto come raccomandazione. Riteniamo che l'ordine del giorno G53 sia improponibile, perché prevede un cambiamento piuttosto forte del Regolamento. Peraltro, sottolineo che la commissione esistente presso l'Assemblea nazionale francese si sostituisce al lavoro che stiamo facendo adesso, ovvero, anziché discutere il bilancio in Assemblea plenaria - come stiamo facendo adesso - è previsto un esame da parte del gruppo ristretto. Al di là del fatto che non riterrei particolarmente opportuno rendere meno trasparente l'analisi del bilancio, ciò richiederebbe comunque un cambiamento del Regolamento.

Infine per quanto riguarda l'ordine del giorno G54, evidenzio che si tratta di una problematica complessa, su cui ci sono vari aspetti da considerare. La costituzione in giudizio in conflitti d'attribuzione segue delle procedure che non possono essere quelle di un ordine del giorno. Sicuramente quanto proposto dal senatore Buemi è degno di grande attenzione, ma invito il collega al ritiro dell'ordine del giorno, per poter esaminare il tema in sede propria, in collaborazione con la Camera dei deputati, che evidentemente non può essere ignorata. Su questo tema non si può che procedere in parallelo.

Chiedo scusa per la lunghezza del mio intervento, ma ho cercato di fornire spiegazioni sulle varie questioni.

PRESIDENTE. Senatore Buemi, intende intervenire a proposito dell'ordine del giorno G54, su cui è stato formulato un invito al ritiro?

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, aderisco all'invito al ritiro dell'ordine del giorno G54, con l'assicurazione però che la questione non venga elusa.

Si tratta di una questione che riguarda il nostro futuro e la credibilità dell'istituzione parlamentare, e quindi Camera e Senato. Mi rendo conto che il tema riguarda le due Assemblee e non solo la nostra. Possiamo fare tutte le attività di rigore che vogliamo - ne parlerò nelle mie dichiarazioni di voto successive - ma non possiamo sottrarci all'ordinamento generale. Soltanto l'attività parlamentare propria deve avere una sua autonomia da questo punto di vista e il resto deve rientrare nell'ordinamento generale dello Stato.

PRESIDENTE. Alla luce dei pareri espressi, gli ordini del giorno G16, G17 e G21 sono da considerarsi inammissibili, l'ordine del giorno G47 è parzialmente inammissibile e l'ordine del giorno G53 è improponibile.

Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15,30 con le votazioni degli ordini del giorno.

(La seduta, sospesa alle ore 14,03, è ripresa alle ore 15,32).

La seduta è ripresa.

CANDIANI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CANDIANI (LN-Aut). Signor Presidente, non essendo stata formulata la rituale richiesta di verifica del numero legale, colgo l'occasione per fare gli auguri di buon compleanno alla vice presidente Fedeli. (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza naturalmente si associa agli auguri.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.

BIGNAMI (Misto-MovX). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIGNAMI (Misto-MovX). Signor Presidente, vorrei fare una richiesta al senatore Zanda.

Rispetto alle senatrici Parente e Bonfrisco, che hanno presentato veramente un bel lavoro per quel che riguarda i collaboratori parlamentari, il senatore Zanda nel suo lavoro risolve la situazione con quattro o cinque righe, mentre quello delle due senatrici mi sembra ben fatto, molto articolato ed anche più valido. Vorrei allora chiedere al senatore Zanda di espungere la parte in questione e di rivalutare la proposta della presentazione degli ordini del giorno.

PRESIDENTE. Lei si sta rivolgendo al senatore Zanda, ma i pareri sono già stati espressi e, quindi, non si può adottare una tale procedura. In ogni caso, il senatore Zanda non sembra disponibile ad accogliere la sua richiesta, senatrice Bignami, e quindi andiamo avanti.

Chiedo al relatore, senatore Sangalli, se si associa ai pareri che sono stati espressi sugli ordini del giorno.

SANGALLI, relatore. Sì, signor Presidente, il mio parere è conforme a quello espresso dai senatori Questori.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori.

Mi scusi per il fiatone, ma è quello che viene raggiungendo il Senato dalla Camera dei deputati dove in questo momento si sta svolgendo un'importante audizione, presso le Commissioni congiunte esteri e difesa, dei Ministri che stanno rendendo delle comunicazioni. Ritengo che, nell'armonizzare i lavori, la sua voglia di imprimere celerità allo svolgimento dei lavori non possa trascurare l'importanza di una votazione come quella di oggi.

Le chiedo quindi di sospendere i lavori per consentire a tutti gli altri colleghi, che probabilmente, avendo qualche anno più di me, stanno ancora percorrendo il tragitto, di rientrare. È una questione di vita o di morte, signor Presidente. Le chiedo di sospendere i lavori per un quarto d'ora.

PRESIDENTE. Addirittura?

CASINI (AP (NCD-UDC)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASINI (AP (NCD-UDC)). Signor Presidente, messo davanti a questo dilemma, tra la vita e la morte scelgo sempre la vita.

Effettivamente, il collega ha detto una cosa vera, e cioè che si è svolta un'informativa, prevista dalla legge, in ordine all'andamento delle missioni di pace in Italia. Abbiamo già ascoltato i ministri Pinotti e Gentiloni ed ai senatori è stato consentito di parlare per primi. Se vogliamo concedere cinque minuti, possiamo farlo, ma credo che oltre non si possa andare, anche perché i senatori che intendevano intervenire lo hanno già fatto, e noi siamo qui presenti.

Per una questione di vita o di morte, cinque minuti non si negano, ma solo in considerazione di ciò.

PRESIDENTE. Noto con piacere che, mentre il senatore Santangelo ha il fiatone, il senatore Casini non lo ha.

SANTANGELO (M5S). Auto blu!

PRESIDENTE. Ma l'utilizzo dell'auto richiede più tempo per arrivare qui dalla Camera rispetto al tragitto a piedi. Io che vado sempre a piedi lo so.

Nel frattempo i cinque minuti stanno trascorrendo. Attendiamo l'arrivo di qualche altro senatore.

Inizialmente, era stato previsto che la sospensione dei lavori d'Aula fosse fra le 14 e le 15. Avendo poi fatto presente il senatore Marton che si sarebbe svolta questa importante audizione, ho ritenuto di procrastinare la pausa di ulteriori 30 minuti proprio per dare la possibilità di parteciparvi. Siccome questa possibilità è stata data e sono trascorsi alcuni minuti, proseguirei con i nostri lavori, visto tra l'altro che l'Aula è quasi piena.

CRIMI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto - così concediamo ai colleghi qualche altro minuto - anticipando che successivamente prenderò la parola sull'ordine del giorno G14, sul quale è stato espresso parere contrario.

Quanto invece all'ordine del giorno G1, è stato presentato come un ordine del giorno omnicomprensivo che preclude tutti i successivi. In realtà, è un ordine del giorno fuffa che dice e non dice. Gli ordini del giorno successivi contengono degli impegni ben precisi su singoli argomenti. Questo è un ordine del giorno che utilizza i soliti termini generici: «può servire a dare impulso», «valutare», «razionalizzare», «verificare le potenzialità e la fattibilità». Insomma, si tratta delle solite frasi piuttosto generiche.

Volevo fare questa osservazione, perché è stato spacciato come l'ordine del giorno che risolve tutte le questioni o le assorbe tutte.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

L'ordine del giorno G2 risulta assorbito dalla precedente votazione.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G3.

COMAROLI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMAROLI (LN-Aut). Signor Presidente, io volevo chiedere ai senatori Questori di voler rivedere il loro parere.

Con questo ordine del giorno, infatti, si voleva evidenziare che, anche se la razionalizzazione delle spese e il loro contenimento sono un fatto positivo, c'è però un peso diverso da ufficio a ufficio, così come da Commissione a Commissione.

In modo particolare, in Commissione bilancio - ma immagino anche nella 1a Commissione - abbiamo un carico solo di fotocopie e, dovendo fotocopiare tutti i provvedimenti e gli emendamenti che i commissari devono valutare, non possiamo avere la stessa dotazione di spesa per le fotocopie delle altre Commissioni.

Volevo sottoporre la problematica che a volte noi arriviamo in Commissione e i fascicoli sono già terminati perché qualche altro senatore, pur non essendo membro della Commissione bilancio, è venuto - giustamente, dico io - a prenderne uno. E molte volte noi stessi ci troviamo in grave difficoltà. (Applausi del senatore Consiglio).

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Questori e al relatore se intendono rivedere il parere sull'ordine del giorno G3.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, modifichiamo il parere sull'ordine del giorno G3 in favorevole.

SANGALLI, relatore. Esprimo parere conforme a quello dei senatori Questori.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

D'ora in avanti, quindi, tutte le votazioni avverranno a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, i nostri colleghi senatori sono ancora bloccati in Commissione vigilanza RAI per il dibattito e ci hanno chiesto, pertanto, di interrompere questa seduta per permettere loro di venire a votare. (Proteste dal Gruppo PD).

Signor Presidente, io le chiedo di mettersi in contatto con gli uffici della Commissione vigilanza RAI e di far interrompere la seduta per far venire i senatori in Aula. O l'uno, o l'altro, perché non posso pensare che il senatore Crosio si divida in due, e che mezzo senatore venga a votare e mezzo resti ad ascoltare il dibattito. Lo stesso vale per il senatore Airola.

Se ai senatori del PD ciò non interessa perché hanno colleghi in abbondanza, invece noi siamo in pochi e vorremmo che tutti i senatori svolgano o un'attività o un'altra. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, l'unico modo per risolvere la questione è mettere ai voti la sua richiesta di sospensione.

VOLPI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VOLPI (LN-Aut). Signor Presidente, io non voglio irritare l'Aula, ma è un diritto di ogni senatore votare, a prescindere dal Gruppo di appartenenza. È un diritto. Si assuma lei la responsabilità di non far votare un senatore.

Io chiedo scusa ai colleghi del PD, ma a me sembra che debba essere almeno ambivalente la regola che un senatore, essendo membro del Senato, possa essere presente alle votazioni e non impegnato in un'altra Commissione, a meno che non si dica che la Commissione vigilanza RAI è ritenuta non interessante e non utile. È una questione di regole, e non di appartenenza partitica.

BULGARELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BULGARELLI (M5S). Signor Presidente, per quanto riguarda questo problema, volevo sottolineare, ancora una volta, che i lavori dell'Aula e il suo calendario non dovrebbero inficiare i lavori delle Commissioni.

Siccome alcuni di noi fanno parte della Commissione bilancio ed è per noi un continuo correre avanti e indietro, perché il calendario dell'Aula non è mai basato sui lavori che si svolgono in Senato ma sulle esigenze del Governo chiedo di cominciare a organizzare il calendario dei lavori del Senato, magari in base ai lavori parlamentari e non del Governo, perché ciò aiuterebbe il lavoro di tutti, e anche il suo. (Applausi dal Gruppo M5S).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, vorrei soltanto ricordare ai colleghi una questione sulla quale più volte ho preso posizione: il lavoro d'Assemblea è preminente rispetto a quello di Commissione, quindi sono le Commissioni che devono adeguarsi all'Assemblea, non viceversa. Questa è una questione che bisogna porre anche alla Presidenza della Camera e alle Presidenze delle Commissioni bicamerali: i Presidenti delle Commissioni bicamerali devono tener conto dell'attività d'Aula delle due Assemblee, mentre in questa fase di Presidenza delle Commissioni bicamerali da parte della Camera ciò non avviene; la Camera, probabilmente pensando che la riforma costituzionale sia già in vigore, se ne frega assolutamente dell'attività d'Assemblea del Senato. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e della senatrice Bignami).

PRESIDENTE. Abbiamo avvisato la Camera e la relativa Commissione della necessità che i nostri lavori d'Assemblea proseguano e dunque di sconvocare la Commissione, che però, dalle notizie che abbiamo, pare sia ancora in corso. Questa è stata la richiesta da parte del Senato.

Sospendiamo dunque la seduta per cinque minuti: se non interviene nulla di nuovo, noi riprendiamo i nostri lavori.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 15,46, è ripresa alle ore 15,54).

La seduta è ripresa.

Abbiamo avuto la comunicazione ufficiale che già da qualche minuto la seduta della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è stata tolta, pertanto proseguiamo con i nostri lavori.

Gli ordini del giorno da G4 a G7 risultano assorbiti dall'approvazione dell'ordine del giorno G1.

Gli ordini del giorno da G8 a G13 sono preclusi.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G14, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, c'è una votazione in corso.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, lo so, mi scusi, ma c'è un senatore del Gruppo della Lega Nord, che non è né Superman, né Flash, altro personaggio dei fumetti, che deve arrivare da palazzo San Macuto a qui: vogliamo dargli il tempo di arrivare? (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, mi hanno detto che da qualche minuto la seduta della Commissione di vigilanza RAI è ufficialmente tolta, non possiamo fermare l'Assemblea, c'è una votazione in corso.

CENTINAIO (LN-Aut). È scandaloso, Presidente!

PRESIDENTE. Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Sull'ordine del giorno G15 c'è una disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione. Senatore Castaldi, insiste per la sua votazione?

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, veramente non capisco questo atteggiamento: si tratterebbe di aspettare due minuti in più perché arrivino i senatori che mancano, alcun stanno arrivando in questo momento. Intervengo anche per prendere un po' di tempo, per il nostro Gruppo ad esempio manca ancora il senatore Airola. Stiamo parlando di due minuti, non è ostruzionismo.

PRESIDENTE. Le avevo chiesto se insiste per la votazione dell'ordine del giorno G.15, che altrimenti sarebbe accolto come raccomandazione.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, su diversi nostri ordini del giorno è stata espressa la disponibilità ad accoglierli come raccomandazione. Non essendo stato modificato assolutamente nei contenuti, vi chiedo la cortesia e la gentilezza di non modificare, visto che già un ordine del giorno è poca cosa, la formula con la dicitura "raccomandazione" ma di accettarlo come ordine del giorno, visto che condividiamo i contenuti dello stesso. In casa contrario, saremo costretti ad insistere per la votazione.

PRESIDENTE. Invito i senatori Questori a pronunziarsi su tale richiesta.

DE POLI, senatore Questore. Proprio per venire incontro alle richieste contenute nell'ordine del giorno G15, lo abbiamo accolto come raccomandazione, per permettere anche al Consiglio di Presidenza di valutare con gli Uffici di competenza le modalità, le forme ed il significato di una riorganizzazione secondo queste modalità nei casi di trasferta per missioni nei vari contesti sia per quanto riguarda i senatori, sia per quanto riguarda il personale. Per questo motivo, ho accolto l'ordine del giorno come raccomandazione, proprio per dare la possibilità di incidere e lavorare con esito positivo.

Manteniamo quindi parere favorevole sull'ordine del giorno G15 se inteso come raccomandazione, altrimenti il parere sarà contrario.

PRESIDENTE. Senatore Santangelo, poiché il senatore Questore mantiene il parere già espresso, insiste comunque per la votazione?

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, nell'accogliere con rammarico quella che a questo punto è una posizione di natura esclusivamente politica, le dico che non sarà accettata nessuna raccomandazione. In questo caso mi dispiace che i Questori non prendano in considerazione l'ordine del giorno ed esprimano addirittura un parere negativo. Potrebbero rimettersi all'Assemblea, perché altrimenti il fatto che lo accolgano come raccomandazione ci costringe a non accettare.

PRESIDENTE. Il relatore si conforma al parere dei senatori Questori?

SANGALLI, relatore. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G15, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli ordini del giorno G16 e G17 sono inammissibili.

Sull'ordine del giorno G18 è stata avanzata una proposta di riformulazione: la accetta, senatrice Moronese?

MORONESE (M5S). Signor Presidente, apprezziamo lo sforzo e accettiamo la riformulazione, ma ci teniamo a ribadire che la trasparenza o c'è o non c'è: non si possono fare le cose sempre per metà. Quindi, avremmo gradito che venisse accettato per intero l'impegno laddove prevede anche che vengano pubblicati gli importi relativi ai vitalizi dati ai parlamentari. Tuttavia, se questo è un primo passo che dobbiamo fare per offrire ai cittadini un po' di trasparenza su ciò che accade in Senato, accettiamo la riformulazione. (Applausi dal Gruppo M5S).

COTTI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COTTI (M5S). Signor Presidente, vorrei sapere come mai sono stati saltati gli ordini giorno G10 e G11. (Commenti del senatore Santangelo).

PRESIDENTE. Il senatore Santangelo le sta dando la risposta: sono stati dichiarati assorbiti o inammissibili.

COTTI (M5S). Non è possibile che siano assorbiti perché sono diversi dal G1.

PRESIDENTE. Forse lei non era presente quando è stato detto.

COTTI (M5S). Ero in Commissione.

PRESIDENTE. Non posso farci niente.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G18 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G19, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G20.

PUGLIA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PUGLIA (M5S). Signor Presidente, vorrei sottoscrivere questo ordine del giorno come anche gli altri presentati dai colleghi del mio Gruppo.

PRESIDENTE. Non facendosi obiezioni, la Presidenza ne prende atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G20, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

L'ordine del giorno G21 è inammissibile.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, visto e considerato il contenuto dell'ordine del giorno G21 che, a parere nostro, è fondato, non capisco perché non possa essere votato. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Capirei un parere negativo da parte dei questori, ma non addirittura l'inammissibilità, rispetto alla quale vorrei avere dei chiarimenti, anche perché si parla dell'abolizione dell'assegno di fine mandato. Capisco che tocca gli interessi di tanti in quest'Aula, ma si potrebbe votare, anche con un voto negativo - ripeto - signor Presidente, ma l'inammissibilità non riesco proprio a capirla; quindi gentilmente chiedo chiarimenti in merito.

PRESIDENTE. È stato dichiarato inammissibile in quanto i senatori Questori hanno parlato...

SANTANGELO (M5S). Non lo hanno dichiarato.

PRESIDENTE. Sì, senatore, lo hanno espresso. Forse la discontinuità...

SANTANGELO (M5S). Su questo no.

PRESIDENTE. Sì, anche su questi. Sugli ordini del giorno G17, G20 e G21 si sono espressi sulla incostituzionalità e sulla contrarietà - questa è la dizione che avete usato, senatore De Poli, e che è stata accolta - rispetto alle pronunce in sede europea.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Sulle inammissibilità non si può intervenire.

SANTANGELO (M5S). Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, non voglio allungare i tempi della discussione, ma parliamo della costituzionalità di un ordine del giorno: non vedo, tra le competenze dei senatori Questori, la possibilità di esprimersi sulla costituzionalità degli ordini del giorno. (Applausi della senatrice Nugnes).

Mi sembra davvero fuori da qualsiasi logica razionale. Chiedo di articolare il parere nel caso specifico, perché stiamo parlando di un tema che probabilmente merita una disquisizione un poco più ampia. Se dobbiamo sbrigarci, signor Presidente, nel prosieguo dei lavori saremo più celeri, ma se si chiedono dei chiarimenti credo debbano essere dati a tutti. Vedo che le hanno passato un biglietto, su cui presumo ci sia la risposta.

PRESIDENTE. Ecco i chiarimenti. L'ordine del giorno in questione richiede l'abolizione dell'assegno di fine mandato e la destinazione dei contributi già versati al bilancio interno del Senato. Il parere è contrario per ragioni di legittimità, in quanto l'assegno di fine mandato ha sostanzialmente natura di risparmio forzoso, dal momento che il suo importo è esattamente pari ai contributi che vengono prelevati ai senatori dalle indennità parlamentari. Si tratta, quindi, di una forma di risparmio di parte dell'indennità parlamentare, che viene, poi, restituita in un'unica soluzione al termine del mandato, senza alcun onere a carico del bilancio del Senato.

È evidente, quindi, che l'operazione richiesta con l'ordine del giorno richiederebbe la lesione di un diritto patrimoniale. Sotto questo profilo è stata richiesta l'inammissibilità, che è stata dichiarata da parte del Presidente, su cui la discussione e i chiarimenti sono dovuti, ma su cui non si può tornare. (Commenti del senatore Scibona).

CASTALDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, la ringrazio del chiarimento, ma c'era l'inammissibilità anche sull'ordine del giorno G17. Faccio riferimento a quello che lei ha detto. L'ordine del giorno G17 chiede di rideterminare gli importi dovuti secondo il sistema di calcolo contributivo. Chiederei a lei un chiarimento anche su questo, in modo che resti agli atti e che per le prossime occasioni parlamentari noi abbiamo anche questi spunti per poter ripresentare ordini del giorno ed emendamenti su questo tema.

PRESIDENTE. Avrà i chiarimenti, ma intanto proseguiamo con l'ordine dei lavori.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G22, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

AIROLA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AIROLA (M5S). Signor Presidente, ho inserito la tessera e non sono riuscito a votare. Signor Presidente, discuteremo - dopo questa votazione - nel nostro ritardo in Aula e delle sue ragioni, perché ci sono delle novità dalla Commissione di vigilanza RAI e dal Ministero. Potrei dirlo ora, ma non mi sembra il momento; lo diciamo dopo. Chiedo, però, che sia registrato il mio voto favorevole su questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G23.

CRIMI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno G23 che riguarda lei direttamente, ma in senso positivo, non in negativo (quindi non la veda come una critica). Si dà atto, in questo ordine del giorno, che ci sono state delle riduzioni nelle spese previste per gli Uffici di Gabinetto della Presidenza del Senato, dovute anche a sue scelte ben precise. Tuttavia, queste riduzioni sono, ovviamente, sue scelte, ma non sono definitive. Visto che è possibile farlo, e lei ha dimostrato, come lo dimostriamo noi che ci riduciamo lo stipendio versandolo in un fondo, che si possono ridurre le spese dell'Ufficio di Gabinetto del Presidente del Senato, perché non chiedere ai senatori Questori di valutare una riduzione dell'impegno di spesa anche per il 2015 affinché rimanga una riduzione anche per i futuri Presidenti? In questo modo chi, meno virtuoso, un domani dovesse accedere al suo posto, avrebbe un tetto che terrebbe conto di uno standard che, attraverso una riduzione di spesa, lei ha individuato come possibile.

Mi sono rivolto personalmente a lei proprio perché invitasse i senatori Questori a rivalutare questo invito e a riconsiderare il parere perché si possano fissare tale riduzione in maniera definitiva per i prossimi Presidenti del Senato. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatore Crimi, mi ha chiamato in causa, ma siccome è una scelta personale, dover pregiudicare anche le scelte personali di altri che mi sostituiranno mi pare... Questo lo dico perché è una scelta strettamente personale. Ad ogni modo, io rispetto i pareri dei senatori Questori; penso, tra l'altro, di aver detto io quello che avrebbero detto loro.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, mi perdonerà ma ritorno sulla discussione che abbiamo poc'anzi fatto su suo chiarimento. In merito all'ordine del giorno G21, le chiedo di annullare gentilmente la votazione perché, come con esattezza risulta dal Resoconto n. 317 del 24 settembre 2014, è stato posto in votazione con parere negativo dei Questori l'ordine del giorno G18 con identico contenuto.

Poiché nel caso specifico si tratta di un errore della Presidenza, le chiederei gentilmente di annullare la votazione e di rimetterlo ai voti. Ripeto, il riferimento è il resoconto stenografico n. 317 del 24 settembre 2014. Dall'anno scorso ad oggi, la parte costituzionale che riguarda questo ordine del giorno non è assolutamente cambiata.

PRESIDENTE. Lei ha parlato di annullare la votazione, ma l'ordine del giorno G21 non è stato votato.

SANTANGELO (M5S). È stato votato!

PRESIDENTE. L'ordine del giorno G21 non è stato votato; è stato dichiarato inammissibile.

SANTANGELO (M5S). È stato votato l'anno scorso.

PRESIDENTE. Come lei sa, la giurisprudenza è in costante evoluzione. (Commenti dal Gruppo M5S).

SANTANGELO (M5S). Ma che sta dicendo?

PRESIDENTE. Allora, il punto concerne gli ordini del giorno in oggetto che prevedono tra i destinatari dell'abolizione degli assegni vitalizi, oltre ai futuri eletti, anche i parlamentari attualmente in carica e quelli già cessati dal mandato parlamentare. L'abolizione degli assegni vitalizi (ora chiamati pensione) con il ricalcolo dei relativi trattamenti presenta profili di criticità dal punto di vista della legittimità costituzionale proprio perché riguarda innanzitutto gli ex parlamentari percettori degli assegni in questione, ma anche parlamentari sia in carica sia cessati dal mandato, che hanno comunque maturato i requisiti contributivi per la pensione sulla base della normativa vigente. Questo è il punto su cui ci si deve confrontare.

Si tratta di una criticità sostanzialmente retroattiva della norma in questione, quindi, secondo la giurisprudenza che è stata ormai resa assolutamente nota e ribadita dalla Corte costituzionale anche con recenti sentenze nell'evoluzione, questo principio è ormai talmente consolidato che queste norme e queste sentenze, in applicazione degli articoli 10 e 117 della Costituzione, impongono che l'attività normativa dello Stato e delle Regioni non sia in contrasto con le altre norme costituzionali.

Si è pronunciata anche la Corte europea dei diritti dell'uomo, ma non sto a dilungarmi ulteriormente: mi limito a dire che, tutto questo premesso, il principio del legittimo affidamento in relazione alla tutela dei beni dei cittadini, per quanto riguarda l'Italia, è stato in più occasioni enunciato anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha ricondotto anche al sistema pensionistico questi principi. A questo riguardo potrei citare una giurisprudenza costante e ripetuta, consolidatasi con una serie di sentenze costituzionali. Con queste decisioni, la CEDU ha dichiarato la violazione dell'articolo 1, del Protocollo addizionale n.1 alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, da parte dell'Italia, in quanto i ricorrenti potevano vantare, in forza dell'univoca giurisprudenza della Corte di cassazione, un'aspettativa legittima di ottenere il pagamento del trattamento economico connesso all'anzianità maturata nei vari comparti degli enti locali. Questa è la giurisprudenza.

Comunque il problema riguarda la norma retroattiva, che tradisce l'affidamento del soggetto destinatario della norma.

CRIMI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente c'è un fraintendimento.

PRESIDENTE. Prego, senatore Crimi.

CRIMI (M5S). Mi perdoni, signor Presidente, forse ci siamo spiegati male. Credo che il collega si riferisse all'ordine del giorno G21, che parla di assegno di fine mandato e non di vitalizio.

PRESIDENTE. Sull'assegno di fine mandato mi sono già pronunciato.

CRIMI (M5S). Nell'ordine del giorno si parla, senza nessuna retroattività, di «voler abolire l'assegno di fine mandato, a partire dalla legislatura corrente, destinando i contributi già accantonati a carico dei senatori all'entrata al bilancio interno del Senato». Tra l'altro, l'anno scorso il contenuto di questo ordine del giorno è stato già votato: questo è stato già votato, signor Presidente, non l'ordine del giorno sui vitalizi.

PRESIDENTE. Come ho già detto un attimo fa, ma forse non ho il bene di essere ascoltato o compreso, l'assegno di fine mandato è una forma di risparmio dell'indennità parlamentare, che viene restituita in unica soluzione al termine del mandato, senza nessun onere a carico del bilancio. Non c'è onere, perché esso viene trattenuto e restituito, addirittura nell' 80 per cento dell'ultima indennità.

CRIMI (M5S). Presidente!

PRESIDENTE. Le assicuro, senatore Crimi, che per ciò che riguarda l'ordine del giorno G21, sull'assegno di fine mandato, le cose stanno così. Visto che sul resto non c'è interesse, andiamo avanti.

CRIMI (M5S). Mi conceda trenta secondi, signor Presidente.

PRESIDENTE. Per dire cosa, senatore Crimi?

CRIMI (M5S). Signor Presidente, non si può dire che non è carico del bilancio del Senato, perché se quei soldi sono materialmente dati al senatore, per essere sottratti e poi restituiti, evidentemente qualcuno quei soldi li elargisce.

PRESIDENTE. È una questione formale, ma sostanzialmente si tratta di una partita di giro, per chi versa quelle somme e poi se le vede restituite. È un sofisma, che non cambia la sostanza della questione.

NUGNES (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUGNES (M5S). Signor Presidente, ho seguito molto attentamente le sue motivazioni sull'ordine del giorno G21.

PRESIDENTE. Ora stiamo parlando del G23, senatrice Nugnes.

NUGNES (M5S). Mi sto collegando al discorso in cui ci ha detto che si trattava di maturazioni derivanti da versamenti già fatti, da cui non si poteva retrocedere. Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno in esame, ci rifacciamo proprio ad una posizione che ha preso ella stessa, signor Presidente, il 31 marzo 2013, quando dichiarò spontaneamente alla stampa la possibilità di dimezzare la spesa della Presidenza del Senato. Questa operazione, che è stata molto apprezzata dagli italiani, non è divenuta un' operazione di tipo strutturale. Visto che ella la propose, riteniamo che sia assolutamente possibile e congrua e quindi, con l'ordine del giorno in esame, sollecitiamo i Questori a renderla definitiva. Evidentemente ciò è possibile, perché è stata dichiarata ammissibile e possibile proprio dal Presidente.

Ci terremo dunque a che questo ordine del giorno venisse approvato e, dunque, che venisse rivisto il parere contrario.

Tra l'altro, stiamo valutando questi tagli di spesa, mentre stiamo decidendo in parallelo di eliminare il Senato della Repubblica. Ritengo quindi che tutti questi tagli siano assolutamente congrui nell'ambito di una visione di risparmio, laddove è la somma che fa il totale e, nell'ambito di una revisione di queste spese, potremmo addirittura provare a rivedere la riforma costituzionale che appare invece tanto gravosa per il Paese. (Congratulazioni).

PRESIDENTE. Di questo ci occuperemo in seguito, senatrice.

Ribadisco che, se questi soldi si risparmiano, vanno poi restituiti e comunque vanno calcolati, per cui non vengono persi. È una questione di bilancio preventivo.

Si tratta comunque di una scelta personale, lo ripeto, che non credo possa condizionare il futuro del Presidente. Avermi tirato dunque in ballo per questo è fuor d'opera.

In questo senso, comunque, se questa dovesse essere la volontà dell'Assemblea - ma non voglio esprimere giudizi - non potrei che essere felice che qualcuno abbia potuto approvare questo anche per il futuro.

Detto ciò, passerei alla votazione per vedere che cosa ne pensa l'Aula.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G23, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli ordini del giorno da G24 a G27 risultano assorbiti dall'approvazione dell'ordine del giorno G1.

MORONESE (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORONESE (M5S). Mi perdoni, signor Presidente, ma se non ricordo male l'ordine del giorno G25 è stato dichiarato assorbito dall'ordine del giorno G1, cosa che però non mi trova concorde e su questo vorrei fare una breve dichiarazione.

Nell'ordine del giorno G1, a prima firma del senatore Zanda - il riferimento specifico è alla lettera d) - si parla del tipo di contratto da stipulare con i collaboratori, anche in virtù della nuova normativa entrata in vigore. Il nostro ordine del giorno, pur parlando dei contratti ai collaboratori, non si riferisce invece al tipo di contratto. Noi chiediamo una cosa ben diversa, per cui non riesco a capire perché l'ordine del giorno G25 sia stato dichiarato assorbito. Quello che noi chiediamo, infatti, a tutela e a garanzia dei collaboratori dei parlamentari, è che le retribuzioni vengano erogate dal Senato, così come avviene per i collaboratori dei componenti del Consiglio di Presidenza e dei Presidenti di Commissione, questo perché in passato tantissime volte - ma sicuramente anche in questa legislatura - molti parlamentari hanno fatto un po' la cresta sui contratti ai collaboratori, stipulando un contratto che prevedeva il pagamento di una certa retribuzione e pagando poi magari una cifra diversa. (Commenti della senatrice Albano. Applausi dal Gruppo M5S).

Cosa differente è quello che vorremmo fare noi, rendendo tutto pubblico e trasparente: se le retribuzioni e i contratti ai collaboratori dei parlamentari venissero gestiti dal Senato, molto probabilmente queste schifezze potrebbero non capitare più. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Senatrice Moronese, il giudizio sull'assorbimento dell'ordine del giorno G1 continua a permanere. Non mi pare che le sue argomentazioni abbiano fatto cambiare parere, né al relatore, né ai senatori Questori, né al Presidente: certamente l'ordine del giorno G1 è più ampio dell'ordine del giorno G25, che rimane dunque assorbito.

MORONESE (M5S). Non è più ampio, è una cosa diversa, Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G28, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Sull'ordine del giorno G29 vi è la disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione.

MORONESE (M5S). Signor Presidente, vorrei fare una dichiarazione, per ampliare quello che è già stato detto dal collega Santangelo.

Abbiamo parlato di trasparenza. Il Parlamento fa le leggi sulla trasparenza nella pubblica amministrazione: mi riferisco alla legge n. 33 del 2013, in base alla quale le pubbliche amministrazioni devono pubblicare tutti i rapporti che hanno con consulenti e gli appalti sul loro sito, e i cittadini hanno la possibilità di accedere e di richiedere che questo venga fatto. Poi però lo stesso Parlamento che ha approvato questa legge mi dice che non può attivarsi affinché le consulenze date da questo Senato vengano pubblicate sul sito. A me l'accoglimento come raccomandazione sinceramente non basta, perché quello che chiedo dovrebbe essere ovvio e dovrebbe essere fatto per legge, visto che la legge l'abbiamo approvata noi con questo Parlamento. Essa vale per le altre pubbliche amministrazioni; ma in primis dovrebbe essere il Senato a dare il buon esempio.

Quindi chiedo ai senatori Questori di rivedere il loro parere, visto che sono stati accettati o comunque presi in considerazione altri ordini del giorno proprio sulla trasparenza e questo ordine del giorno, che dovrebbe essere dato per scontato, viene invece accettato come raccomandazione. Quindi gradirei e chiedo uno sforzo da parte dei senatori Questori, affinché esprimano un parere favorevole.

MALAN, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, stamattina, nello spiegare perché lo accoglievamo come raccomandazione, avevo detto che, diversamente dalla Camera, qui al Senato non ci sono questo tipo di consulenze stabili e continuative, che invece ci sono alla Camera. Ecco perché questo ordine del giorno non può essere accolto nel suo insieme, dal momento che non abbiamo una coincidenza di figure; questa è la ragione. La raccomandazione si riferisce pertanto alla seconda parte; quello che non è possibile fare non possiamo farlo.

PRESIDENTE. Senatrice Moronese, il parere è contrario nel caso in cui lei non accetti l'accoglimento come raccomandazione. (Commenti del senatore Santangelo).

Conferma quello che ho detto, senatore Malan?

MALAN, senatore Questore. Noi siamo favorevoli all'accoglimento come raccomandazione, signor Presidente. Siamo invece contrari al testo attuale, perché non è possibile applicare una cosa che c'è alla Camera e non c'è da noi. (Commenti della senatrice Moronese).

FALANGA (AL-A). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FALANGA (AL-A). Signor Presidente, vorrei anzitutto chiedere di sottoscrivere questo ordine del giorno. La spiegazione che ha dato il senatore Malan, per la verità, è del tutto inconferente; il fatto che alla Camera vengano fatte continuamente delle consulenze e qui no non è sufficiente. La regola sulla trasparenza deve essere la stessa. D'altra parte, se non ci sono consulenze affidate dal Senato, la norma sarebbe tamquam non esset. Quindi perché il senatore Malan si preoccupa eventualmente di affermare una regola, se non vi sono consulenze che il Senato conferisce a tecnici? Non vedo quindi per quale ragione ci debba essere questa differenza tra Senato e Camera, soltanto perché, a dire del senatore Malan, alla Camera si fanno molte consulenze e al Senato no. A me sembra risibile questa spiegazione.

Per tale ragione, condividendo l'ordine del giorno, chiedo di poterlo sottoscrivere, se i colleghi che l'hanno presentato sono d'accordo.

PRESIDENTE. Accetta l'apposizione della firma da parte del senatore Falanga, senatrice Moronese?

MORONESE (M5S). Sì, signor Presidente.

MALAN, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, si potrebbe riformulare l'ordine del giorno G29, alla luce del fatto che non ci sono attualmente le consulenze continuative previste dall'articolo 15 del decreto legislativo n. 33 del 2013. Possiamo pertanto accogliere l'ordine del giorno nel senso che, ove ne venissero stipulate, queste verranno pubblicate sul sito web.

PRESIDENTE. Senatrice Moronese, accetta la riformulazione proposta dal senatore Malan?

MORONESE (M5S). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G29 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G30.

CRIMI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, stiamo cercando di spiegare qual è l'intento di alcuni ordini del giorno, almeno di quelli che arrivano al voto.

Con l'ordine del giorno G30 si intende impegnare «il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare l'opportunità di...». Non stiamo quindi chiedendo di farlo, ma almeno di sedervi attorno ad un tavolo e valutare l'opportunità; potreste anche rispondere che non è opportuno, pertanto non vedo motivi per cui non possa essere approvato. Si chiede di valutare l'opportunità di ridurre il contributo ai Gruppi parlamentari nella misura del 20 per cento rispetto alle attuali previsioni.

Ormai i Gruppi, più o meno, riescono a risparmiare, anche perché devono comunque tenere qualcosina da parte perché possono sempre presentarsi delle sorprese (ad esempio, sostenere spese di processi o quant'altro). Pertanto, una riduzione è già intrinseca nelle spese dei Gruppi. Peraltro, questo ordine del giorno è scritto anche nella modalità che solitamente viene considerata accettabile: viene cioè chiesto di valutare l'opportunità. Chiediamo quindi ai senatori Questori di valutare e di spiegare poi perché eventualmente non è possibile operare tale riduzione. Magari possono scoprire che si può realizzare una riduzione del 15, del 10 o del 5. Sarebbe comunque un passo in avanti, visto che quell'importo non viene mai modificato.

PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Questori e al relatore se intendono confermare il parere contrario?

DE POLI, senatore Questore. Sì, signor Presidente.

SANGALLI, relatore. Sì.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G30, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli ordini del giorno da G31 a G34 risultano assorbiti dall'approvazione dell'ordine del giorno G1.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G35.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, rivolgo anche in questo caso un invito ai senatori Questori perché credo che la mia illustrazione di questo ordine del giorno, che fa riferimento alle posizioni che negli anni vengono assunte all'interno del Parlamento e poi non modificate, sia stata poco felice.

Ho fatto riferimento in tale ordine del giorno al decreto legislativo n. 165 del 2001 chiedendo che venga applicato anche in Senato. Non intendo certo mettere in dubbio quanto detto dal senatore Questore Malan questa mattina; effettivamente, qui in Senato alcune posizioni sono di recente nomina. Tuttavia, il decreto prevede non soltanto un tempo massimo, ma anche un termine minimo pari a tre anni. Ciò costituirebbe una garanzia ed una tutela delle figure specifiche. Vi chiedo quindi di rivedere il parere su questo ordine del giorno che questa mattina ho definito di buon senso. È un principio applicato in tutte le amministrazioni pubbliche e quindi, non vedo perché non possa essere applicato all'interno del Senato della Repubblica.

DE POLI, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Comprendo il senso della precisazione fatta dal senatore Santangelo, tuttavia, avendo proceduto ad una riorganizzazione dei vari settori - come ben sapete - e avendo nominato Direttori e Vice Segretari Generali da pochissimo tempo, credo che oggi il nostro obiettivo sia dare al Senato un'organizzazione ed una struttura tale che consenta di dare risposte in modo concreto ai bisogni interni ed esterni.

Credo pertanto che in questo momento il nostro parere negativo debba essere confermato, ma non con riferimento al contenuto del decreto legislativo n. 165 del 2001 che prevede una rotazione degli incarichi, ma in virtù del fatto che, come tutti sappiamo, stiamo attraversando una fase importante della riforma costituzionale.

Stabilendo qualcosa oggi, mentre si parla del ruolo unico del personale del Parlamento e di ridefinire l'organizzazione e il ruolo dello stesso Senato, corriamo il rischio di aggiungere un fattore negativo invece di dare un impulso importante al percorso che ci accingiamo a fare. Sulla base, non del principio, ma della fase in cui ci troviamo oggi confermiamo dunque il parere negativo.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G35, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G36.

BUCCARELLA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUCCARELLA (M5S). Signor Presidente, chiedendo di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno G36, volevo portare all'attenzione dei colleghi la questione riguardante la carica apicale principale degli Uffici di questa Camera, cioè la figura del Segretario Generale, che oggi, com'è noto, non ha alcun termine, a differenza di altre figure apicali della pubblica amministrazione in qualsiasi ambito, anche politico. Si pensi che il Presidente della Repubblica è una carica che dovrebbe durare sette anni; uso il termine «dovrebbe» perché l'esperienza recente - ahinoi - ha dimostrato che è stato possibile superare anche quel dettato costituzionale. Ma se il Governatore della Banca d'Italia e anche i vertici delle magistrature, nei ruoli organizzativi, hanno dei termini temporali - ovviamente senza avere nulla di personale nei confronti dell'attuale Segretario Generale - sarebbe a nostro parere un bello spiffero di aria fresca in questa Camera se anche noi, come Senato, adottassimo questo principio di rotazione e non già di immutabilità e immobilismo dei vertici amministrativi e burocratici del Senato, stabilendo, come propone l'ordine del giorno, una durata massima di cinque anni dell'esercizio del mandato di Segretario Generale del Senato, chiaramente non reiterabile per impedire che questo principio possa essere aggirato.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G36, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Sull'ordine del giorno G37 vi è la disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione. Chiedo alla prima firmataria, senatrice Comaroli, se insiste per la votazione.

COMAROLI (LN-Aut). No, signor Presidente, non insisto.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G37 è accolto come raccomandazione.

Anche sull'ordine del giorno G38 vi è la disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione. I presentatori insistono per la votazione?

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, questo ordine del giorno, in realtà, è già formulato come raccomandazione perché nell'impegno c'è scritto: «a valutare l'opportunità di attivare», e la raccomandazione di una raccomandazione avrebbe un valore nullo.

Accogliamo pertanto l'ordine del giorno così com'è, altrimenti andiamo ancora di più ad annacquare un'opportunità che noi stiamo dando. Non chiediamo un impegno su tale punto che, tra l'altro, è importante, perché porterebbe ad attivare dei programmi di tirocinio all'interno dei Servizi e degli Uffici dell'amministrazione del Senato per dare veramente una opportunità a neolaureati meritevoli di compiere un'esperienza formativa in questa istituzione e, quindi, di avere anche l'opportunità di poter desiderare, perseguire ed impegnarsi proficuamente per una carriera all'interno di questa istituzione e nei suoi Uffici.

Chiedo dunque ai senatori Questori di voler accogliere questo ordine del giorno così com'è e non come raccomandazione.

PRESIDENTE. Invito i senatori Questori ed il relatore a pronunziarsi sula richiesta avanzata dalla senatrice Montevecchi.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, siamo disponibili ad esprimere un parere favorevole sull'ordine del giorno della senatrice Montevecchi relativo a questo aspetto. Mi raccomando - e non è una raccomandazione, ma un sì - di considerare solo un problema, che è quello dei costi per l'organizzazione del percorso che si dovrà fare per il programma di selezione. Compatibilmente con le problematiche del bilancio che abbiamo, siamo pertanto favorevoli a quest'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G38, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G39, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G40.

CRIMI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, sicuramente non avrò la capacità delle colleghe Montevecchi e Moronese di convincere i senatori Questori, che evidentemente sono più sensibili al fascino femminile. (Ilarità).

PRESIDENTE. Forse sono state le loro argomentazioni a convincerli.

CRIMI (M5S). Mi limiterò pertanto a intervenire su questo ordine del giorno, per poi lasciare a loro il compito di intervenire sugli altri, perché probabilmente riescono ad ottenere più di quanto si possa fare con le sole argomentazioni. (Commenti).

PRESIDENTE. Questa differenza di genere però non va.

CRIMI (M5S). Era una battuta.

PRESIDENTE. La prendiamo come tale.

CRIMI (M5S). È il dato di fatto di questi ultimi minuti.

In quest'ordine del giorno, signor Presidente, chiediamo quanto segue, e anche in questo caso la cosa la riguarda direttamente: esiste uno stanziamento - che è giusto ricordare qui - per iniziative istituzionali culturali e sociali, per un importo di 588.000 euro; esiste un altro capitolo di spesa per «contributi a fondazioni culturali, ad altri soggetti ed a terzi» per 195.000 euro. Si tratta di tutti capitoli di spesa ovviamente incontrollabili, per i quali non vi è un criterio prestabilito, se non quello della discrezionalità nella loro elargizione.

È vero che nel 2014 c'è stata una grande riduzione e quindi un utilizzo parsimonioso di soli 192.000 euro degli importi di un capitolo e di soli 108.000 euro dell'importo dell'altro capitolo: ovviamente è un po' ironico dire «soli», rispetto alla stanziamento iniziale, per un totale di oltre 300.000 euro; uno sforzo però si è fatto, anche se potrebbe essere un pochino superiore. Non comprendiamo dunque perché per l'anno prossimo non si possa prevedere uno stanziamento ridotto, sempre nell'ottica che, se oggi magari vi è una Presidenza che ha un'amministrazione oculata dei fondi a sua disposizione, domani potrebbe esservene una senza la stessa attenzione ad un'amministrazione più trasparente e oculata di quei fondi. Perché non prevedere allora uno stanziamento ridotto del 50 per cento, che è equivalente a quanto effettivamente questa Presidenza ha speso?

Chiediamo quindi ai senatori Questori di voler rivedere gli impegni di spesa per l'anno prossimo e di renderli equivalenti a quanto questa Presidenza ha effettivamente speso nell'anno in corso, dando atto che c'è stata una riduzione del 50 per cento nelle spese sostenute, che si sono limitate a soli 300.000 euro.

PRESIDENTE. I senatori Questori intendono confermare il loro parere?

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, dobbiamo verificare: la questione, com'è stato sottolineato, è che è stato speso molto meno dello stanziamento; potrei chiedere un'integrazione di tale tenore: «Impegna a valutare la riduzione degli stanziamenti dei capitoli» (che definirei suddetti, ma naturalmente restano i capitoli citati).

PRESIDENTE. Senatore Crimi?

CRIMI (M5S). Signor Presidente, sperando che questa valutazione avvenga e che magari venga data anche una risposta (perché spesso quando si usa la riformulazione con le parole: «a valutare l'opportunità», tutti sapete che nessuno mai si prende la briga di valutare questa opportunità), io chiedo ai senatori Questori che comunque facciano una valutazione e che magari ne diano atto dicendo se si può fare o no. È un risparmio di spesa, quindi può essere utilizzato per altre destinazioni, quindi per un uso migliore.

PRESIDENTE. Senatore Crimi, comunque la valutazione è già stata fatta, quindi il fatto di averla fatta significa che si è su questa linea.

CRIMI (M5S). Signor Presidente, mi perdoni, io do che atto che la riduzione è stata fatta, ma ciò è avvenuto esclusivamente per una volontà dell'attuale Presidenza.

PRESIDENTE. Quindi è opportuno impegnarsi a rifarla, cioè a valutare di rifarla.

CRIMI (M5S). Quindi mi sembra opportuno che si valuti un impegno di spesa che sia almeno pari alla somma attualmente spesa dalla Presidenza.

PRESIDENTE. Con questa riformulazione il parere è quindi favorevole.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G40 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G41.

DE POLI, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, il parere è favorevole sull'ordine del giorno G41 se riformulato nel modo seguente: dopo le parole «gli eventi che non siano», eliminare la parola «strettamente»; dopo le parole «collegati alle finalità istituzionali», aggiungere le seguenti «o che non abbiano attinenza con l'attività legislativa», eliminando la restante parte dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Senatrice Comaroli, accoglie la riformulazione?

COMAROLI (LN-Aut). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G41 (testo 2), presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G42, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G43.

MORONESE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORONESE (M5S). Signor Presidente, l'ordine giorno G43 ha ricevuto parere contrario, ma mi permetto di fare una proposta tutt'altro che indecente, ma semplicemente di buon senso e collegata ai due ordini del giorno approvati G40, illustrato dal collega Crimi, e G38, illustrato dalla collega Montevecchi.

Nell'ordine del giorno G43 chiediamo infatti di ridurre del 50 per cento i contributi e i sussidi dati a fondazioni e associazioni, che ammontano a 1.294.000 euro. È vero che il senatore Questore Malan ha riferito che per quest'anno non sono stati messi a bilancio, ma comunque c'è la possibilità di arrivare a queste cifre. Inoltre, considerato che il senatore Questore De Poli ha accolto come raccomandazione l'ordine del giorno G38, che riguarda il programma di attività di tirocinio formativo e orientamento, se riduciamo del 50 per cento la possibilità di dare questi contributi alle fondazioni, abbiamo anche le risorse e quindi eliminiamo il problema costi evidenziato dal senatore Questore De Poli per quanto riguarda i tirocinanti. Magari sarebbe stato bello che si proponesse una riformulazione dell'ordine del giorno G38 per accoglierlo non come raccomandazione, ma come un impegno da parte dei Collegio dei senatori Questori.

MALAN, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, vorrei sottolineare che per quanto riguarda la voce sintetizzata nell'ordine del giorno come «contributi per il Circolo di Palazzo Madama», la dizione completa è «contributi per l'acquisto del magazzino del Senato e per il Circolo di Palazzo Madama». Le somme spese nell'anno che abbiamo chiuso sono pari a zero, ma non possiamo garantire di non doverle pagare in futuro, evidentemente non per il Circolo di Palazzo Madama, ma per l'altra voce, cioè l'acquisto del magazzino. Anni fa è stato acquisito un magazzino indispensabile al Senato, perché tra l'altro non conviene tenere le grosse cose di magazzino e di archivio qui in centro città, dove bisogna utilizzare gli spazi in tutt'altro modo, ma in una località che si chiama Trullo.

L'acquisizione è stata fatta con un accordo con il Ministero della difesa ed il Ministero dell'economia e delle finanze, se ricordo bene, che impegnava peraltro il Senato a versare un contributo e questo impegno resta, anche se, avendo rinunciato il Senato ad allargare i propri spazi presso quella località, per ora non si è dovuto fare. L'impegno tuttavia resta e non possiamo non prevedere la relativa voce per un impegno già preso. Prevedo che per l'anno in corso saremo nuovamente a zero, ma non possiamo saperlo. Abbiamo preso un impegno - lo ripeto - con altre istituzioni.

Anche per quanto riguarda la voce «Contributi e sussidi per conto dell'Istituto» siamo di nuovo a zero. Studieremo ulteriormente il problema anche per capire la natura delle somme già spese, ma poiché non possiamo venire meno ad un impegno assunto con altre istituzioni, non possiamo accogliere l'ordine del giorno così com'è, anche se possiamo recepirne le istanze. Non siamo in grado, quindi, di dare parere favorevole a questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Senatrice Moronese, il senatore Malan è stato molto chiaro. Prende atto del suo parere e ritira l'ordine del giorno o insiste per la votazione?

MORONESE (M5S). No, signor Presidente. Ho compreso le motivazioni illustrate dal senatore Questore, ma noi non chiedevamo l'eliminazione di quella voce di spesa, semmai una riformulazione con una riduzione, se non del 50 per cento, almeno del 20 o del 30 - lo stabiliscano i senatori Questori - anche per dare un segnale.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G43, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G44, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

PETROCELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Dispongo l'annullamento della votazione. Prego, senatore Petrocelli, intervenga brevemente.

PETROCELLI (M5S). Signor Presidente, sono la pecora nera del Senato?

PRESIDENTE. Lei non è la pecora nera, ma avevo aperto la votazione e nessuno mi ha indicato la sua richiesta di intervento.

PETROCELLI (M5S). In realtà c'era anche la senatrice Nugnes che chiedeva di intervenire.

Vorrei chiedere ai senatori Questori, a proposito dell'ordine del giorno G44, se vi fosse almeno la possibilità di arrivare in questo anno ad avere, se non una pubblicità completa, almeno dei resoconti sommari dei lavori sia del Consiglio di Presidenza sia del Collegio dei Questori, così come avviene, ad esempio, per i lavori delle Commissioni congiunte, già potrebbe essere un passo in avanti che porterebbe anche le attività di questi organi così importanti del Senato verso una completa trasparenza. Se i senatori Questori dovessero accettare, potrei procedere ad una riformulazione di tale ordine del giorno. La richiesta andava solo nel senso di arrivare passo dopo passo a quanto vorremmo.

BOTTICI, senatrice Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOTTICI, senatrice Questore. Signor Presidente, il parere sull'ordine del giorno G44 rimane contrario, ma c'è un impegno da parte dei senatori Questori a prevedere un sistema per rendere accessibili ai senatori almeno le delibere del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei senatori Questori relative alla funzionalità dei palazzi, ossia quelle delibere che ci consentono di svolgere appieno il nostro lavoro.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G44, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G45, presentato dalla senatrice Comaroli e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Sull'ordine del giorno G46 vi è la disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione. I presentatori insistono per la votazione?

MORONESE (M5S). Signor Presidente, questo ordine del giorno chiede un impegno affinché i cittadini possano seguire i lavori di questo Senato attraverso la predisposizione di un'apposita sezione del nostro sito web dedicata agli ordini del giorno al bilancio interno che siano stati accolti.

L'ordine del giorno G46, che verrebbe accolto come raccomandazione, non servirebbe solo ai cittadini. Se ad esempio ci fosse stata questa sezione dedicata sul sito web sarebbe stata utile quando il collega Santangelo ha portato alla vostra memoria un ordine del giorno al bilancio interno dello scorso anno che a noi risultava votato e approvato e a voi no. Attraverso questa pagina web - che noi proponiamo - avremmo potuto verificarlo seduta stante; quindi, sarebbe utile non solo ai cittadini ma per agevolare il lavoro di quest'Assemblea.

BOTTICI, senatrice Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOTTICI, senatrice Questore. Signor Presidente, come ho spiegato prima, l'impegno del Collegio dei senatori Questori è di rendere fattibili tutti questi passi, ed è per questo che abbiamo proposto un accoglimento dell'ordine del giorno come raccomandazione, per collegarci a quello precedente e sviluppare una pagina del nostro sito interno a disposizione almeno dei senatori.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, rimane il rammarico, anche con la senatrice Questore Bottici, in merito a questa decisione. Tutti stiamo concordando sull'utilità di questa proposta ma non c'è la minima volontà, con un pizzico di buonsenso, di accogliere pienamente l'ordine del giorno. Eventualmente siamo disponibili anche a rivedere la formula del dispositivo rendendola più tenue, come «a valutare l'opportunità di».

PRESIDENTE. Senatore Santangelo, quest'Aula non può diventare sede di contrattazione continua, mi scusi.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, questo è il Parlamento.

PRESIDENTE. Sono state date le ragioni.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, non lo sto chiedendo a lei; non è nelle sue facoltà cambiare il parere, ma nella facoltà dei senatori Questori. (Commenti del senatore Airola).

PRESIDENTE. Il senatore Questore ha risposto: evidentemente rimane il parere contrario. (Commenti della senatrice Moronese).

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, non è così come dice lei; le stanno chiedendo la parola. Mi perdoni, ma non è così. (Commenti dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Mi dica se vogliamo invertire i ruoli.

SANTANGELO (M5S). In futuro, ci stiamo pensando. In questo momento lei faccia il Presidente e io faccio il senatore.

PRESIDENTE. Lei faccia il senatore, allora, e le dico che la senatrice Questore Bottici le ha appena detto che l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione, altrimenti il parere è contrario. Questo si evidenzia.

Passiamo alla votazione a questo punto. (Il senatore Santangelo fa cenno di voler intervenire).

Non sono stato chiaro allora? Accetta l'accoglimento come raccomandazione? Questo è l'intento dei senatori Questori.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, io sono probabilmente un siciliano atipico: ho esigenza di parlare, e parlare molto, in quest'Aula. Nonostante le rigidità dei senatori Questori, accettiamo l'accoglimento come raccomandazione.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G46 è accolto come raccomandazione.

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G47, che è stato dichiarato parzialmente inammissibile per quanto riguarda il riferimento alla «Giunta parlamentare».

MORRA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORRA (M5S). Signor Presidente, fermo restando che per le Giunte si è sempre in attesa di una modifica del Regolamento, vorrei chiedere di accogliere questa nostra richiesta in funzione della dotazione delle Commissioni, ovvero di tutte le strumentazioni che possano rendere fruibile dall'esterno, attraverso web tv, tutte le sedute, ove possibile, auspicando anche che il Regolamento del Senato venga modificato là dove prescrive che soltanto alcune sedute delle Commissioni siano pubbliche. A nostro avviso tutto deve essere accessibile ai cittadini, in particolar modo le audizioni, a meno che non siano secretate (e anche su questo ci sarebbe tanto da dire). Ricordo, ad esempio, all'Assemblea che se nel 1997 certe audizioni parlamentari fossero state rese pubbliche avrebbero fatto capire a tanti - e non soltanto ai casertani e ai campani - che forse c'era da affrontare un'emergenza rispetto alla quale la classe politica di allora (e, mi pare, l'allora Ministro dell'interno, che non nominerò ma che è diventato successivamente Presidente della Repubblica) ha qualche responsabilità.

Se volessimo andare nella direzione della trasparenza e della conoscenza, faremmo un favore a tutti gli italiani. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Invito i senatori Questori ad esprimersi in merito alle osservazioni testé svolte.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, ferma restando la parte inammissibile, posso anticipare che abbiamo fatto la gara per la web tv, che sicuramente prevede un potenziamento dei mezzi. Non siamo comunque in grado di garantire che tutte le Commissioni, magari contemporaneamente, possano diffondere quello che avviene al loro interno.

Questo è vero e c'è una ragione: è, infatti, estremamente improbabile - non è mai successo, nemmeno lontanamente - che davvero tutte le Commissioni siano riunite in una di quelle fasi in cui è possibile la diretta tv. Infatti, le sedi referenti e consultive non sono pubbliche (lo dice il Regolamento, ma in futuro potrà sempre cambiare). Pertanto, non ce la sentiamo di garantire che questo possa avvenire, perché il giorno in cui un Presidente di Commissione volesse trasmettere una determinata fase dei lavori della Commissione mentre ci sono già sette canali occupati non arriveremmo ad assicurare l'ottavo.

Occorre pertanto una modifica del dispositivo che sopprima la parte riguardante le Giunte e, anziché prevedere di «dotare tutte le Aule», potremmo scrivere: «aumentare il numero delle Aule ove si svolgono riunioni di Commissioni parlamentari nelle quali sia presente la strumentazione idonea a trasmettere in diretta streaming sulla web tv, secondo quanto previsto dal Regolamento». Per quanto riguarda il paragrafo successivo, potremmo scrivere: «potenziare la web tv, in modo da aumentare i canali dedicati alle Commissioni». Questo sì, ma non possiamo garantire di avere tutto.

PRESIDENTE. Scusi, senatore Malan, siccome nel corpo della premessa si fa riferimento anche a «ciascuna Giunta», bisogna eventualmente proporre anche l'eliminazione di questa parte, altrimenti ci sarebbe una contraddizione. Questa parte è stata dichiarata inammissibile. Concludendo, si propone una riformulazione? La prego di precisarla.

MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, la riformulazione del dispositivo potrebbe essere la seguente: «ad aumentare il numero delle Aule, ove si svolgono riunioni di Commissioni, dotate della strumentazione idonea a trasmettere in diretta streaming sulla web tv, secondo quanto previsto dal Regolamento». Al secondo capoverso: «potenziare la web tv, aumentando il numero dei canali dedicati alle Commissioni».

PRESIDENTE. Nella parte delle premesse, l'espressione «e ciascuna Giunta» deve poi essere eliminata, perché è inammissibile, per come è attualmente disciplinata la pubblicità della Giunta parlamentare. Senatore Morra, accetta la riformulazione?

MORRA (M5S). Signor Presidente, le considerazioni che ha svolto il collega Malan mi sembrano razionali, seppur vincolate da un Regolamento che non tutela ancora l'accessibilità che, a nostro avviso, nell'ottica di una democrazia diretta, deve essere consentita a tutti, con riferimento alle fasi di dibattimento e alle fasi di discussione ed escussione, anche di testi e di auditi, che sono, a nostro avviso, fondamentali in una democrazia della conoscenza. Pertanto, proprio nello spirito di collaborazione che il Movimento vuole dimostrare, anche e soprattutto quando si deve costringere la casta a rinunciare ai suoi privilegi, per quanto non ci venga assicurata la completa copertura di tutte le Aule, sono dell'avviso che questa proposta di riformulazione vada nel senso giusto, per cui l'accetto.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G47 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G48, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G49, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G50.

MARTELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTELLI (M5S). Io chiedo ai Questori se non possano ripensare alla loro valutazione e vi spiego il perché. Innanzitutto, il dispositivo dell'ordine del giorno impegna a «valutare l'opportunità». Nell'ordine del giorno si chiede di valutare l'opportunità della sostituzione del parco auto a combustibile liquido fossile con un parco auto a trazione elettrica, ma non c'è scritto di farlo adesso. Non si chiede neanche di farlo nel 2015 o di prendere un'automobile che ha un mese di vita, darla via e prenderne una elettrica, bensì solo di «valutare l'opportunità».

Quello che chiediamo è che il collegio dei Questori valuti, nel corso della vita dei veicoli del parco auto, tenuto conto del fatto che ci sono risparmi di gestione e in vista della sostituzione mano a mano che queste automobili diventeranno obsolete, di sostituirle con automobili a trazione elettrica. Ciò vale anche nel caso in cui un veicolo si guasti e sia troppo onerosa la sostituzione dei pezzi: a quel punto, tra comprare un nuovo veicolo dello stesso tipo e uno a trazione elettrica, si potrebbe valutare la seconda soluzione. È questo il senso delle parole «valutare l'opportunità»: pianificate un percorso per arrivare ad avere un parco auto che sia totalmente a trazione elettrica, ed è per questo che vi chiedo di accoglierlo nella formulazione che vi ho illustrato, che è intenzionalmente non stringente.

PRESIDENTE. La dizione del dispositivo impegna però a «sostituire l'intero parco». Tra l'altro, come sapete, alcune sostituzioni già ci sono state.

MARTELLI (M5S). Signor Presidente, io ho detto un'altra cosa, che i senatori Questori credo abbiano colto.

MALAN, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN, senatore Questore. Il senatore Martelli sottolinea il fatto che si tratta solo di valutare l'opportunità, ma noi lo sappiamo da subito che nel futuro prevedibile ciò non è possibile. Allora potremmo esprimere un parere favorevole se, anziché a sostituire l'intero parco, si parlasse di incrementare il numero di veicoli elettrici nell'ambito del parco auto: quindi in sostituzione, non in aumento.

MARTELLI (M5S). Prevedere un piano di sostituzione graduale. Non ho mai detto «incrementare».

PRESIDENTE. Vorrei che la riformulazione fosse chiara.

MARTELLI (M5S). Infatti lo vorrei anch'io. Io non ho mai parlato di «incrementare».

PRESIDENTE. La proposta del senatore Malan è di incrementare.

MARTELLI (M5S). No, è di procedere alla sostituzione.

PRESIDENTE. Bisogna chiarire ciò che verrà posto in votazione.

MARTELLI (M5S). Senatore Malan, potrebbe gentilmente ripetere la sua proposta di riformulazione? Perché non è chiara; almeno, a me non è chiara.

MALAN, senatore Questore. Potremmo riformulare nel senso di impegnare ad «incrementare la proporzione di veicoli elettrici nell'ambito del parco auto». Ciò per evitare che sembri - ho capito che lei, senatore Martelli, era preoccupato di questo - che l'ordine del giorno chieda di aumentare in generale il numero delle auto di servizio: siamo tutti d'accordo di non voler far questo. Ripeto: «incrementare la proporzione di veicoli elettrici nell'ambito del parco auto».

MARTELLI (M5S). Signor Presidente, accetto la riformulazione.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G50 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G51, presentato dal senatore Castaldi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'ordine del giorno G52, che i senatori Questori hanno proposto di accogliere come raccomandazione. Chiedo alla presentatrice, senatrice Comaroli, se insiste per la votazione.

COMAROLI (LN-Aut). No, signor Presidente, ma vorrei fare una puntualizzazione.

A parte il fatto che nel dispositivo dell'ordine del giorno è usata l'espressione: «a valutare l'opportunità di», voglio evidenziare che, a mio modo di vedere, approvare il rendiconto e, soprattutto, il bilancio preventivo del Senato adesso - siamo a fine luglio - è un po' tardi, visto che molte volte per legge imponiamo noi stessi alle aziende di approvare il bilancio prima.

Questo ordine del giorno era un tentativo di sensibilizzazione affinché fossimo noi a dare per primi il buon esempio.

PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G52 è accolto come raccomandazione.

L'ordine del giorno G53 è improponibile, mentre l'ordine del giorno G54 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dei documenti.

COMAROLI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMAROLI (LN-Aut). Signor Presidente, a parte il rammarico per l'accoglimento come raccomandazione dell'ultimo ordine del giorno a mia prima firma, ma non fa nulla, voglio comunque osservare il dato positivo dei tagli alla spesa. Questo è importante anche se, a mio modo di vedere, è possibile fare ancora molto, soprattutto perché, come dicevo anche poco fa intervenendo sull'ordine del giorno G52, dobbiamo essere noi a dare il buon esempio sui tagli alle spese e quant'altro.

In modo particolare, vorrei citare un nostro ordine del giorno, che non vuole essere assolutamente populista, nel quale si proponeva di equiparare gli ex Presidenti del Senato a qualunque altro senatore cessato dal mandato. In questo modo non si sarebbe stravolto nient'altro perché i senatori cessati dal mandato hanno già alcuni benefit: si proponeva semplicemente questo.

Quello che lascia perplessi - e la cito ancora, Presidente - è il fatto che sul bilancio del Senato, la cui calendarizzazione è stata decisa nel corso di una Conferenza dei Capigruppo riunitasi alle ore 13, sia stato fissato il termine per emendamenti e ordine del giorno per la sera stessa, alle ore 20. Capisco che forse il bilancio possa apparire a molti una cosa noiosa, ma non è assolutamente così. Infatti, anche se alcuni Gruppi - mi riferisco a quelli cui appartengono i senatori Questori - hanno la possibilità di fare tutti gli approfondimenti del caso, gli altri senatori non hanno questa stessa facoltà. Da questo punto di vista ci vorrebbe una maggiore apertura e condivisione di questo momento: questa è la ragione per cui abbiamo insistito molto sulla trasparenza.

Non voglio dilungarmi ancora, ma chiedo ai senatori Questori che ci diano la possibilità di condividere più informazioni: non si tratta di curiosità, ma di arrivare al momento della votazione - perché poi siamo chiamati a votare sia il rendiconto che il bilancio preventivo - potendo esprimere anche noi una valutazione corretta e fare tutti gli approfondimenti del caso.

Per queste ragioni ci asterremo. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, nell'esprimere il voto favorevole, vorrei recuperare la metodologia che viene spesso utilizzata, che è quella di richiamare l'attenzione e di dichiarare la disponibilità a scambi, ovviamente legittimi, accreditando anche un atteggiamento di fiducia rispetto al futuro. Mi sembra però giusto fare alcune sollecitazioni e quindi, pur apprezzando gli sforzi di riduzione del bilancio, che sono evidenti nei numeri che sono stati evidenziati, voglio sottolineare la necessità di recuperare un ulteriore rigore nei meccanismi di spesa. Accanto a questo, c'è bisogno di recuperare efficienza al sistema: credo che un'istituzione parlamentare come il Senato non possa infatti permettersi di avere livelli di manutenzione molto bassi, come quelli che possono registrarsi in queste ore, semplicemente visitando le toilette dell'Aula, che mancano di strumenti essenziali per una loro normale agibilità. Si tratta di strumenti di poco costo e non so se questo fatto testimoni un'incuria oppure una situazione assolutamente carente di gestione delle risorse finanziarie a disposizione per l'espletamento delle funzioni di manutenzione: mi riferisco - scusate, colleghi - alla mancanza di alcune tavolette dei cessi.

Devo aggiungere anche qualche altro rilievo: ieri, nella sala del ristorante, è caduto un pannello. Fortunatamente non possiamo richiamare le tragedie accadute in qualche scuola italiana, ma anche i pannelli che cadono denotano un'assenza di manutenzione o un'incuria, mentre mi pare che gli stanziamenti relativi alla manutenzione e al pagamento delle forniture di tali servizi, effettuati a soggetti esterni, abbiano una loro rilevanza. Quindi, signor Presidente e colleghi senatori Questori, vi invito al rigore nella spesa e ad una revisione dei contratti per la fornitura di beni e servizi, che come è accaduto per tutte le altre amministrazioni pubbliche italiane, viene messa sotto pressione da parte di coloro che ne hanno responsabilità. Sono per esperienza testimone di un contatto quasi quotidiano con soggetti della pubblica amministrazione, che chiedono una maggiore contenimento delle spese e una riduzione dei prezzi, pur mantenendo lo stesso livello di qualità nella prestazione di beni e servizi.

A proposito del personale, signor Presidente, ho posto la questione dell'autodichia, non perché abbia un atteggiamento vessatorio nei confronti del personale stesso, ma perché, nel momento in cui dobbiamo attivare una gestione più rigorosa ed efficace delle risorse, non possiamo prescindere da una gestione più rigorosa degli elementi che si riferiscono al personale, sottoponendo la valutazione di eventuali contenziosi, in modo che rientri nella problematica giù generale della pubblica amministrazione. Dunque non possiamo continuare come prima e pertanto ho posto la questione attraverso l'ordine del giorno G54, su cui i senatori Questori si sono espressi, al di là delle prerogative e dell'autonomia nell'attività legislativa, che ovviamente deve essere mantenuta per le due Camere.

Concludo con un'ultima considerazione, signor Presidente: in questo momento, per ciò che riguarda la fornitura di beni e servizi, siamo in un regime di autonomia piena rispetto al codice degli appalti, che pure stiamo discutendo in Parlamento. Non credo che l'autonomia e l'estraneità alla normativa generale sulle forniture della pubblica amministrazione, di beni materiali o immateriali, possa dunque permanere. Quindi, almeno da questo punto di vista, questa benedetta autodichia deve essere superata. Non capisco perché per tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbe valere il codice degli appalti che andiamo ad approvare ed invece per Camera, Senato, Corte costituzionale e Presidenza della Repubblica questo codice non debba valere. Da questo punto di vista, io richiamo allora ad una maggiore coerenza di sistema il sistema pubblico, che non può avere aree grigie o aree di minore tolleranza rispetto ad un rigore di trasparenza e di valutazione di merito che ovviamente deve essere garantito a tutte le amministrazioni e a tutti i soggetti. Concludo con questo auspicio, signor Presidente, confermando il voto favorevole. (Applausi del senatore Laniece).

PETRAGLIA (Misto-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETRAGLIA (Misto-SEL). Signor Presidente, inizio con il ringraziare gli uffici e i Questori per il loro lavoro di cura del bilancio del Senato, che - come ci hanno detto nella loro relazione - è sostanzialmente in linea con quello che è stato approvato nel 2014, perché continua a registrare una particolare attenzione alla diminuzione delle spese, che risultano quest'anno addirittura inferiori rispetto a quelle previste nel bilancio di previsione dello scorso anno.

Si tratta quindi di un risultato importante, che mette insieme più elementi, che costituiscono di fatto una sorta di compensazione. Naturalmente noi ci auguriamo che questa attenzione al contenimento e alla razionalizzazione della spesa possa continuare nei prossimi anni. Però non possiamo non considerare che un elemento importante nel contenere la spesa di quest'ultimo anno è stato rappresentato sicuramente dalla delibera n. 47 del 2014, che l'anno scorso ci vide discutere molto e che ha introdotto i limiti retributivi ai trattamenti stipendiali del personale. Voglio sottolinearlo, perché si tratta di un punto fondamentale, che spesso non viene citato.

Per quanto riguarda le spese di funzionamento in senso stretto, anche qui troviamo un'ulteriore diminuzione delle spese di cerimoniale e di rappresentanza (lo dico anche rispetto alla discussione che abbiamo svolto prima), nonché una diminuzione sulla comunicazione istituzionale, sulle locazioni e le utenze e sui servizi assicurativi.

Il semestre italiano di presidenza dell'Unione europea ha comportato un nuovo costo complessivo a carico del bilancio del Senato di 308.000 euro. Ovviamente dobbiamo dire che, a fronte di questo costo sostenuto dal Senato, purtroppo non abbiamo registrato una proiezione politica esterna, a partire dal ruolo che ha svolto il nostro Presidente del Consiglio nel semestre di Presidenza, durante il quale di fatto nessuno si è accorto del ruolo dell'Italia in Europa (ma questo l'abbiamo visto anche con altri atti). Per cambiare verso in Europa - l'abbiamo detto proprio ieri nella nostra discussione - abbiamo dovuto aspettare la vittoria di Tsipras in Grecia.

L'analisi del bilancio preventivo per il 2015 è sostanzialmente conseguente al bilancio consuntivo. Per il prossimo anno si prevede, rispetto al 2014, una diminuzione delle spese di funzionamento. Il tetto retributivo relativo ai dipendenti in servizio comporterà a regime un risparmio complessivo di circa 37 milioni di euro, così come l'onere complessivo delle retribuzioni del personale si è ridotto di 25,6 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Vorrei sottolineare un aspetto, cui ho già accennato prima. Nella rappresentazione che viene fatta molto spesso attraverso la stampa ed anche nelle polemiche che noi stessi a volte facciamo emergere, i lavoratori e i dipendenti del Senato vengono rappresentati essi stessi come una casta attaccata ai privilegi. Io vorrei ricordare che la diminuzione dei costi di funzionamento del Senato è dovuta anche alla diminuzione del numero dei dipendenti del Senato con il blocco del turnover, alla diminuzione del 20 per cento delle retribuzioni per i nuovi assunti, al blocco dell'adeguamento automatico delle retribuzioni per chi già lavora e al taglio delle indennità di funzione. Tutte queste sono misure importanti, che hanno portato ad una radicale riduzione della spesa.

Ovviamente ci auguriamo che prosegua il lavoro di integrazione delle attività tra Camera e Senato, che non riguarda soltanto l'armonizzazione e l'organizzazione di importanti funzioni, ma anche tutta la questione legata al ruolo unico del personale. Credo ci aspetti una fase particolarmente delicata. Bisognerà mettere in atto tutte le tutele per tutti i lavoratori del Senato, sia quelli a tempo indeterminato, che a tempo determinato o a legislatura, a partire dal personale dei Gruppi e soprattutto per coloro che sono interessati dalla delibera del 1993. Dovremo inoltre fare, come è stato detto nel corso della discussione degli ordini del giorno, un lavoro di chiarimento sulla reale applicazione delle leggi in vigore per quanto riguarda i contratti dei collaboratori parlamentari, perché è una questione di cui discutiamo tutti gli anni: non è soltanto un problema di trasparenza, ma di tutele e di diritti dei lavoratori che svolgono, tra l'altro, un compito importante a sostegno del nostro lavoro.

Si è discusso sulla vicenda dei vitalizi e delle indennità dei senatori. Non lo facciamo mai, ma guardando al passato dovremmo ricordare che dal 2013 è in vigore un sistema contributivo (lo ricordo perché resti a futura memoria). Ci auguriamo che il Collegio dei senatori Questori e l'Ufficio di Presidenza tutto possano affrontare nei tempi giusti una seria discussione sul tema dei vitalizi erogati, costo che nel nostro bilancio risulta particolarmente pesante. Insomma, affrontare una discussione seria nelle sedi giuste e non farla solo in maniera frettolosa quando esaminiamo il bilancio, perché è un tema serio che deve essere compatibile con le leggi in vigore e, soprattutto, deve tutelare i diritti di tutti. Non sempre è necessario inseguire gli annunci del momento o le espressioni demagogiche.

Mi avvio a concludere sottolineando come dai numeri del bilancio, che leggiamo molto chiaramente, troviamo smentita una delle motivazioni che il Governo adduce per incentivare a procedere alla riforma costituzionale e alla eliminazione del Senato eletto in via diretta e cioè la riduzione dei costi. Come infatti i numeri contenuti nel bilancio ci dicono, questo risparmio non sarà poi enorme. Noi tutti dovremmo fare allora un'operazione verità perché stiamo parlando di un risparmio stimabile intorno al 10 per cento del bilancio complessivo del Senato; cifra sicuramente importante, ma che non comporta l'azzeramento dei costi del Senato che, ovviamente, nella sua struttura amministrativa e funzionale rimarrà tale. Di certo, dovremmo anche dire che si sta pensando di caricare questo 10 per cento di risparmio dal bilancio del Senato sui bilanci delle Regioni perché, come sappiamo, i costi dei senatori regionali non saranno annullati, ma posti in carico al bilancio delle Regioni.

Questo Paese tornerà ad essere credibile soltanto se sarà capace di ripartire dai dati, dalla realtà cruda dei numeri e, forse, una volta per tutte se sarà in grado di abbandonare al proprio destino gli affabulatori. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL).

D'AMBROSIO LETTIERI (CRi). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'AMBROSIO LETTIERI (CRi). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, il

voto del Gruppo Conservatori, Riformisti italiani sul rendiconto delle entrate del Senato e sul bilancio interno sarà favorevole. Lo è per una serie di motivazioni che voglio sinteticamente illustrare partendo da un ringraziamento che mi sembra giusto rivolgere al Collegio dei senatori Questori per il lavoro che è stato svolto fuori da questa Aula con grande tenacia e con impegno negli anni che ci siamo lasciati alle spalle nei quali la tensione che si è registrata nei dibattiti precedenti sul medesimo argomento è stata recepita come uno stimolo per individuare il miglior punto di equilibrio fra la necessità di una severa azione di spending review che conciliasse l'efficacia e l'efficienza dei servizi con un buon governo della spesa mantenendo ancora più alto il livello di trasparenza dei conti che sono stati offerti alla valutazione oggi di questa Assemblea, ma domani dell'intera comunità.

Poi ci sono anche altre tre motivazioni. La prima è che, non soltanto il risultato incontrovertibile del bilancio di previsione per il 2015 presenta un tangibile perseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa, ma si è anche imboccata in termini concreti e con un impegno declinato, sia pure nelle sue fasi iniziali, in modo documentato, la strada per intervenire su ulteriori capitoli che portino ad una ulteriore riduzione della spesa.

Mi riferisco in modo particolare all'avere imboccato la strada per proseguire quella attività di integrazione funzionale dei settori omogenei delle amministrazioni parlamentari, di concerto con la Camera dei deputati, in ciò evidentemente puntando ad approdare, anche in tempi ragionevolmente contenuti, a quel cosiddetto polo parlamentare che ha la funzione di creare delle sinergie che poi determinano, come effetto di ricaduta, il positivo riscontro in termini economici, con ulteriori miglioramenti delle performance.

L'altro aspetto che considero particolarmente importante è quello, non solo della trasparenza, ma anche delle modalità di espletamento delle gare, che puntano all'approdo ad un altro obiettivo, quello della unica centrale di committenza, che mi sembra un fatto anche in sintonia e in linea con quanto si è in parte dibattuto già in quest'Aula al momento dell'esame dei provvedimenti legislativi inerenti a questo argomento.

Avviandomi a concludere, signor Presidente, colleghe e colleghi, osservo che oggi abbiamo mantenuto una buona qualità del lavoro svolto. Di questo, signor Presidente, desidero dare atto anche a lei, per la paziente testimonianza, in qualche occasione veramente apprezzabilissima. Ella ha cercato di tenere insieme le istanze, fino a raggiungere un punto alto di mediazione e di equilibrio che ha portato i senatori Questori ad esprimere pareri favorevoli su una gran parte di ordini del giorno e ha mostrato una notevole disponibilità del collegio. Tale disponibilità va peraltro nella direzione che tutti auspichiamo, quella di conciliare il contenimento della spesa con la qualità dei servizi, puntando ad una sempre maggiore trasparenza, non soltanto nella tenuta contabile ma anche nella pubblicità degli atti e dell'attività parlamentare.

Con questi presupposti, oggi abbiamo scritto una buona pagina di politica e di buona amministrazione, che mi consente di concludere, così come avevo anticipato, con il voto, che dichiaro favorevole, da parte dei Conservatori, Riformisti italiani. (Applausi dal Gruppo CRi).

CASTALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ogni anno ci ritroviamo ad approvare il rendiconto finanziario per l'anno appena trascorso e il progetto di bilancio per l'anno in corso.

Ma è una mera ratifica, in quanto ogni spesa è stabilita dal Collegio dei Questori in accordo con il Consiglio di Presidenza. L'Assemblea può solo esprimere suggerimenti, attraverso gli ordini del giorno, che possono essere accolti o no.

Anche quest'anno possiamo notare una timida diminuzione della spesa complessiva, e di questo, in qualità di cittadini, vi ringraziamo. Ci chiediamo, allora, come mai Renzi voglia annientare il Senato con la scusa del risparmio: forse si è accorto che in realtà, nonostante i risparmi, la spesa effettiva non è quella che si evince dal saldo delle uscite, cioè 501 milioni di euro, i quali bisogna aggiungerne altri 20,3 milioni, che, con un trucco contabile, vengono invece inseriti nelle partite di giro (precisamente, affinché rimanga agli atti, del capitolo 3.8.2, denominato «Avanzi d'esercizio di anni precedenti destinati ai Fondi di previdenza»).

L'articolo 9, comma 3, del Regolamento di amministrazione e contabilità del Senato della Repubblica stabilisce che tra le entrate è iscritta come prima posta l'ammontare del fondo iniziale di cassa nella misura determinata ai sensi dell'articolo 29, commi 5 e 6. Cosa stabiliscono questi due commi? Il comma 5 recita: «L'avanzo di esercizio, accertato con l'approvazione del rendiconto, è iscritto tra le poste delle entrate del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario immediatamente successivo a quello al quale il rendiconto si riferisce, salva la facoltà del Consiglio di Presidenza di distribuire l'avanzo tra più esercizi finanziari»: quindi tra più esercizi finanziari, badate bene, non tra più capitoli di bilancio.

Vi siete mai chiesti se sia lecito non rispettare tale Regolamento interno, approvato dal Consiglio di Presidenza, che già di per sé è molto più elastico delle norme generali di contabilità? I piccoli imprenditori, ad esempio, soffocati dalla burocrazia, troppo spesso sono indotti a rinunciare alla propria impresa, mentre con le vostre leggi riservate un trattamento di favore alle grandi imprese, soprattutto se si tratta di amici finanziatori di campagne elettorali. Quale esempio date ai cittadini, costretti a rispettare mille adempimenti? Agireste nello stesso modo, se il rendiconto finanziario fosse sottoposto al controllo della Corte dei conti? Considerato che state cercando di evitare la verifica della conformità delle spese sostenute dai vostri partiti da parte dell'apposita Commissione, crediamo sicuramente di no. Avete sicuramente paura di essere beccati con le mani nella marmellata.

Anche il bilancio del 2014 avrebbe potuto avere un minore impatto su quello dello Stato, se aveste accolto alcuni nostri ordini del giorno presentati già l'anno scorso, ma purtroppo nulla. Quest'anno ci abbiamo riprovato, ma ancora una volta siete rimasti sordi. Una delle missioni del Movimento 5 Stelle è quella di eliminare e sradicare i privilegi della casta, che però puntualmente si salva, come ha fatto anche oggi. Nessuna differenza tra destra, sinistra, centro, centrosinistra, centrodestra: tutti volete continuare a mangiare, come avete sempre fatto dall'inizio della storia repubblicana.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Parla per te! (Commenti della senatrice Taverna).

SANTANGELO (M5S). Stai zitto!

CASTALDI (M5S). Sì: questi, onorevoli colleghi, non sono parole, ma fatti, con nomi e cognomi: e adesso ve li dimostro, senatore Buemi. (Proteste del senatore Buemi).

PRESIDENTE. Senatore Buemi, non interrompiamo. (Commenti del senatore Buemi).

AIROLA (M5S). Ma vergognati, Buemi, stai zitto, vattene via! Presidente, lo faccia stare zitto, questo individuo: deve stare zitto, non ha diritto di parlare. Ha capito?

PRESIDENTE. Senatore Airola, lasciamo parlare il suo collega Castaldi.

SANTANGELO (M5S). Guarda cosa ti esce dalla bocca, Buemi, sei un maleducato! (Commenti del senatore Buemi). Presidente, ci insulta!

PRESIDENTE. Senatore Buemi, la richiamo all'ordine. (Scambio di battute tra i senatori Buemi e Airola). Ho già richiamato il senatore Buemi, adesso richiamo anche lei, senatore Airola.

CASTALDI (M5S). Dico ai miei colleghi di stare calmi: qualcuno si sente toccato, quindi è giusto che reagisca così. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Buemi).

AIROLA (M5S). Presidente, richiami per la seconda volta il senatore Buemi, visto che parla: non può insistere.

CASTALDI (M5S). Il Movimento 5 Stelle ha chiesto la soppressione... (Proteste del senatore Buemi).

PRESIDENTE. Senatore Buemi, la richiamo all'ordine per la seconda volta. Senatore Castaldi, prosegua.

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, volevo argomentare.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto la soppressione integrale dei vitalizi dei parlamentari; anche Renzi nei talk show si diceva d'accordo e voi cosa avete votato? Avete votato no, nascondendovi dietro la scandalosa inammissibilità del nostro ordine del giorno.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto la vera cessazione dei vitalizi a tutti i condannati per reati di corruzione, concussione e mafia e non solo a quei quattro sfigati. Cosa avete votato? No.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto in subordine un piccolo contributo di solidarietà per i vitalizi dei parlamentari in essere del 10 per cento per quelli fino a 90.000 euro e del 20 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro. Indovinate cosa avete votato.

VOCI DAL GRUPPO M5S. No.

CASTALDI (M5S). Il Movimento 5 Stelle ha chiesto l'abolizione dell'assegno di fine mandato e guarda un po' cosa avete votato in questo caso?

VOCI DAL GRUPPO M5S. No.

CASTALDI (M5S). Il Movimento Stelle ha chiesto la riduzione degli stipendi dei senatori e cosa avete votato voi?

VOCI DAL GRUPPO M5S. No.

PRESIDENTE. Non sono ammessi cori. (Commenti della senatrice Taverna).

CASTALDI (M5S). Segnalo ai presenti e soprattutto ai cittadini che noi parlamentari del Movimento, attuando volontariamente queste proposte, in due anni siamo riusciti a restituire al bilancio dello Stato 14 milioni di euro (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Simeoni) e la cosa più importante è che, tramite il fondo per il microcredito, sono tornati nella disponibilità dei cittadini.

MANCONI (PD). E il resto?

CASTALDI (M5S). Il Movimento 5 Stelle ha chiesto la soppressione di ogni indennità di carica. Non vi chiedo di indovinare cosa avete votato, perché anche questa volta avete votato no.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto la rendicontazione puntuale e precisa della diaria parlamentare. Stavolta invece cosa avete votato? No.

Con l'approvazione di questi ordini del giorno, il Senato e soprattutto i cittadini italiani avrebbero risparmiato (ditelo a Renzi, quando lo vedete) 100 milioni di euro l'anno, ovvero circa 200 miliardi di lire, ma voi avete detto di no.

Pertanto, signor Presidente, onorevoli colleghi, il bilancio interno del Senato con la bocciatura o quasi di tutti gli ordini del giorno del Movimento 5 Stelle, e il vergognoso ed infame voto di stamani sono tutti figli della stessa madre, quella che intende salvare la casta, foraggiarla di privilegi inutili, porla al di fuori dell'eguaglianza con gli altri cittadini che sono fuori di qua, mentre gran parte di loro comincia a patire la fame.

Concludo con una sola parola, perché dopo una giornata come quella di oggi si può fare: vergognatevi. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Buemi).

MANDELLI (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANDELLI (FI-PdL XVII). Signor Presidente, mi scuso ma ero ancora un po' perplesso. Intendo fare solo qualche piccola osservazione. Innanzitutto intervengo per ringraziare i senatori Questori per la loro accuratezza nell'esposizione e anche per tutti gli approfondimenti che hanno fornito.

Ovviamente, nel dibattito l'Assemblea ha avuto lo spazio per chiarire ogni dubbio e per dare quei suggerimenti che ritengo siano importanti anche per i senatori Questori per continuare in quello che è un trend positivo. Esaminavo la tabella a pagina 55 del progetto di bilancio e credo che dimostri bene come tutto questo lavoro sia improntato a un'oculatezza vera; pertanto, la diminuzione dei costi non fa altro che rendere merito a loro, ma credo anche a tutto il Senato che li asseconda in questa giusta direzione.

Questa è un'era in cui i tweet sono la maniera migliore per esprimere i propri sentimenti e io credo che, se dovessi fare un tweet su questo dibattito, direi che diminuire i costi e ottimizzare i servizi è lo slogan con cui ci avete guidato in queste ore durante le quali abbiamo parlato di questo importante atto del Senato.

Con un ringraziamento al Collegio dei senatori Questori, esprimo quindi il voto favorevole del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

DEL BARBA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DEL BARBA (PD). Signor Presidente, onorevoli senatori Questori, colleghi senatrici e senatori, il rendiconto per l'anno 2014 ed il bilancio di previsione per l'anno 2015 evidenziano l'apprezzabile percorso di razionalizzazione e contenimento della spesa del Senato, che prosegue in linea con le previsioni formulate negli scorsi anni, come del resto hanno sottolineato praticamente tutti gli interventi che mi hanno preceduto.

A seguito di un percorso rigoroso e virtuoso di razionalizzazione e contenimento della spesa, al quale hanno contribuito tutte le parti interessate e che ha riguardato tutti i capitoli e le voci di spesa del bilancio interno del Senato, gli obiettivi programmati negli scorsi anni possono ritenersi sostanzialmente conseguiti. È il caso di sottolineare che in tale operazione di riduzione complessiva della spesa del Senato un contributo significativo è stato conseguito sia dal lato delle spese di funzionamento, sia dal lato della spesa per i senatori.

Il rendiconto per l'anno 2014 ed il bilancio preventivo per l'anno 2015 danno evidenza numerica a tale percorso, confermando quindi una riduzione di natura permanente della spesa interna anche per gli anni a venire.

A questo punto, signor Presidente, se lei concorda, anziché leggere analiticamente tutte le cifre che dimostrano quanto ho appena indicato, procederei, almeno per alcuni stralci del mio discorso, lasciando a verbale gli interventi analitici e facendo delle singole sintesi. Seguendo l'esempio del senatore Mandelli, che ha chiamato in causa Twitter, io vorrei in questi caso chiamare in causa le faccine, quelle che si usano per gli indicatori di sintesi.

Per quanto riguarda i numeri, userei sicuramente una faccina verde e sorridente che esprime la soddisfazione di questo Senato per il lavoro di taglio di cui danno testimonianza le cifre. Aggiungiamo che era nelle nostre aspettative che l'istituzione più prestigiosa della Repubblica, che reca in sé le principali eccellenze, potesse conseguire questi risultati. Ma come è facile in questi casi chiedere sempre di fare più uno e di fare meglio, confermiamo per il bilancio di previsione dell'anno prossimo la richiesta, come peraltro è indicato, di continuare lungo questo cammino virtuoso.

Anche in questo caso, tralascerei le cifre del bilancio di previsione per utilizzare una faccina arancione, questa volta, che vuole esprimere o comunque segnalare un problema: le singole annualità dei bilanci non ci consentono di fare analisi approfondite di trend su alcuni temi, ma mettono in evidenza nelle cifre alcune criticità. Voglio riferirmi in particolare al peso che in questo momento è riservato ai trattamenti del personale in quiescenza. Condividendo quanto ricordava il Presidente della Commissione bilancio in apertura, e quindi l'assoluta necessità di svolgere in completa autonomia questa materia, è opportuno segnalare come, sebbene la singola annualità di bilancio mostri la chiara sostenibilità di questo sforzo, sarebbe forse tempo, anche in prospettiva delle riforme che ci attendono, di svolgere qualche considerazione sulla proiezione per gli anni a venire.

Userei un'altra faccina verde per quanto riguarda il processo di accorpamento dei servizi con la Camera dei deputati, a cui però vale la pena accompagnare una raccomandazione per la velocizzazione di questo percorso, con particolare riferimento al ruolo unico dei dipendenti e in generale per il conseguimento di quello che viene definito il polo parlamentare. È un obiettivo che ci sembra meriti una conferma dell'attenzione fin qui riservata e sicuramente un'accelerazione decisa verso la sua risoluzione.

Per quanto riguarda il riferimento al complesso del trattamento per i senatori, è stato ricordato anche da altri colleghi come in particolare la parte accessoria possa essere rivista in una logica di completo allineamento al trattamento in essere al livello europeo. Va considerato, ad esempio, che in molte realtà parlamentari straniere si riscontra una maggiore attribuzione di servizi anziché di erogazione finanziaria. Anche in questo caso stiamo attenti a non indulgere troppo facilmente alla demagogia; non ci si aspetta certamente che da questo tipo di approccio si possano ricavare dei risparmi, quanto forse un atteggiamento diverso in relazione all'erogazione dei servizi e alla trasparenza degli stessi. Tuttavia, è doveroso segnalare che il passaggio ad un meccanismo di questo tipo comporterebbe necessariamente costi organizzativi che andranno valutati con grande attenzione.

Visto che siamo su un argomento che riguarda i senatori e le spese dei senatori, vorrei richiamare il tema, che è stato ripreso opportunamente da molti colleghi, dei collaboratori parlamentari. Naturalmente, al Partito Democratico questo tema sta particolarmente a cuore, come riteniamo stia cuore anche alle altre forze politiche del Parlamento. Soprattutto ci sta a cuore venga trattato senza demagogia, con grande libertà, sottolineando i progressi che sono stati fatti.

Condivido quanto già la collega, senatrice Parente, sottolineava, al punto che vorrei metterlo in maggiore risalto, l'ordine del giorno G1 affronta con serietà questo tema, portando importanti innovazioni. Se questa è la legislatura in cui si è dato corso all'obbligo di deposito dei contratti per questo tipo di rapporto, con questo ordine del giorno, con questo impegno della nostra Assemblea si fa un passo avanti, forse due, per quanto riguarda un aspetto che dovrebbe trovare tutti d'accordo, vale a dire la verifica che gli attuali contratti risultino conformi alle innovazioni legislative che abbiamo noi stessi operato, ovvero in particolar modo al jobs act. Sarebbe infatti imbarazzante e sicuramente inaccettabile se noi per primi non ci conformassimo immediatamente alla legislazione che abbiamo previsto per il Paese. Questa verifica vuole essere fattiva e non semplicemente una generica indicazione. Infatti, prevede la possibilità di certificare questi rapporti; la possibilità per i senatori di attivare delle convenzioni con esperti del settore e, affinché possa eventualmente fornire delle indicazioni per il futuro, la valutazione dei dati aggregati relativi alle diverse tipologie di rapporto tuttora in essere. Mi pare che questo sia un aspetto di concretezza e di serietà che merita di essere sottolineato.

Ho proceduto per ampi stralci lungo il discorso, che comunque desidero depositare nella sua interezza. Sicuramente mi allineo ai larghi giudizi positivi per il collegio dei senatori Questori che quest'Assemblea ha voluto esprimere. A loro, anche sulla spinta delle determinazioni che l'Assemblea del Senato assumerà, spetterà formulare le proposte che illustrino il percorso e le iniziative per proseguire nel contenimento delle spese e per la complessiva riorganizzazione del Senato della Repubblica. Con questo, naturalmente, dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza ad allegare il testo integrale del suo intervento al Resoconto della seduta odierna.

Prima di procedere alla votazione, sento l'esigenza di ringraziare i senatori Questori, sia come Collegio sia individualmente e personalmente, il Presidente della Commissione bilancio e il Segretario Generale, invitandola a esprimere il mio plauso a tutta quanta l'Amministrazione per i risultati raggiunti, nello spirito di eliminare al massimo gli sprechi, di razionalizzare e ottimizzare i servizi in un percorso, ancora da completare, verso la trasparenza.

Procediamo alla votazione del documento VIII, n. 5.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2014 (Doc. VIII, n. 5).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Procediamo alla votazione del documento VIII, n. 6.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2015 (Doc. VIII, n. 6).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).