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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 334 del 21/10/2014


Testo integrale dell'intervento della senatrice Bencini per la risposta scritta ad interrogazioni

Signor Presidente,

intervengo su una vicenda che, ancora ad oggi, non sembra aver trovato una definizione precisa ma, soprattutto, una soluzione che tenga conto degli interessi coinvolti.

Mi riferisco, in particolare, a ciò che è emerso a seguito dell'atto di sindacato ispettivo, nel genere dell'interrogazione scritta, proposto dalla collega Bulgarelli, unitamente ad altri senatori, l'8 ottobre 2013 e rivolto ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle pari opportunità e delle politiche giovanili, degli esteri, degli affari regionali e delle autonomie locali.

Nell'interrogazione in questione, infatti, si dava atto di come l'Alisei Ong, in possesso della cosiddette idoneità alla gestione di progetti di cooperazione e sviluppo, nel 2002 avesse attivato un progetto di edilizia sociale in modalità di autocostruzione assistita denominato "Un tetto per tutti", con lo scopo di offrire una soluzione all'emergenza abitativa di giovani famiglie italiane e straniere con scarse risorse economiche.

Si dava atto, inoltre, di cosa si intendesse per autocostruzione e per assistita, ossia da un lato, un'iniziativa di edilizia in cui l'abitazione viene costruita attraverso il lavoro dei futuri proprietari, uomini e donne, anche senza esperienza in tal campo, che durante il tempo libero si ritrovano in cantiere alfine di costruire la casa con le proprie mani, contrapponendo alla scarsa disponibilità delle risorse economiche la propria capacità costruttiva ed il proprio tempo libero; e dall'altro lato, la presenza di un'organizzazione permanente con il compito di sovraintendere al progetto e di assicurare la corretta attuazione del processo costruttivo.

In quell'occasione, veniva posta all'attenzione dell'Aula, la presunta responsabilità dell'Alisei Ong circa la distrazione di denaro in oltre una dozzina di cantieri in Italia di autocostruzione assistita del progetto "Un tetto per tutti" e circa il fallimento di altri progetti internazionali di cooperazione internazionale, finanziati con fondi pubblici. Del resto, così si esprimevano i protagonisti della storia, gli autocostruttori ed il vice presidente della cooperativa "Mani unite".

Veniva data eco, quindi, al caso sollevato nel 2012 grazie all'ostinazione delle famiglie di autocostruttori di Filetto (RA), riunite nella cooperativa "Mani unite", che dopo avere lavorato per oltre 2 anni alla realizzazione delle proprie case ed essere rimasti truffati per la sparizione di Alisei con gran parte dei soldi necessari a finire i lavori, decisero di non perdere la speranza di vedersi un giorno riconosciuti i propri diritti e di occupare per 94 giorni e notti gli scheletri fatiscenti delle abitazioni.

Veniva posta luce, poi, sulle grosse irregolarità commesse dalla Alisei Ong relativamente ad un considerevole numero di progetti internazionali e nazionali, nonché tutta una serie di indagini ed ispezioni avviate nei confronti della medesima e che, in alcuni casi, avevano portato all'emissione di provvedimenti inibitori e/o di revoca dei contributi concessi alla stessa.

Un anno fa, pertanto, in questa sede veniva chiesto ai Ministri sopracitati di verificare il reale coinvolgimento ed il grado di responsabilità della Alisei Ong nel fallimentare progetto di autocostruzione e, per l'effetto, l'adozione di misure utili ad arginare un fenomeno che rischiava di screditare l'operato, nel mondo, delle Ong in generale.

Inoltre, si richiedeva, al Ministero degli affari esteri, di verificare il venir meno dei criteri relativi al riconoscimento dell'idoneità ai Alisei Ong alla gestione dei progetti di cooperazione così come previsti dalla legge n. 49 del 1987.

Sicuramente, la mancanza di limpidezza nell'intera vicenda non poteva che portare, a distanza di otto mesi dall'interrogazione di cui si discute, il Ministero degli affari esteri a revocare il riconoscimento di idoneità nei confronti di Alisei Ong.

Ne ha dato notizia il 3 giugno scorso lo stesso Ministero sul portale della Cooperazione allo sviluppo («Si comunica che la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo ha disposto la revoca del riconoscimento di idoneità nei confronti della Ong Alisei») senza motivare la decisione. Probabilmente, alla base della revoca potrebbe esserci l'interrogazione sollevata lo scorso ottobre da alcuni di noi senatori, data la richiesta in tal senso.

Orbene, ancora ad oggi (21 ottobre 2014) l'Alisei, nel suo sito Internet, non dà notizia della revoca, anzi nella sezione "Chi siamo" la Ong scrive di essere «riconosciuta dal Ministero degli affari esteri come idonea a gestire interventi di cooperazione, aiuto umanitario informazione ed educazione allo sviluppo nei Paesi terzi e in Italia».

D'ora in poi, dunque, la Alisei Ong non potrà più ricevere fondi pubblici per operare all'estero. Ma cosa ne sarà delle famiglie di autocostruttori di Filetto (RA), riunite nella cooperativa "Mani unite", non è dato sapere.

Le notizie riguardanti tale caso, infatti, ci narrano di incontri con il Sindaco di Ravenna, di percorsi legali intrapresi da tutti i soggetti coinvolti (Comune di Ravenna, Alisei, Banca Etica e la cooperativa "Mani Unite") ma di nessuna definizione della vicenda.

Restiamo in attesa di una risposta.