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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 327 del 08/10/2014


TAVERNA (M5S). Signora Presidente, comincio questo discorso leggendo il titolo del provvedimento: «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». Se il Presidente del Consiglio avesse aggiunto anche la separazione delle acque, probabilmente la sua sensazione di essere Dio sceso sulla terra sarebbe stata certificata da qualcosa di scritto. (Applausi dal Gruppo M5S).

A parte che quando sono entrata qua dentro credevo esistesse una Costituzione, che fosse la base della nostra forma di Stato e di Governo, così come credevo che esistesse un Regolamento all'interno del Senato e che entrambi venissero rispettati. Ho scoperto, grazie al presidente Grasso, che il Regolamento del Senato è totalmente rivisitabile a seconda della situazione e dell'umore del Presidente. Mi dispiace che non sia qui a presiedere, perché glielo avrei detto volentieri, ma tanto ascolterà.

PRESIDENTE. Lei lo sa che il presidente Grasso presiede correttamente.

TAVERNA (M5S). L'articolo 76 della Costituzione dice: «L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti». Aspetteremo qualche anno e scopriremo che la fiducia data a questo disegno di legge delega è incostituzionale, Presidente. (Applausi dal Gruppo M5S). Lo sappiamo già da ora, ma non interessa a questo Parlamento e a questi parlamentari. Non ci sono le televisioni, ma le televisioni dovrebbero esserci ora e non quando si prefigura l'arrivo del ministro Boschi: avevo sperato che almeno alla ventunesima fiducia avesse imparato a memoria la formula per richiedere la fiducia da parte del Governo, ma neanche questo ci è stato concesso. (Applausi dal Gruppo M5S).

Vorrei che fossero presenti le televisioni, per guardare il PD, che è l'artefice di tutto ciò, grazie a Renzi e a un Governo di sinistra che in molti aspettavano. A maggio lo ha votato il 40 per cento degli elettori votanti, ma se avessero immaginato che questo sarebbe stato l'epilogo, qualcuno si sarebbe risparmiato il voto. Vorrei fossero presenti le televisioni per guardare che cosa c'è tra quei banchi di fronte a me. Oggi ho sentito interventi più concreti da parte di Malan e di Gasparri sulla riforma del lavoro, piuttosto che da parte dei senatori del PD. (Applausi dal Gruppo M5S). La cosa mi inquieta, la cosa mi spaventa! A livello ideologico posso anche immaginare che il PdL difenda gli interessi degli imprenditori. Noi, come Movimento 5 stelle e come cittadini, siamo schierati ovviamente dalla parte dei lavoratori. Ma di chi e di che cosa sta facendo gli interessi il PD? (Applausi dal Gruppo M5S). Sta facendo gli interessi di sé stesso e di una poltrona. Questo gli italiani lo devono sapere!

L'articolo 67 della Costituzione ci è stato sbattuto in faccia, quando coerentemente abbiamo dovuto perdere parte dei nostri senatori, perché l'operato non corrispondeva esattamente a quello che chi ci aveva eletto si aspettava che noi facessimo qua dentro. Ma di chi sta facendo gli interessi il PD? Il PD sta facendo gli interessi dei lavoratori? Una parte fondamentale del Paese è stata stracciata grazie a questa ipocrisia. Mi dispiace, sono state dette belle parole dai colleghi, ma non si può votare la fiducia. La fiducia a chi e a che cosa? Lo hanno detto tutti: si tratta di una delega in bianco, su cui non c'è scritto nulla. Ho letto il testo e mentre leggevo la parte in cui si parla del sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro mi sono ricordata di un vostra amministratore comunale, il sindaco Marino, che l'altro giorno ha visto il Campidoglio invaso dai passeggini, proprio perché, per sostenere la maternità e i lavoratori, ha pensato bene di togliere la possibilità a chi ha più tre figli di non pagare l'asilo nido. Questi sono i vostri sistemi per garantire che ci sia una conciliazione dei tempi di vita? Io lo chiederei a quelle mamme con tre figli, dopo che la retta dell'asilo nido è passata da 39 a 379 euro, come conciliano i tempi della loro vita con il lavoro! Ma questo, ovviamente, al presidente Renzi non interessa.

Oltretutto gli chiederei una cosa: la smettesse di fare gli incontri, perché se al primo incontro gli abbiamo portato lo stralcio della Costituzione, al secondo gli portiamo lo stralcio dello Statuto dei lavoratori, io al terzo incontro non vorrei portargli il Colosseo infiocchettato, per portarlo alla Merkel, me piacerebbe tenemmelo a Roma! Questo, infatti è l'andazzo: fra poco ci venderemo i nostri beni. (Applausi dal Gruppo M5S).È così, ed è tutto ben orchestrato.

Ho preso qualche appunto, proprio qualche appuntino così. Ora si parla del TFR: gli 80 euro li ha dati e mo li mette strutturali, ma non si sa da dove prenderà i soldi; poi ci penserà la collega Lezzi a spiegarci da dove altro li toglie. Adesso mette in mezzo la storia del TFR. Sono andata a vedere chi ha introdotto il TFR e sono rimasta sorpresa: l'ha messo Mussolini. Allora, Mussolini introduce il TFR e crea uno Stato sociale e Renzi cosa fa? Toglie il TFR, lo mette in busta paga, lo tassa, aumenta in tal modo la possibilità di acquistare in maniera tale da rendere poi strutturale l'aumento degli 80 euro. Li sta prendendo dalla tasca delle persone!

Quindi, la Fornero ci ha tolto la pensione, Renzi ci toglie il TFR. Signori, al popolo italiano sono rimaste le mutande e visto che è un bravo venditore se è un articolo che gli interessa probabilmente ci toglierà anche quelle (Applausi dal Gruppo M5S), ma solo quelle gli sono rimaste.

Sta facendo fare la guerra tra poveri. Adesso chi ha uno straccio di lavoro a 1.400 euro litiga con chi il lavoro non ce l'ha più, perché chi non ha più il lavoro vede quello che sta lavorando come uno messo fin troppo bene: addirittura gode ancora dell'articolo 18. Allora, per far godere quelli che il lavoro non ce l'hanno togliamo l'articolo 18 così non abbiamo più privilegiati.

A me fate un po' paura perché non so più come arginarvi. Questo ragazzotto di 48 anni che, come hanno detto prima i miei colleghi, non ha mai lavorato nella vita... (Commenti dal Gruppo M5S) Mi dicono che ha 38 anni: avete ragione, manco qui dentro poteva entrà, e invece è entrato con la manina in tasca a pijacce in giro. (Applausi dal Gruppo M5S). Ebbene, questo ragazzotto di 38 anni, che non ha mai lavorato nella vita, ha pensato bene a 19 anni di farsi assumere dal papà e di avere tutte le garanzie che in settant'anni di lotte operaie erano state garantite, e se le è garantite anche lui. Poi è venuto qui a fare il politico.

Io qua dentro ci sto, ma mica ve le siete tolte le garanzie, voi. Il TFR e il vitalizio ve lo prendete e lo abbiamo garantito anche a quelli che se ne sono andati da qui dopo aver rubato. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Barozzino). La pensione qui qualcuno se l'è toccata? No, le pensioni ve le tenete. E mi spiegate a 14.000 euro al mese, chi qua dentro, può veramente parlare di come stanno fuori i lavoratori?

Signori, io vi posso dire solo questo: i lavoratori ve lo verranno a dire come stanno là fuori e lo verranno a dire in sequenza agli ultimi Ministri dell'economia. Ve li leggo: Tremonti, Visco, Del Turco, Padoa-Schioppa, Grilli, Saccomanni e Padoan. E glielo diremo anche a Renzi. L'italiano ha la memoria corta, noi siamo qui per ricordarlo, ogni giorno, e Renzi pagherà come stiamo pagando noi adesso. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Piccinelli. Ne ha facoltà.