Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 185 del 06/02/2014


BERTOROTTA, BOCCHINO, CAPPELLETTI, CATALFO, CIOFFI, COTTI, DONNO, GIARRUSSO, SCIBONA, SERRA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, per la coesione territoriale, della giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il primo presidente dell'Autorità portuale di Catania, Cosimo Indaco, nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel 1994 su designazione del sindaco Enzo Bianco, subito dopo l'insediamento nell'incarico ha continuato l'attività, incompatibile, di spedizioniere doganale marittimo con la società Sogese Srl, partecipando, su mandato fiduciario del figlio, Mario Francesco Indaco, alle assemblee societarie, così violando gli articoli 6, comma 6, 8 e 16, comma 3, della legge n. 84 del 1994, come accertato dalla Procura della Repubblica di Catania nel corso del proc. 3340/99 N.R;

in data 25 gennaio 2001 veniva consegnato un dossier, definito "porto delle nebbie", alla Commissione parlamentare antimafia sulle presunte illegalità stagnanti nella gestione del porto di Catania;

risulta agli interroganti che il secondo presidente dell'Autorità portuale di Catania, Santo Castiglione, fosse persona sprovvista della prescritta qualificazione tecnica non conflittuale con tale pubblico incarico e che pertanto avrebbe presieduto illegittimamente per oltre 2 mandati, fino al 2012, l'ente pubblico;

il Ministro pro tempore Corrado Passera, con il decreto n. 296 del 10 agosto 2012, nelle more del perfezionamento del procedimento di nomina del nuovo presidente, ha nominato un commissario straordinario, nella persona del dottor Cosimo Aiello, dotandolo dell'esercizio dei poteri e delle attribuzioni indicati nell'articolo 8 della legge n. 84, e successive modificazioni e integrazioni, che si è insediato con decorrenza 17 agosto 2012;

il comma 1 dell'art. 8 della legge n. 84 del 1994, in ordine alla figura del presidente dell'autorità portuale, sancisce che: "Il presidente è nominato, previa intesa con la regione interessata, con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, nell'ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale designati rispettivamente dalla provincia, dai comuni e dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la cui competenza territoriale coincide, in tutto o in parte, con la circoscrizione di cui all'articolo 6, comma 7";

il porto di Catania, in attesa della nomina di un nuovo presidente dell'autorità portuale, ancora oggi risulta commissariato dal dottor Cosimo Aiello, ex dirigente in pensione della Regione Siciliana, esperto in materie finanziarie e, a parere degli interroganti, privo delle competenze e qualifiche professionali così come richieste dalla legge;

a parere degli interroganti tale nomina illegittima non può intendersi sanata da una qualificazione acquisita a posteriori nel corso dei mandati semestrali, espletati senza possedere i requisiti previsti dalla legge, come rivendicato dallo stesso commissario;

il Consiglio di Stato, con sentenza n. 04768/2013, ha censurato le presidenze illegittime delle autorità portuali da parte di funzionari sprovvisti di preventiva "massima e comprovata qualificazione nei settori dell'economia dei trasporti e portuale" prescritta dall'art. 8;

nei semestri di mandato rinnovato e tuttora in essere, lo stesso commissario non avrebbe provveduto a rimuovere alcuna delle anomalie di gestione che hanno portato l'autorità portuale di Catania all'ultimo posto fra le analoghe gestioni in Italia e la sola con la media di introiti insufficienti, fino all'anno 2012, al prescritto pareggio di bilancio, come rilevato dallo stesso Ministero;

il commissario, già dirigente nelle amministrazioni regionali Cuffaro e Lombardo e coautore della costosa vendita-riaffitto di immobili pubblici siciliani, risulta in possesso di una qualificazione assai diversa da quella specificamente prescritta dalla legge e nel 2012 ha ricevuto specifici ruoli marittimi in sostituzione dei competenti ufficiali delle Capitanerie di porto;

appena nominato lo stesso commissario portuale, già commissario del teatro "Massimo Bellini" di Catania in successione all'ex prefetto di Catania Annamaria Cancellieri, ha chiesto al Consiglio comunale di Catania, competente per legge, l'approvazione del piano regolatore portuale che prevede la spropositata edificazione sulle banchine portuali di oltre un milione e mezzo di metri cubi di fabbricati privi delle prescritte valutazioni di impatto ambientale (VIA) e strategica (VAS), nonché della prescritta destinazione mercantile e di qualsiasi specifica sulla copertura finanziaria occorrente per oltre 2 miliardi di euro;

inoltre, lo stesso Aiello è coautore del nuovo piano regolatore portuale e responsabile unico del procedimento di appalto della nuova e costosissima "darsena traghetti", da 100 milioni di euro, che non solo comporta l'abusiva deviazione della foce del torrente Acquicella, ma anche enormi sbancamenti della spiaggia, costosissimi e destinati ad una perpetua manutenzione essendo prevedibile, e in parte previsto, il reinterrimento naturale, determinato dalla natura stessa dei fondali. Il tutto accade, quindi, in violazione del decreto-legge n. 312 del 1985, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 431 del 1985, e privo di VIA e VAS, nonché del preventivo e prescritto assenso del Consiglio comunale e perfino della prescritta compatibilità con il vigente piano regolatore generale di Catania, quindi in dispregio della legge n. 84 del 1994;

con riguardo a tale ultimo profilo, occorre altresì segnalare che, sullo stesso argomento, è stato depositato, il 24 giugno 2013, l'atto di sindacato ispettivo 4-00415, al quale non è stata data sinora alcuna risposta;

considerato che, a parere degli interroganti, dovrebbe essere interessata la Corte dei conti al fine di recuperare l'ingente danno erariale complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro causato dal cumulo delle ingiuste retribuzioni percepite a partire dal 1994 dal primo presidente dell'Autorità portuale in sprezzante conflitto di interessi con la pubblica carica mantenuta, e dal secondo presidente insieme all'attuale commissario, entrambi pubblici funzionari incompetenti e pertanto illegittimi, come da suddetta sentenza del Consiglio di Stato,

si chiede di sapere:

quali iniziative, per quanto di competenza, il Governo intenda adottare affinché siano rimosse le anomalie amministrative esposte, nonché dissipati i possibili dubbi su eventuali conflitti di interessi a carico degli amministratori;

se non ritenga, nei limiti delle proprie attribuzioni, necessario rimuovere l'attuale commissario;

se intenda investire di questa vicenda la Corte dei conti per tutti gli eventuali approfondimenti di sua competenza.

(4-01638)