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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


Sui rischi associati allo sfruttamento dei giacimenti
di idrocarburi non convenzionali

NUGNES (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUGNES (M5S). Signor Presidente, apprendiamo dagli organi di stampa che ieri, a Bruxelles, il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato avrebbe detto che l'Italia aprirà all'estrazione di gas e che saranno costruiti alcuni gassificatori per importare dagli USA lo shale gas liquefatto, che costa tre volte meno del gas convenzionale.

Sembra che il Ministro abbia in qualche modo anche aperto all'estrazione qui in Italia di questo gas non convenzionale intrappolato nelle rocce del sottosuolo che viene estratto tramite la tecnica della frantumazione delle rocce, tecnica che incontra, giustamente secondo noi, una fortissima opposizione da parte dei gruppi ambientalisti di tutta Europa, perché è una tecnica aggressiva, potenzialmente pericolosa per le falde acquifere e capace di innescare reazioni sismiche. Negli Stati Uniti, infatti, si pratica in aree non antropizzate.

Ora accade che anche in Europa, con i recenti emendamenti 31 e 78 sullo sviluppo dei programmi esplorativi di idrocarburi non convenzionali, sembra si stia aprendo alla possibilità e alla valutazione dell'uso di queste tecniche, nonostante l'opposizione degli ambientalisti; quindi questa coincidenza ci allarma. Vorremmo ricordare al Ministro che l'estrazione di shale gas è vietata in Francia; Bulgaria e Lussemburgo sono contrari; in Svizzera, Gran Bretagna, Olanda ed Austria i progetti sono stati sospesi; in Germania, Romania, Irlanda, Repubblica Ceca e Danimarca si parla di una moratoria. In Italia il 18 settembre la Commissione ambiente della Camera ha approvato una risoluzione, su proposta del Gruppo SEL, che esclude da subito ogni attività legata al fracking, un impegno al Governo a cui ci auguriamo che seguano dei fatti. (Applausi dal Gruppo M5S).