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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


PETRAGLIA (Misto-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo).

PETRAGLIA (Misto-SEL). Signor Presidente, è un po' complicato fare una dichiarazione di voto nell'ora della ricreazione.

Negli interventi svolti stamani sono state fatte tantissime considerazioni, alle quali ne aggiungiamo alcune.

Intanto, più che votare un bilancio, oggi di fatto ci troviamo dinanzi ad una presa d'atto, perché il consuntivo 2012 e il preventivo 2013 sono il segno del lavoro svolto nella precedente legislatura. Siamo poi consapevoli che è in un certo senso singolare, per non dire addirittura ridicolo, approvare un preventivo a novembre 2013, come è stato già ricordato dagli stessi Questori. Quindi, potremmo addirittura dire che oggi approviamo un preconsuntivo.

Tuttavia, comprendiamo anche le difficoltà dei senatori Questori che si sono insediati da pochi mesi, come hanno detto nella loro relazione, i quali hanno dovuto ricostruire e comprendere anche il complesso funzionamento della macchina istituzionale, amministrativa ed organizzativa del Senato.

Da parte nostra, quindi, non si vuole fare alcuna polemica ma soltanto svolgere alcune considerazioni, che vorremmo condividere per il lavoro futuro e consegnare soprattutto al lavoro dei Questori e di tutto il Consiglio di Presidenza.

Al di là di tutte le considerazioni fatte, sul passato possiamo fare veramente poco. Vorremmo però poter incidere sulle scelte future, perché ora ci troviamo in questa sede.

In questi ultimi tempi, tanti, troppi di noi hanno contribuito a trasmettere un'immagine delle più alte istituzioni dello Stato come il luogo dello spreco e dei privilegi. E in un momento di grossa povertà del Paese questo è apparso a tutti per quello che realmente era: una vergogna.

Come abbiamo ampiamente detto in questi mesi e come ha ricordato nel suo discorso di insediamento il presidente Grasso, le cui considerazioni condividiamo pienamente, il Senato deve essere trasparente e realmente aperto ai cittadini.

Noi crediamo che si debba partire proprio dai bilanci per fare non soltanto operazioni di trasparenza, ma anche di verità.

I dati e i numeri che ci sono presentati cercano di avviare un percorso di seria riduzione dei costi. Noi crediamo sia necessaria un'attenta opera di razionalizzazione delle spese, che però è cosa ben diversa dai semplici tagli. Questo bilancio garantisce che per il 2013 ed anche per gli anni 2014 e 2015 il costo a carico dello Stato rimarrà stabile in valore assoluto, risparmiando ogni anno circa 21 milioni, tornando così agli importi che aveva negli anni 2007-2008.

Il nostro compito sarà proprio quello di verificare che questi importi siano rispettati, magari effettuando ulteriori razionalizzazioni della spesa e facendo in modo che i 12 milioni cui faceva riferimento la senatrice Questore Bottici restino anche per quest'anno e negli anni futuri come risparmi e razionalizzazioni della spesa e non diventino invece una disponibilità per maggiori spese

Alcuni di questi tagli sono stati previsti da leggi del 2010 e 2011, altri sono frutto di un lavoro iniziato con questa legislatura: penso ad esempio all'abolizione del vitalizio per i senatori e alla sua sostituzione con un sistema pensionistico contributivo. Pensiamo però che si debba anche procedere ad una nuova revisione delle indennità dei senatori, a reintrodurre quel taglio del 5 o del 10 per cento ai vitalizi oltre una certa soglia annua che la Corte costituzionale ha cancellato, a ripensare i servizi erogati ai senatori, a partire da quelli sanitari e in maniera trasparente, fugando dubbi o realtà che non corrispondono al vero.

Iniziano già ad essere evidenti in questo bilancio di previsione gli effetti delle misure di contenimento dei costi relativi alle specifiche attribuzioni dei senatori, in particolare quelli titolari di cariche interne, che a regime porteranno ad un risparmio di 4,6 milioni di euro.

È in atto una collaborazione con la Camera per la condivisione di alcuni servizi come la documentazione, la biblioteca (in proposito condividiamo pienamente le parole del presidente Zavoli), l'informatica. Riteniamo che tutto questo debba essere fatto non soltanto per risparmiare, ma soprattutto all'insegna di una maggiore efficienza.

Per inseguire politiche di tagli indiscriminati, rischiamo di non affrontare questioni che da troppo tempo il Senato si trascina. Cito alcuni temi: il personale dei Gruppi parlamentari costretti alla precarietà ad ogni inizio o fine legislatura (senza il loro supporto il lavoro dei Gruppi sarebbe impossibile); gli aumenti contrattuali bloccati dei vari lavoratori: ad esempio il personale dattilografico a tempo determinato ha la retribuzione bloccata dal 2004 e nessun conteggio per straordinari o sedute notturne.

Il blocco del turnover della pubblica amministrazione riguarda anche noi. Non può essere una consolazione la riduzione del 20 per cento dei compensi per i nuovi assunti, consapevoli che non avremo bisogno di assumere per i prossimi anni. E ancora, la contrattualizzione degli assistenti parlamentari è un tema serio (non possiamo fingere di non vedere che esistono contraddizioni insite nel nostro sistema) o come dare stabilità ai servizi e ai lavoratori della ristorazione provando a coniugare la tutela del lavoro e la qualità del cibo, o stabilità ai servizi e ai lavori di manutenzione e di pulizia.

Il Senato è una delle massime istituzioni dello Stato, dobbiamo quindi tutti fare attenzione ai facili populismi o ad inseguire la demagogia, perché in nome della spending review si rischia di tagliare competenze e professionalità fondamentali per il funzionamento delle istituzioni e per il futuro del Paese.

Troviamo offensivo per noi e per le persone che qui lavorano raffigurare il personale del Senato a tutti i livelli, dagli assistenti ai segretari, come personale non qualificato che vivacchia lavorando il meno possibile nell'attesa di una pensione precoce. Per noi queste parole sono vergognose e stamani le abbiamo nuovamente ascoltate. Noi tutti abbiamo quotidianamente modo di constatare la grande professionalità e la competenza del personale in servizio al Senato. I senatori spesso passano, il personale rimane e rappresenta un grande elemento di continuità per quest'Aula. Negare questo va nella direzione opposta che dobbiamo perseguire, che è quella di premiare e valorizzare le competenze a tutti i livelli. Attenzione, lo ripetiamo continuamente: una cosa è razionalizzare e abolire gli sprechi e i privilegi, altro è tagliare.

E tutto questo deve essere facilmente leggibile nei nostri bilanci. La trasparenza assoluta deve rimanere un impegno primario di tutte le amministrazioni pubbliche dinanzi ai cittadini, che hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati fino all'ultimo centesimo i soldi pubblici.

L'approvazione di questo bilancio è un'occasione importante per lanciare un messaggio al Paese, per spiegare che le istituzioni democratiche stanno facendo la loro parte seriamente per il risanamento dei conti, per spiegare bene la parte economica dei senatori, spiegare bene ogni aspetto, fugare ogni dubbio. Ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire che l'attività delle istituzioni e l'attività politica ha dei costi reali.

Dovremmo lavorare per rendere più efficiente la macchina (sono stati accolti alcuni ordini del giorno in materia), utilizzare maggiormente le tecnologie informatiche, unificare i servizi di ricerca, nell'ottica di rafforzare la democrazia e non di indebolirla. Questo mai.

È un modo per provare a ricostruire quel rapporto tra la politica e i cittadini che si è spezzato e che deve vedere tutti noi impegnati nella ricostruzione del nostro Paese da quelle macerie morali in cui la cattiva politica lo ha fatto crollare. Ma dal giorno in cui siamo stati eletti ognuno di noi deve sentirsi coinvolto, pur con ruoli e responsabilità diverse (penso alla maggioranza e a noi dell'opposizione). Dobbiamo sentirci impegnati e nessuno può tirarsi fuori ad arte da questo compito.

A me è stato insegnato da un anziano compagno esperto di bilanci che i numeri devono cantare politica e allora il nostro impegno sarà proprio quello di raccontare attraverso il rigore dei numeri il nostro lavoro quotidiano, quello di tutta la collettività del Senato, lavoro più difficile da comunicare e rappresentare rispetto alle urla, ma sicuramente più onesto. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e dei senatori Albano e Manconi).