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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


DI GIORGI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI (PD). Signor Presidente, intervenendo a nome del Gruppo del Partito Democratico e faccio mie le osservazioni che già in discussione il senatore Pegorer e, con riferimento all'ordine del giorno G1, il senatore Pizzetti hanno espresso a nome del Gruppo stesso, in raccordo con gli altri Gruppi della maggioranza e anche con il Gruppo Misto.

Riprendo, signor Presidente, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, il senso di quella che è stata la discussione di oggi. È stata certamente una discussione costruttiva sulla base del dibattito che in questi giorni abbiamo avuto, essendo io Segretario d'Aula, anche all'interno del Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica.

Il dibattito è stato anche molto corretto, nonostante qualche volta, ma questo sta nella sensibilità di ciascuno, vi sia stata qualche punta di giudizio forse non sufficientemente confermato dai fatti e dalle stesse cifre: giudizio che ritengo in futuro possa essere corretto, anche in una prospettiva di serietà e di onestà intellettuale che in questa sede deve essere perseguita da tutti.

Voglio ringraziare il Collegio dei senatori Questori: lo faccio a nome del mio Gruppo, ma anche come membro del Consiglio di Presidenza. E vorrei ringraziare qui, e non è un ringraziamento formale, il presidente Grasso, che ha voluto dare un impulso al processo di rigore: un processo di reale rigore che il Senato ha già intrapreso da alcuni anni e di cui noi dobbiamo continuare a portare avanti la strategia.

Oggi siamo chiamati ad approvare questo bilancio (e noi lo approveremo) che, come in tutte le istituzioni, è un atto di enorme rilievo. È un atto che ha una valenza - come già detto da altri colleghi, in particolare dalla senatrice Petraglia - squisitamente politica, oltre che ovviamente tecnica. In questo bilancio di fa politica e si danno le strategie, si cerca cioè di condividere quella che è una linea all'interno dei Gruppi di maggioranza. Essendo, però il Senato un'istituzione cerchiamo di far sì che tutto ciò sia condiviso da tutti i membri del Senato e da tutti i Gruppi: è importante che il bilancio, essendo atto di grande importanza, sia condiviso da tutti i Gruppi politici.

Questo è il primo bilancio della nostra legislatura. È un bilancio che arriva a novembre, purtroppo, e questo certamente rappresenta un elemento di criticità, sicuramente giustificato in parte dal cambio di legislatura, in quanto ci siamo insediati a marzo. Tale criticità andrà sanata nel prossimo esercizio con un impegno che mi sento di assumere anche nel mio ruolo di membro del Consiglio di Presidenza, certa di condividere questa valutazione anche con il Presidente, con i colleghi Questori e con gli altri colleghi del Consiglio stesso.

Chiunque abbia fatto l'amministratore pubblico (e in questa sede sono tanti) sa benissimo quanto sia difficile lavorare per dodicesimi. E tutti noi dobbiamo ringraziare il personale del Senato, gli uffici e i dirigenti, che hanno lavorato evidentemente in una condizione di difficoltà, perché non vi è certezza delle risorse finanziarie a disposizione e, quindi, si riescono a fare gli investimenti con maggiore difficoltà.

Vorrei scusarmi con i colleghi se approfitto della loro pazienza per proporre un paio di considerazioni che mi sento di condividere proprio oggi, il giorno in cui stiamo approvando o comunque stiamo discutendo il bilancio. Arrivare in questo Palazzo, per noi che ne abbiamo varcato la soglia la prima volta come parlamentari eletti, è stata evidentemente una emozione (per me lo è stata, e immagino che sia stato così anche per molti altri), e a questa si è aggiunto, per alcuni di noi, anche l'onore di sedere nel Consiglio di Presidenza del Senato.

Dico questo perché siamo entrati, stando in Consiglio di Presidenza, nel cuore della discussione di oggi, in quelle che devono essere le strategie dell'amministrazione della più alta istituzione della nostra Repubblica, la Camera alta. Un luogo in cui la storia della nostra Repubblica ha trovato, trova, e, auspicabilmente, speriamo sempre più trovi alte testimonianze. È il luogo dove quotidianamente si scrive il destino politico della nostra Nazione. Forse dovremmo sempre tenere presente questo aspetto nei nostri atteggiamenti, nel nostro modo di fare politica e di svolgere il nostro lavoro in questa sede.

Questo è il luogo in cui si confrontano e si scontrano persone, uomini e donne, con idee anche molto diverse, ma che devono avere un obiettivo comune: quello di lavorare per il bene della comunità nazionale, che a noi ha affidato il compito enorme di fare le leggi, di costruire attraverso gli atti normativi di cui siamo responsabili il futuro dell'Italia, degli uomini e delle donne, dei bambini, dei giovani e dei vecchi del nostro Paese.

Quindi, il Senato deve svolgere un lavoro di enorme rilievo, e per farlo nel miglior modo possibile ha bisogno di una struttura efficiente. Per tale motivo, il bilancio è così importante: perché deve essere finalizzato a questo. Si tratta di una struttura che deve fare cose e deve aiutarci a svolgere bene il nostro lavoro, come hanno giustamente evidenziato altri senatori prima di me, tra cui anche la senatrice Lanzillotta del Gruppo Scelta Civica per l'Italia e nostra Vicepresidente. Quindi, occorrono una struttura efficiente, un management di qualità, ambienti adeguati e servizi che consentano ai senatori di svolgere le loro funzioni in modo efficace, e non perché siamo una casta (non lo siamo proprio e non dobbiamo esserlo, e probabilmente tantissimi di noi, direi tutti in questa legislatura, sono ben lontani dal sentirsi casta e dal comportarsi da casta). Dunque, dobbiamo svolgere il nostro ruolo perché siamo senatori, perché ci ha mandato qui il popolo italiano; dobbiamo lavorare bene perché, se lavoriamo male, facciamo peggio le leggi, cioè quello per cui siamo seduti qui.

Allora, dobbiamo poter svolgere in modo efficace le nostre funzioni, senza dispersione di energie e di risorse. Infatti, come ho già evidenziato, il rigore è l'elemento essenziale; il nostro Presidente, fin dall'inizio, fin dalla prima seduta del Consiglio di Presidenza, ha posto questo tema.

Naturalmente dobbiamo avere la consapevolezza del delicato momento politico ed istituzionale; non siamo marziani, e quindi sappiamo che il nostro Paese e le sue istituzioni stanno attraversando un delicato momento politico, istituzionale ed economico. In questa sede, non dobbiamo nasconderci le difficoltà che tutti noi, quando andiamo per la strada, quando torniamo nelle nostre città, quando giriamo per Roma, viviamo quotidianamente nel rapporto con i cittadini, i quali - mai come in questi tempi - vivono con distacco e sofferenza i luoghi istituzionali e i protagonisti della politica, siano essi parlamentari o amministratori pubblici di tutti i livelli.

In conseguenza a questo stato di oggettiva difficoltà nella relazione fra cittadini ed istituzioni, non possiamo non concordare sulla necessità - mi pare che in tutti gli interventi sia stato sottolineato - di rendere l'amministrazione pubblica ancora più efficace, funzionale e rigorosa nella gestione delle risorse: un luogo dove la trasparenza (oggi questa parola è stata citata tante volte, insieme a «specchio» e «luogo trasparente» e la buona amministrazione devono essere caratteristiche riconosciute e condivise. In questo luogo vi devono essere l'equilibrio delle risorse, la razionalizzazione dei processi, la valorizzazione e la formazione del personale.

Si parla di questo personale, il quale è essenziale. Quindi, anche per questo, credo si debba stare sempre molto attenti quando si fanno dichiarazioni all'esterno, perché le parole pesano come pietre. E le pietre qui certamente non si devono tirare e meno che mai al personale che lavora all'interno di questa struttura.

Dunque, è necessaria una revisione della spesa, non in modo lineare, ma per obiettivi e definizioni di priorità. I temi della revisione della spesa, della sua razionalizzazione, dell'equilibrio delle risorse e della valorizzazione del personale rappresentano il fulcro di una nuova cultura dell'amministrazione pubblica.

Quanto maggiore sarà l'impegno per raggiungere tali obiettivi tanto più crescerà la fiducia nelle istituzioni pubbliche. Anche noi facciamo parte di questo tassello. Il bilancio del Senato deve rappresentare proprio questo e, in tal senso, affermo che quanto stiamo facendo oggi è anche un atto politico di grande rilievo.

Il nostro bilancio cerca di rispondere alla richiesta di rigore che arriva dalla comunità civile. Anche noi possiamo contribuire a far crescere la fiducia nel ruolo delle istituzioni e a restituire loro quella credibilità che, purtroppo, sembra andata persa a causa del proliferare di scandali e malcostume diffuso. Una sorta di caduta di dignità, un modo barbaro di gestire la cosa pubblica da parte di tanti, purtroppo troppi amministratori pubblici, che non meritavano la fiducia che era stata riposta in loro e che con i loro comportamenti hanno prodotto una frattura tra cittadini e amministrazione, Stato e istituzioni, una frattura che qualche volta ritengo perfino incolmabile, nonostante l'impegno dei tanti politici amministratori onesti che quotidianamente fanno onore alle nostre istituzioni.

Sono certa che noi siamo tra coloro che devono dare onore alle amministrazioni pubbliche, dobbiamo essere davvero onorevoli, di nome e di fatto.

Tornando, in particolare, al nostro bilancio...

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DI GIORGI (PD). ...esso si pone all'interno di quella strategia, condivisa fin dalle prime riunioni, volta a contenere le spese. Quindi, risparmio e spending review, e non qualcosa di tecnico, come spesso viene inteso. Questo è richiesto agli uffici e ci si è mossi nella direzione corretta di analizzare le varie funzioni e di valutare i processi in essere per migliorarli e, ove necessario, reimpostarli in un'ottica di maggiore efficienza.

In questa prospettiva, l'unificazione di alcuni servizi essenziali è ritenuta dal Gruppo del Partito Democratico un elemento forte di razionalizzazione. Essa riguarda i servizi informatici - lo avete detto tutti - la biblioteca, la documentazione e prevede anche la condivisione con i colleghi della Camera dei deputati e con i servizi di questa. Ma aggiungo di più, auspicabilmente anche con la Presidenza del Consiglio e con i Ministeri.

La condivisione è una categoria molto poco praticata nella pubblica amministrazione. Condivisione significa maggiore efficienza, maggiore trasparenza, che siano dati, risorse, sedi o che si tratti di corsi di formazione, di acquisti, di strategia di management.

Purtroppo, nella nostra cultura amministrativa spesso condivisione è sinonimo di perdita di potere, e ciò addirittura avviene non solo tra amministrazioni diverse, ma all'interno delle stesse amministrazioni.

Il nostro bilancio credo dia un segnale nella direzione opposta: una condivisione con gli altri enti. Sarà nostro compito verificare le strategie e le iniziative che le direzioni porranno in essere per raggiungere gli obiettivi di condivisione indicati nel nostro bilancio.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DI GIORGI (PD). A questo proposito pongo la necessità di procedere al più presto alla necessaria riorganizzazione delle direzioni e degli uffici procedendo alle nomine dei responsabili nei posti vacanti così da mettere gli uffici nella condizione di poter agire nella massima efficienza.

La nostra sfida, e concludo davvero, signor Presidente, sta nella ricerca dell'efficienza... (Commenti). Ho finito!

PRESIDENTE. Silenzio. Lasciate concludere.

Prego, senatrice Di Giorgi, la invito a concludere.

DI GIORGI (PD). La nostra sfida sta nella ricerca dell'efficienza e il nostro prodotto sono le leggi.

Un Senato ben organizzato ed efficiente nelle sue strutture e nei suoi servizi ci aiuterà a fare meglio il nostro lavoro e a rendere un servizio migliore ai cittadini. Credo che questo sia il punto importante e quindi, proprio per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Petris).