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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


Passiamo alla votazione dei documenti.

PETRAGLIA (Misto-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo).

PETRAGLIA (Misto-SEL). Signor Presidente, è un po' complicato fare una dichiarazione di voto nell'ora della ricreazione.

Negli interventi svolti stamani sono state fatte tantissime considerazioni, alle quali ne aggiungiamo alcune.

Intanto, più che votare un bilancio, oggi di fatto ci troviamo dinanzi ad una presa d'atto, perché il consuntivo 2012 e il preventivo 2013 sono il segno del lavoro svolto nella precedente legislatura. Siamo poi consapevoli che è in un certo senso singolare, per non dire addirittura ridicolo, approvare un preventivo a novembre 2013, come è stato già ricordato dagli stessi Questori. Quindi, potremmo addirittura dire che oggi approviamo un preconsuntivo.

Tuttavia, comprendiamo anche le difficoltà dei senatori Questori che si sono insediati da pochi mesi, come hanno detto nella loro relazione, i quali hanno dovuto ricostruire e comprendere anche il complesso funzionamento della macchina istituzionale, amministrativa ed organizzativa del Senato.

Da parte nostra, quindi, non si vuole fare alcuna polemica ma soltanto svolgere alcune considerazioni, che vorremmo condividere per il lavoro futuro e consegnare soprattutto al lavoro dei Questori e di tutto il Consiglio di Presidenza.

Al di là di tutte le considerazioni fatte, sul passato possiamo fare veramente poco. Vorremmo però poter incidere sulle scelte future, perché ora ci troviamo in questa sede.

In questi ultimi tempi, tanti, troppi di noi hanno contribuito a trasmettere un'immagine delle più alte istituzioni dello Stato come il luogo dello spreco e dei privilegi. E in un momento di grossa povertà del Paese questo è apparso a tutti per quello che realmente era: una vergogna.

Come abbiamo ampiamente detto in questi mesi e come ha ricordato nel suo discorso di insediamento il presidente Grasso, le cui considerazioni condividiamo pienamente, il Senato deve essere trasparente e realmente aperto ai cittadini.

Noi crediamo che si debba partire proprio dai bilanci per fare non soltanto operazioni di trasparenza, ma anche di verità.

I dati e i numeri che ci sono presentati cercano di avviare un percorso di seria riduzione dei costi. Noi crediamo sia necessaria un'attenta opera di razionalizzazione delle spese, che però è cosa ben diversa dai semplici tagli. Questo bilancio garantisce che per il 2013 ed anche per gli anni 2014 e 2015 il costo a carico dello Stato rimarrà stabile in valore assoluto, risparmiando ogni anno circa 21 milioni, tornando così agli importi che aveva negli anni 2007-2008.

Il nostro compito sarà proprio quello di verificare che questi importi siano rispettati, magari effettuando ulteriori razionalizzazioni della spesa e facendo in modo che i 12 milioni cui faceva riferimento la senatrice Questore Bottici restino anche per quest'anno e negli anni futuri come risparmi e razionalizzazioni della spesa e non diventino invece una disponibilità per maggiori spese

Alcuni di questi tagli sono stati previsti da leggi del 2010 e 2011, altri sono frutto di un lavoro iniziato con questa legislatura: penso ad esempio all'abolizione del vitalizio per i senatori e alla sua sostituzione con un sistema pensionistico contributivo. Pensiamo però che si debba anche procedere ad una nuova revisione delle indennità dei senatori, a reintrodurre quel taglio del 5 o del 10 per cento ai vitalizi oltre una certa soglia annua che la Corte costituzionale ha cancellato, a ripensare i servizi erogati ai senatori, a partire da quelli sanitari e in maniera trasparente, fugando dubbi o realtà che non corrispondono al vero.

Iniziano già ad essere evidenti in questo bilancio di previsione gli effetti delle misure di contenimento dei costi relativi alle specifiche attribuzioni dei senatori, in particolare quelli titolari di cariche interne, che a regime porteranno ad un risparmio di 4,6 milioni di euro.

È in atto una collaborazione con la Camera per la condivisione di alcuni servizi come la documentazione, la biblioteca (in proposito condividiamo pienamente le parole del presidente Zavoli), l'informatica. Riteniamo che tutto questo debba essere fatto non soltanto per risparmiare, ma soprattutto all'insegna di una maggiore efficienza.

Per inseguire politiche di tagli indiscriminati, rischiamo di non affrontare questioni che da troppo tempo il Senato si trascina. Cito alcuni temi: il personale dei Gruppi parlamentari costretti alla precarietà ad ogni inizio o fine legislatura (senza il loro supporto il lavoro dei Gruppi sarebbe impossibile); gli aumenti contrattuali bloccati dei vari lavoratori: ad esempio il personale dattilografico a tempo determinato ha la retribuzione bloccata dal 2004 e nessun conteggio per straordinari o sedute notturne.

Il blocco del turnover della pubblica amministrazione riguarda anche noi. Non può essere una consolazione la riduzione del 20 per cento dei compensi per i nuovi assunti, consapevoli che non avremo bisogno di assumere per i prossimi anni. E ancora, la contrattualizzione degli assistenti parlamentari è un tema serio (non possiamo fingere di non vedere che esistono contraddizioni insite nel nostro sistema) o come dare stabilità ai servizi e ai lavoratori della ristorazione provando a coniugare la tutela del lavoro e la qualità del cibo, o stabilità ai servizi e ai lavori di manutenzione e di pulizia.

Il Senato è una delle massime istituzioni dello Stato, dobbiamo quindi tutti fare attenzione ai facili populismi o ad inseguire la demagogia, perché in nome della spending review si rischia di tagliare competenze e professionalità fondamentali per il funzionamento delle istituzioni e per il futuro del Paese.

Troviamo offensivo per noi e per le persone che qui lavorano raffigurare il personale del Senato a tutti i livelli, dagli assistenti ai segretari, come personale non qualificato che vivacchia lavorando il meno possibile nell'attesa di una pensione precoce. Per noi queste parole sono vergognose e stamani le abbiamo nuovamente ascoltate. Noi tutti abbiamo quotidianamente modo di constatare la grande professionalità e la competenza del personale in servizio al Senato. I senatori spesso passano, il personale rimane e rappresenta un grande elemento di continuità per quest'Aula. Negare questo va nella direzione opposta che dobbiamo perseguire, che è quella di premiare e valorizzare le competenze a tutti i livelli. Attenzione, lo ripetiamo continuamente: una cosa è razionalizzare e abolire gli sprechi e i privilegi, altro è tagliare.

E tutto questo deve essere facilmente leggibile nei nostri bilanci. La trasparenza assoluta deve rimanere un impegno primario di tutte le amministrazioni pubbliche dinanzi ai cittadini, che hanno il diritto di sapere come vengono utilizzati fino all'ultimo centesimo i soldi pubblici.

L'approvazione di questo bilancio è un'occasione importante per lanciare un messaggio al Paese, per spiegare che le istituzioni democratiche stanno facendo la loro parte seriamente per il risanamento dei conti, per spiegare bene la parte economica dei senatori, spiegare bene ogni aspetto, fugare ogni dubbio. Ma dobbiamo anche avere il coraggio di dire che l'attività delle istituzioni e l'attività politica ha dei costi reali.

Dovremmo lavorare per rendere più efficiente la macchina (sono stati accolti alcuni ordini del giorno in materia), utilizzare maggiormente le tecnologie informatiche, unificare i servizi di ricerca, nell'ottica di rafforzare la democrazia e non di indebolirla. Questo mai.

È un modo per provare a ricostruire quel rapporto tra la politica e i cittadini che si è spezzato e che deve vedere tutti noi impegnati nella ricostruzione del nostro Paese da quelle macerie morali in cui la cattiva politica lo ha fatto crollare. Ma dal giorno in cui siamo stati eletti ognuno di noi deve sentirsi coinvolto, pur con ruoli e responsabilità diverse (penso alla maggioranza e a noi dell'opposizione). Dobbiamo sentirci impegnati e nessuno può tirarsi fuori ad arte da questo compito.

A me è stato insegnato da un anziano compagno esperto di bilanci che i numeri devono cantare politica e allora il nostro impegno sarà proprio quello di raccontare attraverso il rigore dei numeri il nostro lavoro quotidiano, quello di tutta la collettività del Senato, lavoro più difficile da comunicare e rappresentare rispetto alle urla, ma sicuramente più onesto. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e dei senatori Albano e Manconi).

COMAROLI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMAROLI (LN-Aut). Signor Presidente, onorevoli senatori Questori, colleghi, il mantenimento della struttura pubblica del nostro Paese costa il 2,5 per cento del prodotto interno lordo, quindi un punto in più di Germania, Francia e Gran Bretagna. Se noi equiparassimo il costo della nostra spesa pubblica a quella di quei Paesi che hanno dimensioni paragonabili al nostro, risparmieremmo qualcosa come 15 miliardi di euro ogni anno.

Alla luce di questo dato, e per non lasciare facile esercizio di populismo a chi alimenta la diffidenza dei cittadini verso le istituzioni, a chi indica furbescamente nella politica l'origine unica di ogni male del Paese, dobbiamo impegnarci chiaramente nella direzione della razionalizzazione e della trasparenza dell'istituzione nella quale sediamo e che resta - occorre ribadirlo contro ogni strumentalizzazione - la sede della democrazia e della rappresentanza del popolo.

Il nostro obiettivo, quindi, è quello di un contenimento della spesa, perché questo è quello che ci chiede la congiuntura economica e questo è quello che ci chiede il nostro impegno etico e morale nei confronti del Paese, perché veramente ognuno di noi deve fare la sua parte.

È stato giustamente sottolineato durante il dibattito e da parte dei Questori che non partiamo da zero e che durante gli ultimi anni, anche con il nostro contributo, il Senato ha avviato un trend di riduzione della spesa complessiva, confermato dal bilancio oggi in esame, e che ha toccato tutti gli aspetti del funzionamento della struttura.

La congiuntura economica però ci chiede di fare di più; i nostri cittadini ci chiedono di più e ce lo chiede anche il nostro senso di responsabilità.

A queste richieste corrisponde un impegno assunto anche da lei, Presidente, il giorno del suo insediamento, come corrisponde l'impegno di tante forze politiche oggi presenti in Aula. Tuttavia, il lavoro meritevole fatto fino ad ora per una revisione della spesa di funzionamento è stato svolto, a nostro avviso, secondo una vecchia logica, ovvero quella dei tagli lineari, quella dettata da un concetto di spending review tecnicista e non efficace, per la quale ogni centro di costo viene trattato allo stesso modo. Questo è quello che finora ha fatto e si sono impegnati a portare avanti il collegio dei senatori Questori e il Consiglio di Presidenza, come si è cercato di fare a livello più ampio su tutta la macchina pubblica. Ed è una parte importante, perché va ad intervenire sugli stipendi che a furor di popolo vengono individuati come la causa o una delle principali cause dei maggiori oneri dei costi della politica italiana.

Però, colleghi, sappiamo benissimo che, nel caso noi riuscissimo ad intervenire - e questo è un impegno - proprio sugli stipendi, ad intervenire sulle auto blu, ad intervenire sui privilegi, che sono odiosi quanto è improcrastinabile eliminarli, noi interverremmo solo su una piccola, piccolissima parte di quei 15 miliardi di euro. Infatti, le stime sono intorno ad 1 miliardo di euro massimo di risparmio. E il resto? E tutto il resto della macchina pubblica? Tutto il resto è appunto nell'organizzazione della funzione pubblica del Paese; è nella sbagliata allocazione delle risorse o nella non necessaria allocazione delle risorse, a cui non corrisponde poi purtroppo un servizio utile al funzionamento del Paese.

È proprio in questo quadro che noi dobbiamo inserire il nostro lavoro, perché noi siamo un simbolo, nel bene e nel male; quindi, a questa istanza dobbiamo dare una risposta; dobbiamo essere i primi a mettere in discussione noi stessi. Non è un approccio tecnico, non è un approccio tecnocratico, è un approccio politico. Il nostro compito da politici è quello di arrivare a ridefinire il ruolo del Parlamento. Non l'abbiamo fatto con le riforme, purtroppo, ma lo possiamo fare con la nostra parte, per cominciare, proprio all'interno di questo sistema costituzionale, facendo in modo che almeno il Senato risponda alle sue funzioni nel miglior modo possibile.

Con il contributo che possiamo dare in questa sede, attraverso gli ordini del giorno che sono stati accolti, chiediamo sostanzialmente appunto un passo avanti nella razionalizzazione della spesa del Senato proprio nel senso del risparmio, della trasparenza, della funzionalità.

Abbiamo un obbligo di trasparenza, che già è rispettato da tutta la pubblica amministrazione e dagli enti locali e territoriali e disciplinato da normative comunitarie. Progressivamente, tutti gli acquisti del Senato devono essere basati su procedure ad evidenza pubblica al fine di individuare le offerte più appropriate e dare sia alle gare che alle procedure di acquisto trasparenza immediata e costante.

Il risparmio può essere ottenuto, ma farlo tagliando ad occhi chiusi i costi di tutti gli uffici può addirittura rivelarsi controproducente. Faccio l'esempio della Commissione bilancio, dove abbiamo una dotazione di stampa limitata, uguale a tutte le altre Commissioni. Però purtroppo non si è considerato che la Commissione bilancio deve analizzare tutti i provvedimenti di tutte le altre Commissioni, quindi sarebbe stato logico avere una dotazione per la stampa maggiore. Se tagliare questi costi comporta ritardare o bloccare il lavoro di alcune Commissioni chiave, si ottiene solo il risultato di rallentare i lavori complessivi dell'istituzione nel suo complesso e di conseguenza aumentare di fatto i costi, anziché ridurli.

Il lavoro di razionalizzazione deve essere più mirato e certosino. Sarà impegnativo e difficile, quindi immagino che i senatori Questori dovranno fare un lavoro notevole, richiede anche un'assunzione di responsabilità nella scelta; ma sono sicura che non occorreranno degli studi approfonditi per comprendere quali funzioni vadano preservate, anche per chi ha poca esperienza in Aule istituzionali. Basta la volontà e la consapevolezza che le Aule parlamentari non sono una zona franca, una categoria protetta, né un buen retiro (né per gli eletti, né per i dipendenti), ma sono un organismo di democrazia, uno strumento al servizio del popolo e del bene del Paese: questo e nessun altro bene deve essere la bussola che ne orienta il cammino.

Nell'auspicio, quindi, che tutto ciò che ho detto avverrà, la Lega Nord con fiducia voterà a favore dei documenti di bilancio in esame. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

LANZILLOTTA (SCpI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANZILLOTTA (SCpI). Signor Presidente, il Gruppo Scelta Civica per l'Italia voterà a favore dei documenti di bilancio in esame, sia del bilancio consuntivo del 2012 che del bilancio del 2013, che in realtà - come è stato osservato - più che un preventivo è un quasi consuntivo. Questo è il primo punto che credo bisognerà cercare di correggere, facendo in modo che il bilancio di previsione 2014 sia presentato tempestivamente e sia effettivamente un bilancio anche di programmazione delle azioni di razionalizzazione che si intendono realizzare nel corso dell'esercizio.

La nostra dichiarazione di voto tende anche a dare atto della piena correttezza dell'impostazione del bilancio 2013, su cui molto si è discusso, per quanto riguarda la rappresentazione contabile di alcune poste una tantum, cioè dell'allocazione di una quota dell'avanzo di amministrazione a fronte di spese straordinarie, in modo tale da consentire anche una comparazione tra grandezze omogenee dei bilanci e coglierne l'effettiva evoluzione, prendendo atto e sottolineando l'eccezionalità che si è verificata nel 2013, in particolare per quanto riguarda la cessazione dal mandato di un numero molto alto di parlamentari e di alcuni parlamentari che avevano anche -chiamiamola così - una grande anzianità di servizio. Penso che sia stata operata molto correttamente questa rappresentazione contabile.

Penso anche che bisogna proseguire l'opera di trasparenza e di razionalizzazione avviata dai senatori Questori, a cui va il nostro ringraziamento, sapendo però che abbiamo a che fare con una struttura che ha una storia molto antica, non solo sul piano dell'istituzione politica, ma anche sul piano della sua amministrazione, della sua qualità e cultura professionale che va valorizzata e preservata, seppure nell'evoluzione dei tempi, che richiedono oggi una maggiore trasparenza e una maggiore standardizzazione anche per quanto riguarda il suo costo.

Non c'è dubbio che il regime delle burocrazie parlamentari è il retaggio di una storia e, tuttavia, dobbiamo anche dire che questa storia, seppure con alcune sue anomalie, ha consentito di avere dei corpi burocratici di altissimo livello che condizionano la qualità del lavoro parlamentare. Quindi, credo che dobbiamo fare un'opera di riduzione dei privilegi dei senatori, cercando però di preservare queste qualità professionali, perché altrimenti, così come in altri settori in questo periodo di crisi, rischiamo di distruggere in tutti i comparti della nostra vita pubblica le eccellenze, di cui dobbiamo invece andare orgogliosi e che dobbiamo preservare.

Bisogna andare verso una standardizzazione dei costi, anche se l'operazione è molto complessa. Ricorderete senz'altro il tentativo fatto dalla commissione Giovannini sulla standardizzazione, per esempio, delle retribuzioni dei parlamentari a livello europeo. Credo che in quella direzione bisogna andare per arrivare ad una sorta di costi standard europei, per quanto riguarda le Assemblee elettive, che riesca a comparare le retribuzioni, ma anche i servizi di cui godono i parlamentari.

Ribadisco infatti che la qualità dei servizi di supporto all'attività parlamentare è condizione per la qualità dell'esercizio della funzione parlamentare e anche della libertà di mandato. Quella norma costituzionale che tante volte viene invocata, a mio avviso anche a sproposito, e cioè l'assenza di vincolo di mandato, dipende dalla possibilità che il singolo parlamentare disponga delle informazioni e delle competenze necessarie per assumere liberamente una decisione, perché il principio democratico significa che l'accesso alla carica parlamentare è libero e può coinvolgere chiunque, qualsiasi sia la sua storia personale e professionale, e che l'eletto una volta entrato in Parlamento per poter esercitare con piena coscienza e libertà di mandato la sua funzione, ha bisogno di supporti di alta professionalità.

Tuttavia, credo che nulla sarà mai abbastanza sul fronte dell'organizzazione e della razionalizzazione se non migliorerà la qualità complessiva del lavoro del Parlamento e il giudizio che nell'opinione pubblica si avrà del lavoro parlamentare.

C'è per questo un livello costituzionale di riforme, che riguarda la riduzione dei parlamentari e la riforma del bicameralismo, nei cui confronti credo che il Senato non debba rappresentare un elemento di freno, di ostacolo o di difesa corporativa, bensì assecondarlo collaborando a ridefinire la sua missione e il suo ruolo come è in tutti gli ordinamenti parlamentari per la seconda Camera.

C'è però un livello organizzativo che è già nella nostra disponibilità, sia regolamentare che d'intesa tra i due rami del Parlamento, e deve attenere subito alla riorganizzazione dei Servizi del Senato e alla integrazione con quelli della Camera ai fini di una semplificazione e massimizzazione dell'efficacia e dell'efficienza.

Penso che questo sia il compito e l'obiettivo del bilancio, dell'azione dei Questori e di tutto il Consiglio di Presidenza per il prossimo esercizio, e con questo ribadiamo il voto favorevole ai documenti di bilancio in esame. (Applausi dal Gruppo SCpI).

BULGARELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BULGARELLI (M5S). Signor Presidente, per quanto riguarda il bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2013 non posso che sottolineare l'ennesima frode in danno ai cittadini.

Parlo di frode perché l'avanzo di cassa del rendiconto 2012 non è stato iscritto nel fondo iniziale di cassa del bilancio di previsione 2013 così come prescritto dal Regolamento di amministrazione e contabilità. De facto con questo marchingegno contabile si impedisce anche la comparazione tra i vari bilanci succedutisi nel tempo, facendo venir meno quindi i principi di continuità e di compatibilità, fondamento sia della trasparenza che della possibilità di controllo da parte degli italiani.

Inoltre, ancora una volta, anche se ci sono stati alcuni sforzi, non si riesce a ridurre le spese come più volte annunciato, credo soprattutto per la forza di varie corporazioni interne ed esterne alla struttura del Senato che impediscono nei fatti di intervenire su veri sprechi e spese non più giustificati o giustificabili.

Di fronte però alla crisi del Paese (e ricordo che dal 2009 al 2012 le persone in povertà assoluta sono raddoppiate da 2.400.000 a 4.800.000) credo il Parlamento debba fare uno sforzo e un atto di coraggio per ridurre i costi della politica pur mantenendone la qualità, allineandosi economicamente agli standard europei. Non possiamo richiamare l'Europa sempre e solo quando si tratta di colpire le tasche dei cittadini e ignorarla quando si tratta di toccare le tasche dei pochi molto privilegiati.

Accogliamo però molto favorevolmente l'impegno preso oggi da parte dei Questori, rispetto a un'ulteriore razionalizzazione dei costi interni di gestione, ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di consentire la presentazione di disegni di legge, emendamenti, atti di sindacato ispettivo e atti di indirizzo in formato esclusivamente elettronico e a rivedere le convenzioni con le compagnie aeree, e ringraziamo tutta l'Assemblea per l'approvazione del nostro ordine del giorno G4.

Nonostante questo, viste le notevoli criticità ancora presenti, il Movimento 5 Stelle si asterrà. (Applausi dal Gruppo M5S).

MANDELLI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANDELLI (PdL). Signor Presidente, rivolgo un doveroso ringraziamento per il suo lavoro, del Consiglio di Presidenza e dei senatori Questori. Oggi siamo chiamati ad approvare il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2012 e il progetto di bilancio interno per l'anno finanziario 2013. Già da alcuni anni il Senato della Repubblica ha intrapreso una politica di rigorosa gestione del proprio bilancio interno e i dati del consuntivo contenuti nel rendiconto evidenziano un andamento positivo della gestione con riferimento agli obiettivi di contenimento della

spesa.

È evidente che in un momento così delicato per i conti dello Stato sarebbe facile fare demagogia e cadere in strumentalizzazioni. Stiamo parlando però di spese che servono per garantire la democrazia. In questo senso, l'obiettivo di assicurare trasparenza, rigore e sobrietà è un obiettivo importante da perseguire tutti insieme ed è anche una risposta concreta a questa onda di antipolitica che sta percorrendo il nostro Paese.

Prima di chiedere ai cittadini sacrifici è corretto, doveroso e morale che siano i loro rappresentanti a dare il giusto esempio. L'abbiamo fatto sul versante dei compensi e dei vitalizi e dobbiamo continuare a fare sforzi in questa direzione.

Dai conti emerge che continua il processo di riduzione del costo complessivo del Senato che nel corso degli ultimi anni ha assunto proporzioni significative. È sicuramente migliorata la trasparenza del bilancio del Senato e, pur apprezzando i risultati raggiunti in tal senso, un ulteriore sforzo non farà altro che migliorare il rapporto con i cittadini e contribuirà a far sì che abbiano piena contezza dei conti, va tutto a vantaggio dello stesso rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.

Il Senato della Repubblica testimonia, anche nel dibattito che ho sentito in mattinata, di avere piena coscienza della situazione economica in cui versa il Paese e di contribuire per la propria parte al contenimento della spesa. Faccio un solo esempio semplificativo. Nonostante alcune voci che crescono in base ad automatismi contrattuali o a disposizioni di legge (pensioni dei dipendenti o ex senatori), è evidente che il bilancio diminuisce anche in valore assoluto, e questo significa che l'opera di contenimento che da anni è in corso è reale e tangibile e trova conferma in questo bilancio: in questo senso si deve continuare. Un dato che sicuramente è stato già citato, ma che vale la pena di ricordare è che la diminuzione delle spese tra il 2012 e il 2013 è pari a 13,647 milioni di euro (-3,81 per cento). In questo contesto, quindi, auspicando una riorganizzazione dei servizi che non penalizzi però l'attività dei senatori, salutiamo con favore il tentativo di sburocratizzazione del sistema, che necessita sicuramente di essere rinnovato e modernizzato, e attendiamo la proposta di riforma degli schemi organizzativi delle Camere, così come annunciato dal senatore De Poli, che sarà sicuramente una tappa importante in questa virtuosa riduzione di costi.

Pertanto, registrando con soddisfazione gli ultimi andamenti virtuosi delle spese dell'amministrazione del Senato, il Gruppo Il Popolo della Libertà annuncia il proprio voto favorevole sul progetto del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2012 e sul progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2013, con l'auspicio di conseguire con sempre maggior decisione l'opera di razionalizzazione dei costi delle istituzioni, che non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente contabile, ma si rende assolutamente necessaria per riavvicinare i cittadini alle istituzioni. (Applausi dal Gruppo PdL).

DI GIORGI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI (PD). Signor Presidente, intervenendo a nome del Gruppo del Partito Democratico e faccio mie le osservazioni che già in discussione il senatore Pegorer e, con riferimento all'ordine del giorno G1, il senatore Pizzetti hanno espresso a nome del Gruppo stesso, in raccordo con gli altri Gruppi della maggioranza e anche con il Gruppo Misto.

Riprendo, signor Presidente, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, il senso di quella che è stata la discussione di oggi. È stata certamente una discussione costruttiva sulla base del dibattito che in questi giorni abbiamo avuto, essendo io Segretario d'Aula, anche all'interno del Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica.

Il dibattito è stato anche molto corretto, nonostante qualche volta, ma questo sta nella sensibilità di ciascuno, vi sia stata qualche punta di giudizio forse non sufficientemente confermato dai fatti e dalle stesse cifre: giudizio che ritengo in futuro possa essere corretto, anche in una prospettiva di serietà e di onestà intellettuale che in questa sede deve essere perseguita da tutti.

Voglio ringraziare il Collegio dei senatori Questori: lo faccio a nome del mio Gruppo, ma anche come membro del Consiglio di Presidenza. E vorrei ringraziare qui, e non è un ringraziamento formale, il presidente Grasso, che ha voluto dare un impulso al processo di rigore: un processo di reale rigore che il Senato ha già intrapreso da alcuni anni e di cui noi dobbiamo continuare a portare avanti la strategia.

Oggi siamo chiamati ad approvare questo bilancio (e noi lo approveremo) che, come in tutte le istituzioni, è un atto di enorme rilievo. È un atto che ha una valenza - come già detto da altri colleghi, in particolare dalla senatrice Petraglia - squisitamente politica, oltre che ovviamente tecnica. In questo bilancio di fa politica e si danno le strategie, si cerca cioè di condividere quella che è una linea all'interno dei Gruppi di maggioranza. Essendo, però il Senato un'istituzione cerchiamo di far sì che tutto ciò sia condiviso da tutti i membri del Senato e da tutti i Gruppi: è importante che il bilancio, essendo atto di grande importanza, sia condiviso da tutti i Gruppi politici.

Questo è il primo bilancio della nostra legislatura. È un bilancio che arriva a novembre, purtroppo, e questo certamente rappresenta un elemento di criticità, sicuramente giustificato in parte dal cambio di legislatura, in quanto ci siamo insediati a marzo. Tale criticità andrà sanata nel prossimo esercizio con un impegno che mi sento di assumere anche nel mio ruolo di membro del Consiglio di Presidenza, certa di condividere questa valutazione anche con il Presidente, con i colleghi Questori e con gli altri colleghi del Consiglio stesso.

Chiunque abbia fatto l'amministratore pubblico (e in questa sede sono tanti) sa benissimo quanto sia difficile lavorare per dodicesimi. E tutti noi dobbiamo ringraziare il personale del Senato, gli uffici e i dirigenti, che hanno lavorato evidentemente in una condizione di difficoltà, perché non vi è certezza delle risorse finanziarie a disposizione e, quindi, si riescono a fare gli investimenti con maggiore difficoltà.

Vorrei scusarmi con i colleghi se approfitto della loro pazienza per proporre un paio di considerazioni che mi sento di condividere proprio oggi, il giorno in cui stiamo approvando o comunque stiamo discutendo il bilancio. Arrivare in questo Palazzo, per noi che ne abbiamo varcato la soglia la prima volta come parlamentari eletti, è stata evidentemente una emozione (per me lo è stata, e immagino che sia stato così anche per molti altri), e a questa si è aggiunto, per alcuni di noi, anche l'onore di sedere nel Consiglio di Presidenza del Senato.

Dico questo perché siamo entrati, stando in Consiglio di Presidenza, nel cuore della discussione di oggi, in quelle che devono essere le strategie dell'amministrazione della più alta istituzione della nostra Repubblica, la Camera alta. Un luogo in cui la storia della nostra Repubblica ha trovato, trova, e, auspicabilmente, speriamo sempre più trovi alte testimonianze. È il luogo dove quotidianamente si scrive il destino politico della nostra Nazione. Forse dovremmo sempre tenere presente questo aspetto nei nostri atteggiamenti, nel nostro modo di fare politica e di svolgere il nostro lavoro in questa sede.

Questo è il luogo in cui si confrontano e si scontrano persone, uomini e donne, con idee anche molto diverse, ma che devono avere un obiettivo comune: quello di lavorare per il bene della comunità nazionale, che a noi ha affidato il compito enorme di fare le leggi, di costruire attraverso gli atti normativi di cui siamo responsabili il futuro dell'Italia, degli uomini e delle donne, dei bambini, dei giovani e dei vecchi del nostro Paese.

Quindi, il Senato deve svolgere un lavoro di enorme rilievo, e per farlo nel miglior modo possibile ha bisogno di una struttura efficiente. Per tale motivo, il bilancio è così importante: perché deve essere finalizzato a questo. Si tratta di una struttura che deve fare cose e deve aiutarci a svolgere bene il nostro lavoro, come hanno giustamente evidenziato altri senatori prima di me, tra cui anche la senatrice Lanzillotta del Gruppo Scelta Civica per l'Italia e nostra Vicepresidente. Quindi, occorrono una struttura efficiente, un management di qualità, ambienti adeguati e servizi che consentano ai senatori di svolgere le loro funzioni in modo efficace, e non perché siamo una casta (non lo siamo proprio e non dobbiamo esserlo, e probabilmente tantissimi di noi, direi tutti in questa legislatura, sono ben lontani dal sentirsi casta e dal comportarsi da casta). Dunque, dobbiamo svolgere il nostro ruolo perché siamo senatori, perché ci ha mandato qui il popolo italiano; dobbiamo lavorare bene perché, se lavoriamo male, facciamo peggio le leggi, cioè quello per cui siamo seduti qui.

Allora, dobbiamo poter svolgere in modo efficace le nostre funzioni, senza dispersione di energie e di risorse. Infatti, come ho già evidenziato, il rigore è l'elemento essenziale; il nostro Presidente, fin dall'inizio, fin dalla prima seduta del Consiglio di Presidenza, ha posto questo tema.

Naturalmente dobbiamo avere la consapevolezza del delicato momento politico ed istituzionale; non siamo marziani, e quindi sappiamo che il nostro Paese e le sue istituzioni stanno attraversando un delicato momento politico, istituzionale ed economico. In questa sede, non dobbiamo nasconderci le difficoltà che tutti noi, quando andiamo per la strada, quando torniamo nelle nostre città, quando giriamo per Roma, viviamo quotidianamente nel rapporto con i cittadini, i quali - mai come in questi tempi - vivono con distacco e sofferenza i luoghi istituzionali e i protagonisti della politica, siano essi parlamentari o amministratori pubblici di tutti i livelli.

In conseguenza a questo stato di oggettiva difficoltà nella relazione fra cittadini ed istituzioni, non possiamo non concordare sulla necessità - mi pare che in tutti gli interventi sia stato sottolineato - di rendere l'amministrazione pubblica ancora più efficace, funzionale e rigorosa nella gestione delle risorse: un luogo dove la trasparenza (oggi questa parola è stata citata tante volte, insieme a «specchio» e «luogo trasparente» e la buona amministrazione devono essere caratteristiche riconosciute e condivise. In questo luogo vi devono essere l'equilibrio delle risorse, la razionalizzazione dei processi, la valorizzazione e la formazione del personale.

Si parla di questo personale, il quale è essenziale. Quindi, anche per questo, credo si debba stare sempre molto attenti quando si fanno dichiarazioni all'esterno, perché le parole pesano come pietre. E le pietre qui certamente non si devono tirare e meno che mai al personale che lavora all'interno di questa struttura.

Dunque, è necessaria una revisione della spesa, non in modo lineare, ma per obiettivi e definizioni di priorità. I temi della revisione della spesa, della sua razionalizzazione, dell'equilibrio delle risorse e della valorizzazione del personale rappresentano il fulcro di una nuova cultura dell'amministrazione pubblica.

Quanto maggiore sarà l'impegno per raggiungere tali obiettivi tanto più crescerà la fiducia nelle istituzioni pubbliche. Anche noi facciamo parte di questo tassello. Il bilancio del Senato deve rappresentare proprio questo e, in tal senso, affermo che quanto stiamo facendo oggi è anche un atto politico di grande rilievo.

Il nostro bilancio cerca di rispondere alla richiesta di rigore che arriva dalla comunità civile. Anche noi possiamo contribuire a far crescere la fiducia nel ruolo delle istituzioni e a restituire loro quella credibilità che, purtroppo, sembra andata persa a causa del proliferare di scandali e malcostume diffuso. Una sorta di caduta di dignità, un modo barbaro di gestire la cosa pubblica da parte di tanti, purtroppo troppi amministratori pubblici, che non meritavano la fiducia che era stata riposta in loro e che con i loro comportamenti hanno prodotto una frattura tra cittadini e amministrazione, Stato e istituzioni, una frattura che qualche volta ritengo perfino incolmabile, nonostante l'impegno dei tanti politici amministratori onesti che quotidianamente fanno onore alle nostre istituzioni.

Sono certa che noi siamo tra coloro che devono dare onore alle amministrazioni pubbliche, dobbiamo essere davvero onorevoli, di nome e di fatto.

Tornando, in particolare, al nostro bilancio...

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DI GIORGI (PD). ...esso si pone all'interno di quella strategia, condivisa fin dalle prime riunioni, volta a contenere le spese. Quindi, risparmio e spending review, e non qualcosa di tecnico, come spesso viene inteso. Questo è richiesto agli uffici e ci si è mossi nella direzione corretta di analizzare le varie funzioni e di valutare i processi in essere per migliorarli e, ove necessario, reimpostarli in un'ottica di maggiore efficienza.

In questa prospettiva, l'unificazione di alcuni servizi essenziali è ritenuta dal Gruppo del Partito Democratico un elemento forte di razionalizzazione. Essa riguarda i servizi informatici - lo avete detto tutti - la biblioteca, la documentazione e prevede anche la condivisione con i colleghi della Camera dei deputati e con i servizi di questa. Ma aggiungo di più, auspicabilmente anche con la Presidenza del Consiglio e con i Ministeri.

La condivisione è una categoria molto poco praticata nella pubblica amministrazione. Condivisione significa maggiore efficienza, maggiore trasparenza, che siano dati, risorse, sedi o che si tratti di corsi di formazione, di acquisti, di strategia di management.

Purtroppo, nella nostra cultura amministrativa spesso condivisione è sinonimo di perdita di potere, e ciò addirittura avviene non solo tra amministrazioni diverse, ma all'interno delle stesse amministrazioni.

Il nostro bilancio credo dia un segnale nella direzione opposta: una condivisione con gli altri enti. Sarà nostro compito verificare le strategie e le iniziative che le direzioni porranno in essere per raggiungere gli obiettivi di condivisione indicati nel nostro bilancio.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DI GIORGI (PD). A questo proposito pongo la necessità di procedere al più presto alla necessaria riorganizzazione delle direzioni e degli uffici procedendo alle nomine dei responsabili nei posti vacanti così da mettere gli uffici nella condizione di poter agire nella massima efficienza.

La nostra sfida, e concludo davvero, signor Presidente, sta nella ricerca dell'efficienza... (Commenti). Ho finito!

PRESIDENTE. Silenzio. Lasciate concludere.

Prego, senatrice Di Giorgi, la invito a concludere.

DI GIORGI (PD). La nostra sfida sta nella ricerca dell'efficienza e il nostro prodotto sono le leggi.

Un Senato ben organizzato ed efficiente nelle sue strutture e nei suoi servizi ci aiuterà a fare meglio il nostro lavoro e a rendere un servizio migliore ai cittadini. Credo che questo sia il punto importante e quindi, proprio per questi motivi, annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Petris).

DE POLI, senatore Questore. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, prima della votazione intendo rivolgere un ringraziamento a tutti i senatori e a tutti i Gruppi parlamentari per il lavoro svolto per il raggiungimento dell'obiettivo di esaminare il documento in Aula oggi. In modo particolare, ringrazio tutta la struttura amministrativa del Senato, a partire dal Segretario generale, e il presidente Grasso, che in questi mesi ha tracciato il percorso per la conduzione di un bilancio trasparente e attento ai bisogni che hanno i nostri cittadini. (Applausi).

PRESIDENTE. Mi associo ai ringraziamenti anche a nome del Consiglio di Presidenza, che ha vivamente collaborato e in seno al quale abbiamo già prospettato per il futuro dei nuovi obiettivi che raggiungeremo certamente.

Passiamo alla votazione del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2012 (Doc. VIII, n. 1).

SANTANGELO (M5S). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Santangelo risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2012 (Doc. VIII, n. 1).

È approvato.

Ripresa della discussione congiunta
del Doc. VIII, n. 1, e del Doc. VIII, n. 2

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del Doc. VIII, n. 2.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Santangelo, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2013 (Doc. VIII, n. 2).

È approvato.