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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


VACCIANO (M5S). Signor Presidente, illustrerò l'ordine del giorno G7, che è estremamente semplice: richiede il dimezzamento del contributo erogato ai senatori come rimborso delle spese forfetarie, le famose «spese generali». Questa richiesta fa capo a due considerazioni.

La prima è ovviamente di natura etica, anche se forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegarlo. Sappiamo che ogni senatore percepisce mensilmente una somma netta pari a 1.650 euro per le spese forfetarie. Questa somma consentirebbe a un nucleo familiare di vivere in maniera dignitosa per un mese, e noi la dedichiamo sostanzialmente a far fronte, sempre per un mese, alle esigenze di spostamento che potremmo definire residuali e al sostenimento delle spese telefoniche.

Bisogna però ricordare che in effetti - questo è riportato anche nel nostro ordine del giorno come nota - i senatori già usufruiscono di trasferimenti aerei, ferroviari, marittimi e autostradali gratuiti grazie alle proprie tessere personali. Rimangono quindi esclusi di fatto i trasferimenti in taxi, gli eventuali noleggi con conducente e poco altro. In un momento di crisi come quello contingente, dedicare quindi circa 20.000 euro pro capite all'anno a taxi e telefonia appare, se non paradossale, almeno eticamente discutibile.

La seconda considerazione è di natura tecnica: se consideriamo il mondo della telefonia, sappiamo che attualmente le offerte cosiddette all inclusive dei principali operatori telefonici permettono di telefonare, inviare messaggi e utilizzare il traffico dati senza limiti con una spesa che si aggira mediamente tra i 50 e i 70 euro mensili, addirittura comprensivi dell'apparecchio telefonico in comodato d'uso. Inoltre, bisogna considerare che queste compagnie telefoniche sarebbero probabilmente estremamente liete di offrire condizioni più favorevoli a un cliente quale il Senato della Repubblica: basta chiedere.

Dall'altro lato, do un'informazione che forse non è di uso comune in quest'Aula, ovvero che l'utilizzo del mezzo pubblico non è precluso o vietato ai parlamentari. Anzi, probabilmente, oltre al fatto che dareste, e daremmo tutti, il buon esempio utilizzando un mezzo pubblico, contribuiremmo anche a conoscere meglio le condizioni nelle quali sono costretti a spostarsi ogni giorno migliaia di nostri concittadini, e magari contribuiremmo anche al miglioramento del servizio stesso. Forse, quando un parlamentare prende l'autobus, il servizio dell'autobus migliora.

Riteniamo, quindi, che la proposta di dimezzamento di questa indennità contenuta nell'ordine del giorno G7 sia ampiamente sostenibile per ogni senatore, senza comportare sacrifici eccessivi. Nello stesso tempo, laddove l'ordine del giorno G7 fosse approvato dall'intera Aula, esso rappresenterebbe un bel segno di attenzione da parte di quest'Assemblea nei confronti degli italiani che stanno vivendo un momento così difficile. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buccarella, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche gli ordini del giorno G13 e G20. Ne ha facoltà.