Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (746 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


STUCCHI (LN-Aut). Signor Presidente, nel 2006, quando ero Segretario di Presidenza alla Camera, ho affrontato per la prima volta tutte le procedure per la predisposizione di un bilancio di un'istituzione complessa come quella di uno dei rami del Parlamento. Da allora mi sono "esercitato" in tutta una serie di iniziative che avevano come finalità quella di ottenere una gestione migliore, una gestione virtuosa relativamente all'andamento dei lavori, di tutto ciò che avviene all'interno dell'Aula parlamentare.

Per quale motivo? Ricordavo già allora - e non è bello autocitarsi - che i soldi dei cittadini meritano rispetto, e quindi dobbiamo dimostrare rispetto ai cittadini dando loro prova di saper spendere bene questi soldi, a prescindere dalla situazione economica in cui ci troviamo. Oggi tutti sottolineiamo il fatto che siamo obbligati a fare massima attenzione vista la situazione di crisi che coinvolge il nostro Paese, ma anche se fossimo in un periodo di vacche grasse - passatemi l'espressione - bisognerebbe fare altrettanta attenzione, perché comunque sono sempre soldi dei cittadini a cui - come dicevo prima - si deve rispetto.

Questo processo virtuoso, che è iniziato nel 2006 con il primo taglio alle indennità dei parlamentari, è proseguito sicuramente nel tempo. Qualcosa è stato fatto; a mio parere, sono stati realizzati dei passaggi che hanno portato sicuramente dei miglioramenti per quanto riguarda l'eliminazione di costi o comunque di centri di spesa che ormai erano anacronistici. Si è addivenuti ad una situazione in cui sostanzialmente, pur mantenendo un livello di virtuosità per quanto riguarda i servizi che vengono forniti, bisogna fare oggi delle scelte che possono ancora incidere sui costi che possono risultare eccessivi, ma che in parte rischiano anche di colpire i costi veri della democrazia. E penso che quest'Aula non possa seguire la linea di chi pensa che tutti i soldi spesi per la democrazia, quindi il costo della democrazia, siano spesi inutilmente.

Dobbiamo difendere la spesa corretta e giusta, giustificata e giustificabile, che si deve sostenere nelle istituzioni democratiche come la nostra, se vogliamo tutelare la democrazia nel nostro Paese. Quindi, non possiamo sicuramente eliminare tutti i costi, ma dobbiamo far sì che vengano eliminati tutti gli sprechi.

Abbiamo presentato tre ordini del giorno che vanno sostanzialmente in questa direzione. L'ordine del giorno G14 richiede sostanzialmente di proseguire su questa linea virtuosa di riduzione delle spese, mentre con l'ordine del giorno G15 riteniamo necessario evidenziare il fatto che questa scelta virtuosa non deve penalizzare la funzionalità e il livello dei servizi che viene offerto dagli uffici del Senato, perché dobbiamo sottolineare - e con forza, a mio parere - la competenza e la capacità dei nostri primi collaboratori che lavorano all'interno di questo Palazzo, per il supporto fondamentale che ci danno nella nostra attività parlamentare.

L'ordine del giorno G16, in tema di trasparenza e di risparmio, impegna il Collegio dei senatori Questori e il Consiglio di Presidenza del Senato a garantire che vi siano gare trasparenti, che comportino automaticamente dei risparmi per il bilancio del Senato e, quindi, per le casse dello Stato.

Detto questo, con una punta di amarezza, mi rivolgo alla collega Questore Bottici: non mi è piaciuto quello che ho sentito da lei dire l'altro ieri in televisione - ne abbiamo parlato anche in Consiglio di Presidenza - sul fatto che ci possano essere stati negli anni passati degli atteggiamenti che hanno portato ad acquistare il silenzio dei dipendenti su chissà cosa accade, di nascosto, nelle segrete stanze del Senato. La senatrice ha chiarito in Consiglio di Presidenza che non voleva dire quello, ma sarebbe opportuno, a mio avviso, che fosse esplicitato meglio.

Qui non c'è un clima omertoso. Non è accettabile (vedo che scuote la testa e mi dispiace) parlare di un clima omertoso all'interno del Senato, perché ciò vuol dire che anche lei che fa il Questore in questo momento non è ancora in grado di capire il funzionamento della macchina e non ha ancora visto quelli che possono essere i dettagli che non funzionano, altrimenti potrebbe parlare fornendo degli esempi puntuali.

Ma se non ci sono esempi puntuali, se non è in grado di portare all'attenzione di tutti delle prove concrete, allora buttare lì delle frasi facili, che trovano sicuramente un consenso nell'opinione pubblica, serve a gran poco, se non a creare confusione. E di tutto abbiamo bisogno tranne che di confusione, perché è uno sforzo serio quello che stiamo facendo, e lo stiamo facendo tutti insieme, seguendo anche i consigli del Movimento 5 Stelle, per carità, perché non possiamo ragionare prescindendo dalle vostre proposte. Dobbiamo però rispettarci in questo dialogo, perché se pensiamo di avere in tasca la verità solamente noi («noi siamo i portatori della verità, tutti gli altri raccontano una "storia" che non è quella vera») allora non partiamo con il piede giusto nel confronto che ci deve essere.

Credo che i dipendenti del Senato, senatrice Bottici, abbiano nella stragrande maggioranza delle competenze incredibili che possono trovare una loro attuazione e applicazione anche all'esterno di queste Aule, magari con lo stesso livello di trattamento economico, e forse anche maggiore. Ci sono dipendenti del Senato (senza citarli) che hanno vinto più concorsi e hanno deciso di dedicarsi a questo tipo di attività. Non possiamo fare di tutta l'erba un fascio: dobbiamo cercare di valorizzare queste persone e stimolarle a lavorare sempre al meglio.

Questo non vuol dire che non possiamo rivedere il sistema delle retribuzioni, ci mancherebbe altro, ma facciamolo in modo corretto, dialogante e distensivo, e non partiamo subito con l'accetta, come magari l'opinione pubblica chiede di fare, non essendo pienamente consapevole della delicatezza e della complessità della macchina del Senato e dell'intera macchina parlamentare, compresa la Camera dei deputati.

Queste sono le osservazioni che mi sento di rassegnare in questo momento. Ritengo che alcuni degli ordini del giorno che sono stati presentati propongano delle cose molto interessanti, mentre altri danno degli indirizzi che risultano anche bizzarri. Mi sia consentito togliermi per un minuto un paio di sassolini dalle scarpe.

PRESIDENTE. Non più di un minuto, senatore Stucchi, perché il tempo va a scadere.

STUCCHI (LN-Aut). Solo due flash, signor Presidente, e poi una citazione, se mi è consentito.

Qualcuno negli anni passati ha giustamente condannato il fatto che il nostro segretario federale di allora, Umberto Bossi, avesse comprato un paio di camicie con i soldi pubblici: qui c'è qualcuno che spende molto di più con gli stessi soldi pubblici e non vedo perché, se giustamente allora ci fu uno scandalo, in questo momento uno scandalo non ci debba essere o non possa essere accettato.

Allo stesso modo, ricordo che, nel 1999, il figlio di un importante nostro dirigente nel Parlamento nazionale venne assunto all'Europarlamento: ci fu uno scandalo, vennero accettate le dimissioni del ragazzo, che si ritrovò senza lavoro; vediamo invece che in quest'Aula qualche collega si comporta in modo diverso, e non accetta che venga alzata un po' di polvere su un comportamento che è sicuramente discutibile.

Non si possono utilizzare due pesi e due misure.

Concludo con una citazione, dicendo prima che tutti gli ordini del giorno verranno analizzati - e noi voteremo anche quelli presentati dal Movimento 5 Stelle - perché tutti hanno uno spirito condivisibile negli obiettivi che perseguono. Però, per richiamare quale debba essere la base di un confronto, che anzitutto deve essere franco e umile, ricordo il Senato degli Stati Uniti, il cui primo presidente fu John Adams. Nella prima seduta intervenne un tale, che si chiamava Thomas Jefferson, e ricordando quali dovessero essere le modalità di lavoro che si dovevano seguire in quell'Aula disse: «Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia; come chi accende la sua candela con la mia riceve luce senza lasciarmi al buio».

Tutti abbiamo bisogno di confrontarci, di fare una sorta di brainstorming e mettere assieme le migliori idee per fare il bene comune, che in questo caso è ottenere il miglior risultato possibile con la minor spesa possibile. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e delle senatrici Di Giorgi e Bottici).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ichino. Ne ha facoltà.