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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


COLUCCI (PdL). Signor Presidente, innanzi tutto chiedo di poter allegare il mio intervento scritto al Resoconto della seduta odierna, anche perché cercherò di saltare alcuni punti per restare nel tempo a mia disposizione.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza ad allegare il testo integrale del suo intervento al Resoconto stenografico.

COLUCCI (PdL). Signor Presidente, onorevoli senatori Questori, onorevoli senatori, ho sempre ritenuto che l'esame del bilancio interno costituisca un momento importante della vita di un'istituzione parlamentare, anche se occorre considerare che la discussione del bilancio avviene oggi in una fase avanzata dell'anno (evento determinato anche dalle complessità che hanno accompagnato l'avvio di questa legislatura).

Con riferimento all'intervento del senatore Questore Bottici, desidero in primo luogo chiarire che tali valutazioni vanno respinte totalmente. L'esame del nostro bilancio è basato su documenti veritieri sottoposti oggi all'Aula. I documenti sono stati elaborati in conformità alle regole contabili del Senato ed il documento è trasparente e veritiero, tanto che il Consiglio di Presidenza ha approvato il progetto di bilancio interno con la sola astensione della senatrice Bottici. Polemiche come quelle sollevate dal Questore Bottici valgono solo ad alimentare il sentimento di antipolitica diffuso nell'opinione pubblica italiana. È nostro dovere e obbligo cercare di rappresentare all'opinione pubblica i dati contabili in modo chiaro, senza cedere alla tentazione di inutili demagogie.

E questo è tanto più vero oggi, posto che questo dibattito si svolge dopo che il Senato ha approvato in seconda deliberazione, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, il testo del disegno di legge costituzionale istitutivo del Comitato parlamentare per le riforme. Non sappiamo oggi quali saranno gli approdi cui perverrà il lavoro del Comitato istituito con quel progetto, ma sicuramente sin da ora è necessario porre mano ad una attenta opera di revisione del nostro Regolamento. I tempi e le dinamiche economiche e sociali a livello europeo ed internazionale postulano maggiore celerità nel procedimento legislativo nelle Commissioni e nell'Assemblea. Il modo con il quale si dà risposta alla sfiducia dell'opinione pubblica verso l'istituzione parlamentare è la certezza dei tempi di decisione di questa istituzione, che devono essere necessariamente brevi.

Un altro tema strettamente connesso è quello della revisione delle competenze delle Commissioni al fine di renderle maggiormente funzionali rispetto al mutato quadro istituzionale e legislativo.

L'esame del bilancio interno, dicevo, è un momento importante nel quale operare una riflessione che, partendo dalle cifre iscritte nel bilancio, si ampli alla stessa organizzazione ed agli strumenti che sono offerti ai singoli senatori per poter svolgere al meglio il loro mandato.

Per poter fare ciò, ritengo opportuno rifuggire da una semplice logica di costo. È necessario infatti, pur in un periodo nel quale vi è una significativa distanza dalla politica, tenere presente che lo spazio comune per il confronto, e cioè il Parlamento, e, per noi, il Senato della Repubblica, ha bisogno di strumenti. Pertanto ciò che la collettività sostiene - i costi - va parametrato agli strumenti posti a disposizione per far sì che il confronto politico si dispieghi nel modo migliore. In ultima analisi si sta affrontando il tema del costo della democrazia.

Tuttavia, anche volendo esaminare la questione nella semplice ottica dei costi, va rilevato che l'andamento della spesa del Senato registra (come è stato indicato dagli onorevoli senatori Questori), al di là del fisiologico incremento del 2013 legato al passaggio di legislatura, una riduzione. Da questo punto di vista è stato osservato, già nella seduta dell'Assemblea del 10 agosto 2012, come le spese del Senato nella passata legislatura - e di questo va pubblicamente dato atto al presidente Schifani - siano scese dell'8,83 per cento in termini nominali rispetto al 2008. In quella stessa seduta è stato chiarito che, se la spesa pubblica dello Stato dal 2008 al 2012 avesse avuto lo stesso andamento di quella del Senato, lo Stato avrebbe avuto un bilancio migliore di 113 miliardi di euro. Lo stesso criterio, applicato alla spesa per indennità parlamentari, avrebbe evidenziato, tra il 2008 ed il 2012, una riduzione del 13,39 per cento in termini nominali e, tenendo conto dell'inflazione, del 25,5 per cento.

D'altra parte, i dati riportati nell'allegato al bilancio interno al nostro esame evidenziano che la spesa del Senato, al netto dei risparmi da versare al bilancio dello Stato, è percentualmente decrescente a partire dal 2004, a testimonianza di uno sforzo teso ad un concreto contenimento della spesa. Questo sforzo ha consentito di mantenere immutata la richiesta di dotazione ordinaria. Infatti, come hanno chiarito i senatori Questori nella relazione scritta, la differenza tra il dato di previsione del 2012 e quello del 2013, pari ad euro 24.802.816,10 non viene affatto fronteggiata con un aumento della dotazione ordinaria, ma più semplicemente attraverso una ristrutturazione delle entrate, e cioè ricorrendo agli avanzi di gestione ovvero ai risparmi prodotti negli anni precedenti (ed in particolare nel 2012, ove in sede di rendiconto ne sono stati accertati euro 23.674.698,55 euro). Si tratta di risultati significativi il cui conseguimento va ascritto all'attenta opera svolta nella passata legislatura su deciso impulso del presidente Schifani. Dunque, al divario tra il livello della spesa e il livello della dotazione si fa fronte con il ricorso agli avanzi di gestione. Da questo punto di vista, l'esame dei dati recati dal «Quadro finale di sintesi della manovra di bilancio 2013-2015 e serie storica bilancio e rendiconto» evidenzia un avvicinamento tra la previsione di spesa ed i dati del rendiconto, in sostanza tra la previsione di spesa e la spesa effettiva. Basti considerare a tal fine i dati relativi all'anno 2001 e all'anno 2012.

Questa annotazione è effettuata al solo fine di richiamare l'attenzione di noi tutti - così come la mia precedente esperienza politico-amministrativa mi suggerisce, ancorché sia certo che i senatori Questori lo abbiano ben presente - sui meccanismi di formazione degli avanzi di gestione come ha evidenziato il senatore Questore De Poli, nella relazione testé letta, che contribuiscono a definire anno per anno l'ammontare delle entrate e, dunque, ad assicurare la copertura delle spese complessive. In questo senso penso che, in prospettiva, vada valutata con attenzione la scelta di lasciare immutato negli anni futuri l'ammontare della dotazione richiesta.

Quanto ai fattori di riduzione della spesa, assumono rilievo il contenimento dei costi per le attribuzioni dei senatori e dei titolari di cariche interne, nonché le misure relative ai dipendenti. Per il primo aspetto è necessario sottolineare come tanto sia stato fatto nel passato e quindi l'adozione di ulteriori interventi per la riduzione delle attribuzioni deve necessariamente confrontarsi con l'esigenza di assicurare un indipendente ed informato esercizio del mandato parlamentare. Per questo concordo con valutazioni e con le proposte avanzate dal senatore Pegorer sia per quanto riguarda i senatori in carica, che per quelli fuori dal mandato parlamentare.

Ritengo sia doveroso ricordare ancora una volta che - come confermato anche dalla relazione della Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa (la famosa commissione Giovannini) - il costo complessivo sostenuto per i parlamentari italiani è inferiore a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato. D'altra parte, l'esame delle singole voci di spesa in altri Paesi evidenzia, ad esempio, che in Francia quanto riconosciuto ai senatori per i loro collaboratori è superiore a quanto previsto in Italia.

Sempre in tema di collaboratori i parlamentari europei, sulla base del nuovo Statuto applicato a decorrere dall'ultima legislatura, hanno diritto di essere assistiti appunto da collaboratori personali scelti liberamente, per i quali il Parlamento europeo rimborsa le spese effettivamente sostenute da ogni singolo parlamentare per un importo massimo mensile complessivo attualmente pari a circa 21.000 euro.

Questi elementi possono guidarci nelle scelte che potranno essere operate per il trattamento riservato ai collaboratori dei senatori. Si tratta di personale che, come noto, non fa parte della amministrazione del Senato. Ciò posto, va definito un sistema di corresponsione degli emolumenti spettanti ai collaboratori che non incida sul trattamento dei senatori. A questo fine si può ipotizzare che quella corresponsione venga effettuata dal Senato, fermo restando che il rapporto di collaborazione, che ha natura fiduciaria, è instaurato con il singolo senatore e che alle relative vicende - quali modificazione o cessazione - l'istituzione è del tutto estranea. Un simile sistema avrebbe anche il pregio di fare chiarezza su ciò che costituisce realmente emolumento per i senatori e ciò che, invece, è destinato a costituire retribuzione per i collaboratori.

Come ricordavo prima, l'altro fattore di riduzione della spesa va individuato nelle misure relative ai dipendenti, sui quali intendo spendere qualche parola. Peraltro, prima ancora di affrontare lo specifico di questo tema, desidero cogliere l'occasione di questo mio intervento per associarmi alle parole con le quali il Presidente della nostra Assemblea ha voluto, prima della sospensione estiva, esprimere solidarietà ai dipendenti del Senato che, insieme a quelli della Camera, sono stati oggetto di violenti attacchi e minacce.

Nel merito delle politiche del personale, dico subito che il personale del Senato svolge, dai più alti funzionari agli assistenti parlamentari, un eccellente lavoro. Si tratta di personale assai preparato, selezionato attraverso severe procedure concorsuali pubbliche a carattere nazionale, motivato soprattutto dall'essere al servizio della democrazia. È un personale che costituisce una riserva di eccellenza. Ancora l'altro ieri, nel corso di una trasmissione televisiva, il personale del Senato è stato oggetto di giudizi offensivi e negativi, screditando verso l'opinione pubblica una istituzione che merita ben diversa valutazione.

Ciò che mi rammarica è che una rappresentante del Collegio dei senatori Questori, la senatrice Bottici, esprima giudizi non rispondenti alla realtà e all'impegno che viene profuso dagli assistenti parlamentari, i quali sono obbligati per mandato alla massima riservatezza nei rapporti personali sia interni che esterni, e da tutto l'apparato del Senato. Per quanto è noto, i nostri assistenti parlamentari sono sempre stati ligi nell'osservanza dei propri compiti.

Il nostro personale offre ogni giorno, senza alcuna limitazione oraria, un fondamentale supporto. Pensiamo all'attività svolta dai consiglieri e dal restante personale per il migliore svolgimento dei lavori di tutti gli organi parlamentari, nei settori della documentazione ed anche nell'area propriamente amministrativa, laddove si occupa delle questioni gestionali, in particolare per quanto attiene la sicurezza.

Pensiamo al contributo fornito dai funzionari in termini di elaborazione legislativa, ma anche all'attività che gli assistenti parlamentari, oltre alle attività di ausilio nel mantenimento dell'ordine nelle sedute dell'Assemblea, al controllo agli ingressi, svolgono in occasione delle visite nei palazzi del Senato. Essi sono in grado di dialogare - ad esempio - in più di una lingua straniera, per illustrare ai visitatori le bellezze di questi palazzi, dove la storia del nostro Paese si intreccia con l'attualità politica. È quindi questa l'occasione per rivolgere ai dipendenti di tutti i livelli, a partire dal Segretario generale, un sincero grazie per la loro attività e per il loro serio impegno.

È per questi motivi che gli interventi sul complessivo trattamento economico vanno valutati in relazione alla necessità di salvaguardare questo patrimonio di professionalità. D'altra parte, è anche opportuno concludere una volta per tutte, con il necessario concorso delle organizzazioni sindacali, questo tipo di interventi. Al di là della giusta esigenza di definire in modo certo i percorsi di carriera economica del personale in servizio bloccati da anni, chiedo quindi che il Collegio dei Questori si occupi di questo argomento.

Vi è poi la necessità di dare un assetto definitivo alla struttura dell'amministrazione. Mi riferisco alle posizioni di Capi servizio e di Vice segretario generale, allo stato non coperte. Queste nomine - mi permetto di dare un suggerimento agli organi di direzione politica che deliberano in materia - dovranno tener conto delle anzianità e delle capacità dei singoli.

Tra le misure che consentiranno la razionalizzazione e il contenimento delle spese per la parte relativa al personale, vengono indicate, tra le altre, la riorganizzazione delle strutture del Senato, l'integrazione, d'intesa con la Camera dei deputati, dei Servizi di documentazione, informatica, logistica, gare e contratti, polo bibliotecario.

Si tratta di questioni che tra loro si connettono e che, a mio avviso, trascendono la semplice logica del risparmio per giungere al tema del funzionamento della organizzazione del Senato, tema assai rilevante ed al quale ritengo che gli organi di direzione politica debbano porre la necessaria attenzione.

Esperienze di integrazione di strutture sono già state sperimentate positivamente, come nel caso della costituzione del Polo bibliotecario. Dunque si tratta di muoversi in coerenza con quanto già elaborato o realizzato nel passato. In questa prospettiva va poi considerata l'istituzione, con la legge n. 243 del 2012, dell'Ufficio parlamentare di bilancio.

Desidero quindi conclusivamente ringraziare i senatori Questori per lo sforzo che hanno compiuto e che sicuramente compiranno anche in virtù dei suggerimenti che sono stati offerti questa mattina dall'Assemblea e per il documento che hanno proposto alla nostra attenzione, e per tutta la attività che giornalmente viene realizzata per far fronte a tutti i problemi, grandi e piccoli, legati a quel funzionamento. Un ringraziamento signor Presidente, all'amministrazione tutta, dal Segretario generale a tutto il personale, per il continuo supporto che offrono con serietà e professionalità ai senatori per il migliore espletamento dei compiti.

Pertanto, a nome del Gruppo del PdL, dichiaro il voto favorevole alla relazione ed al bilancio che ci è stato presentato dagli onorevoli Questori. (Applausi dal Gruppo PdL).