Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (746 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


BLUNDO (M5S). Signor Presidente, colleghi, secondo i dati OCSE l'Italia è tra i Paesi in cui la disparità è cresciuta di più. In Europa, secondo i dati EUROSTAT, sono le metropoli le aree dove le retribuzioni tendono ad essere più elevate e dove si ampliano le distanze tra i più ricchi e i più poveri. Lo stipendio medio degli italiani è di 1.286 euro al mese nella migliore delle ipotesi, mentre i neoassunti non riescono a superare i 900 euro al mese: un alto divario salariale, inequivocabile, rispetto agli stipendi del Senato.

L'ineguaglianza, a proposito dell'attuale, crescente disparità retributiva tra la società e i Ministeri non è di per sé negativa, ma per non esserlo, dovrebbe soddisfare tre condizioni: la società nel complesso dovrebbe essere più ricca, ci dovrebbe essere una rete di sicurezza per i più poveri e ciascuno, al di là della classe, etnia, credo o sesso, dovrebbe poter avere un'opportunità per migliorare la propria condizione.

La differenza di stipendio tra medesimo ruolo e diversa collocazione ha sempre generato malcontento, ed è inspiegabile la motivazione, se non quella di classe protetta. Ma se ciò è stato possibile negli anni precedenti, in una condizione di benessere generale, non è più possibile oggi, nelle condizioni in cui versa oggi il Paese, con una povertà crescente denunciata dalla Caritas (quasi 1,7 milioni di italiani sono vittime della crisi e di politiche economiche sempre più fallimentari e dannose), una povertà diffusa che non si concentra più solo nelle città metropolitane, ma anche nelle città di provincia, negli entroterra, e scivolare nella miseria diventa molto più facile, soprattutto per il ceto medio, falcidiato dalla crisi, per i lavoratori autonomi, che in caso di perdita del lavoro non hanno nessuna tutela, non esistendo in Italia il reddito minimo di cittadinanza, che esiste in quasi tutta l'Europa e che da noi è stato richiesto più volte. E sono ignorati dai sindacati e dalla classe politica. Sono in forte aumento le richieste di aiuto che provengono dalla fascia d'età compresa tra i 35 e i 44 anni; aumentano anche i senzatetto.

È evidente quindi che nella situazione socioeconomica nella quale si trova il sistema Italia diventa ancor più inaccettabile e, credo, personalmente difficile da pretendere un permanere di disparità di trattamento. L'unica possibilità che si ha per combattere la crisi economica e valoriale, colleghi, è quella di creare alleanze, di lavorare in comunione, mettendo a servizio del bene comune le poche risorse disponibili rimaste.

L'ordine del giorno G10, da me presentato, nasce da queste considerazioni ed è indirizzato a una rivisitazione di privilegi eccessivi, per riequilibrare il bilancio del Senato e dello Stato, ma soprattutto per sperare un bilancio di giustizia sociale, con sacrifici distribuiti equamente su tutti e non sempre sui più deboli.

È innegabile che il personale dipendente del Senato sia caratterizzato da notevoli competenze e da un'alta professionalità, qualità che costituiscono un validissimo supporto allo svolgimento dell'attività istituzionale. Ma è altrettanto vero come gli stipendi dei dipendenti del Senato non siano allineati a quelli dei dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni. Come Gruppo siamo grati a tutto il personale del Senato impiegato nelle diverse mansioni, delle cui disponibilità e professionalità abbiamo sicuramente fruito.

Pertanto, solo al fine di razionalizzare i costi interni di gestione e di procedere ad una graduale parificazione degli stipendi erogati dal Senato a quelli delle altre pubbliche amministrazioni, chiediamo con l'ordine del giorno G10 l'impegno del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei senatori Questori a prevedere un riallineamento degli attuali trattamenti salariali di tutto il personale dipendente del Senato con quelli dei dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni, partendo dalle fasce retributive più elevate. Inoltre, chiediamo il blocco dell'aumento degli stipendi nelle parti finali della carriera e il divieto di cumulo per i dipendenti in quiescenza dei trattamenti pensionistici erogati dal Senato con i redditi da lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Petrocelli, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche gli ordini del giorno G11 e G12. Ne ha facoltà.