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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


BENCINI (M5S). Signor Presidente, signori Questori, signori senatori, l'opera di razionalizzazione dei costi di funzionamento del Senato della Repubblica non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente contabile, ma si rende assolutamente necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni parlamentari, in armonia con l'andamento economico del Paese.

Da una parte i cittadini si interrogano su quanti e quali sacrifici saranno chiamati a sostenere per mantenere stabili i nostri conti pubblici, si aspetta di sapere se saranno trovate le risorse per salvaguardare tutti gli esodati generati dalla riforma Fornero delle pensioni. E, sempre da quella stessa parte, si rischiano posti di lavoro, quattordicesime, che probabilmente verranno tolte, scatti di anzianità che non vengono riconosciuti, ammortizzatori sociali in parte assenti e in parte no, e contratti collettivi nazionali di lavoro che in questo momento sono in bilico; dall'altra, siamo qui a commentare nel bilancio del Senato il capitolo riferito al «Trattamento dei senatori cessati dal mandato», che prevede una spesa di ben 82 milioni di euro per l'anno 2013. Il vitalizio dei parlamentari - perché di questo parliamo - è, nella storia di tutti i Parlamenti, una garanzia della libertà e dell'indipendenza del parlamentare. Questo ovviamente non lo ignoriamo nemmeno noi del Movimento 5 Stelle. Viene istituito storicamente per togliere qualsiasi condizionamento che i padroni potessero esercitare con la minaccia di lasciare morire di fame e senza lavoro quel battagliero deputato o senatore che si fosse opposto ai poteri forti. Non nasce, quindi, come pensione d'oro, ma come una sacrosanta garanzia democratica prevista per i parlamentari, quelli veramente onorevoli.

Noi parlamentari del Movimento 5 Stelle, che non facciamo politica per mestiere e che speriamo di poter tornare a svolgere il nostro lavoro una volta finito questo servizio che prestiamo per il Paese, dovremmo essere i maggiori interessati a preservare tale garanzia. Ma siamo cittadini, e riteniamo che questa garanzia debba essere riconosciuta ad ogni cittadino, perché ogni cittadino può contrapporsi al potere degli interessi forti e alle ingiustizie ed ogni cittadino, parlamentare o no, dovrebbe non sentirsi chiamato a scegliere tra il proprio onore e il dovere di sfamare la propria famiglia: o la garanzia è per tutti o è un privilegio. E questa garanzia per il cittadino, che non è più un privilegio, ha un nome: il reddito che tante volte invochiamo, cioè il reddito di cittadinanza, un sostentamento per coloro che non hanno niente.

I vitalizi dei parlamentari oggi in essere, anche e nonostante la recente riforma, sono invece privilegi; e odiosi. Non sappiamo quanti possano essere gli ex parlamentari che abbiano trovato difficoltà, a causa del loro passato politico, a ricollocarsi nel mondo del lavoro; perdonateci se siamo populisti e riteniamo che siano pochi. Probabilmente quasi tutti sono riusciti a riallocarsi dopo un periodo parlamentare. Abbiamo però l'evidenza di quanti personaggi ricchi e famosi dell'imprenditoria, del giornalismo, del sindacato o della magistratura percepiscano assegni mensili dai 2.000 ai 6.000 euro. Sono una garanzia democratica 6.000 euro al mese o forse c'è qualcosa che non torna?

È necessario - l'ordine del giorno G6 si propone proprio questo - che anche i senatori cessati dal mandato contribuiscano al contenimento della spesa del Senato. Per questo chiediamo al Consiglio di Presidenza e, in particolare, al Collegio dei Questori di adottare ogni provvedimento necessario al fine di: assoggettare, a partire dal 1° gennaio 2014, gli assegni vitalizi erogati a favore dei senatori cessati dal mandato o dei loro familiari ad un contributo di perequazione pari al 10 per cento per gli importi lordi fino a 90.000 euro, e al 20 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vacciano. il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G7. Ne ha facoltà.