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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


BATTISTA (M5S). Signor Presidente, illustro l'ordine del giorno G9, che tende a impegnare il Consiglio di Presidenza ed Collegio dei senatori Questori a regolamentare il rapporto tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori.

Quando sono arrivato qui, in Parlamento, come prima cosa ho dovuto capire come mettere in regola il mio collaboratore. Una delle mie prime iniziative è stata quella di presentare un disegno di legge - l'Atto Senato n. 821 - in data 11 giugno 2013 che non faceva altro che riprendere un disegno di legge che aveva già fatto un passaggio nella scorsa legislatura soltanto in un ramo del Parlamento. Siamo alla XVII legislatura, e speriamo che sia la volta buona: oltre a cambiare la legge elettorale, magari riusciremo a fare anche questo miracolo.

Da molti anni si discute della necessità di regolarizzare tali rapporti di lavoro, per superare l'attuale regime, che lascia alla totale discrezionalità del singolo parlamentare la gestione dei relativi compensi. Ecco, questo è un piccolo segnale che possiamo dare, proprio con i nostri collaboratori, al mondo del lavoro. Penso che quanto meno dobbiamo essere capaci di regolamentare il rapporto con il nostro collaboratore, al quale magari affidiamo la lettura della nostra posta elettronica: spesso sono persone che hanno una o due lauree, un master, e che a volte vengono inquadrate con contratti capestro.

Sarebbe interessante che il Collegio dei Questori facesse un esame delle rendicontazioni presentate; sappiamo che dei nostri 4.180 euro abbiamo l'obbligo di rendicontare soltanto la metà. Per rendicontare, però, non facciamo altro che presentare un foglio nel quale sono indicati gli importi; spesso sono voci che fanno riferimento anche al rapporto di collaborazione che abbiamo fatto. Pertanto, sarebbe bello verificare se gli importi indicati corrispondano effettivamente al vero. Non penso di dire nulla di nuovo, perché in passato ci sono stati casi spiacevoli che hanno colpito proprio i parlamentari.

Voglio fare una specificazione sul contratto di collaborazione. Io personalmente ho fatto un contratto a tempo determinato, perché si tratta di un rapporto abituale. Esiste anche la collaborazione a progetto, che però non prevede un rapporto abituale. Sono piccoli segnali che però dobbiamo dare. Ho sentito dire che qualche collaboratore è inquadrato con il contratto collettivo nazionale metalmeccanico: qualcuno mi deve spiegare se svolgiamo anche un'attività siderurgica, metallurgica o meccanica! I parlamentari hanno tutti gli strumenti per aggirare le norme.

Faccio un piccolo excursus anche rispetto a quanto ha detto lei, signor Presidente, nel discorso del suo insediamento. Lei ha invitato tutti - ricordo di averlo fatto anch'io insieme agli altri - ad alzare gli occhi al soffitto e a leggere le parole «diritto» e «giustizia». Ritengo che nell'ordine del giorno G9 sia rappresentato il significato di quelle parole, e noi possiamo fare veramente tanto.

Nella relazione illustrativa del disegno di legge a mia firma, tra l'altro, avevo scritto: «Il pieno e completo riconoscimento della figura del collaboratore parlamentare appare coerente con i princìpi costituzionali di cui all'articolo 35, primo comma, secondo il quale la Repubblica deve tutelare il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, e all'articolo 36, primo comma, ossia il principio del diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità ed alla qualità del lavoro». Anche in questo caso si potrebbe discutere su quanto deve percepire un collaboratore.

Ognuno darà quello che vorrà, però tengo a sottolineare la professionalità, i titoli di studio conseguiti da tali persone e le ore che dedicano a quest'attività. Noi parlamentari - non penso di essere il solo qui dentro - senza l'aiuto e la collaborazione di queste figure non riusciremmo a fare quello che facciamo: ad esempio, non riusciremmo a presentare in tempo le interrogazioni, i disegni di legge, le relazioni illustrative, le mozioni e gli emendamenti (anche se ci avvaliamo dell'Ufficio legislativo).

Vorrei fare poi un piccolo riferimento a quanto ha detto il senatore Stucchi.

Oltre alle presenze, va considerata l'attività svolta dai parlamentari, e sulla scheda di ognuno di noi c'è scritto se sono stati presentati disegni di legge. Di questo, purtroppo, non ne teniamo conto. Certo, dovrebbe tenerne conto anche l'elettorato, cioè chi ha votato - anche se non può esprimere una preferenza - dovrebbe informarsi sull'attività svolta dai senatori. Se lo facesse si renderebbe conto che tanti hanno presentato zero disegni di legge. Quante mozioni? Nessuna. Quante interrogazioni? Nessuna. Anche questo penso sia un metodo più che valido per valutare un parlamentare: se debba sedere tra questi scranni senza produrre alcun atto.

Penso che molti di voi svolgano una propria attività. Vorrei vedere se un titolare di un'azienda continua ad avere un rapporto di collaborazione con una persona che non produce nessun atto. Mi sembra un assurdo che si continui a non prendere in considerazione questo dato.

Tornando all'ordine del giorno G9, ricordo che esso tende a impegnare, «per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza ed il Collegio dei Questori ad estendere ai collaboratori parlamentari le modalità retributive attualmente previste per i collaboratori dei componenti del Consiglio di presidenza e dei Presidenti di Commissione, ossia il versamento diretto da parte dell'Amministrazione del Senato della Repubblica dei compensi stabiliti in favore dei collaboratori stessi». In questo modo il rapporto di collaborazione avverrebbe sempre con il parlamentare, però è l'Amministrazione che al proprio interno (penso a tutte le strutture, ai funzionari, ai segretari che possono espletare le pratiche, come compilare i cedolini, i contratti) formalizza il rapporto di collaborazione una volta per tutte, come già avviene nel Parlamento europeo. Copiamo tante cose dall'Europa, per una volta possiamo copiarne una giusta. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crimi, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G18. Ne ha facoltà.