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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


NUGNES (M5S). Signor Presidente, l'ordine del giorno G21, in merito alla dematerializzazione degli atti parlamentari, non è cosa da poco. Per questo mi meraviglio che il senatore Azzollini, presidente della Commissione bilancio, parli di effetti demagogici e di mode. Vorrei ricordare al presidente Azzollini che, purtroppo, come Paese Italia, siamo il fanalino di coda in Europa. Abbiamo un pessimo primato rispetto a questo tema, essendo ultimi, mentre per le infrazioni in campo ambientale siamo i primi. Siamo molto bravi con i primati: questo riguarda sia la banda larga che le smart city, che, appunto, l'informatizzazione.

Eppure, sappiamo per certo che dal 2005 a oggi è stato approvato un numero notevole di decreti-legge e di provvedimenti in materia, non ultimo il decreto crescita 2.0, che avrebbe dovuto essere il volano della nostra economia: si parla, per quanto riguarda il Paese Italia (dunque non sto parlando del Senato), di un risparmio che è stato valutato sino a 43 miliardi di euro. Quindi, mi meraviglio ancora - lo ripeto, e mi dispiace che egli sia assente in questo momento - che il Presidente della Commissione bilancio non valuti l'importanza di questo dato e con le sue affermazioni, in fondo, tenda a rallentare un processo già lentissimo che stenta, nonostante i ricordati provvedimenti legislativi, a prendere piede.

Un risparmio di 43 miliardi di euro non è una sciocchezza, benché io debba riconoscere che il Senato non sia ultimo, tra le pubbliche amministrazioni, ad aver conseguito nel tempo dei risparmi in questo senso. Infatti, mi capita di leggere nel bilancio del 2011 che, per effetto della dematerializzazione documentale, c'è stato un risparmio di 300.000 euro. Dobbiamo capire che stiamo parlando di soldi, quei famosi soldi che nel predisporre il bilancio dello Stato non si trovano mai da nessuna parte e che ci portano poi a fare dei tagli lineari e a tagliare spese necessarie per il Paese.

Devo dichiararmi però parzialmente soddisfatta dall'ultimo provvedimento, adottato nel giugno scorso, dai senatori Questori, che dispone l'aggiudicazione di un appalto per il «Centro riproduzione digitale». È importante sottolineare come, se questo appalto avrà il buon esito che si prospetta, si produrrà un taglio di spese, rispetto al 2010, di 2,1 milioni di euro, perché si passerà da 80 a 20 milioni di pagine stampate all'anno.

Devo dire che quando sono entrata qui sono rimasta spaventata dal monte di carte che viene prodotto. Probabilmente è più facile studiare sulle carte, sottolineare e stropicciare la carta, perché c'è una maggiore familiarità, ma noi stiamo parlando di soldi veri, stiamo parlando di un beneficio economico, funzionale e, non ultimo, ambientale. Non dobbiamo infatti dimenticare da dove viene il monte di carte che viene prodotto.

Tra l'altro, devo rilevare che ho avuto difficoltà a sapere in che percentuale viene usata carta da riciclo e quale percentuale di carta, invece, viene riciclata. Ci è stato detto che la carta da riciclo «si imbarca» e quindi forse non è abbastanza buona per i senatori.

Con l'ordine del giorno G21 spingiamo i senatori Questori e la Presidenza a proseguire in questo cammino, a non rallentare, anzi, a finalmente ridurre davvero il cartaceo, perché se ridurre da 80 a 20 milioni di pagine porta a 2,1 milioni di euro di risparmio, stiamo andando nella direzione giusta. Non dobbiamo quindi rallentare, né dare ascolto a chi dice che è demagogia e che sono mode. (Applausi dal Gruppo M5S).