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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

D'AMBROSIO LETTIERI, LIUZZI, AMORUSO, AZZOLLINI, BRUNI, BRUNO, CASSANO, IURLARO, PERRONE, TARQUINIO, ZIZZA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il sistema universitario nazionale italiano, nonostante le innovazioni introdotte negli ultimi anni, necessita di una serie di cambiamenti che mirino ad arginare la lenta ma progressiva marginalizzazione di molti singoli atenei;

le risorse economiche assegnate negli ultimi tempi al sistema universitario italiano nel suo complesso sono pesantemente diminuite anche a causa della grave crisi economica in cui versa il nostro Paese;

il sistema universitario italiano, comunque, pur con molte difficoltà, continua a svolgere un fondamentale e strategico ruolo per il futuro del Paese e la formazione delle nuove generazioni;

premesso, inoltre, che:

il decreto ministeriale del 9 agosto 2013, n. 713, "Decreto criteri e contingente assunzionale delle Università statali per l'anno 2013", registrato dalla Corte dei conti il 26 settembre 2013, stabilisce la distribuzione del contingente di risorse espresso in termini di "punti organico", parametro di riferimento per l'assunzione del personale di ruolo e dei ricercatori a tempo determinato;

i criteri di assegnazione dei punti organico per l'anno corrente avrebbero dovuto essere ridefiniti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'istruzione, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e innovazione come statuito dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 49 del 2012, recante "Disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei";

l'attribuzione, poi, a ciascuna università del contingente delle assunzioni avrebbe dovuto effettuarsi con decreto del Ministro dell'istruzione a norma dell'articolo 14, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, tenuto conto di quanto previsto dal citato articolo 7 del decreto legislativo n. 49 del 2012;

la riformulazione dei criteri di ripartizione delle risorse derivanti dal turnover per il 2013, applicando meccanicamente le previsioni stabilite per l'anno 2012 dal decreto legislativo n. 49 del 2012, non ha tenuto in conto le conseguenze derivanti dai nuovi vincoli di sistema imposti dalle leggi di stabilità ovvero, in particolare, il vincolo di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato e di ricercatori a tempo determinato nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al corrispondente personale complessivamente cessato dal servizio nell'anno precedente;

premesso, infine, che:

l'applicazione nel 2013 delle previsioni contenute nel decreto legislativo n. 49 del 2012, consentendo una distribuzione dei punti organico "variabile" dal 6,9 al 213 per cento del turnover del 2012, ha determinato, quindi, un'evidente disparità di trattamento fra i diversi atenei;

in particolare, lo schema di ripartizione del 2013 favorisce in maniera considerevole gli atenei che si trovano in una situazione economico-finanziaria molto solida a discapito di un ampio numero di atenei che pure hanno una situazione economico-finanziaria positiva o in via di risanamento;

lo schema di ripartizione del 2013, infatti, determina la distribuzione dei punti organico in base a indicatori legati al bilancio ovvero direttamente collegati al livello di tassazione degli studenti;

considerato che:

secondo le previsioni del decreto 2013, inoltre, le risorse provenienti da tutte le università (in misura consistente riferibili alle università del Centro-Sud) potranno essere utilizzate per finanziare le assunzioni negli atenei che dispongono del miglior indicatore Isef (presenti in maggioranza al Nord);

la nuova modalità di gestione del turnover e la conseguente nuova ripartizione dei punti organico (un "punto organico" equivale al costo medio annuale di un professore ordinario) produce, a giudizio degli interroganti, un'evidente effettiva disparità fra le diverse università presenti sul territorio italiano in quanto consente ad alcune di ottenere un turnover effettivo molto alto, tale da poter assumere anche il triplo del personale cessato dal servizio, mentre ad altre non è garantita neanche la copertura dei posti resisi vacanti;

in sostanza, tale meccanismo sottrae alcuni punti organico derivanti dai pensionamenti di alcuni atenei per assegnarli ad altri secondo modalità che, invece di tenere conto della virtuosità di ciascun ateneo, come in passato, assegna punti organico extra agli atenei con più alto valore Isef (indice calcolato in base alle spese del personale, alle tasse universitarie e all'indebitamento);

tra gli atenei penalizzati da tale perverso meccanismo potrebbero figurare le università "La Sapienza" di Roma, "Federico II" di Napoli e "Aldo Moro" di Bari; al contrario, il primo ateneo in classifica per la quantità di risorse ottenute potrebbe risultare la scuola superiore "Sant'Anna" di Pisa;

tale meccanismo, ad avviso degli interroganti, invece di riconoscere e premiare gli sforzi compiuti da numerosi atenei per risanare la propria posizione, pur nell'esiguità delle risorse, favorisce solo alcuni noti poli universitari;

considerato, inoltre, che:

la modalità di calcolo potrebbe comportare, nei prossimi anni, pur con un turnover complessivo del sistema superiore al 50 per cento, un progressivo impoverimento dei punti organico ed una drastica riduzione del personale con conseguente pregiudizio per la prosecuzione della didattica;

le università che risulterebbero penalizzate, al fine di migliorare l'indicatore Isef e non subire ulteriori sottrazioni di punti organico, potrebbero decidere di promuovere un aumento delle tasse degli studenti e un'ulteriore diminuzione delle assunzioni di personale;

tale scelta non faciliterebbe l'accesso degli studenti agli studi universitari e peggiorerebbe la qualità della didattica;

l'indicatore Isef non può, ad avviso degli interroganti, essere assunto quale principale elemento di sostenibilità economica e finanziaria anche in considerazione del fatto che il livello di tassazione di ciascun ateneo è correlato al contesto sociale e territoriale di riferimento;

considerato, infine, che:

a differenza dei "punti organico" stabiliti nel 2012, il decreto ministeriale del 2013, pur applicando le stesse modalità dell'anno precedente, non prevede, inoltre, neanche un tetto massimo alla percentuale di ulteriori punti organico;

il decreto ministeriale del 2012, infatti, al fine di evitare paradossali squilibri, prevedeva un tetto massimo alla percentuale di punti organico aggiuntivi ovvero, ai fini del calcolo dei punti organico che ciascun ateneo avrebbe ottenuto con la sola applicazione del decreto legislativo n. 49 del 2012, vi era la limitazione per la quale tali punti organico non potevano comunque eccedere il 50 per cento di quelli rivenienti dai pensionamenti di quell'ateneo;

occorre ripristinare con urgenza, in conformità con il dettato dell'art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 49 del 2102, anche per il 2013, la clausola di salvaguardia in base alla quale, per ciascuna università, è previsto, al massimo, il 50 per cento dei punti organico relativi alle cessazioni dei rapporti di lavoro dell'anno precedente;

preso atto che:

i punti organico determinati dal decreto ministeriale del 2013 sono, a parere degli interroganti, assolutamente squilibrati se confrontati con quelli precedenti;

negli ultimi anni si è registrata una consistente riduzione della spesa per il personale,

si chiede di sapere se il Ministro intenda intervenire con urgenza, nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni, al fine di eliminare gli effetti palesemente sperequativi derivanti dall'applicazione del modello di ripartizione previsto dal decreto ministeriale 9 agosto 2012, n. 713, e consentire un equo turnover in tutti gli atenei italiani, privo di penalizzazioni o favoritismi.

(3-00464)