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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


BARANI - Al Ministro dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

in data 28 settembre 2013 undici consiglieri comunali di Aulla (Massa e Carrara), 5 di maggioranza e 6 di minoranza, presentavano formale e motivata mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, Roberto Simoncini, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 52 del testo unico degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

il 30 settembre i preposti uffici comunali provvedevano a protocollare la mozione al n. 14568;

la mozione di sfiducia veniva puntualmente approvata nel corso del Consiglio comunale svoltosi in data 23 ottobre, comportando di fatto l'immediata decadenza del sindaco e della Giunta;

al di là dell'indubbio valore sotto il profilo amministrativo dell'atto, va sottolineata la valenza politica della mozione di sfiducia votata, oltre che da tutta la minoranza consiliare, anche da ben 7 consiglieri comunali di maggioranza;

nei giorni immediatamente successivi alla votazione veniva nominato un commissario prefettizio incaricato di guidare il Comune di Aulla fino alle prossime elezioni;

nel periodo che intercorre tra la presentazione della mozione di sfiducia e la sua votazione e conseguente approvazione in Consiglio comunale, sono state approvate numerose delibere di Giunta, tra cui la n. 183 del 16 ottobre 2013 con la quale si chiede, preventivamente, all'eventuale futuro commissario prefettizio il mantenimento in essere di 2 incarichi fiduciari affidati dal sindaco Simoncini ai sensi del testo unico, che, al comma 3 dell'articolo 110, prevede che tali incarichi, affidati con contratto a tempo determinato, "non possono avere durata superiore al mandato elettivo del sindaco o del presidente della provincia in carica";

la stessa delibera n. 183 del 16 ottobre 2013 specifica testualmente come "Entrambi i rapporti di lavoro hanno termine al momento della cessazione della carica del Sindaco per ogni causale";

gli incarichi in questione sono uno part time a 12 ore settimanali affidato ad un istruttore cat. C1 presso l'Ufficio segreteria alle dirette dipendenze del sindaco ai sensi dell'articolo 90 del testo unico; il secondo incarico, questo dirigenziale, è stato invece affidato ai sensi del già citato articolo 110 del testo unico e consta di 36 ore;

nel dettaglio, questo secondo incarico è stato conferito all'architetto Ivano Pepe in qualità di Dirigente del 1° Settore urbanistica, lavori pubblici, commercio del Comune, cioè il fulcro di ogni amministrazione comunale;

nella mozione di sfiducia al sindaco in più parti vengono richiamate, a sostegno di un atto politico comunque grave, motivazioni riferibili proprio ai settori affidati all'architetto Pepe. Tra l'altro nel documento di sfiducia si legge: "Atteso che manca un progetto conosciuto, realizzabile e condiviso di viabilità e che la provvisorietà e la precarietà paiono non dare spazio ad interventi definitivi". E ancora: "Atteso che perdura uno stato di abbandono delle frazioni e del centro";

una seconda delibera di Giunta, la n. 191 del 22 ottobre 2013, prevedeva poi l'autorizzazione allo scomputo degli oneri di urbanizzazione relative ad alcune pratiche presentate dalla ditta Edilmari Srl per la realizzazione di opere pubbliche richieste dall'amministrazione comunale di Aulla;

il progetto tecnico ed esecutivo delle opere di urbanizzazione da realizzare a scomputo è stato inoltrato ai preposti uffici comunali lo stesso 22 ottobre, per poi essere licenziato dalla Giunta nella serata del medesimo giorno, in spregio a qualsiasi doveroso ed opportuno approfondimento tecnico ed economico del caso;

la ditta Edilmari Srl risulta essere in liquidazione dal 4 novembre 2013;

a seguito della presentazione di una formale e motivata mozione di sfiducia, sottoscritta anche da parte della maggioranza consiliare, l'organismo amministrativo comunale soffre certamente di un chiaro deficit di legittimazione;

ragioni di opportunità politica nonché di trasparenza amministrativa dovrebbero indurre un sindaco sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, anche se la stessa mozione non era stata ancora votata, ad astenersi da simili iniziative ed a procedere con delibere di Giunta sono in casi di estrema gravità o emergenza, non godendo più il primo cittadino dell'incondizionata fiducia dell'organismo che è chiamato a guidare in virtù del suo mandato;

da quanto risulta all'interrogante l'assessore Silvia Magnani avrebbe reso noto di non aver partecipato, come invece riportato sulla delibera n. 183, alla riunione della Giunta comunale del 16 ottobre;

anche a seguito dell'approvazione a maggioranza della mozione di sfiducia altri dirigenti e funzionari del Comune con incarichi per durata legati esclusivamente alla permanenza in carica del Sindaco hanno continuato a recarsi presso i propri uffici in Comune in funzione dei propri incarichi come se nulla fosse;

in particolare l'architetto Pepe, il cui contratto di lavoro è inequivocabilmente legato alla durata in carica del sindaco, anche successivamente alla decadenza di quest'ultimo a causa dell'approvazione della mozione di sfiducia, continuava ad emettere numerose determine dirigenziali anche dopo il 23 ottobre 2013, ergo la data ultima della sua legittima permanenza presso gli uffici comunali in virtù della natura dell'incarico conferitogli,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, non rinvenga profili di illegittimità circa una così copiosa e repentina approvazione di delibere di Giunta in un lasso temporale decisamente ristretto, per di più a seguito della presentazione di una formale mozione di sfiducia al sindaco;

se non ritenga che, con esclusivo riferimento alla delibera di Giunta n. 183 del 16 ottobre 2013, ai sensi della citata normativa vigente in materia e alla luce della tempistica e delle modalità della sua approvazione, l'atto sia da considerarsi nullo;

se risultino note le conseguenze in cui potrebbe intercorrere il commissario prefettizio in caso di favorevole accoglimento di quanto approvato con la delibera di Giunta n. 183;

se anche le determine dirigenziali emanate a seguito della sfiducia al sindaco dall'architetto Pepe, in quanto affidatario di incarico a tempo determinato ai sensi del dell'articolo 110, comma 1, del testo unico degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di fatto decaduto in data 23 ottobre 2013 ai sensi del comma 3 del medesimo testo unico, non siano da ritenersi un abuso, ergo illegittime e annullabili.

(4-01099)