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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


BAROZZINO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

RetItalia internazionale è la società di informatica in house all'Agenzia ex ICE, "Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane";

gli impiegati di RetItalia internazionale operano da circa 35 anni per la mission dell'ICE e, grazie alle competenze di tali professionisti dell'international technology, RetItalia internazionale è stata in grado di offrire servizi professionali integrati, su un ampio spettro di aree tematiche, attraverso un approccio basato sull'utilizzo di metodologie, conoscenze e innovative tecnologie informatiche;

il 22 gennaio 2013 l'Agenzia ha deliberato la vendita di RetItalia internazionale per un contratto quinquennale pari a 3 milioni annui (IVA inclusa), vale a dire circa 2,3 milioni di euro (IVA esclusa). Tale valore economico non consente la sopravvivenza lavorativa di più della metà del personale, poiché il costo della società è pari a circa 4,3 milioni;

in relazione alle fortissime preoccupazioni dei lavoratori di RetItalia internazionale legate al rischio elevatissimo di perdita del posto di lavoro per almeno la metà del personale nell'immediato, e dell'assoluta incertezza sul prossimo futuro per l'altra metà, si sono tenute alcune riunioni (tra maggio e giugno 2013) con i vertici dell'ex ICE e, a seguire, a luglio anche con il Vice Ministro dello sviluppo economico dottor Carlo Calenda;

nel corso di tali incontri ai rappresentanti dei lavoratori furono date assicurazioni che, prima della pubblicazione del bando di gara per la vendita di RetItalia internazionale, sarebbero stati informati sulle eventuali eccedenze che fossero emerse dalla relazione dell'advisor, al fine di trovare soluzioni per consentire la piena collocazione di tutti i lavoratori di RetItalia internazionale, non trascurando di sondare e percorrere anche soluzioni alternative alla vendita;

tale impegno non è stato mantenuto poiché i lavoratori non sono stati informati né su quanto è emerso dall'analisi effettuata, né sulle strategie da adottare per la salvaguardia dei 65 posti di lavoro degli impiegati di RetItalia internazionale;

considerato che:

risulterebbe che il contratto e il bando di gara siano già stati consegnati nei primi giorni di settembre 2013, rispettivamente all'Agenzia per l'Italia digitale e all'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, come se l'Agenzia ex ICE considerasse tali documenti segreti e ormai blindati;

dalle informazioni che i dipendenti sono riusciti ad ottenere risulterebbero la conferma del valore economico del contratto, pari a 3 milioni di euro inclusa IVA, che, come sopra evidenziato, è del tutto insufficiente per la garanzia dei livelli occupazionali e l'esclusione dal bando e dal contratto di 2 progetti di rilievo e di carattere strategico, assegnati nel 2011 e nel 2012 dal Ministero dello sviluppo economico quali il portale "Made in Italy" (un sistema di vetrine virtuali e commercio elettronico dei prodotti italiani sul mercato internazionale) e l'International trade hub-Italia (un portale sponsorizzato dal "Tavolo strategico nazionale per la trade facilitation" che consente alle imprese italiane di accedere da un unico punto a i tutti processi relativi all'internazionalizzazione);

ritenuto che:

per la società Buonitalia, partecipata al 10 per cento dall'Agenzia ex ICE, è stata individuata una soluzione che ha portato alla salvaguardia di tutti i lavoratori impiegati;

la pubblicazione del bando di gara, inizialmente prevista entro la prima metà di ottobre 2013, non è stata ancora effettuata;

per salvaguardare la dispersione delle professionalità e gli investimenti e per capitalizzare le risorse e le conoscenze professionali disponibili si ritiene che la soluzione meno rischiosa per la salvaguardia dei livelli occupazionali dei 65 lavoratori della società e per l'integrità del patrimonio informatico, sia quella di mantenere RetItalia internazionale nel circuito della pubblica amministrazione,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, per quanto di competenza, per sospendere la procedura di vendita di RetItalia internazionale, garantirne gli attuali livelli occupazionali e mantenerla nel circuito della pubblica amministrazione.

(4-01097)