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Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 135 del 06/11/2013


DOCUMENTO

Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2012 (Doc. VIII, n. 1)

Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2013 (Doc. VIII, n. 2)

ORDINI DEL GIORNO

G1

ZANDA, SCHIFANI, MARAN, BITONCI, DE PETRIS, FERRARA MARIO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            la fase critica che attraversa il rapporto tra cittadini e istituzioni, in specie nel contesto di una pesante crisi recessiva, pretende di considerare ogni risparmio realizzato dagli organi dello Stato come un dovere di responsabilità nei confronti della democrazia; non si può nel contempo sottovalutare come ogni preconcetta delegittimazione delle istituzioni politiche e della loro funzionalità si sia rivelata sempre, nella storia d'Italia, una pericolosa delegittimazione della democrazia;

            seguendo tale direzione di responsabile equilibrio democratico numerose sono state le misure di contenimento e di razionalizzazione della spesa di funzionamento che il Senato ha messo in campo nel corso delle ultime legislature, misure che hanno assunto con il passare del tempo intensità e consistenza sempre maggiori, in particolare evidenziando a decorrere dal 2011 un trend di progressiva riduzione dei livelli di spesa complessiva del Senato;

            in questo impegno si è iscritta la decisione, assunta nel 2012, di ridurre del 4,1 per cento la dotazione del Senato della Repubblica e di confermare con il bilancio in esame tale livello per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015; inoltre, l'equilibrio finanziario per il triennio 2013-2015 risultante dal bilancio di previsione all'esame permetterà al Senato di generare complessivamente risparmi per il bilancio dello Stato per circa 100 milioni di euro nel periodo compreso fino al 2016, derivanti dal minor importo della dotazione richiesta allo Stato e dal riversamento all'Erario dei risparmi di spesa previsti dai decreti-legge n. 78/2010 e n. 98/2011;

            lo sforzo di contenimento della spesa risulta evidente se si guarda alle dinamiche misurate in termini nominali, avendo subito una fortissima contrazione dagli oltre 594 milioni di euro del 2010 ai circa 541 milioni di euro del 2013 (- 53 mln), con una riduzione di oltre il 9 per cento;

            per quanto riguarda il settore del personale - a fronte della consistente riduzione degli organici per effetto del perdurante blocco del turn-over - occorre procedere nella realizzazione di una riforma del modello organizzativo al fine di mantenere l'elevato livello qualitativo delle prestazioni rese dall'Amministrazione valorizzando ulteriormente le eccellenti professionalità presenti nell'ambito del Senato della Repubblica;

            su questa base, occorre per altro dare seguito e sviluppo al processo di riduzione dei costi dell'Istituzione parlamentare, operando sugli ambiti che evidenziano ulteriori margini di razionalizzazione in vista della predisposizione del progetto di bilancio per il triennio 2014-2016;

            a tal fine - nel quadro dell'indirizzo generale volto ad assicurare la massima sobrietà e la massima efficienza nell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al funzionamento del Senato della Repubblica, garantendo nel contempo la piena funzionalità dell'Istituzione - nell'esprimere una valutazione positiva dei documenti di bilancio appare indispensabile individuare un complesso di interventi su cui orientare prioritariamente le attività di competenza del Collegio dei Questori e del Consiglio di Presidenza,

        invita il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori:

            ad assumere, nell'ambito della sfera di autonoma determinazione ad essi riservata dal Regolamento del Senato della Repubblica, ulteriori iniziative che, dando coerente svolgimento alle linee sopra evidenziate, contribuiscano al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

            1) per quanto attiene alla spesa per i senatori in carica, preso atto che il costo complessivo evidenziato dal bilancio del Senato della Repubblica risulta non superiore a quello dei Parlamenti degli altri Paesi europei comparabili e tenuto conto della perdurante esigenza di disciplinare l'attività professionale dei collaboratori dei parlamentari, adottare misure idonee a disciplinare il rapporto contrattuale tra senatore e collaboratore, anche alla luce delle esperienze maturate nei predetti Parlamenti e presso il Parlamento europeo;

            2) nel quadro di una ridefinizione dei benefici spettanti agli ex Presidenti del Senato della Repubblica ai fini dello svolgimento delle rispettive attività politiche e istituzionali, valutare l'opportunità di una ulteriore riduzione degli stessi rispetto a quanto già disposto con la delibera del Consiglio di Presidenza n. 120 del 28 febbraio 2012;

            3) in tema di gestione delle sedi del Senato della Repubblica, alla luce delle iniziative di riduzione delle locazioni passive già poste in essere dal Senato e che hanno comportato una rilevante diminuzione del numero degli uffici, provvedere ad una razionalizzazione degli spazi che renda disponibile il maggior numero possibile di uffici per le postazioni di lavoro dei senatori;

            4) per quanto attiene alla spesa per beni e servizi: 1) consolidare ed incrementare gli effetti di riduzione della spesa sia attraverso il ricorso sempre più generalizzato e diffuso alle procedure di gara per l'individuazione dei contraenti sia attraverso l'attivazione di convenzioni con la Consip, ove ciò risulti funzionale alle esigenze proprie dell'Istituzione parlamentare e determini minori oneri per quest'ultima; 2) proseguire il processo di dematerializzazione dei supporti all'attività parlamentare, con l'obiettivo di limitare allo stretto indispensabile il ricorso alla documentazione cartacea e di introdurre sempre più diffusamente strumenti ad alto contenuto tecnologico;

        5) per quanto riguarda l'Amministrazione, dare attuazione al processo di integrazione tra le attività delle Amministrazioni dei due rami del Parlamento, procedendo sollecitamente alla definizione delle linee applicative degli interventi già approvati dal Consiglio di Presidenza per conseguire tale obiettivo prioritariamente nei seguenti settori: documentazione, pubblicazioni e libreria; informatica; gare e contratti; polo bibliotecario; rapporti internazionali; bilancio e finanza pubblica;

        6) in materia di personale dipendente: 1) dare attuazione agli interventi di cui agli indirizzi definiti con le delibere del Consiglio di Presidenza n. 123 del 25 luglio 2012 e n. 14 del 9 luglio 2013, al fine di proseguire nella direzione dell'ulteriore contenimento della relativa spesa, procedendo altresì alla realizzazione del piano di riforma degli schemi organizzativi dell'Amministrazione per adeguare la struttura, da un lato, alle moderne esigenze funzionali dell'attività parlamentare e, dall'altro, al ridimensionamento del numero dei dipendenti dovuto al blocco del turn-over; 2) a seguito della definizione, d'intesa con la Camera dei deputati, dell'assetto delle curve retributive per il personale di nuova assunzione, individuare gli istituti da applicare a quest'ultimo, che consentano di realizzare in prospettiva uno stato giuridico uniforme per i dipendenti dei due rami del Parlamento; 3) considerare ulteriori interventi, d'intesa con la Camera dei deputati, per quanto concerne i requisiti di accesso al trattamento di quiescenza, anche per gli aventi diritto, nel rispetto delle previste procedure in materia di relazioni sindacali.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G2

PETRAGLIA, DE PETRIS

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            a fronte della crisi del Paese, anche il Parlamento è impegnato, da tempo, a ridurre i costi della politica; a partire dal 2012, a fronte di una crisi economica persistente, si è prodotto uno sforzo comune al fine di razionalizzare le spese necessarie al funzionamento del Senato;

            il Parlamento e i singoli parlamentari hanno colto il segnale che veniva dal Paese e si sono sentiti in dovere di attuare, come scelta autonoma e responsabile, una serie di interventi, tesi al taglio della spesa del Senato, dando, in questo senso, un segnale di responsabile partecipazione alla difficile crisi economica;

            l'obiettivo deve essere quello di «produrre politica buona», avendo ben presente che proprio la certezza dei servizi resi nella politica e le spese conseguenti sono risorse spese a garanzia del sistema democratico; conseguentemente i risparmi che si devono ulteriormente determinare dovranno essere frutto di ulteriori margini di razionalizzazione e che ciò non deve avvenire a discapito dei servizi essenziali atti a garantire l'attività parlamentare,

        invita, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare, nell'ambito della sfera di autonoma determinazione ad essi riservata dal Regolamento del Senato, l'adozione di ulteriori iniziative che, dando coerente svolgimento alle premesse di cui sopra, contribuiscano al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

            1) completamento dell'allineamento agli standard europei per quanto attiene la spesa per i senatori in carica, tenuto conto che, nelle esperienze degli altri paesi a livello europeo, si tende a fornire servizi al posto di erogazioni finanziarie;

            2) prosecuzione nella riduzione drastica dell'uso di documenti cartacei sostituendoli, ove possibile, con documenti elettronici e introducendo strumenti ad alto contenuto tecnologico;

            3) a tener conto, visto il Regolamento del Senato, alla luce anche degli orientamenti che stanno maturando in sede di riforma del Regolamento, della peculiarità e complessità del Gruppo Misto, nonché delle necessità dei diversi soggetti politici che lo compongono;

            4) a tener conto, per quanto attiene i gruppi parlamentari, soggetti necessari al funzionamento del Senato, della specificità e professionalità dei dipendenti dei gruppi medesimi, ex deliberazione n. 58/93 e successive modificazioni, quale personale indispensabile al raccordo tra i gruppi e gli uffici del Senato, prevedendo l'adeguamento della normativa Senato alla luce di quanto avvenuto attraverso specifiche deliberazioni alla Camera dei deputati.

________________

(*) I punti 1) e 2) del dispositivo assorbiti dall'accoglimento dell'odg G1. La restante parte del dispositivo accolta dai senatori Questori come raccomandazione

G3

BERTOROTTA, SANTANGELO, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            ai sensi dell'art. 69 della Costituzione, i parlamentari hanno diritto di percepire una indennità stabilita dalla legge;

            la legge n. 1261 del 1965 dispone che gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l'ammontare dell'indennità parlamentare in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate;

            la legge n. 1261 sancisce, inoltre, che ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza,

            a voler determinare l'ammontare dell'indennità parlamentare in misura tale che non superi l'importo lordo di euro cinquemila;

            a voler determinare l'ammontare della diaria:

            a) in misura non superiore all'importo lordo di euro tremilacinquecento, sulla base esclusiva degli effettivi giorni di presenza per ogni mese nelle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni;

            b) in modo che non sia corrisposta nel caso in cui il senatore sia risultato assente per ogni mese dalle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni nella misura del trenta per cento;

            c) a condizione di una adeguata ed esaustiva rendicontazione, pubblicata sul sito internet del Senato.

G4

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO (*)

Approvato

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013;

        premesso che:

            l'opera di razionalizzazione dei costi delle istituzioni (centrali e periferiche) non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente «contabile», ma si rende assolutamente necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, conformandole all'andamento della vita economica del Paese;

            i costi abnormi delle nostre istituzioni democratiche e rappresentative, oltre a incidere pesantemente sulla struttura della spesa pubblica, costituiscono un fattore decisivo di blocco del «sistema Italia», della sua competitività interna e della sua capacità di attrarre investimenti esterni;

        considerato che:

            ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della delibera del Consiglio di Presidenza n. 106 del 2011, per ogni assenza giornaliera dalle sedute di Assemblea viene operata una ritenuta corrispondente ad un quindicesimo dell'ammontare complessivo della parte variabile della diaria;

            ai sensi del predetto articolo 1, comma 2, è considerato assente ai fini della ritenuta il Senatore che non abbia fatto constatare la propria presenza almeno nel 30 per cento dei rilevamenti;

            il comma 5 del citato articolo 1 esclude, tra gli altri, dal summenzionato rilevamento, i Senatori a vita che, pertanto, percepiscono l'interezza della parte variabile della diaria, indipendentemente dalle assenze dalle votazioni in Assemblea;

            valutate le presenze totali dei cinque senatori a vita alle votazioni dell'Assemblea nel corso della legislatura corrente;

            considerato che l'art, 1, comma 2, del Regolamento del Senato dispone che: «I Senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell'Assemblea e ai lavori delle Commissioni»;

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a voler provvedere alla modifica della delibera del Consiglio di Presidenza n. 106 del 2011, nel senso di includere i senatori a vita nell'ambito applicativo dell'art. 1, commi 1 e 2, di detta delibera.

________________

(*) Aggiungono la firma in corso di seduta i senatori D'Anna, Falanga, Minzolini, Zuffada, Galimberti, Palma, Mussolini, Fazzone, Calderoli e i componenti del Gruppo LN-Aut

G5

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI (*), BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve dal Fondo di solidarietà fra i Senatori l'assegno di solidarietà, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo. Tale assegno viene erogato sulla base di contributi interamente a carico dei Senatori, cui è trattenuto mensilmente il 6,7 per cento dell'indennità lorda,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza, a voler abolire l'assegno di fine mandato, a partire dalla legislatura corrente, destinando i contributi già accantonati a carico dei senatori all'entrata al bilancio interno del Senato.

________________

(*) Firma ritirata in corso di seduta

G6

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

V. testo 2

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            l'opera di razionalizzazione dei costi di funzionamento del Senato della Repubblica non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente «contabile», ma si rende assolutamente necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alla istituzione parlamentare in armonia con l'andamento economico del Paese;

            l'articolo 69 della Costituzione dispone che i membri del Parlamento ricevano un'indennità stabilita dalla legge. Ciononostante, attraverso l'adozione di regolamenti interni delle Camere si è istituito altresì un regime speciale di tipo previdenziale per i deputati ed i senatori. In particolare, la Corte Costituzionale nella sentenza n. 289 del 1994 ha precisato come «l'evoluzione che, nel corso del tempo, ha caratterizzato questa particolare forma di previdenza ha condotto anche a configurare l'assegno vitalizio come istituto che, nella sua disciplina positiva, ha recepito, in parte, aspetti riconducibili al modello pensionistico e, in parte, profili tipici del regime delle assicurazioni private»;

            prosegue la Corte: tra assegno vitalizio e trattamento pensionistico - nonostante la presenza di alcuni profili di affinità - non sussiste, infatti, una identità né di natura né di regime giuridico, dal momento che l'assegno vitalizio, a differenza della pensione ordinaria, viene a collegarsi ad una indennità di carica goduta in relazione all'esercizio di un mandato pubblico: indennità che, nei suoi presupposti e nelle sue finalità, ha sempre assunto, nella disciplina costituzionale e ordinaria, con notazioni distinte da quelle proprie della retribuzione connessa al rapporto di pubblico impiego;

            in altri termini il mandato parlamentare, non configurandosi come un «impiego» pubblico, bensì come l'esplicazione di una missione pubblica in rappresentanza della Nazione, non può e non deve essere assistito da un regime pensionistico-assistenziale, in aggiunta alla costituzionalmente necessaria indennità;

        considerato, in particolare, che:

            per quanto concerne il capitolo riferito al «Trattamento dei Senatori cessati dal mandato», il bilancio di previsione prevede una spesa di ben 82 milioni di euro per l'anno 2013;

            è del tutto opportuno che anche i senatori cessati dal mandato contribuiscano al contenimento della spesa del Senato,

        impegna il Consiglio di Presidenza e, in particolare, il Collegio dei Questori ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di assoggettare, a partire dal 1º gennaio 2014, gli assegni vitalizi erogati a favore dei Senatori cessati dal mandato o dei loro familiari ad un contributo di perequazione pari:

            al 10 per cento per gli importi lordi fino a 90.000 euro;

            al 20 per cento per la parte eccedente gli importi lordi di 90.000 euro.

G6 (testo 2)

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            l'opera di razionalizzazione dei costi di funzionamento del Senato della Repubblica non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente «contabile», ma si rende assolutamente necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alla istituzione parlamentare in armonia con l'andamento economico del Paese;

            l'articolo 69 della Costituzione dispone che i membri del Parlamento ricevano un'indennità stabilita dalla legge. Ciononostante, attraverso l'adozione di regolamenti interni delle Camere si è istituito altresì un regime speciale di tipo previdenziale per i deputati ed i senatori. In particolare, la Corte Costituzionale nella sentenza n. 289 del 1994 ha precisato come «l'evoluzione che, nel corso del tempo, ha caratterizzato questa particolare forma di previdenza ha condotto anche a configurare l'assegno vitalizio come istituto che, nella sua disciplina positiva, ha recepito, in parte, aspetti riconducibili al modello pensionistico e, in parte, profili tipici del regime delle assicurazioni private»;

            prosegue la Corte: tra assegno vitalizio e trattamento pensionistico - nonostante la presenza di alcuni profili di affinità - non sussiste, infatti, una identità né di natura né di regime giuridico, dal momento che l'assegno vitalizio, a differenza della pensione ordinaria, viene a collegarsi ad una indennità di carica goduta in relazione all'esercizio di un mandato pubblico: indennità che, nei suoi presupposti e nelle sue finalità, ha sempre assunto, nella disciplina costituzionale e ordinaria, con notazioni distinte da quelle proprie della retribuzione connessa al rapporto di pubblico impiego;

            in altri termini il mandato parlamentare, non configurandosi come un «impiego» pubblico, bensì come l'esplicazione di una missione pubblica in rappresentanza della Nazione, non può e non deve essere assistito da un regime pensionistico-assistenziale, in aggiunta alla costituzionalmente necessaria indennità;

        considerato, in particolare, che:

            per quanto concerne il capitolo riferito al «Trattamento dei Senatori cessati dal mandato», il bilancio di previsione prevede una spesa di ben 82 milioni di euro per l'anno 2013;

            è del tutto opportuno che anche i senatori cessati dal mandato contribuiscano al contenimento della spesa del Senato,

        impegna il Consiglio di Presidenza e, in particolare, il Collegio dei Questori:

      a mantenere le riduzioni già stabilite per i soli parlamentari;

      a recepire ulteriori misure consimili che siano introdotte da norme previdenziali di carattere generale.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G7

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che a decorrere dal 1º gennaio 2011 i Senatori ricevono un rimborso forfettario mensile riferito alle «Spese generali» di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche, pari a 19.800 euro all'anno;

        considerato che durante l'esercizio del mandato, i Senatori usufruiscono di tessere strettamente personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale;

        considerato altresì che le offerte dei gestori mobili italiani prevedono tariffe telefoniche «All inclusive» pari, al massimo, a 50 euro mensili, 600 euro annuali;

        impegna il Consiglio di Presidenza e, in particolare, il Collegio dei Questori ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di dimezzare il rimborso forfettario mensile riferito alle «Spese generali» per i senatori.

G8

PETRAGLIA, DE PETRIS (*)

Ritirato

Il Senato,

            in sede di esame del progetto di bilancio interno 2013,

        premesso che la nostra Carta costituzionale e i regolamenti parlamentari riconoscono al gruppo parlamentare una funzione specifica nell'ambito dell'ordinamento della Repubblica;

        constatato che:

            il gruppo parlamentare rivolge la propria attività non solo ad assistere il singolo parlamentare nella sua azione politica, nel pieno rispetto delle articolate procedure parlamentari, ma agisce anche come soggetto politico proprio con precisi compiti istituzionali;

            per svolgere questa attività complessa ed impegnativa per il buon andamento del sistema democratico parlamentare, i gruppi si avvalgono della collaborazione di figure professionali qualificate, sia in campo pubblicistico che amministrativo;

        tali figure erano state parzialmente disciplinate dalla legge 26 novembre 1993, n. 482, che prescrive che presso i gruppi parlamentari possa essere comandato soltanto personale distaccato da pubbliche amministrazioni o da privati e che tali dipendenti non possano superare complessivamente le 150 unità;

            la legge suddetta, rimasta in gran parte inapplicata, aveva come ratio quella di qualificare il personale dei gruppi e porre fine al precariato al quale era assoggettato, evitando al tempo stesso abusi che purtroppo si sono verificati e sono stati anche oggetto di recente cronaca;

            considerato che nella maggioranza dei regimi parlamentari europei il personale di supporto ai parlamentari è pagato, con contratti privatistici, direttamente dall'istituzione (Bundestag tedesco) o da agenzie autonome (Inghilterra),

        invita il Presidente, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Senatori Questori, per quanto di loro competenza, a porre in essere tutte le azioni necessarie a disciplinare la materia in modo omogeneo tra le due Camere, richiamandosi al sistemi vigenti negli altri Parlamenti e in particolare nel Parlamento europeo.

________________

(*) Aggiungono la firma in corso di seduta i senatori Zuffada e Galimberti

G9

BATTISTA, SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO (*)

Respinto

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            l'attività dei senatori richiede supporto, assistenza e collaborazione da parte di figure professionali qualificate e di alto livello;

            le somme in favore dei collaboratori parlamentari sono, di fatto, ricomprese nelle dotazioni dei «rimborsi forfettari per mantenere il rapporto fra eletto ed elettore» e assegnate al singolo parlamentare per il tramite del gruppo di appartenenza;

            da molti anni si discute della necessità di regolarizzare tali rapporti di lavoro per superare l'attuale regime che lascia alla totale discrezionalità del singolo parlamentare la gestione dei relativi compensi;

            il perdurare dell'assenza di una regolamentazione in tale ambito rischia di generare il paradosso del venir meno di tutti quegli elementi di certezza dei diritti e delle tutele, previsti dalla legislazione vigente in materia di lavoro, proprio nella più autorevole delle sedi istituzionali, quali le due Camere;

            risolvere il problema del riconoscimento della figura professionale del collaboratore parlamentare, sotto il profilo giuridico ed economico, mediante la modifica degli attuali criteri di assegnazione dei fondi per i loro compensi, in favore di contratti certi e trasparenti - come già avviene per il Parlamento europeo - contribuirebbe anche a ricondurre ad un'effettiva determinazione lo stipendio dei parlamentari, dal quale verrebbero sottratte le somme da destinare obbligatoriamente ai compensi dei collaboratori,

        impegna, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza ed il Collegio dei Questori ad estendere ai collaboratori parlamentari le modalità retributive attualmente previste per i collaboratori dei componenti del Consiglio di presidenza e dei Presidenti di commissione, ossia il versamento diretto da parte dell'amministrazione del Senato della Repubblica dei compensi stabiliti in favore dei collaboratori stessi, previa trattenuta di pari importo dal rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare.

________________

(*) Aggiungono la firma in corso di seduta i senatori Zuffada e Galimberti

G10

BLUNDO, SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

V. testo 2

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            il personale dipendente del Senato della Repubblica si contraddistingue per eccellente professionalità, a fondamentale supporto delle complessive attività dell'Organo;

            è tuttavia innegabile che le curve stipendiali dei dipendenti risultino non allineate rispetto a quelli delle pubbliche amministrazioni;

            è opportuno, dunque, nell'ambito della complessiva riduzione della spesa dello Stato, provvedere alla razionalizzazione dei costi interni di gestione, attraverso un progressivo adeguamento dei regimi stipendiali del Senato rispetto a quelli erogati dalle amministrazione pubbliche, a parità di funzioni,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza:

            a prevedere le necessarie misure per l'allineamento tra i trattamenti stipendiali in essere con quelli dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, a partire dalle fasce retributive più elevate, con il blocco delle progressioni economiche nelle parti terminali della carriera;

            a voler disporre, per i dipendenti in quiescenza, il divieto di cumulo fra trattamenti pensionistici erogati dal Senato e redditi da lavoro.

G10 (testo 2)

BLUNDO, SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            il personale dipendente del Senato della Repubblica si contraddistingue per eccellente professionalità, a fondamentale supporto delle complessive attività dell'Organo;

            è tuttavia innegabile che le curve stipendiali dei dipendenti risultino non allineate rispetto a quelli delle pubbliche amministrazioni;

            è opportuno, dunque, nell'ambito della complessiva riduzione della spesa dello Stato, provvedere alla razionalizzazione dei costi interni di gestione, attraverso un progressivo adeguamento dei regimi stipendiali del Senato rispetto a quelli erogati dalle amministrazione pubbliche, a parità di funzioni,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza, nel rispetto delle previste procedure in materia di relazioni sindacali:

            a prevedere progressive misure per l'allineamento tra i trattamenti stipendiali in essere con quelli dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, tenuto conto della specificità di questa Istituzione;

            a voler proporre, per i dipendenti in quiescenza, limiti di cumulo fra trattamenti pensionistici erogati dal Senato e redditi da lavoro.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G11

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che i costi abnormi delle nostre istituzioni, oltre a incidere pesantemente sulla struttura della spesa pubblica, costituiscono un fattore decisivo di blocco del «sistema Italia», della sua competitività interna e della sua capacità di attrarre investimenti esterni;

        considerato, in particolare, che:

            la retribuzione iniziale del Segretario generale del Senato della Repubblica è pari a 28.144 euro lordi mensili, ovvero 14.524 euro netti mensili. Considerate le 15 mensilità stipendiali, il Segretario Generale percepisce 422.160 euro lordi annui, ovvero 217.860 euro netti annui;

            tale importo è inoltre incrementato del 2 per cento ogni due anni,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a voler provvedere, con decorrenza immediata, alla soppressione dell'incremento biennale del 2 per cento riferito alla retribuzione iniziale del Segretario Generale.

G12

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che i costi abnormi delle nostre istituzioni democratiche e rappresentative, oltre a incidere pesantemente sulla struttura della spesa pubblica, costituiscono un fattore decisivo di blocco del «sistema Italia», della sua competitività interna e della sua capacità di attrarre investimenti esterni;

        considerato, in particolare, che:

            l'amministrazione del Senato della Repubblica conta, in totale, 841 dipendenti al cui vertice, oltre al Segretario Generale, sono posti uno o più Vice Segretari Generali;

            la retribuzione iniziale del Vice Segretario generale del Senato della Repubblica è pari a 8.519 euro netti mensili, per 15 mensilità;

            al fine di un contenimento dei costi, nonché di una organizzazione amministrativa efficiente, potrebbe risultare sufficiente la presenza di un solo Vice Segretario Generale;

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a voler valutare le opportune modifiche alla struttura amministrativa, al fine di prevedere il conferimento di un unico incarico di Vice Segretario Generale.

G13

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

            valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            i consiglieri parlamentari del Senato della Repubblica sono costituiti da 113 unità;

            di questi, sette risultano «fuori ruolo»: uno presso la Presidenza del Consiglio, due presso la Presidenza della Repubblica, uno presso il Ministero dell'economia, uno presso il Ministero degli affari europei, uno presso la Commissione Europea e uno presso il Gabinetto del Sindaco di Roma Capitale;

            valutata la professionalità eccellente dei Consiglieri Parlamentari del Senato, utili e funzionali al buon andamento dell'Amministrazione in cui sono stati assunti,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio del Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza:

            a voler valutare modalità e tempi per il rientro nell'Amministrazione del Senato dei consiglieri attualmente fuori ruolo;

            a modificare l'articolo 50 del Testo Unico delle Norme regolamentari dell'Amministrazione riguardante il personale del Senato della Repubblica, nel senso di sopprimere la possibilità per i Consiglieri Parlamentari di prestare servizio in posizione di fuori ruolo, mantenendo il diritto all'intero trattamento economico a carico del Senato.

G14

STUCCHI, COMAROLI, BITONCI, ARRIGONI, BELLOT, BISINELLA, CALDEROLI, CANDIANI, CENTINAIO, CONSIGLIO, CROSIO, DAVICO, DIVINA, MUNERATO, STEFANI, VOLPI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            l'aggravarsi del contesto economico finanziario del Paese da alcuni anni ha spinto ad adottare disposizioni normative, seppur non sempre efficaci, miranti ad azioni di revisione della spesa e di compressione del costo della macchina pubblica in generale;

            a questo sforzo sono chiamate tutte le articolazioni dello Stato, pur mantenendo chiaro l'obiettivo di preservarne la funzionalità e la possibilità di svolgere adeguatamente i compiti costituzionalmente assegnati a ciascun ente;

            i due rami del Parlamento, seppure nell'ambito della propria autonomia, sono chiamate non solo economicamente ma anche moralmente a continuare lo sforzo di riorganizzazione e di razionalizzazione in parte già avviato negli ultimi anni, verificando le possibilità di riduzione delle inefficienze e di riduzione delle proprie spese di funzionamento;

            a tale obiettivo devono concorrere parimenti i componenti politici del Senato e la struttura permanente dell'organismo, anche per rispondere ad una domanda di austerità e di risparmio fortemente richiesta dall'opinione pubblica;

        impegna il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza, per quanto di rispettiva competenza, ad adottare ogni opportuna iniziativa volta a ridurre e razionalizzare le spese di funzionamento del Senato della Repubblica.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G15

STUCCHI, COMAROLI, BITONCI, ARRIGONI, BELLOT, BISINELLA, CALDEROLI, CANDIANI, CENTINAIO, CONSIGLIO, CROSIO, DAVICO, DIVINA, MUNERATO, STEFANI, VOLPI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            l'aggravarsi del contesto economico finanziario del Paese da alcuni anni ha spinto ad adottare disposizioni normative, seppur non sempre efficaci, miranti ad azioni di revisione della spesa e di compressione del costo della macchina pubblica in generale:

            a questo sforzo sono chiamate tutte le articolazioni dello Stato, pur mantenendo chiaro l'obiettivo di preservarne la funzionalità e la possibilità di svolgere adeguatamente i compiti costituzionalmente assegnati a ciascun ente;

            i due rami del Parlamento, seppure nell'ambito della propria autonomia, sono chiamate non solo economicamente ma anche moralmente a continuare lo sforzo di riorganizzazione e di razionalizzazione in parte già avviato negli ultimi anni, verificando le possibilità di riduzione delle inefficienza e di riduzione delle proprie spese di funzionamento;

            allo stesso tempo tuttavia è necessario non procedere all'interno di una struttura complessa ed articolata come il Senato a metodologie di mero taglio lineare, ma occorre valutare quali siano gli uffici che, all'interno del Senato stesso, svolgono compiti maggiormente delicati o siano titolari di moli di lavoro, attribuite dal regolamento interno, superiori a quelle di altri uffici,

        impegna il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza del Senato, per quanto di propria competenza, a procedere ad una costante razionalizzazione e contenimento delle spese di funzionamento che tenga conto dei compiti e dei carichi di lavoro specifici di ciascun ufficio al fine di non pregiudicarne la funzionalità.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G16

STUCCHI, COMAROLI, BITONCI, ARRIGONI, BELLOT, BISINELLA, CALDEROLI, CANDIANI, CENTINAIO, CONSIGLIO, CROSIO, DAVICO, DIVINA, MUNERATO, STEFANI, VOLPI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            i criteri di economicità ed efficienza cui tutta la pubblica amministrazione deve tendere nella amministrazione di fondi pubblici deve necessariamente essere accompagnata da una costante ricerca della massima trasparenza del proprio operato, in particolare per quel che riguarda la destinazione dei propri fondi;

            nella loro autonomia, i due rami del Parlamento sono oggi chiamati al pari della classe politica e dell'intero apparato statale a rendere conto finanziariamente e moralmente delle proprie scelte di spesa e a divulgarle al fine di permettere ai cittadini di avere contezza dell'impiego dei fondi e della scelta dei fornitori e delle forniture, anche a garanzia della correttezza di tali scelte;

            anche per effetto della normativa comunitaria si è notevolmente ampliata nel nostro Paese la legislazione di riferimento in materia di trasparenza degli appalti e di procedure ad evidenza pubblica per l'acquisizione di servizi da parte della Pubblica amministrazione,

        impegna il Collegio dei Questori e I'Ufficio di Presidenza del Senato, per quanto di propria competenza, ad agire per garantire la massima trasparenza in tutte le procedure per l'acquisto di beni, servizi o altre forniture da parte del Senato.

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G17

NUGNES, SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        considerato, in particolare, che nell'ambito delle spese di funzionamento si registra, tra l'altro:

            il capitolo «Cerimoniale e rappresentanza» segna una integrale invarianza tra il bilancio 2012 ed il bilancio 2013, pari a 2.026.000 euro;

            il capitolo «Studi, ricerche, documentazione e informazione», registra un incremento rispetto al bilancio 2012, pari al 7,82 per cento;

            il capitolo «Manutenzione ordinaria» segna un incremento del 15.56 per cento; quello «Acquisto di beni e materiali di consumo», ben il 60,74 per cento,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a provvedere ad una riduzione del 50 per cento delle spese dei capitoli di bilancio citati in premessa.

G18

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BOCCHINO, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        considerato, in particolare, che nell'ambito delle spese di funzionamento si registra, tra l'altro una spesa per il capitolo «Cerimoniale e rappresentanza» pari a 2.026.000 euro,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a voler ridurre del 50 per cento le spese di detto capitolo, con particolare riferimento a quelle concernenti le iniziative istituzionali, culturali e sociali.

G19

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

V. testo 2

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013;

        considerato, in particolare, che nell'ambito delle spese di funzionamento si registra, tra l'altro una spesa per il capitolo «Contributi e sussidi» pari a 1.744.000 euro,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a voler ridurre del 50 per cento le spese di detto Capitolo, con particolare riferimento a quelle concernenti i «Contributi a fondazioni culturali, ad altri soggetti ed a terzi», i «Contributi e sussidi per conto dell'Istituto» ed i «Contributi per il Circolo di Palazzo Madama».

G19 (testo 2)

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Respinto

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013;

        considerato, in particolare, che nell'ambito delle spese di funzionamento si registra, tra l'altro una spesa per il capitolo «Contributi e sussidi» pari a 1.324.000 euro,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza a valutare l'opportunità di ridurre del25 per cento le spese di detto Capitolo, con particolare riferimento a quelle concernenti i «Contributi a fondazioni culturali, ad altri soggetti ed a terzi», i «Contributi e sussidi per conto dell'Istituto» ed i «Contributi per il Circolo di Palazzo Madama».

G20

SANTANGELO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che:

            l'opera di razionalizzazione dei costi delle istituzioni (centrali e periferiche) non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente «contabile», ma si rende assolutamente necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, confermandole all'andamento della vita economica del Paese;

            i costi abnormi delle nostre istituzioni democratiche e rappresentative, oltre a incidere pesantemente sulla struttura della spesa pubblica, costituiscono un fattore decisivo di blocco del «sitema Italia», della sua competitività interna e della sua capacità di attrarre investimenti esterni,

        impegna, per quanto di rispettiva competenza, il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza, a procedere immediatamente ad una revisione delle attuali convenzioni tra il Senato della Repubblica e le compagnie aeree, al fine di realizzare un contenimento dei costi dei voli, nonché a valutare la possibilità di stipulare convenzioni anche con compagnie aeree «Low cost».

________________

(*) Accolto dai senatori Questori

G21

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

V. testo 2

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che l'utilizzo delle tecnologie digitali può rappresentare una rilevantissima risorsa per l'efficienza e la produttività dell'apparato amministrativo del Senato. In tale prospettiva, il tema della dematerializzazione documentale - foriero di evidenti ed immediati benefici di carattere economico, gestionale ed ambientale - deve costituire un obiettivo primario non solo dell'attività dell'amministrazione del Senato, ma anche di quella dei Gruppi parlamentari e degli Onorevoli Senatori,

        impegna il Consiglio di Presidenza e, in particolare, il Collegio dei Questori ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di consentire la presentazione di disegni di legge, di emendamenti, di atti di sindacato ispettivo ed atti di indirizzo in formato esclusivamente elettronico, anche attraverso lo sviluppo di strumenti di posta elettronica certificata.

G21 (testo 2)

SANTANGELO, CASALETTO, BERTOROTTA, TAVERNA, AIROLA, BATTISTA, BENCINI, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAMPANELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PEPE, PETROCELLI, PUGLIA, ROMANI MAURIZIO, SCIBONA, SERRA, SIMEONI, VACCIANO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        valutato il progetto di bilancio interno per il 2013,

        premesso che l'utilizzo delle tecnologie digitali può rappresentare una rilevantissima risorsa per l'efficienza e la produttività dell'apparato amministrativo del Senato. In tale prospettiva, il tema della dematerializzazione documentale - foriero di evidenti ed immediati benefici di carattere economico, gestionale ed ambientale - deve costituire un obiettivo primario non solo dell'attività dell'amministrazione del Senato, ma anche di quella dei Gruppi parlamentari e degli Onorevoli Senatori,

        impegna il Consiglio di Presidenza e, in particolare, il Collegio dei Questori ad adottare ogni provvedimento necessario al fine di consentire la presentazione di disegni di legge, di emendamenti, di atti di sindacato ispettivo ed atti di indirizzo in formato elettronico, anche attraverso lo sviluppo di strumenti di posta elettronica certificata.

________________

(*) Accolto dai senatori Questor

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