RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del vice presidente CHITI
La seduta inizia alle ore 16,30.
Il Senato approva il processo verbale della seduta del giorno precedente.
Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo ad integrazione del programma dei lavori ed in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino al 20 settembre.
Seguito della discussione dei disegni di legge:
(143) MENARDI. - Modifiche alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di ordinamento portuale
(263) FILIPPI Marco ed altri. - Riforma della legislazione in materia portuale
(754) GRILLO ed altri. - Riforma della legislazione in materia portuale
(2403) Riforma della legislazione in materia portuale
(Relazione orale)
Approvazione, con modificazioni, in un testo unificato con il seguente titolo: Riforma della legislazione in materia portuale
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del testo unificato proposto dalla Commissione. Ricorda che nella seduta antimeridiana si è concluso l'esame dell'articolo 13 nel testo unificato proposto dalla Commissione e dei relativi emendamenti. Passa all'esame dell'articolo 14 (Modifica dell'articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84).
MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Gli emendamenti 14.205, 14.206 e 14.207 intendono incentivare, nella fase terminale della concessione, gli ulteriori investimenti dell'operatore rispetto a quelli programmati attraverso o l'anticipazione della gara per la riassegnazione dell'area o la proroga della concessione o il riconoscimento degli investimenti non ammortizzati quale indennizzo del nuovo concessionario nei confronti del precedente. L'emendamento 14.213 consente di partecipare alla gara per la concessione di un'area portuale anche ad imprenditori che non abbiano un organico completo, ma che presentino un piano di assunzioni di nuovi lavoratori.
GRILLO, relatore. Ritira l'emendamento 14.202 e invita all'approvazione degli emendamenti 14.200, 14.201, 14.204, 14.210, 14.212, 14.214 e 14.216 del relatore, che tra l'altro recuperano molti dei suggerimenti del senatore Musso. Invita al ritiro dell'emendamento 14.215. Sui restanti emendamenti il parere è contrario.
IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore, ad eccezione dell'emendamento 14.204 che suscita dubbi di compatibilità con i principi comunitari e per il quale si rimette all'Assemblea.
Il Senato approva gli emendamenti 14.200 e 14.201. L'emendamento 14.203 risulta respinto.
CASTELLI (LNP). Dichiara il voto contrario sull'emendamento 14.204 che estende ulteriormente, peraltro ad libitum del concessionario, i tempi di concessione delle aree portuali. Ciò rappresenta una privatizzazione perpetuadelle banchine.
GRILLO, relatore. L'emendamento 14.204, intendendo incentivare nuovi investimenti privati nella fase finale della concessione, si pone in linea con le azioni di rilancio degli investimenti nel settore infrastrutturale perseguite dal Governo. Inoltre, la decisione della proroga della concessione spetta alla parte pubblica rappresentata dall'autorità portuale.
FILIPPI Marco (PD). L'emendamento 14.204, non contemplando una deroga libera ed illimitata della concessione e prevedendo una concertazione con l'autorità portuale ed il Ministero delle infrastrutture, si presenta ben temperato anche a seguito della profonda riflessione svolta in merito dalla Commissione che ha inteso incentivare la capacità dei concessionari di operare investimenti. Dichiara pertanto il voto favorevole del Gruppo.
VACCARI (LNP). Stante il parere di contrarietà espresso dalla 5a Commissione sull'emendamento 14.206, sarebbe il caso che l'emendamento 14.204, di identico contenuto, fosse nuovamente valutato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). I timori sollevati dal senatore Castelli, pur legittimi, risultano infondati. L'emendamento 14.204, infatti, prevede anche la possibilità di ridurre i termini di durata della concessione per procedere ad un nuovo piano di investimenti. Inoltre, la procedura di proroga prevista al fine di consentire al concessionario a fine termine di avviare nuovi investimenti risulta ben congegnata e garantista del principio di libera concorrenza. Pur condividendo le perplessità manifestate dal senatore Vaccari in ordine alla coerenza dei pareri della 5a Commissione, dichiara il voto favorevole sull'emendamento.
MATTEOLI (PdL). Nonostante le perplessità in ordine alla compatibilità della disposizione con le indicazioni comunitarie, dichiara il voto favorevole sull'emendamento 14.204 che intende contrastare la paralisi degli investimenti da parte dell'operatore privato nella fase terminale della concessione.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'emendamento 14.204. Risultano assorbiti gli emendamenti 14.205 e 14.206.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 14.207 e 14.208 sono improcedibili.
PARDI (IdV). È assai discutibile l'eccezione prevista dal comma 1 dell'articolo 14 in ordine alle procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione al soggetto concessionario degli spazi interclusi in aree concesse. Dichiara pertanto il voto favorevole all'emendamento 14.209 che intende eliminare tale previsione.
Gli emendamenti 14.209 e 14.213 risultano respinti.
Il Senato approva gli emendamenti 14.210 (con la conseguente preclusione dell'emendamento 14.211) e 14.212 e, con votazione nominale elettronica, gli emendamenti 14.214 e 14.216.
DONAGGIO (PD). Ritira l'emendamento 14.215.
DIVINA (LNP). L'imposizione della tassa sui beni di lusso non ha ottenuto i risultati sperati dal Governo, bensì ha avuto un effetto depressivo sul settore nautico, con conseguente perdita di posti di lavoro nella cantieristica, e ha indotto i possessori di imbarcazioni ad abbandonare i porti italiani.
Il Senato approva l'articolo 14, nel testo emendato.
RANUCCI (PD). Dopo aver precisato che il Governo ha spostato la tassa sui beni di lusso dallo stazionamento al possesso delle imbarcazioni, illustra l'emendamento 14.0.204 che intende introdurre una maggiore liberalizzazione nel settore attraverso la cessione obbligatoria delle società o delle quote di società detenute dalle autorità portuali per la fornitura a titolo oneroso di servizi.
GRILLO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti aggiuntivi all'articolo 14. Invita al ritiro dell'emendamento 14.0.204, altrimenti il parere è contrario perché non si comprende la logica di un obbligo nei confronti delle autorità portuali di cedere società che esse sono state autorizzate a costituire nel 1994.
IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 14.0.200, 14.0.201, 14.0.202, 14.0.206 e 14.0.205 sono improcedibili.
PARDI (IdV). Segnala che il provvedimento contiene interventi e procedure che attenuano o distorcono la concorrenza.
L'emendamento 14.0.203 risulta respinto.
FILIPPI Marco (PD). Invita il Governo e in relatore ad una maggiore riflessione sull'emendamento 14.0.204, perché la costituzione da parte delle autorità portuali di società per la fornitura a titolo oneroso di servizi di interesse generale stride con la loro natura giuridica di enti pubblici non economici.
CASTELLI (LNP). Annuncia il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 14.0.204, che può dare al provvedimento un valore aggiunto in termini di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi portuali.
GRILLO, relatore. Propone di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno che impegni il Governo ad affrontare la materia in una norma-quadro.
RANUCCI (PD). Accoglie la richiesta di trasformare l'emendamento 14.0.204 in un ordine del giorno stringente, che consenta alle autorità portuali di mettere a gara in tempi brevi le società che erogano servizi di interesse generale.
PRESIDENTE. La Presidenza rimane in attesa del testo dell'ordine del giorno.
Il Senato approva l'articolo 15 (Disciplina fiscale delle entrate delle autorità portuali di interesse statale).
GRILLO, relatore. Ritira l'emendamento 15.0.200.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 16 (Fondo per il finanziamento delle connessioni intermodali).
CASTELLI (LNP). L'articolo 16 prevede la costituzione di un fondo per il finanziamento degli interventi inerenti le connessioni ferroviarie e stradali con i porti ricompresi nella circoscrizione delle autorità portuali, alimentato con risorse destinate ad ANAS Spa e Rete Ferroviaria Italiana Spa, che verrebbero così depauperate di risorse necessarie considerate le gravi difficoltà economiche che stanno attraversando, senza peraltro avere la certezza che le risorse distolte a tali società possano essere utilizzate. Per queste ragioni l'emendamento 16.200 propone di sopprimere l'articolo 16.
GRILLO, relatore. Invita ad approvare gli emendamenti 16.700 e 16.201. Nell'ambito del comparto infrastrutturale, il settore dei porti è quello maggiormente colpito dai tagli alla finanza pubblica. L'articolo 16 non propone di depauperare i bilanci di ANAS e RFI, ma, essendo necessario collegare i porti con i retroporti attraverso strade e ferrovie, dà un'indicazione su come utilizzare parte di quelle risorse. Esprime parere contrario sull'emendamento 16.200.
IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Concorda con il relatore.
L'emendamento 16.200 risulta respinto.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'emendamento 16.700. Il Senato approva quindi l'emendamento 16.201, identico all'emendamento 16.202, e l'articolo 16, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Dà lettura dell'ordine del giorno G14.0.204 (v. Allegato A), presentato dal senatore Ranucci e risultante dalla trasformazione dell'emendamento 14.0.204.
GRILLO, relatore. È favorevole all'accoglimento.
IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Accoglie l'ordine del giorno G14.0.204.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento aggiuntivo 16.0.200.
GRILLO, relatore. Invita ad approvare l'emendamento 16.0.200, che propone una modifica al codice della navigazione in materia di occupazione arbitraria del demanio marino, prevedendo la depenalizzazione di tale fattispecie e la sua punizione con una sanzione amministrativa.
IMPROTA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Si rimette all'Assemblea.
BELISARIO (IdV). Chiede chiarimenti in ordine all'entità della pena pecuniaria prevista.
FILIPPI Marco (PD). Va chiarita l'estensione della sanzione amministrativa prevista che va commisurata all'entità dell'occupazione abusiva.
CASSON (PD). È necessario un adeguamento delle sanzioni minime e massime previste, che al momento appaiono sproporzionate ed estranee al sistema.
PARDI (IdV). Va altresì chiarita la modalità di occupazione del demanio portuale cui ci si riferisce.
MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). L'ampiezza dell'estensione della sanzione amministrativa prevista è motivata dalla varia entità delle tipologie di occupazione. Ciò detto, appare eccessivo fissare la sanzione minima a 5.000 euro.
GRILLO, relatore. L'occupazione cui fa riferimento il codice della navigazione concerne tutti i beni demaniali; invece, l'emendamento 16.0.200 tenta di normare l'occupazione di aree gestite da autorità portuali. Propone pertanto una riformulazione, prevedendo per la sanzione amministrativa un range ampio, ma compreso tra 500 e 10.000 euro.
PRESIDENTE. Dà lettura della riformulazione proposta. (v. Resoconto stenografico).
CASSON (PD). Precisa che tale riformulazione prevede un comma aggiuntivo e non sostitutivo del comma 2 dell'articolo 1161 del codice della navigazione, configurando dunque una nuova fattispecie rispetto a quelle da esso individuate.
CASTELLI (LNP). Ritenendo troppo basso l'importo della sanzione massima prevista, annuncia il voto contrario del Gruppo.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva l'emendamento 16.0.200 (testo 2).
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
PARDI (IdV). La logica della pianificazione territoriale dell'insieme delle strutture portuali resta esclusa dal provvedimento, che le considera solo in funzione della loro natura di soggetti erogatori di servizi in acqua e nell'immediata vicinanza alle banchine. L'esperienza europea dimostra invece come l'efficacia e l'attrattività di un porto dipenda anche dalla capacità di funzionamento della logistica sul territorio che lo circonda. Nonostante la Commissione abbia accolto alcuni rilievi mossi dal Gruppo Italia dei Valori, permangono nel provvedimento altri punti critici, come la scarsità dei poteri attribuiti alle Regioni nella pianificazione portuale o il mancato assoggettamento dei piani regolatori portuali alle procedure di valutazione ambientale strategica. Inoltre, il rafforzamento dei poteri del presidente dell'autorità portuale non appare adeguatamente bilanciato dalla collettività di azione degli altri enti preposti. Vi è inoltre la possibilità che le norme concernenti i servizi tecnico-nautici siano lesive della concorrenza, mentre l'eccessiva durata delle concessioni configura una sorta di diritto ereditario. Per queste ragioni il Gruppo Italia dei Valori si asterrà.
MILANA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Annuncia il voto favorevole del Gruppo perché il disegno di legge in esame si pone l'obiettivo di ridisegnare il sistema portuale italiano, che deve contribuire alla ripresa economica del Paese. La riorganizzazione del sistema portuale deve essere completata concludendo l'iter del disegno di legge sugli interporti. Consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato A).
MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). I porti hanno accresciuto la loro importanza nei traffici commerciali su scala mondiale; in particolare quelli del Mediterraneo hanno assunto un ruolo di primo piano negli scambi tra l'Asia e l'Europa. La legge n. 84 del 1994 ha portato dosi di concorrenza nel settore e ha consentito di ottenere risultati crescenti per un lungo arco temporale, ma la portualità italiana appare oggi non all'altezza delle sfide della globalizzazione e non concorrenziale rispetto ai competitori nordeuropei. Il disegno di legge si pone quindi gli obiettivi di una semplificazione burocratica, di una pianificazione territoriale più agile, di una più efficace gestione delle concessioni e di stabilire che le competenze dell'autorità portuale possano andare oltre la gestione proprietaria delle aree portuali. Criticità del disegno di legge sono la mancata introduzione di un'effettiva autonomia finanziaria delle autorità portuali e la mancata soluzione di alcuni problemi inerenti l'organizzazione del lavoro e dei servizi, perché si è ceduto a pressioni sindacali e di categoria. Il provvedimento in esame è il migliore possibile, ma è solo un aggiornamento della normativa di settore, ancora inadeguato rispetto all'evoluzione della logistica, al cui interno i porti devono avere una funzione nodale. Un provvedimento più incisivo avrebbe potuto avere maggiore capacità attrattiva per gli investimenti e quindi creare occupazione e valore aggiunto. Annuncia comunque il voto favorevole del Gruppo.
CASTELLI (LNP). La Lega è delusa dalle previsioni che conferiscono scarsa autonomia finanziaria delle autorità portuali, congelano le concessioni per sessant'anni e rinunciano ad una liberalizzazione incisiva del lavoro nel settore. Se pregi e difetti del provvedimento si bilanciano, la Lega voterà a favore per sottolineare positivamente il sussulto di dignità del Senato che, dopo tanti decreti-legge e deleghe legislative, dopo tante norme che rinviano a decreti attuativi mai attuati, è riuscito finalmente a discutere e ad approvare un disegno di legge di iniziativa parlamentare. Dà atto la Governo di aver contribuito a tale esito sbloccando l'empasse determinatasi sul tema dell'autonomia finanziaria, anche se con una proposta non all'altezza delle necessità oggettive.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo, esprime soddisfazione per la salvaguardia dell'autorità portuale di Trapani.
FILIPPI Marco (PD). Auspica che la Camera dei deputati esamini rapidamente la riforma per consentirne la sollecita entrata in vigore. Invita la comunità portuale a nutrire maggiore fiducia nella politica che ha saputo farsi interprete della necessità di cambiamento e proporre norme idonee a valorizzare le potenzialità degli scali nazionali. Sollecita infine il Governo a presentare un piano strategico per il sistema della portualità e ad avviare una riflessione sulla logistica integrata al servizio della produzione e del trasporto delle merci. Il PD, che ha rifuggito le opzioni estreme di una privatizzazione che avrebbe condotto alla ricostituzione di piccole repubbliche marinare, vota con convinzione a favore di un provvedimento che libera risorse a vantaggio delle vere emergenze del sistema: l'approfondimento dei fondali dei porti per consentire l'accesso delle nuove grandi navi portacontainer e la realizzazione dei collegamenti infrastrutturali con le reti ferroviarie e autostradali.
MATTEOLI (PdL). La riforma rafforza le scelte in tema di governance compiute nel 1994 al fine di dare alla portualità nazionale la possibilità e la capacità di agire in sinergia per affrontare le sfide poste dall'evoluzione dei traffici e dall'accesa concorrenza con la sponda sud del Mediterraneo, diventando nuovamente fonte di ricchezza e di occupazione per il Paese. Tra i punti qualificanti del provvedimento ricorda il riconoscimento delle capacità gestionali degli enti locali in materia portuale, la velocizzazione della procedura di approvazione dei piani regolatori, il rafforzamento dei poteri dell'autorità portuale, la previsione di sistemi logistico-portuali, l'attenzione alla connessione intermodale, le misure di sostegno ai lavoratori temporanei, il sostegno alla nautica da diporto.
L'Assemblea approva la proposta di coordinamento formale C1, presentata dal relatore. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva, nel testo emendato, il testo unificato dei disegni di legge nn. 143, 263, 754 e 2403, con il seguente titolo: «Riforma della legislazione in materia portuale». La Presidenza è autorizzata ad effettuare gli ulteriori coordinamenti che si rendessero necessari.
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(2892) Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Moffa e Tortoli; Farina Coscioni ed altri) (Relazione orale)
GIULIANO, relatore. Il disegno di legge modifica il decreto legislativo n. 81 del 2008 al fine di introdurre il rischio derivante dal rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili nell'ambito del piano di sicurezza e coordinamento. Definisce inoltre una specifica disciplina sulla bonifica preventiva dei siti e sui requisiti degli operatori ad essa abilitati.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
CARLINO (IdV). Ribadisce le perplessità espresse alla Camera dall'Italia dei Valori, che potrebbero essere superate dall'approvazione di alcuni emendamenti presentati dal Gruppo. L'esplicitazione di un singolo rischio, peraltro limitato alla sola attività di scavo, rischia paradossalmente di indebolire la normativa generale sul piano di sicurezza e di aumentare gli adempimenti inutili a carico delle imprese. Il provvedimento stabilisce interventi preventivi inefficaci, istituisce un nuovo albo di imprese specializzate in controtendenza rispetto alla misure di liberalizzazione, non valorizza le competenze della Difesa in materia di bonifica.
CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Nonostante i rilievi espressi dalla Commissione difesa circa la mancanza di una mappa delle aree a rischio per la presenza di residuati bellici, che potrebbe indurre i responsabili per la sicurezza a presumere sempre il rischio e quindi determinare difficoltà operative per le conseguenti verifiche, e l'istituzione di un albo delle imprese specializzate nella bonifica del territorio da ordigni bellici che va in controtendenza rispetto alla liberalizzazione degli ordini, il provvedimento è largamente condiviso per l'obiettivo di tutelare i lavoratori da rischi gravi.
PERDUCA (PD). Il continuo rinvenimento di ordigni bellici inesplosi durante le operazioni di scavo per la realizzazione di opere infrastrutturali comporta la necessità di un'azione più puntuale nell'individuazione delle compagnie specializzate e nella tutela della salute degli operatori che si occupano della bonifica delle aree. Auspica pertanto l'approvazione unanime del provvedimento da parte dell'Assemblea.
RAMPONI (PdL). Il problema del rinvenimento di ordigni inesplosi nel corso delle attività di scavo nei cantieri rende necessario garantire la sicurezza non solo degli operatori che si occupano della bonifica delle aree ma anche dei lavoratori nel settore edile. In tal senso il provvedimento in esame integra il decreto legislativo n. 81 del 2008, prevedendo l'istituzione di un registro delle imprese specializzate a garanzia della loro competenza e qualità professionale, semplificando e non (come sostenuto da alcuni) complicando il momento decisionale degli apparati burocratici.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
GIULIANO, relatore. Prende atto della qualità degli interventi svolti in discussione generale.
MARTONE, vice ministro del lavoro e delle politiche sociali. Rinuncia alla replica.
VICARI, segretario. Dà lettura dei pareri espressi dalle Commissioni 1a e 5a sul disegno di legge e sui relativi emendamenti.
PRESIDENTE. Passa all'esame del disegno di legge, composto del solo articolo 1.
GIULIANO, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.
MARTONE, vice ministro del lavoro e delle politiche sociali. Concorda con il relatore.
NEROZZI (PD). A fronte dell'urgenza di concludere l'iter del disegno di legge che avvia un percorso volto a garantire la sicurezza dei lavoratori che operano nel settore edilizio dal rischio di rinvenimento di ordigni esplosivi, dichiara il voto contrario sull'emendamento 1.1, così come su tutti gli altri emendamenti.
Risultano respinti gli emendamenti 1.1, 1.200, 1.3, 1.5 e 1.6.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.4 è improcedibile a seguito del parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Passa alla votazione finale.
CARLINO (IdV). Conferma le perplessità manifestate in discussione generale e, pur consapevole della necessità di normare la materia, dichiara l'astensione dal voto sul provvedimento del Gruppo IdV.
CARRARA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Dichiara il voto favorevole del Gruppo sul provvedimento.
DE LUCA Cristina (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). La frequenza dei rinvenimenti di ordigni bellici inesplosi, che generano preoccupazione ed allarme nelle popolazioni, rende necessario garantire la sicurezza dei lavoratori che operano nel settore di bonifica delle aree ed il possesso dei requisiti di professionalità da parte delle compagnie. Il provvedimento in tal senso eleva gli standard qualitativi di tutti gli operatori del settore: la griglia di requisiti individuata non ha intenti corporativi, ma mira ad accrescere le tutele. Dichiara pertanto il voto favorevole del Gruppo Terzo Polo ApI-FLI.
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Dichiara il voto favorevole del Gruppo e consegna il testo dell'intervento perché sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
MAZZATORTA (LNP). Pur condividendo la finalità ultima del provvedimento di tutelare la sicurezza dei lavoratori del settore, manifesta perplessità in ordine agli ulteriori oneri finanziari gravanti sul mondo imprenditoriale e derivanti dall'obbligo per le imprese specializzate nel settore di iscrizione ad un albo professionale e dalla valutazione preliminare del rischio nelle aree progettuali. Le opere pubbliche avranno un costo aggiuntivo, non soggetto a ribasso in quanto onere per la sicurezza. Il provvedimento, inoltre, non contempla il coinvolgimento degli enti locali nell'azione di mappatura delle aree a rischio. Esprime pertanto il voto di astensione del Gruppo.
NEROZZI (PD). Il provvedimento completa quanto disposto dal decreto legislativo n. 81 del 2008 che non prestava attenzione ai numerosi settori imprenditoriali i quali, pur piccoli, fanno registrare elevate percentuali di infortuni sul lavoro. L'istituzione di un apposito albo presso il Ministero della difesa per la registrazione delle imprese dedite alla bonifica delle aree da ordigni inesplosi dà certezza del possesso dei requisiti di professionalità da parte delle imprese e degli operatori del settore e, lungi dall'essere un ulteriore elemento di burocratizzazione, si pone a tutela della salute dei lavoratori.
BIANCHI (PdL). La frequenza dei ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi nelle aree di realizzazione delle opere infrastrutturali richiede il completamento del decreto legislativo n. 81 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Dichiara pertanto il voto favorevole del Gruppo, stante anche l'assenza di oneri aggiuntivi derivanti dalla bonifica delle aree, già previsti dalla normativa in vigore.
Con votazione nominale elettronica, il Senato approva il disegno di legge n. 2892, composto del solo articolo 1.
Discussione dei disegni di legge:
(3291) Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Palumbo e Pagano; Binetti ed altri; Miotto ed altri)
(2541) TOMASSINI. - Norme per consentire il trapianto parziale di polmone tra persone viventi
(Relazione orale)
FOSSON, relatore. Il provvedimento, già approvato dalla Camera dei deputati, consente il trapianto parziale tra viventi, a titolo gratuito, di polmone, intestino e pancreas, adeguando ai progressi scientifici la normativa vigente in Italia. Per la normativa di dettaglio si rinvia a quanto disposto in materia di donazione di un rene, individuando quindi in specifici soggetti i potenziali donatori, specificando le procedure e contemplando nell'atto di disposizione dell'organo l'autorizzazione da parte di un giudice. Si prevedono inoltre sanzioni penali qualora l'atto sia predisposto a fini di lucro. Il disegno di legge si presenta come un atto di civiltà a tutela della vita.
GRANAIOLA, relatrice. La normativa in oggetto consente di salvare vite. Le liste d'attesa per i trapianti di organi si presentano oltremodo lunghe. L'innalzamento dell'età dei soggetti donatori deceduti, pur essendo dato per certi versi confortante, limita notevolmente il numero di trapianti effettuabili nei pazienti giovani ed in coloro che hanno necessità di organi che non possono essere donati in età avanzata. È pertanto necessario incentivare il trapianto tra viventi. È questo l'intento del disegno di legge che consente di ridurre le lungaggini burocratiche e gli ostacoli ancora previsti dalla legislazione vigente in materia di trapianti, favorendo l'intervento in particolare in alcune patologie pediatriche. Auspica pertanto un'approvazione unanime del provvedimento da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
MASCITELLI (IdV). Il disegno di legge in esame segna un importante passo di civiltà nella sanità pubblica italiana che già in materia di trapianti registra punte di eccellenza. L'adeguamento normativo si rende necessario per aumentare il numero di donatori e ridurre le liste dei pazienti in attesa di trapianto che, oltre a toccare il senso di umanità a livello individuale, rappresentano anche un costo sociale per la collettività. Il provvedimento si presenta utile anche al fine di avviare una riflessione sulla riorganizzazione della rete di trapianti che rimane parcellizzata e settoriale e che fa registrare enormi differenze sul territorio. È necessaria altresì un'azione di modernizzazione delle linee guida che governano l'attività dei centri di trapianto. Richiede infine un impegno del Governo a promuovere la cultura della donazione, anche incentivando e valorizzando il ruolo delle Onlus che operano nel settore.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Il disegno di legge in esame, che si inserisce in un ambito legislativo in cui l'Italia è da sempre all'avanguardia, consente la donazione parziale di organi tra viventi, una pratica che secondo i dati scientifici può essere realizzata in sicurezza per il donatore e per il ricevente. Il testo non è un aggiornamento delle leggi esistenti, ma si aggiunge ad esse, rendendo possibile la donazione parziale tra viventi anche per polmoni, pancreas e intestino. Occorre un forte intervento del Governo per sanare le differenze tra Nord e Sud in termini di trapianti, favorendo la diffusione della cultura della donazione. Si tratta di un provvedimento giusto e necessario, che consente di confermare l'alto grado di umanità e di civiltà dell'Italia. Consegna il testo del suo intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
BOLDI (LNP). Il provvedimento adegua la legislazione italiana, già avanzata, ai progressi scientifici che hanno reso possibili i trapianti parziali di pancreas, polmoni e intestino. La rete italiana dei trapianti funziona bene e il trapianto tra viventi offre maggiori garanzie circa la sua riuscita e in termini di aspettativa di vita del ricevente; va quindi diffusa questa pratica, che diventa uno strumento molto efficace nella cura delle malattie rare. Il testo peraltro tutela adeguatamente la libertà del donatore. Va infine colmato il ritardo in cui versa il Sud del Paese per quanto concerne in generale le prestazioni in ambito sanitario ed in particolare il segmento dei trapianti.
BIONDELLI (PD). Il disegno di legge in esame non colma un vuoto normativo, perché oggi i trapianti tra viventi sono già possibili, ma consente di evitare il ricorso a singole autorizzazioni e permette di dare una risposta ai malati che, data la scarsa disponibilità di organi, alimentano lunghe liste d'attesa. Va tuttavia chiarito che la donazione tra viventi non sostituisce quella da cadavere, ma si aggiunge ad essa. Primo obiettivo del provvedimento è far nascere una nuova sensibilizzazione sul valore della donazione degli organi, dato che la disponibilità di donatori è il primo elemento che determina la possibilità di effettuare trapianti. L'innalzamento dell'età dei donatori comporta minori possibilità di trapianto per i pazienti giovani o per chi necessita di organi che non possono essere donati in età avanzata. Il provvedimento pone quindi in essere una tutela per i malati che, per ragioni d'età, biologiche e mediche, sono più svantaggiati da un sistema basato solo sulla donazione da cadavere.
RIZZOTTI (PdL). Il disegno di legge in esame, concernente la donazione di organi tra persone viventi, è espressione di grandi valori di umanità e la rapidità del suo iter testimonia la volontà di giungere alla sua approvazione andando al di là delle contrapposizioni politiche. Il trapianto parziale di organi tra viventi si è dimostrato efficace nel trattamento di patologie pediatriche, come la fibrosi cistica, e per quei malati che non possono attingere a organi di cadaveri o che necessitano di organi giovani. Con il disegno di legge l'Italia si pone dunque all'avanguardia rispetto alla legislazione europea e la sua approvazione consentirà di migliorare le prospettive di vita dei malati. Consegna il testo dell'intervento affinché sia pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale e rinvia il seguito del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 13 settembre.
La seduta termina alle ore 19,57.