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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 784 del 02/08/2012


RIZZI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RIZZI (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di addentrarmi nella tematica specifica di questo provvedimento e nella relativa dichiarazione di voto a nome del Gruppo della Lega Nord, consentitemi di esprimere un minimo di amarezza per il fatto che l'ordine del giorno G5 sia stato dichiarato improponibile. Capisco perfettamente la difficoltà di correlazione al tema attualmente in discussione, ma vorrei sottoporre per l'ennesima volta all'attenzione dell'Aula e del Governo l'importanza del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, che va in controtendenza rispetto alla politica di lotta all'immigrazione clandestina portata avanti nel nostro Paese negli ultimi dieci anni.

Signor Ministro, ricambio il suo apprezzamento sull'onestà intellettuale, da questo punto di vista non ci sono dubbi. Capisco perfettamente le sue parole relative al fatto che già in questo momento vengono garantiti servizi di primo soccorso, di reinserimento e di assistenza nei confronti anche del clandestino in quanto essere umano. Capisco un po' meno l'onestà intellettuale dell'intervento del senatore Legnini nel momento in cui parla di un saldo positivo dell'assistenza sanitaria ai clandestini. Prova ne sia il fatto che il Governo stesso, nel famoso articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, prevedeva un incremento di spesa, il che vuol dire che il saldo non è così positivo. Infatti, pur con i numeri assolutamente sottostimati del ministro Riccardi, la previsione di spesa è di 130 milioni di euro all'anno. Per questo io sottopongo nuovamente la questione all'Aula.

Ringrazio il collega Quagliariello per il sostegno dato a questo ordine del giorno, però non posso che sottolineare nuovamente l'intervento del collega Mazzatorta che ha focalizzato bene la questione dal punto di vista legale: i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno combattuto in maniera forte, determinata e profonda l'immigrazione clandestina, introducendo il reato di assunzione dell'immigrato clandestino.

L'allora ministro dell'interno Roberto Maroni ha previsto 5.000 euro di multa per le ditte che assumevano clandestini e addirittura tre anni di reclusione per chi non sanava questa situazione. Orbene, con questa sanatoria, con questa amnistia, invece di dar loro tre anni di galera e 5.000 euro di multa, noi concediamo a coloro che sono andati contro la legge, e mi riferisco ai datori di lavoro che hanno provveduto lo stesso a queste assunzioni, di sanare con 1.000 euro la posizione propria e quella dei clandestini cui hanno permesso di entrare fraudolentemente nel nostro Paese. Credo che ciò sia veramente inammissibile, e quindi non potrà vedere il favore del nostro movimento.

Per quanto riguarda il provvedimento che dobbiamo discutere oggi in Aula e per il quale dovremo esprimere, tra poco, un voto, ricordo che la prima volta che fu prorogato il regime di intra moenia ciò era legato alla scelta, da parte dei singoli professionisti, di rimanere al servizio esclusivo all'interno dell'ospedale piuttosto che uscire dallo stesso e aprire una propria attività libero professionale. L'incentivo per rimanere nell'intra moenia nei confronti dei medici, se la memoria non mi inganna, era di un milione e 150.000 lire (si parlava ancora di lire) e, sempre se la memoria non mi inganna, quella che dovremmo approvare oggi è la diciassettesima proroga in 17 anni di questa normativa. Questo perché le aziende ospedaliere e le Regioni nella loro stragrande maggioranza - e sappiamo bene soprattutto territorialmente dove sono distribuite queste storture - non sono in grado di mettere a disposizione dei professionisti i locali all'interno delle strutture sanitarie pubbliche per poter svolgere la propria attività libero-professionale.

Ebbene, io credo che il tempo sia scaduto. Per 16 anni la normativa è stata prorogata. Capisco perfettamente i buoni intenti, le buone intenzioni, ma di buone intenzioni ne abbiamo sentite per 16 anni. Le cose non sono cambiate. Non ho ragione di credere che possano cambiare questa volta, quando oltretutto il Governo sbaglia previsione a monte, perché lo avevamo già denunciato in Aula in occasione della precedente proroga fino a giugno che non sarebbe mai stata sufficiente e che il livello minimo sarebbe stato la fine dell'anno. Ebbene, oggi siamo qua con alla nostra attenzione la proroga a dicembre che aveva già una logica in precedenza.

Credo pertanto che sia giunta l'ora di interrompere questa presa in giro collettiva di queste proroghe continue, come non possiamo vedere favorevolmente il rinnovo dei vertici degli organismi controllati dal Ministero della salute perché, anche in questo caso, è l'ennesima occasione persa di una revisione sostanziale, una revisione globale, una riforma strutturale che preveda degli accorpamenti e una razionalizzazione della spesa e delle funzioni di questi organismi piuttosto che andare tout court a prorogarli.

Credo che veramente il tempo delle proroghe sia scaduto. La criticità esisteva a monte. Non ha fatto altro che essere rafforzata con questa assurdità da parte dell'Aula, del Governo nei confronti di una richiesta di approvazione di un ordine del giorno di logica che proponevamo.

Quindi, il voto del Gruppo della Lega Nord su questo provvedimento non potrà che essere contrario. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).