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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 784 del 02/08/2012


Discussione del disegno di legge:

(3426) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

GRILLO, relatore. L'approvazione del provvedimento offrirà un contributo significativo alla crescita del Paese: dopo aver operato sulla stabilizzazione dei conti pubblici e aver avviato il processo di liberalizzazione, i provvedimenti sulla razionalizzazione della spesa e sullo sviluppo economico costituiscono infatti un rilevante salto di qualità nell'azione del Governo. Occorre essere fiduciosi sulla solidità del sistema economico italiano, che vanta una robusta capacità di risparmio privato, un consistente patrimonio mobiliare e immobiliare pubblico, un tessuto di piccole e medie imprese vasto e vivace e il secondo sistema manifatturiero d'Europa. Va inoltre apprezzato l'impegno del ministro Passera e del vice ministro Ciaccia che, soprattutto nel settore delle infrastrutture, hanno operato per dare attuazione ad alcune misure positive avviate dal precedente Governo. Il provvedimento in esame, dunque, contiene numerose norme destinate a favorire la crescita, come quelle che integrano la disciplina relativa alle emissioni di obbligazioni e titoli di debito da parte delle società di progetto, ovvero i cosiddetti project bond, che saranno certamente in grado di indirizzare verso lo sviluppo risorse ingenti, anche provenienti dall'estero. Occorre inoltre ricordare le norme che ampliano la defiscalizzazione in favore di tutte le nuove infrastrutture, l'innalzamento delle detrazioni IRPEF per gli interventi di ristrutturazione, il fondamentale Piano nazionale per le città e le norme sull'autonomia finanziaria dei porti, che valorizzano il ruolo strategico delle infrastrutture portuali italiane.

MURA (LNP). Illustra la questione pregiudiziale QP1. Le misure per lo sviluppo finora adottate dal Governo hanno avuto il solo effetto di creare maggiori oneri e incombenze per famiglie e imprese, lasciando le categorie economiche in uno stato di tensione e di incertezza. Il decreto-legge, che compie l'ennesimo tentativo di rilancio dell'economia, tradisce ancora una volta le aspettative dei cittadini e contiene misure non immediatamente applicative, eterogenee, prive dei requisiti costituzionali di necessità e di urgenza. Mentre è dubbia l'opportunità di inserire in un decreto-legge norme sul processo civile e sulla legge fallimentare, la riorganizzazione della Scuola superiore della magistratura appare palesemente estranea alla finalità del provvedimento. Le norme sull'inammissibilità dell'appello nel settore civile presentano profili di incostituzionalità e avranno l'effetto paradossale di allungare i tempi della decisione. E' incredibile, infine, che in contrasto con gli indirizzi della spending review si preveda l'istituzione di nuovi enti, quali la Fondazione La Grande Brera, l'Agenzia per l'Italia digitale e la Fondazione di studi per il turismo.

VEDANI (LNP). Le misure adottate dal Governo, anche quelle positive come il credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato e la modifica della disciplina sull'IVA, risultano comunque settoriali e inadeguate. Le risorse stanziate sono evidentemente insufficienti, anche se il Governo, nel decreto sulla spending review ha reperito 500 milioni per l'emergenza nordafricana e 30 milioni per Roma Capitale. La politica sembra abdicare alla sua funzione: manca una visione strategica per il rilancio produttivo del Paese e manca il coraggio di scelte quali la separazione delle banche commerciali dalle banche d'affari, del credito produttivo dal credito speculativo. Fatte queste premesse, con la questione sospensiva QS1 chiede di non precedere all'esame del disegno di legge fino a quando non sia recepito il parere del CNEL, ai sensi dell'articolo 98 del Regolamento.

BUGNANO (IdV). L'Italia dei Valori voterà a favore della questione pregiudiziale, ritenendo che le disposizioni sul processo civile e la disciplina fallimentare siano estranee alla materia del decreto e contrastino con le norme costituzionali riguardanti l'accesso alla giustizia, il diritto alla difesa, il giusto processo.

CALIENDO (PdL). Voterà contro la questione pregiudiziale e la questione sospensiva perché il decreto contiene misure positive per le imprese e per il necessario rilancio dell'economia del Paese. Condivide tuttavia le critiche rivolte agli interventi sulla giustizia civile, sui quali la Commissione giustizia del Senato non ha avuto il tempo di pronunciarsi. Si augura perciò che il Ministro competente presenti in tempi brevi proposte correttive.

Risultano respinte la questione pregiudiziale QP1 e la questione sospensiva QS1.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

SPADONI URBANI (PdL). I mercati finanziari non sono stati rassicurati dall'intervento della BCE e la situazione italiana risente ancora degli effetti della crisi internazionale. Con un debito pubblico elevato, una pressione fiscale superiore al 50 per cento e un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa il Paese ha bisogno di ricominciare a crescere. Il decreto-legge contiene misure importanti a sostegno delle piccole e medie imprese, per la protezione del made in Italy, per il rilancio dell'edilizia, per la green economy. Il tasto dolente è rappresentato dalle scarse risorse a disposizione e dalla mancanza di una visione politica dei rapporti sociali. Il livello di debito pubblico non consente politiche keynesiane di sostegno alla domanda: una rivoluzione liberale deve rendere più efficiente l'apparato pubblico, di risparmiare così maggiori risorse e consentire all'economia italiana di essere più competitiva.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione alla seduta pomeridiana.