LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
nei giorni scorsi alcune associazioni di consumatori hanno stigmatizzato, mediante esposti-denunce alla Magistratura, rilievi critici in merito alla «adeguatezza e correttezza delle rettifiche alle poste di bilancio immateriali che nell'anno 2011 hanno comportato complessivamente per le principali banche italiane rettifiche per circa 30 miliardi di euro» (si veda il comunicato stampa del 1° agosto 2012 pubblicato su "federconsumatori.it");
nello stesso comunicato stampa si legge: «Occorre (...) verificare (...) se e come gli 'impairment test'(procedure di valutazione del valore delle acquisizioni societarie a valori correnti), in base alle quali sono state giustificate le rettifiche ai bilanci 2011, siano corrette. In altri termini (...) se sia avvenuto nel tempo una sorta di accumulo di rettifiche potenziali inespresse di anno in anno, che però non hanno dato luogo a rettifiche coerenti in quegli anni (...) e che tale accumulazione sia arrivata al suo culmine proprio nel bilancio 2011 e che abbia comportato una rettifica globale e complessiva (30 miliardi) ma che in realtà sarebbe stata affetta di quote di pertinenza degli anni precedenti»;
secondo i consumatori, in questo caso, «se si dovesse verificare che le rettifiche non siano state adeguatamente (...) applicate alle voci intangibili del bilancio, i risultati economici degli anni precedenti risulterebbero dunque amplificati, mentre il risultato economico dell'anno 2011 assai impattato dall'ammontare globale di queste rettifiche. L'amplificazione dei risultati degli anni precedenti avrebbe, quindi, potuto comportare dei benefici economici non dovuti (...) proprio per quegli amministratori che negli anni precedenti avevano il compito di sovraintendere» all'applicazione e alla correttezza «delle norme che prescrivono, invece, di adeguare in ciascun bilancio i valori secondo un fair value corrente»;
Federconsumatori e Adusbef hanno quindi dato mandato ai loro legali, supportati da un pool di analisti finanziari indipendenti, di inoltrare un esposto ad alcune Procure della Repubblica sulla adeguatezza e correttezza delle rettifiche alle poste di bilancio immateriali che nell'anno 2011 hanno comportato complessivamente per le cinque principali banche italiane rettifiche per circa 30 miliardi di euro. Occorre, dunque, verificare nel merito e con modalità quantitative se e come gli impairment test (procedure di valutazione del valore delle acquisizioni societarie a valori correnti) in base ai quali sono state giustificate le rettifiche ai bilanci 2011 siano corretti,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza di un accumulo di rettifiche potenziali inespresse di anno in anno da parte delle cinque principali banche italiane, che avrebbero dato luogo a rettifiche coerenti nei bilanci dell'ultimo biennio;
se risulti che le rettifiche dovute abbiano rispettato le norme che sovraintendono alla redazione dei bilanci e se tale accumulazione sia arrivata al suo culmine proprio nel bilancio 2011 comportando una rettifica globale e complessiva pari a 30 miliardi di euro, che in realtà sarebbe stata prodotta da quote di pertinenza degli anni precedenti;
se risulti che le stesse rettifiche, non adeguatamente calcolate ed applicate alle voci intangibili del bilancio, abbiano comportato un'amplificazione dei risultati economici degli anni precedenti, mentre il risultato economico dell'anno 2011 risulterebbe assai impattato dall'ammontare globale di queste rettifiche;
se risulti che l'amplificazione dei risultati degli anni precedenti avrebbe comportato dei benefici economici non dovuti quali premi produzione, emolumenti, liquidazioni, proprio per quegli amministratori che negli anni precedenti avevano il compito di sovraintendere all'applicazione e alla correttezza delle norme che prescrivono, invece di adeguare in ciascun bilancio i valori secondo un fair value corrente;
quali misure urgenti si intendano adottare per imporre la dovuta trasparenza ai bilanci societari, specie di origine bancaria, i quali, seppur oggetto di certificazione da parte delle società di revisione, spesso nascondono poste contabili poco trasparenti, quindi di difficile lettura e comprensione al pubblico degli utenti, consumatori, risparmiatori.
(2-00509)
GALLO, AMORUSO, GRILLO, COSTA, NESSA, D'ALI', SACCOMANNO, MAZZARACCHIO, SPEZIALI, PASTORE, MORRA, LICASTRO SCARDINO, PALMA, FLERES, CARDIELLO, SCARPA BONAZZA BUORA, VICECONTE, COMPAGNA, LAURO, ALLEGRINI, DE ECCHER, PISANU, ZANETTA, CARUSO, VICARI, ALICATA, CICOLANI, SANCIU, CORONELLA, SARRO, D'AMBROSIO LETTIERI, LADU, TOTARO, TOFANI, SERAFINI Giancarlo, FAZZONE, CURSI, LATRONICO, BALDINI, SANTINI - Ai Ministri per la coesione territoriale, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
la delibera CIPE n. 62 del 3 agosto 2011, registrata alla Corte dei conti il 21 dicembre 2011 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2011 ha disposto il finanziamento, a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo e coesione di competenza regionale, di interventi prontamente cantierabili riguardanti le grandi opere strategiche nazionali e regionali ferroviarie e viarie essenziali per ricucire nord e sud del Paese. In particolare, la delibera assegna 1,6 miliardi di euro a favore di interventi strategici nazionali e 5,8 miliardi di euro a favore di 128 infrastrutture di rilievo interregionale e regionale, riguardanti non soltanto strade e ferrovie ma anche schemi idrici, porti e interporti, aree d'insediamento produttivo, banda larga;
la delibera CIPE n. 78 del 30 settembre 2011, registrata alla Corte dei conti il 9 gennaio 2012 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 gennaio 2012, e successivamente modificata dalla delibera 20 gennaio 2012, registrata alla Corte dei conti il 17 aprile 2012 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 aprile 2012, ha approvato un programma di investimenti nel sistema universitario nel Mezzogiorno che assegna, a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo e coesione di competenza regionale, 1.027 milioni di euro, di cui circa 84 milioni di euro a favore di due poli di ricerca di eccellenza in Calabria, Sicilia e Puglia e 943 milioni di euro in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, per il finanziamento di infrastrutture quali laboratori didattici e di ricerca, biblioteche, mense, attrezzature tecnologiche e informatiche, case dello studente, ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici universitari;
la delibera CIPE n. 8 del 20 gennaio 2012, registrata alla Corte dei conti il 17 aprile 2012 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio 2012, ha assegnato circa 750 milioni di euro, a carico della programmazione regionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per il completo finanziamento degli interventi rientranti in specifici accordi di Programma già sottoscritti tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e le singole regioni del Mezzogiorno per il contrasto del rischio idrogeologico relativo a frane e versanti;
la delibera CIPE n. 41 del 23 marzo 2012, registrata alla Corte dei conti il 7 giugno 2012 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 2012, ha previsto che, ai fini dell'attuazione degli interventi previsti nelle citate delibere CIPE n. 62 e n. 78 del 2011, si procede attraverso lo strumento dei contratti istituzionali di sviluppo, nelle ipotesi nelle quali i soggetti attuatori siano costituiti da concessionari di pubblici servizi di rilevanza nazionale; in tutti gli altri casi si procede mediante la stipula di specifici accordi di programma quadro (APQ);
la delibera CIPE n. 60 del 30 aprile 2012, registrata alla Corte dei conti il 3 luglio 2012, ha assegnato 1.686 milioni di euro, valere sulle risorse regionali del Fondo per lo sviluppo e la coesione e sulle risorse «liberate» derivanti dalla programmazione comunitaria 2000-2006, a 223 interventi prioritari nel settore ambientale della depurazione delle acque reflue urbane e della bonifica di discariche in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali fondi si aggiungono ai 133 milioni di euro già disponibili per i medesimi interventi;
le risorse assegnate dalla citata delibera CIPE n. 62 del 3 agosto 2011 ammontano a circa 7,5 miliardi di euro che consentono di attivare un volume di investimenti di circa 30 miliardi di euro;
le risorse assegnate dalla citata delibera CIPE n. 78 del 30 settembre 2011 ammontano a circa a un miliardo di euro che consente di attivare un volume di investimenti di circa 1,2 miliardi di euro;
le risorse assegnate dalla citata delibera CIPE n. 8 del 20 gennaio 2012 ammontano a circa 675 milioni di euro che consente di attivare un volume di investimenti di circa 750 milioni di euro;
le risorse assegnate dalla citata delibera CIPE n. 60 del 30 aprile 2012 ammontano a circa 1,7 miliardi di euro che consente di attivare un volume di investimenti di circa 1,8 miliardi di euro;
le delibere CIPE n. 62 e 78 del 2011 prevedevano la sottoscrizione dei contratti istituzionali di sviluppo, o, in alternativa, quale strumento attuativo per la definizione delle responsabilità, dei tempi e delle regole di realizzazione degli interventi programmati, le sanzioni per eventuali inadempienze e le condizioni per l'attivazione di poteri sostitutivi;
la delibera n. 8 del 2012 tenuto conto dell'urgenza degli interventi prevede l'attuazione diretta degli interventi e la stessa delibera stabilisce un sistema di monitoraggio e controllo per verificare lo stato di avanzamento degli stessi;
la delibera CIPE 60 del 2012 prevede che gli interventi di competenza regionale finanziati saranno attuati mediante APQ «rafforzati» nell'ambito dei quali saranno, fra l'altro, individuati i soggetti attuatori, gli indicatori di risultato e di realizzazione, i cronoprogrammi di attuazione e appaltabilità, i sistemi di verifica delle condizioni di sostenibilità finanziaria e gestionale, i meccanismi sanzionatori a carico dei soggetti inadempienti, nonché appropriati sistemi di gestione e controllo, anche con riferimento all'ammissibilità e congruità delle spese e alla qualità e completezza delle elaborazioni progettuali, nel rispetto di tutte le norme comunitarie, nazionali e regionali;
le delibere CIPE n. 8, n. 41, e n. 60 del 2012 sono state registrate alla Corte dei conti ben oltre il termine di 30 giorni, così come annunciato dal Governo in occasione di diversi interventi in Parlamento,
si chiede di sapere:
in quali tempi si procederà alla stipula dei contratti istituzionali di sviluppo o degli accordi di programma quadro al fine di far partire concretamente le opere e dare un impulso molto importante all'economia del Mezzogiorno;
in quali tempi si procederà all'assegnazione alle Regioni del Mezzogiorno delle risorse residue del Fondo di sviluppo e coesione, valutabili in oltre 4,3 miliardi di euro.
(2-00510p. a.)