STRADIOTTO (PD). Signor Presidente, innanzitutto, desidero ringraziare lei, i senatori Questori e l'intero Consiglio di Presidenza per il lavoro svolto negli ultimi mesi.
Rispondendo ai senatori Leoni e Alberto Filippi, sottolineo che io sono orgoglioso di essere senatore e di appartenere a questa istituzione e farò di tutto perché il Senato faccia bella figura.
Questo è il lavoro svolto negli ultimi mesi e credo sia importante. Se vi fosse stato un sistema elettorale diverso, oggi certamente non saremmo in queste condizioni: lo afferma un persona che è stata eletta nel 2001 con l'elezione diretta nel collegio e che poi è stata eletta in modo diverso nel 2008. Il male deriva da lì; il nostro distacco rispetto a quanto accade all'esterno dipende da quel «maledetto» sistema elettorale.
Quanto al bilancio, sottolineo che il bilancio di previsione del 2011 era di 588 milioni di euro; abbiamo chiuso il bilancio consuntivo 2011 con 546 milioni di euro. Il bilancio di previsione per il 2012 è pari a 541 milioni di euro. Molto probabilmente chiuderemo il bilancio intorno a 520-530 milioni di euro. È la prima volta che il Senato approva un bilancio di previsione inferiore al consuntivo dell'anno precedente. Se tutta la pubblica amministrazione iniziasse ad adottare questo metodo credo inizieremmo veramente a dare un segnale forte all'esterno, al popolo italiano. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Questori Adragna e Cicolani).
Ma passiamo alle questioni vere. Analizziamo le voci di bilancio perché sia chiaro ai colleghi quali sono i margini in cui possono muoversi il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei questori, quali sono le rigidità di questo bilancio.
Il trattamento del personale in quiescenza incide sul bilancio per il 19,71 per cento e cioè per 106 milioni di euro. Il trattamento degli ex senatori incide per 77,2 milioni di euro e cioè per la bellezza del 14,24 per cento. Ciò significa che queste due poste di bilancio da sole assorbono il 33,9 per cento del bilancio, cioè la bellezza di 184 milioni di euro, e noi su questi numeri non possiamo incidere.
Proseguiamo. Le spese per il personale sono pari a 134 milioni di euro, cioè al 24,74 per cento del totale, mentre le spese del personale esterno ammontano a 21,840 milioni di euro, pari al 4 per cento. Tra i vari interventi ho sentito richiedere la regolarizzazione del personale esterno, ma vorrei fare notare che ciò comporterebbe un aumento della voce relativa al personale. Vogliamo dirlo questo, o vogliamo ragionare su una diversa organizzazione dei lavori del Senato?
Ma analizziamo il costo dei senatori, perché questo è il vero problema. In questi giorni, colleghi, è in corso un referendum sulle nostre diarie ed indennità. Ebbene, sapete quanto incidono sul bilancio del Senato? Ammontano a 21 milioni di euro, pari al 3,8 per cento della spesa totale; le nostre indennità incidono per 43,5 milioni di euro pari all'8 per cento; i Gruppi incidono per il 6,9 per cento. Questo significa che la politica incide nel bilancio del Senato per il 18 per cento. Possiamo ridurlo della metà, ma il problema non si risolve. Al riguardo ci dobbiamo porre l'obiettivo di ragionare, e per far ciò la trasparenza è fondamentale.
I cittadini sono convinti che le auto blu che vedono a Roma sono le nostre quando, in realtà, le auto blu presenti nel bilancio del Senato (non so il senatore Alberto Filippi quali dati consulti) ammontano a 12, mentre quelle della Camera sono 20. Se le 32 auto blu di Camera e Senato a Roma uscissero contemporaneamente non si rileverebbero.
Qualcuno dovrebbe darmi delle spiegazioni al riguardo, ma la carenza è nostra. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pinzger). Siamo incapaci di essere trasparenti e di chiarire questa questione. Non ne possiamo più di essere considerati la... (stavo per dire una brutta parola) di questo Paese. Ma questo dipende da noi, dalla nostra capacità di essere trasparenti, e in questo si colloca l'appello lanciato dai colleghi sul fatto che, per quanto riguarda i numeri, le cose iniziano a quadrare.
Il segnale che sulla trasparenza dobbiamo fare molto di più è arrivato forte.
Dobbiamo quindi continuare a lavorare per ridurre ulteriormente i costi, perché dai dati che ho riportato risulta che l'86 per cento delle spese sono obbligatorie. Potremmo agire sul 14 per cento, su cui probabilmente c'è molto da fare.
Una cosa voglio dire al presidente Schifani, che presiede i lavori in questo momento. Probabilmente dobbiamo organizzare i nostri lavori in modo diverso. A volte abbiamo impiegato settimane a discutere di modifiche a provvedimenti, magari approvate e poi stravolte da un successivo decreto-legge su cui è stata posta la fiducia.
Forse sarebbe il caso che i parlamentari uscissero di più, che restassero meno in quest'Aula e si dedicassero di più al lavoro di Commissione, che andassero in giro a dare spiegazioni alla popolazione e a sentire dalla popolazione quali sono i problemi e le difficoltà. (Applausi della senatrice Garavaglia Mariapia).
È inutile passare tante ore nell'Aula del Senato. Non serve se alla fine produciamo chiacchiere che non hanno effetto.(Applausi del Gruppo PD). Questo è il lavoro che dobbiamo fare. Dunque, dovremmo pensare ad una organizzazione diversa.
Gli altri Parlamenti europei si riuniscono due settimane al mese; nelle due altre settimane si lavora in Commissione o sul territorio. Anche noi dobbiamo muoverci in tal senso. Così facendo potremmo utilizzare in modo diverso anche il personale del Senato che potrebbe essere dato in supporto ai senatori conseguendo risparmi.
Vorrei solo dire questo: noi abbiamo fatto un grande lavoro, è stato difficile e secondo me abbiamo dato un segnale importante che deve riguardare tutti. Qua non si salva nessuno; lo dico ai colleghi senatori e anche ai dipendenti del Senato. Dobbiamo comprendere che questa non è una struttura qualsiasi: questa è una Ferrari, e pertanto va gestita bene, dai minimi particolari alle cose più rilevanti. Buon lavoro. (Applausi dai Gruppi PD e PdL).