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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 783 del 01/08/2012


CICOLANI, senatore Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il parere sull'ordine del giorno G1, del senatore Mascitelli e di altri senatori, è molto articolato, perché tocca un complesso di argomenti: è parzialmente positivo solo su alcuni punti e negativo su altri.

Con riguardo al primo punto del dispositivo in cui si chiede al Consiglio di Presidenza di rivedere le indennità parlamentari, sulla scorta del decreto che chiedeva di commisurare le indennità parlamentari sulla media ponderata, degli analoghi trattamenti economici percepiti nei principali stati dell'area euro, rivedendo la delibera fatto del 31 gennaio scorso, il mio parere è contrario, nel senso che riteniamo che il lavoro fatto adegui agli altri Paesi europei analoghi la parte relativa all'indennità parlamentare.

Le indennità accessorie, la cui competenza ricade più specificatamente sul Consiglio di Presidenza, sono palesemente inferiori rispetto al costo che i Parlamenti di altri Paesi, (Francia, Germania e Gran Bretagna) subiscono rispetto al nostro, anche rispetto al Parlamento europeo, e sono inferiori in modo consistente.

Da questa analisi risulterebbe che il costo per un parlamentare nazionale è circa di 14.000 euro complessive, quello relativo ad un parlamentare francese invece è di 21.000 euro, quello relativo a un parlamentare britannico è di 19.000 euro, quello relativo a un parlamentare tedesco di circa 25.000 euro, quello relativo ad un parlamentare europeo è di 34.500, nel caso che vengano utilizzati del tutto i plafond relativi alle possibilità che questi parlamentari hanno di utilizzare i servizi che i relativi Parlamenti mettono loro a disposizione.

Noi abbiamo un rapporto forfetario con il Parlamento che si rileva quanto meno più economico, seppure, forse, meno trasparente. E' comunque diverso, ma è certamente più economico.

Per quanto riguarda invece la riduzione delle spese per il personale addetto alle segreterie particolari, questa iniziativa può essere assunta sicuramente a partire dalla prossima legislatura, perché per questa legislatura si tratta di persone con contratti già stipulati, in essere. Quindi tale punto del dispositivo non è accoglibile.

Sul punto relativo la riduzione delle spese per l'adozione di sistemi di sicurezza, nel rispetto delle vigenti norme sulla riservatezza e sulla privacy, il parere è favorevole, perché è un tema su cui i Questori stavano già lavorando, per la verità.

Con riguardo alla riduzione degli oneri relativi ai servizi diversi da quelli riferiti strettamente all'attività parlamentare, il parere è certamente favorevole, in quanto lo stiamo già facendo, e qualche risultato si è visto già nel bilancio di quest'anno.

Quanto a procedere immediatamente ad una revisione delle attuali convenzioni tra il Senato e le compagnie aeree, al fine di realizzare un contenimento del costo dei voli, nonché a valutare la possibilità di stipulare convenzioni con compagnie aeree low cost, il parere è contrario, perché queste convenzioni sono state rivisitate molto recentemente. Ne abbiamo rivisto alcune anche quest'anno, con riduzioni anche del 20 per cento, rispetto ai costi storici, ma le compagnie low cost non fanno convenzioni: non è proprio nella loro natura fare convenzioni. Il tipo di politica della compagnia low cost mira al riempimento dell'aereo e, quindi, non possono essere fatte convenzioni.

Con riguardo ai punti del dispositivo in cui si chieda di ridurre, almeno del 50 per cento, le spese complessive inerenti il parco auto, con particolare riguardo al noleggio, manutenzione, rimessaggio e lavaggio e di ridurre, almeno del 50 per cento, le spese per le consulenze e di rappresentanza, faccio presente che noi quest'anno, rispetto all'anno scorso, riduciamo del 25 per cento le relative spese. Forse sono ancora ulteriormente comprimibili, ma non del 50 per cento. Quindi è accoglibile se si toglie il riferimento al 50 per cento. Colgo l'occasione per dire, non a quest'Aula che lo sa benissimo, ma all'esterno, che nessun senatore utilizza le macchine di servizio, che sono pochissime.

INCOSTANTE (PD). Fate un comunicato stampa.

CICOLANI, senatore Questore. Lo diciamo continuamente.

L'ordine del giorno G2 è accolto. Sull'ordine del giorno G3 il parere è sostanzialmente favorevole. C'è soltanto la parte relativa e alla trasparenza con riguardo alle situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie e agli incarichi remunerati dei senatori. Questo si può fare solo se i senatori lo dichiarano nelle forme regolamentari attualmente previste. Noi possiamo dire quello che il Senato sa, il Senato non può fare ispezioni, quindi ci si deve limitare alle forme che sono attualmente note al Senato. Per esempio, sulle attività retribuite a latere esiste la Commissione per le incompatibilità, e in quella sede vengono dichiarate le attività dei senatori. Con una riformulazione di questa parte del primo punto del dispositivo l'ordine del giorno è accoglibile.

L'ordine del giorno G4 è accolto con una richiesta di riformulazione. Io eliminerei nel secondo punto del dispositivo la parola «esclusivamente», riferita al formato elettronico, per la presentazione di disegni di legge, emendamenti, atti di sindacato ispettivo e di indirizzo. Mi sembra una limitazione dell'attività dei senatori. Può esserci un collega che non ha l'abitudine di usare il PC. È preferibile quindi dire "prevalentemente". Con questa riformulazione, l'ordine del giorno è accolto.

L'ordine del giorno G5 è accolto, anche se presuppone una riforma regolamentare, e ciò può essere fatto insieme alla Camera dei deputati. In quel ramo del Parlamento il Collegio dei Questori ha presentato una proposta; noi possiamo impegnarci a fare altrettanto e a concordare con il Collegio dei Questori della Camera una modifica in questa direzione.