Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (403 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 782 del 01/08/2012


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente MAURO

La seduta inizia alle ore 8,34.

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

Le comunicazioni rese dalla Presidenza nel corso della seduta sono riportate nel Resoconto stenografico.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(3402) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

Seguito della discussione e approvazione della questione di fiducia

PRESIDENTE. Nella seduta pomeridiana di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati, ed ha avuto luogo la discussione sulla questione di fiducia.

Passa quindi alla votazione.

ASTORE (Misto-ParDem). Voterà convintamente a favore del provvedimento, ritenendo ingiustificate le critiche a proposito di un utilizzo eccessivo della questione di fiducia e della decretazione d'urgenza da parte del Governo, dal momento che la difficile situazione del Paese richiede un'azione tempestiva ed efficace. L'unità della Nazione e del popolo italiano si misurano proprio nei momenti di maggiore difficoltà: va dunque apprezzato il decreto, che valorizza il ruolo delle autonomie locali, a cui vengono delegati importanti poteri, e che stanzia risorse non solo per la ricostruzione materiale dei luoghi, ma anche per rilanciare lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma. Occorre portare avanti il programma di adeguamento alla normativa antisismica degli edifici scolastici, iniziato dopo la tragedia di San Giuliano, e prevedere finanziamenti per adeguare a tali normative anche gli edifici dei territori a rischio che non siano stati danneggiati dal sisma, compiendo così una fondamentale opera di prevenzione. Invita infine il Governo a provvedere ad una attenta ricognizione tecnica delle opere di ricostruzione che rimangono ancora incompiute nell'intero territorio nazionale.

DI NARDO (IdV). L'Italia dei Valori, che pure ha approvato la conversione del decreto-legge alla Camera dei deputati, non voterà la fiducia al Senato, dal momento che è stato di fatto impedito un serio ed approfondito dibattito per migliorare il provvedimento e colmare le lacune in esso presenti. Desta particolare perplessità la norma recante disposizioni in deroga ai titoli abitativi in materia edilizia e a quelli previsti per le costruzioni in zone sismiche, che consente di godere delle agevolazioni per i lavori di ripristino anche per gli edifici parzialmente abusivi o per quelli totalmente abusivi per i quali non sia stata ancora emessa ordinanza di demolizione. Si rammarica inoltre del fatto che un emendamento presentato da alcuni senatori campani non sia stato discusso e che, a causa della posizione della questione di fiducia, non sia stata data nemmeno la possibilità di trasformarlo in un ordine del giorno: esso avrebbe infatti consentito di risolvere un contenzioso in materia di edilizia abusiva riguardante la Campania, riconoscendo parità di trattamento ai cittadini di tale Regione.

PALMIZIO (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Anche se avrebbe preferito la normale procedura di approvazione, Coesione Nazionale voterà la fiducia al Governo. Il Gruppo ribadisce l'opportunità di conferire maggiori poteri ai sindaci nella fase della ricostruzione e si rammarica dell'errore di scrittura dell'articolo 3 che ha dato adito al timore di una sanatoria. I diversi ordini del giorno approvati in Commissione evidenziano i problemi principali che restano da affrontare: il differimento dei termini per gli adempimenti fiscali e contributivi e l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità.

GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Voterà la fiducia che appare giustificata dall'imminente data di scadenza del decreto. E' vero che le risorse stanziate nel decreto per le popolazioni colpite dal sisma sono lontane dagli oltre 13 miliardi di danni stimati; occorre tuttavia considerare i fondi aggiuntivi del CIPE per gli edifici scolastici e il fondo di solidarietà europeo. E' positivo che parte della copertura finanziaria sia garantita dalla riduzione dei contributi pubblici ai partiti e dalla revisione della spesa, anche se sarebbe stato preferibile sostituire l'aumento delle accise sui carburanti con l'inasprimento fiscale sul gioco. Le difficoltà per le imprese rimangono enormi: il Governo si è impegnato a mettere a punto un intervento più organico, con misure strutturali a sostegno delle attività produttive, e a considerare la proposta di prorogare ulteriormente il pagamento delle imposte. Superata l'emergenza, la ricostruzione dovrebbe ispirarsi al modello sperimentato in Friuli, incentrato sulle iniziative dei Comuni.

BODEGA (Misto-SGCMT). La componente "Siamo gente comune" del Gruppo Misto voterà la fiducia al Governo che ha accolto un ordine del giorno sulla ripresa delle attività lavorative.

GUSTAVINO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Voterà la fiducia, anche se nutre qualche preoccupazione per la distanza tra le somme stanziate dal provvedimento e i danni stimati. Il decreto-legge offre comunque le prime risposte al tessuto produttivo che non è delocalizzabile, favorisce la ripresa dell'attività scolastica, stanzia risorse per la ricostruzione degli edifici di interesse artistico e religioso. Sarebbe opportuno dilazionare i termini per gli adempimenti fiscali e superare quanto prima una gestione commissariale che non è funzionale alla ricostruzione.

VALLARDI (LNP). L'imminente scadenza del decreto non giustifica l'apposizione della questione di fiducia e la rinuncia a migliorare un provvedimento che presenta vistose lacune, ma che la Lega avrebbe comunque appoggiato per solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma. Al di là dei 50 milioni stanziati per gli interventi della Protezione civile, le altre risorse appaiono aleatorie e 500 milioni deriveranno da un aumento delle accise che ricadrà anche sulle stesse popolazioni colpite dal sisma. Un Governo che nell'ambito della spending review stanzia 500 milioni per l'emergenza nordafricana, non trova i fondi per cittadini italiani colpiti da una grave calamità naturale che contribuiscono per il 50 per cento alla creazione del PIL nazionale. E' auspicabile che si torni presto a votare per avere un Governo eletto democraticamente.

BARBOLINI (PD). Dichiara il voto favorevole del Gruppo sulla fiducia posta dal Governo sul decreto che affronta efficacemente la prima fase di emergenza nei territori colpiti da un disastro forse non percepito nelle sue reali proporzioni. Il vitale tessuto produttivo dell'Emilia-Romagna, che ha garantito occupazione e benessere e costituito il 2 per cento del prodotto interno lordo, è paralizzato per oltre il 50 per cento, con il 40 per cento delle strutture controllate dichiarate inagibili. Per questo la tempestività d'intervento è decisiva. E' improprio fare confronti con gli interventi per il sisma in Abruzzo, perché nel frattempo sono cambiate, ad esempio, la natura e la funzione della Protezione civile e perché a tre anni dal sisma il sessanta per cento delle risorse erogate deve ancora essere speso. Occorre ora evitare cesure tra fase di emergenza e ricostruzione, perché a quelle popolazioni non interessa la costruzione di nuovi insediamenti, ma il recupero dei loro centri storici e delle loro comunità. Il provvedimento, che contiene misure utili ed efficaci, è solo una parte dell'intervento complessivo e la polemica sull'esiguità delle risorse disponibili è pretestuosa, perché 9,3 miliardi di stanziamento possono essere considerati un risultato insperato nella situazione di crisi attuale. Resta il rammarico per la mancata unanimità nell'approvazione del provvedimento, giustificata da posizioni strumentali assunte, basate su una interpretazione errata del senso della norma sulla ricostruzione di immobili abusivi, dai senatori campani del PdL che fanno in questo modo mancare il loro apporto di solidarietà ad una popolazione che su questo fronte ha fornito in passato esempi encomiabili.

GIOVANARDI (PdL). Non si può negare che nel provvedimento per l'Abruzzo era previsto un risarcimento per il 100 per cento dei danni subiti e che i cittadini terremotati hanno potuto lasciare le tende in tempi molto rapidi. In questo caso, invece, i Presidenti delle Regioni sono chiamati a stabilire proporzioni e priorità d'intervento facendo conto sulle risorse disponibili, non sufficienti. La difficoltà sta anche nella polverizzazione delle disposizioni nei diversi provvedimenti e nell'aspetto della copertura, laddove si è ampliata la platea dei beneficiari delle esenzioni fiscali e sono state ridotte le risorse a disposizione. Occorrono risposte concrete per dare una casa ai terremotati, come è stato fatto per l'Abruzzo, ma il provvedimento individua solo meccanismi di finanziamento confusi e per lo più ancora da determinare. Si invoca la ripresa rapida della produzione in quei territori, ma poi si costringono gli imprenditori di alcuni Comuni a spendere centinaia di migliaia di euro per l'adeguamento antisismico anche degli stabilimenti perfettamente integri. Il voto del Gruppo sarà dunque favorevole per senso di responsabilità, ma le perplessità cui il Governo dovrebbe rispondere sono molte. Le critiche nei riguardi dei senatori campani del PdL, infine, sono ingenerose, in quanto la loro proposta è dettata solo dalla volontà di risolvere un grave problema sociale, generando peraltro introiti fiscali da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto.

SALTAMARTINI (PdL). In dissenso dal Gruppo, dichiara che si asterrà dal voto, non avendo avuto ancora risposta da parte del Governo circa la richiesta, più volte reiterata attraverso atti di sindacato ispettivo, di risarcire i Comuni delle ingentissime spese sostenute per far fronte all'emergenza causata dalle forti nevicate del febbraio scorso nel centro Italia.

PALMA (PdL). Avendo avuto rassicurazioni dal Capogruppo che sarà calendarizzata per settembre la discussione del disegno di legge sulla regolarizzazione dell'edilizia abusiva in Campania e si potrà finalmente affrontare, al di là della propaganda e delle ipocrisie, un gravissimo problema sociale, voterà la fiducia e invita i senatori campani a partecipare al voto.

MURA (LNP). Precisa che la Lega Nord avrebbe votato a favore del provvedimento, pur consapevole dei suoi limiti, ma la posizione della questione di fiducia indurrà i senatori del Gruppo a non partecipare alla votazione.

Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'articolo unico del disegno di legge n. 3402, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia. Risultano conseguentemente preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge.

Deliberazione sulla richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento, in ordine ai disegni di legge costituzionale:

(3413) RUTELLI ed altri. - Elezione di una Commissione per la riforma della Costituzione

(3384) FLERES ed altri. - Istituzione di un'Assemblea Costituente

(3348) PERA ed altri. - Istituzione di un'Assemblea Costituente

(3244) D'ALI'. - Riduzione della rappresentanza parlamentare e istituzione di una Assemblea costituente per la revisione della Costituzione

(3229) LAURO. - Norme istitutive dell'Assemblea costituente per una revisione della Costituzione e per una riforma dello Stato, delle Regioni e delle autonomie locali

(3135) COMPAGNA ed altri. - Modifica all'articolo 138 della Costituzione, in materia di revisione della Costituzione mediante l'elezione di un'Assemblea costituente

(2173) CUTRUFO. - Norme in materia di istituzione di un'Assemblea costituente per la revisione della parte II della Costituzione

(2563) SBARBATI. - Istituzione di una Commissione costituente per le riforme istituzionali

RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Chiede che sia deliberata l'urgenza in ordine alla discussione dei disegni di legge costituzionali, sottoscritti da numerosi senatori, tendenti ad istituire un organismo costituente per procedere alla riforma della seconda parte della Costituzione. In particolare auspica che possa essere istituita una commissione di 90 membri, eletti con un sistema di voto proporzionale, in carica per 18 mesi, con funzioni redigenti della riforma costituzionale. La dichiarazione d'urgenza consentirebbe dunque al Senato di discutere i disegni di legge in tempi certi e celeri, qualora il disegno di legge di riforma costituzionale, appena votato in prima lettura, non venisse approvato dalla Camera dei deputati.

PARDI (IdV). Numerosi esponenti politici sostengono da anni la necessità di riformare la seconda parte della Costituzione per migliorare la governabilità del Paese, ma tutti i tentativi di riforma organica della Carta secondo la procedura prevista dall'articolo 138 si sono risolti in un fallimento, tranne la riforma del Titolo V della Costituzione che ha però avuto esiti fallimentari e creato problemi applicativi e interpretativi. È dunque lecito dubitare che una Commissione costituente, eletta con metodo proporzionale, abbia maggiori possibilità di addivenire a risultati concreti e ad un testo condiviso rispetto alle Camere, elette con un sistema di voto maggioritario. Il difetto di governabilità deriva da mancanze di natura politica e non dal sistema delle regole costituzionali: non condivide quindi l'urgenza né di riformare la seconda parte della Costituzione, né di esaminare i disegni di legge per la nomina di un organismo costituente.

Presidenza del vice presidente CHITI

VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Chiede che l'eventuale dichiarazione di urgenza sia estesa anche ai disegni di legge nn. 3287 e 3288 a prima firma del senatore Saia. Essi, così come gli altri presentati sul medesimo argomento, delineano un percorso riformatore aperto ed approfondito che consente di liberare le potenzialità della Costituzione, conservando la validità dei suoi principi, ma adeguando la normativa ai cambiamenti succedutisi nel tempo. In tal modo potrebbero ad esempio essere dibattuti ed approfonditi il rapporto tra la sovranità nazionale e i poteri delle istituzioni europee e il tema fondamentale della partecipazione popolare al processo di integrazione europea. Concorda dunque con la proposta di deliberare l'urgenza per i disegni di legge in oggetto, la cui approvazione rappresenterebbe un segnale riformatore concreto e positivo.

TEDESCO (Misto-MSA). Il Gruppo Misto voterà a favore della deliberazione d'urgenza per l'esame congiunto delle diverse proposte che sono state formulate. Chiede inoltre di sottoscrivere il disegno di legge a prima firma del senatore Pera ed auspica l'istituzione di una Assemblea costituente, eletta direttamente dal corpo elettorale con metodo proporzionale, per consentire l'adeguamento della normativa costituzionale all'evoluzione civile e sociale del Paese.

SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Condividendo la proposta di urgenza e le argomentazioni illustrate dal senatore Rutelli, auspica che, qualora il disegno di legge costituzionale recentemente votato dal Senato non sia condiviso dalla Camera dei deputati, si proceda all'elezione di un'Assemblea costituente.

CALDEROLI (LNP). L'Assemblea costituente è un organismo che viene generalmente nominato al termine di un conflitto bellico o in seguito ad una rivoluzione. Esso comporterebbe inoltre un aumento dei costi e un allungamento dei tempi per l'approvazione delle riforme costituzionali: sarebbe quindi preferibile affidare il compito di preparare una riforma della seconda parte della Costituzione alle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, in sede redigente. L'approvazione della dichiarazione di urgenza rischierebbe inoltre di delegittimare la riforma costituzionale appena approvata dal Senato.

ZANDA (PD). Pur esprimendo personalmente un giudizio positivo sull'ipotesi di nominare un'Assemblea costituente, annuncia che il Partito Democratico non sosterrà la richiesta di dichiarazione d'urgenza. La creazione di un apposito organismo costituente è infatti una decisione di grandissimo impegno, che richiede una discussione preliminare ampia e una forte condivisione. La scadenza ravvicinata della legislatura e le molteplici urgenze che dovranno essere affrontate non consentono dunque una discussione adeguata a tale importante tematica.

GASPARRI (PdL). Il Popolo della libertà auspica che il disegno di legge di riforma costituzionale appena varato dal Senato venga celermente approvato anche dalla Camera dei deputati. Se così non fosse, il Gruppo non ha ragione di opporsi alla deliberazione della procedura d'urgenza per l'istituzione di un organismo costituente, che potrà essere successivamente discussa e vagliata nel merito. Pertanto voterà a favore della dichiarazione d'urgenza, rimarcando in tal modo la volontà riformatrice del PdL.

CUTRUFO (PdL). L'assemblea costituente, eletta con metodo proporzionale, consentirebbe un ampio e approfondito confronto nel Paese e la soluzione di annose e rilevanti questioni istituzionali, come il superamento del bicameralismo perfetto e la regolamentazione della vita democratica interna ai partiti.

PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Voterà a favore della dichiarazione d'urgenza, dal momento che l'istituzione di un organismo costituente potrebbe offrire una risposta efficace alle difficoltà registrate nel tortuoso iter delle riforme costituzionali.

Previa verifica del numero legale, con votazione nominale elettronica, disposta dal Presidente ai sensi dell'articolo 114, comma 1, del Regolamento, il Senato approva la richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento, in ordine ai disegni di legge costituzionale nn. 3143, 3384, 3348, 3244, 3229, 3135, 2173 e 2563, inerenti la medesima materia, avanzata dal senatore Rutelli. Conseguentemente il termine residuo per la presentazione delle relazioni, previsto dall'articolo 44 del Regolamento, viene ridotto alla metà. Qualora la Commissione competente provveda alla connessione della proposta con altri disegni di legge, il dimezzamento di tutti i termini di esame, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, si estenderà anche ad essi.

PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 11,32, è ripresa alle ore 11,38.

Informativa del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sull'ILVA di Taranto e conseguente discussione

CLINI, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il Governo sta operando di concerto con le amministrazioni locali e le rappresentanze sindacali alla ricerca di una collaborazione costruttiva con ILVA, ipotizzando un accordo di programma per un piano di risanamento compatibile con la continuità produttiva e la competitività del polo siderurgico più importante d'Europa. L'iniziativa non è volta a interferire nell'azione della magistratura, l'ha anzi anticipata e mira ad ottenere l'applicazione di leggi e direttive europee. Il Ministro dell'ambiente è orientato a trovare soluzioni di merito e ad evitare ulteriori contenziosi con l'azienda che riguardano l'autorizzazione integrata ambientale, i dati sull'inquinamento ambientale, l'adeguamento agli standard europei, la bonifica del sito industriale, l'infrazione aperta sulla procedura di danno ambientale. L'allungamento dei tempi, infatti, aggraverebbe i problemi ambientali del territorio e comprometterebbe la continuità produttiva dell'azienda. In considerazione dell'accesa competizione europea, si intende garantire ad ILVA non già finanziamenti pubblici, che sono interdetti dalla normativa europea, bensì procedure amministrative più semplici, trasparenti e meno costose che al momento avvantaggiano i produttori tedeschi e francesi. Domani a Bari incontrerà il sindaco, il Presidente della Regione, i rappresentanti delle parti sociali per dare attuazione al protocollo d'intesa sottoscritto il 6 luglio scorso, che individua le risorse per risanare il territorio di Taranto, per realizzare infrastrutture e per valorizzare il porto, attingendo anche ai fondi per la competitività e l'innovazione tecnologica.

CAFORIO (IdV). Esprime solidarietà alla magistratura: soltanto in Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, la tutela del diritto al lavoro appare inconciliabile con la tutela della salute e dell'ambiente. Non poche sono le responsabilità della proprietà aziendale che, dopo aver ottenuto a un prezzo irrisorio impianti statali, non ha investito nell'innovazione tecnologica. Dopo anni di inerzia e connivenza, lo Stato è chiamato oggi ad accollarsi il costo della bonifica: l'Italia dei Valori vigilerà sulla gestione di questi fondi.

MENARDI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Esprime apprezzamento per la scelta del Ministro, cui augura un pieno successo, di privilegiare la ricerca di soluzioni di merito e di abbandonare la strada del contenzioso, che comporta tempi lunghi e esiti incerti. E' doveroso da parte del Governo difendere un'azienda di valore strategico, chiamata a competere con produttori tedeschi e francesi. Della necessaria continuità produttiva è consapevole la stessa magistratura che, intelligentemente, ha messo sigilli virtuali allo stabilimento.

TEDESCO (Misto-MSA). La difesa della continuità produttiva e della competitività aziendale non può essere disgiunta dalla tutela dell'ambiente e della salute. Un modello di sviluppo fondato sull'antitesi tra sicurezza e lavoro è superato tra l'altro dall'evoluzione tecnologica. Occorre dunque promuovere una responsabilità comune e recuperare quello spirito di collaborazione che ha permesso alcuni anni fa di ridurre sensibilmente il numero degli incidenti sul lavoro all'ILVA.

DIGILIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Per lungo tempo, finché l'ILVA è stata impresa di Stato, in un rapporto degenerato fra grandi imprese e politica, in cui la linea seguita era incentrata su maggiori concessioni e meno mercato, non si è indagato sulle responsabilità del danno ambientale e alla salute da inquinamento industriale: la ricerca delle colpe è iniziata dalla privatizzazione dell'ILVA. I lavoratori sono stati chiamati a scegliere tra la disoccupazione o l'emigrazione e l'inquinamento e le malattie. Sarebbe opportuno che venissero nominati degli amministratori giudiziari per mettere a norma l'impianto in modo cadenzato, per dare alla città la speranza di una ripresa e per garantire l'aspetto occupazionale.

MUSSO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). I provvedimenti presi dalla magistratura contro l'ILVA e i suoi dirigenti hanno ricadute sociali, economiche ed occupazionali su Taranto e sull'intera produzione siderurgica nazionale, che così rischia di fermarsi. Fatti salvi i principi costituzionali dell'indipendenza della magistratura e della salvaguardia della salute e dell'ambiente, tenuto anche conto che gli effetti sulla salute oggi manifesti sono il frutto di scelte operative e normative assunte nel corso degli anni, si dovrebbe realisticamente valutare una soluzione equilibrata che non ignori l'inevitabile trade off tra sviluppo industriale, manifatturiero ed economico e costi sociali in termini di salute ed ambiente. È sullo scostamento rispetto all'equilibrio tra il costo marginale del disinquinamento e il costo marginale sociale dell'inquinamento che vengono costruite le normative europee e internazionali e che si devono commisurare le responsabilità.

RIZZI (LNP). La vicenda dell'ILVA di Taranto ha radici lontane nel tempo, che devono essere rintracciate nella svendita dallo Stato ai privati, laddove gli impegni assunti da questi ultimi a mantenere la produzione e l'occupazione, a rilanciare l'industria e a procedere alla bonifica dell'ambiente dai danni prodotti dallo stabilimento non sono stati rispettati. Il sequestro disposto dalla magistratura impone al Governo di prendere posizioni chiare ed è in questo senso apprezzabile l'approccio collaborativo assunto dall'Esecutivo rispetto agli enti locali, a Confindustria, ai sindacati e al tessuto sociale del territorio. La sfida del futuro è quindi quella di mediare fra danni alla salute e rilancio produttivo, auspicando che i fondi stanziati dal Governo per il rilancio di questa realtà industriale siano finalizzati in modo proficuo e nell'ottica della competitività.

LATORRE (PD). La vicenda dell'ILVA esplosa in questi giorni è il frutto di una politica industriale che negli anni '60 ha anteposto l'ottica del profitto alla tutela della salute e dell'ambiente. Occorre oggi un enorme sforzo finanziario e normativo per sanare le conseguenze di quel modello ed in questo è fondamentale la collaborazione fra istituzioni e schieramenti politici, che devono essere uniti per trovare un punto di equilibrio tra il diritto al lavoro e la tutela della salute e dell'ambiente. In questo senso sono lodevoli le iniziative assunte dalla regione Puglia con l'adozione di importanti e innovativi strumenti provvedimenti antinquinamento. L'iniziativa della magistratura può fornire un nuovo impulso per una revisione dei metodi della produzione; va assolutamente evitato lo smantellamento dell'ILVA, che sarebbe un colpo mortale all'economia della città ed all'intera industria manifatturiera italiana.

QUAGLIARIELLO (PdL). Nel valutare la vicenda dell'ILVA, bisogna rifuggire da qualsiasi ideologismo, nella consapevolezza che la difesa dei posti di lavoro e la tutela della salute devono convivere e che lo smantellamento del più grande stabilimento manifatturiero d'Europa sarebbe un trauma incalcolabile per la città e per il Paese e priverebbe anche le generazioni future di una fondamentale prospettiva occupazionale. Bisogna anche realisticamente riconoscere che l'inquinamento presente è frutto dell'accumulazione di anni e che anzi la tendenza dell'ultimo periodo è ad una sensibile riduzione delle emissioni. È quindi auspicabile proseguire in questo trend positivo, nella consapevolezza che il percorso di bonifica richiederà tempi molto lunghi.

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 12,55.