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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 782 del 01/08/2012


Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Amato, Barelli, Berselli, Chiti, Ciampi, Ciarrapico, Colombo, Dell'Utri, Di Stefano, Ferrara, Izzo, Longo, Marcenaro, Pera, Scarabosio e Thaler Ausserhofer.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatore Baldassarri Mario

Fondo immobiliare "Italia" per l'abbattimento del debito pubblico (3429)

(presentato in data 01/8/2012 );

senatore Baldassarri Mario

Trasformazione dei fondi perduti in credito d'imposta e deduzione del monte salari dalla basa imponibile Irap (3430)

(presentato in data 01/8/2012 );

senatore Baldassarri Mario

Meno spesa per acquisti di beni e servizi, più deduzioni per carichi di famiglia (3431)

(presentato in data 01/8/2012 );

senatore Baldassarri Mario

Contrasto all'evasione fiscale ed emersione di reddito imponibile con il conflitto di interesse (3432)

(presentato in data 01/8/2012 );

senatore Baldassarri Mario

Contratto di apprendimento, formazione e trasferimento di azienda (3433)

(presentato in data 01/8/2012 );

senatori D'Ambrosio Lettieri Luigi, Amoruso Francesco Maria, Nessa Pasquale, Gallo Cosimo, Costa Rosario Giorgio, Mazzaracchio Salvatore, Licastro Scardino Simonetta, Morra Carmelo, Saccomanno Michele

Istituzione del Fondo Nazionale per la non autosufficienza e disposizioni in materia di interventi integrati sulla non autosufficienza (3434)

(presentato in data 31/7/2012 ).

Mozioni, apposizione di nuove firme

I senatori Di Giovan Paolo e Pedica hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00666 dei senatori Vita ed altri.

La senatrice Mazzuconi ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00672 dei senatori Di Giovan Paolo ed altri.

Interpellanze, apposizione di nuove firme

La senatrice Mazzuconi e il senatore Passoni hanno aggiunto la propria firma all'interpellanza 2-00508 dei senatori Di Giovan Paolo ed altri.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

I senatori Amoruso, Coronella, Viespoli, D'Alì, Pardi, Bonfrisco, Soliani, Conti, Alicata, Malan, Russo, Fazzone, Costa, D'Ubaldo, De Toni, Menardi, Morri, Scarpa Bonazza Buora, Villari, Ranucci, Giancarlo Serafini, Adragna, Bianco, Cutrufo, Serra, Musso, De Angelis, Digilio, Giaretta, Bruno, Procacci, Mariapia Garavaglia, Bugnano, Pastore, Monaco, Totaro e Gamba hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03014 dei senatori Lannutti ed altri.

Mozioni

BIONDELLI, BASSOLI, GRANAIOLA, COSENTINO, RANUCCI, BOSONE, ROSSI Paolo, ANTEZZA, MAZZARACCHIO, CICOLANI, BOLDI, DIVINA, SALTAMARTINI, MARINI, MASCITELLI, CARLINO, MUSSO, DEL VECCHIO, SERRA, DE LUCA Cristina, SBARBATI, CHIAROMONTE, CARLONI, PIGNEDOLI, TOMASSINI, PORETTI, PERDUCA, AMATI, DELLA MONICA, D'AMBROSIO, DE SENA, DONAGGIO, FISTAROL - Il Senato,

premesso che:

la sindrome di Rett è una patologia progressiva dello sviluppo neurologico che colpisce quasi esclusivamente le bambine;

è oggi riconosciuta come la seconda causa di ritardo mentale nelle bambine, con un'incidenza stimata di circa una ogni 10.000 neonate. Nella forma classica, le pazienti presentano uno sviluppo prenatale e perinatale normale. Dopo un periodo compreso tra i 6 e i 24 mesi, però, le bambine presentano un arresto dello sviluppo seguito da una regressione. In tale fase le pazienti perdono le abilità precedentemente acquisite come l'uso finalistico delle mani e il linguaggio verbale. Diventa evidente una riduzione delle capacità comunicative e compaiono tratti autistici. Inoltre le bambine cominciano a manifestare i movimenti stereotipati delle mani (tipo lavaggio) e spesso sono presenti segni come digrignamento dei denti e sospensione del respiro. Si manifesta un rallentamento della crescita della circonferenza cranica che risulta una microcefalia. Nello stadio successivo, si assiste ad una diminuzione delle sintomatologia autistica e ad un miglioramento nelle interazioni sociali, ma l'incapacità di parlare, l'aprassia e le stereotipie manuali persistono, la deambulazione molte volte non è più autonoma, si evidenzia l'incapacità di controllo dei movimenti. Diventano più evidenti l'iposviluppo somatico e la scoliosi e spesso compaiono crisi convulsive. Caratteristiche presenti sono inoltre stipsi ed estremità fredde. L'ultimo stadio si manifesta solitamente dopo i 10 anni;

considerato che:

dal punto di vista genetico, dopo il 1999, anno in cui è stato identificato il gene MECP2 come causa della forma classica, sono stati fatti numerosi passi avanti. Attualmente sono stati scoperti altri due geni responsabili della sindrome di Rett CDKL5 e FOXG1;

nel 2000 il reparto di Genetica medica del policlinico di Siena ha dimostrato che anche la variante con conservazione del linguaggio è causata da mutazioni in MECP2. Più recentemente ha contribuito all'identificazione di un secondo gene localizzato sempre sul cromosoma X, CDKL5, coinvolto nella variante Rett con convulsioni ad esordio precoce. Si tratta dell'identificazione di un terzo gene responsabile della variante congenita della sindrome: il gene FOXG1;

la scoperta è stata resa possibile grazie alla combinazione di tre elementi chiave: l'intensa attività assistenziale offerta dall'azienda ospedaliera universitaria senese attraverso la Neuropsichiatria infantile (circa 200 pazienti all'anno), l'avanzamento tecnologico (piattaforma array-CGH) e l'attività di ricerca del Reparto di Genetica medica sostenuta sia dall'Università di Siena che da Telethon,

impegna il Governo:

1) ad individuare risorse da destinare alla ricerca con l'obiettivo fondamentale, da una parte, di promuovere e finanziare la ricerca genetica per arrivare quanto prima ad una cura della sindrome di Rett, e, dall'altra, di sostenere la ricerca clinico-riabilitativa, per individuare soluzioni alle numerose problematiche che un soggetto affetto da sindrome di Rett si trova quotidianamente ad affrontare;

2) a supportare la formazione di medici e terapisti;

3) a creare centri di riferimento specializzati nella sindrome di Rett per la diagnosi, il check up e la stesura di un adeguato programma di riabilitazione e cura della sintomatologia.

(1-00676)

FLERES, VIESPOLI, MENARDI, PISCITELLI, CARRARA, CASTIGLIONE, CENTARO, FERRARA, FILIPPI Alberto, PALMIZIO, POLI BORTONE, SAIA, VILLARI - Il Senato,

premesso che:

la legge 28 luglio 2004, n. 189, inserisce, dopo il Titolo IX del libro II del codice penale, il titolo IX-bis "dei delitti contro il sentimento per gli animali";

all'interno del codice penale, dunque, sono state previste apposite norme a tutela degli animali e specifiche sanzioni per i trasgressori delle stesse, ciò partendo dal presupposto che l'animale è un essere senziente, portatore di interessi come sancito dalla dichiarazione universale dei diritti dell'animale, sottoscritta il 15 ottobre 1978 a Parigi, presso la sede dell'Unesco;

in particolare, l'art. 544-bis del codice penale tratta dell'uccisione di animali e stabilisce che "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi";

nelle varie epoche storiche, vi sono stati momenti di svolta nell'evoluzione giuridica della tutela degli animali: il codice penale Zanardelli del 1889, che puniva per la prima volta il reato di maltrattamento; la prima legge organica in materia di protezione degli animali nel 1913 (legge n. 611) e, soprattutto, la legislazione dei primi anni '90 con le norme sul randagismo (legge n. 281 del 1991), sulla sperimentazione animale (decreto legislativo n. 116 del 1992) sul maltrattamento e l'utilizzo degli animai in spettacoli o la loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, valutata anche secondo le necessità etologiche della specie, oppure il loro abbandono (legge n. 473 del 1993, di modifica dell'art. 727 del codice penale);

da molti anni e soprattutto nel periodo estivo, si assiste all'abbandono di numerosi cani e gatti, molti dei quali, non abituati a vivere senza l'aiuto dell'uomo, vanno incontro a morte certa. Altri, un po' più fortunati, trovano asilo presso i rifugi pubblici e privati, da dove è più probabile che trovino qualche possibilità per una futura adozione;

molti dei rifugi pubblici sono già stati oggetto di attenzione da parte di apposite rubriche televisive a causa delle condizioni in cui gli stessi versano: mancanza di igiene; elevato numero di animali presenti; carenza di assistenza veterinaria; strutture fatiscenti eccetera, malgrado il loro funzionamento sia, o dovrebbe essere, garantito dall'amministrazione comunale competente;

analoga situazione si registra all'interno di alcuni rifugi privati tra quelli che, anche se in misura ridotta, percepiscono fondi pubblici per il loro funzionamento;

sarebbe auspicabile un controllo da parte del Governo circa il corretto impiego dei fondi destinati al funzionamento dei rifugi per animali al fine di verificare se, anche all'interno di questi, vengono posti in essere atti configurabili come "maltrattamenti",

impegna il Governo:

1) a porre in essere ogni azione utile affinché, all'interno dei canili e gattili comunali, sia garantita una consona sopravvivenza agli animali accuditi;

2) a disporre specifiche ispezioni miranti a verificare l'esatto impiego dei fondi assegnati alle strutture.

(1-00677)

Interrogazioni

DE LILLO - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

lo stato di crisi dell'attività di impresa può dipendere dalle mutate condizioni di mercato oppure da scelte improvvide, o improvvide ad un esame superficiale, illecite o lecite, poste in essere dagli amministratori, in esecuzione o meno di decisioni dei soci di controllo, incongrue con lo sviluppo dell'attività di impresa e talvolta utili solamente a fare fallire, volutamente, un'impresa per chiuderla o per farla acquisire, ad esempio, successivamente ad un valore irrisorio da soggetti già indentificati;

alcune fattispecie, quali l'acquisizione con indebitamento, nota come leverage buy out, o il project financing, consentono di ritenere sussistente, nel caso di azioni illecite, oltre alla responsabilità degli amministratori, la corresponsabilità di soggetti diversi, quali, ad esempio, i fondi proprietari, nei confronti dei quali chiunque ne abbia diritto può proporre domanda di risarcimento del danno;

è già stata indirizzata al Governo un'interpellanza del firmatario del presente atto di sindacato ispettivo (2-00491 del 21 giugno 2012), che esprimeva una preoccupazione per l'agire della società per azioni denominata Seat Pagine gialle, quotata presso la borsa di Milano, che è stata oggetto di una controversa operazione straordinaria di acquisizione con indebitamento da parte della società acquirente, la quale, in seguito alla fusione con la società acquisita, ha assorbito i risultati economici della gestione ordinaria, ridotto gli impieghi e gli investimenti, richiesto il ricorso alla cassa integrazione ed ha provocato la crisi irreversibile dell'attività di impresa, tanto da indurre un gruppo di azionisti di minoranza a preannunciare una azione collettiva con un mandato affidato ad un avvocato del foro di Roma;

gli stanziamenti destinati alla cassa integrazione sono stati impiegati nell'ultimo triennio nel sostegno di aziende meritevoli, che hanno subito gli effetti della crisi di mercato, ma anche di aziende per le quali la crisi è sopraggiunta, come nel caso Seat Pagine gialle, a seguito di discusse operazioni finanziarie,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno che vengano impartite istruzioni dettagliate agli organismi della pubblica amministrazione preposti al controllo, sia preventivo che successivo, dei meccanismi di concessione della cassa integrazione, per evitare che vengano ammesse società non meritevoli che recano danno, sottraendo risorse pubbliche, a quelle imprese, specialmente piccole e medie, in reale crisi, che in mancanza di risorse economiche pubbliche disponibili non possono ottenere un sostegno dallo Stato e sono destinate alla chiusura delle loro attività.

(3-03015)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

NEGRI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa e dell'interno - Premesso che:

il signor Donato Pastore, ex maresciallo dei Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (ROS), servizio centrale di Roma, già diretto dal generale Giampaolo Ganzer, a seguito della sua richiesta di trasferimento al CESIS (ex Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza, ora DIS), formalizzata in via gerarchica nell'anno 2002, ritiene di aver subito una serie di comportamenti ed atti persecutori nell'ambito del ROS, volti a indurlo a desistere dal trasferimento richiesto;

l'ex maresciallo Pastore si è opposto con fermezza a tali atti e comportamenti, formalmente denunciati;

la vicenda ha dato luogo a procedimenti penali di natura esclusivamente militare, con condanna per disobbedienza (poiché ometteva di sottoscrivere per presa visione la propria scheda valutativa e la notifica del provvedimento di trasferimento in quanto non riceveva chiarimenti in merito ai comportamenti lesivi subiti), per il rifiuto, durante la pendenza del primo procedimento, di accettare il trasferimento e l'incorporazione ad altro reparto (in quanto non aveva conoscenza dell'esito del ricorso presentato in opposizione al trasferimento stesso), e di restituire l'arma in dotazione senza un preciso ordine scritto;

tali procedimenti sono culminati nel febbraio 2011 nel congedo d'ufficio del maresciallo Pastore dall'Arma dei Carabinieri;

considerato che l'ex Maresciallo Donato Pastore ha subito un gravissimo danno personale, professionale, economico e morale da tale vicenda, con la perdita del posto di lavoro e della relativa fonte di reddito oltre a ingenti spese legali,

si chiede di sapere quali interventi di competenza il Governo ritenga di porre in essere per garantire la ripresa lavorativa dell'ex maresciallo al fine di superare le ingiustizie subite e riavviare il proprio percorso professionale.

(4-08076)

FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

secondo dati rilevati dall'Istat, in Italia una donna su tre è stata vittima dell'aggressività di un uomo. Le donne che hanno subito violenza fisica e sessuale sono circa 6.743.000 (nel 2011 ne sono state uccise 128, 10 in più del 2010). Nello specifico gli stupri passano da 430 casi nel 2010 a 578 nel 2011, le denunce di stalking passano da 932 a 1.084. I casi di atti sessuali con minori salgono del 12 per cento (da 103 a 116), così come la corruzione minorile che registra un aumento del 50 per cento (da 10 nel 2010 a 15 nel 2011);

nei primi mesi del 2012 a Mantova e poi in altre città italiane ed estere, è nato il Movimento internazionale antistalking, antipedofilia e pari opportunità;

esso ha l'obiettivo di portare aiuto concreto a donne, uomini e bambini oggetto di abusi e stalking, svolgendo attività che integrano, e non sostituiscono, il lavoro degli organi istituzionalmente preposti alla sicurezza della popolazione;

per il raggiungimento dell'obiettivo di aiuto a persone in difficoltà il Movimento internazionale, già strutturato attraverso la creazione di centri di ascolto locali, che collaborano con enti e organi locali, ha sperimentato l'utilizzo della tecnologia satellitare. Tale supporto è un geolocalizzatore satellitare che consente l'identificazione della posizione geografica nel mondo reale che si chiama "helpy". Ha dimensioni di un palmo di mano, è indossabile, dispone di tre tasti con varie funzioni, tasto antipanico, chiamata vocale di emergenza, definizione aree geografiche con l'avviso sms quando il dispositivo entra o esce da queste zone;

il dispositivo Helpy non è in vendita, viene concesso in comodato d'uso gratuito a chi ha sporto denuncia per stalking,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire, visto l'aumento dei reati persecutori e di molestie sessuali compiute sulle donne e sui bambini, affinché venga reso ufficiale l'utilizzo della tecnologia satellitare già sperimentata dal Movimento internazionale antistalking, antipedofilia e pari opportunità.

(4-08077)

LANNUTTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

dal 25 maggio 2012 il Comune di Roma e l'Atac hanno deciso l'aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, addirittura con una settimana di anticipo rispetto ai tempi già stabiliti: mai vista tanta solerzia e tanta puntualità nelle corse di bus e metro;

e così, in un colpo solo, i biglietti giornalieri sono aumentati del 50 per cento, passando da uno ad 1,50 euro, rincarati gli abbonamenti mensili e annuali, ordinari e per gli studenti, con una manovra per far cassa che ha tagliato i pur lievi benefici per anziani lavoratori e studenti;

a fronte di questa "stangata", che assesta un duro colpo a tutti coloro che per scelta o per necessità hanno deciso di utilizzare il mezzo pubblico per i loro spostamenti, nelle casse dell'Atac entreranno un po' di soldi in più, ma non è chiaro come verranno investiti;

a fronte di tali aumenti, la qualità del servizio continua a peggiorare come si evince quotidianamente dalle lamentele e dai disservizi patiti dagli utenti vessati e maltrattati dei servizi pubblici dei trasporti romani;

nessun treno o bus nuovi sono stati messi in servizio, ma mezzi fatiscenti, né si è provveduto ad alcun ammodernamento delle stazioni, alcun aumento della frequenza delle corse, ma a giudizio dell'interrogante si è preferito privilegiare solo "buchi neri" per tentare di coprire il rosso di bilancio, nuove assunzioni clientelari, una scandalosa parentopoli con manager dell'Atac tra i più pagati d'Italia;

mentre migliaia di utenti prendono gli autobus per andare al lavoro, persone spesso adirate alle fermate a causa dei ritardi cronici, della soppressione delle corse, a volte dell'arroganza dei conducenti, con mezzi sporchi e fatiscenti. Sui social network vengono pubblicati gli elenchi seguenti degli stipendi dei dirigenti di Atac: Gioacchino Gabbuti, Direttore generale di Atac patrimonio: 585.000 euro; Antonio Cassano, Direttore generale: 353.321 euro; Antonio Abbate, Direzione centrale affari legali e societari acquisti e servizi generali: 325.000 euro; Pietro Spirito, Direzione centrale operazioni: 300.000 euro; Carlo Tosti, Amministratore delegato: 282.750 euro; Emanuele Ludovisi, Direzione centrale strategia: 275.000 euro; Maria Grazia Russo, Direzione acquisti e contratti: 241.678 euro; Roberto Cinquegrani, Direzione superficie: 240.000 euro; Alfonso Cassino, Responsabile direzione tecnica: 240.000 euro; Gianluca Ponzio, Servizio relazioni industriali: 240.000 euro; Gian Francesco Regard, Direzione affari legali: 240.000 euro; Angelo Emidio Cursi, Direzione acquisti: 240.000 euro; Riccardo Di Luzio, Direzione centrale risorse umane e risorse industriali: 240.000 euro; Patrizio Cristofari, Area mantenimento aree civili e impianti: 240.000 euro; Francesca Roma Zadotti, Direzione conformità e rischio: 240.000 euro; Luca Masciola, Direzione integrazione processi aziendali, Ufficio dell'amministratore delegato, Direzione partecipazioni: 230.000 euro; Carlo Parmeggiani, Direttore relazioni esterne: 228.000 euro; Roberto Grappelli: 220.000 euro; Giovanni B. Nicastro, Direzione metro-ferrovia: 204.000 euro; Franco Middei, Direzione acquisti, contratti e servizi generali: 200.000 euro; Gianluca Lucisano, security manager: 188.528 euro; Fabrizio Frustaci, Struttura vendite: 180.000 euro; Pierluigi Pelargonio, Direzione tutela, vigilanza e sicurezza: 180.000 euro; Francesco Salvi, ragioniere generale: 175.587 euro; Cynthia Orlandi, direzione marketing: 171.878 euro; Mario Marinelli, Direzione amministrazione del personale e costo del lavoro: 170.000 euro; Mauro Lombardo, Direzione ufficio acquisti: 170.000 euro; Gianfranco Rossi, Direzione officine: 162.810 euro; Manolo Cipolla, Capo degli acquisti in economia: 162.500 euro; Mario Di Massa, responsabile progetti EU: 150.000 euro; Raffaele Santulli, capo della divisione tecnica: 150.000 euro; Maurizio Brauzzi, responsabile architetture e infrastrutture IT e telefoniche: 150.000 euro; Vincenzo Pesce, Direzione centrale amministrazione finanza e controllo: 150.000 euro; Giorgio Sgarbazzini, Responsabile sistemi: 150.000 euro; Maurizio Milan: 145.408 euro; Giampiero Bellomo, Area pianificazione e controllo: 145.000 euro; Vincenzo Saccà, Direzione customer care: 144.000 euro; Massimo Davenia, Direzione relazioni istituzionali: 143.750 euro; Vittorio Sebastiani, Responsabile area ingegneria: 141.181 euro; Stefano Guadalupi, Direzione pianificazione e contratti di servizio: 139.202 euro; Carlo Alberto Scoppola, Direzione servizi ingegneria del trasporto: 137.538 euro; Mario Macaluso, Area impianti: 137.134 euro; Alberto Cortesi, building manager: 132.000 euro; Emilio Cera, Struttura sosta ed impianti di rete: 130.423 euro; Giorgio Giacomini, Direzione amministrativa e finanziaria: 130.000 euro; Giuseppe Noia: 130.000 euro; Massimo Trasocchin: 129.963 euro; Maurizio Sgroi: 128.711 euro; Roberto Lionichino: 128.525 euro; Emanuele Rinaldi: 125.000 euro; Arturo Barbato: 123.000 euro; Stefania Fois: 120.000 euro; Giuseppe Renato Croce: 120.000 euro; Salvatore D'Aliberti: 120.000 euro; Claudio Scilletta: 118.328 euro; Roberto Semi: 113.445 euro; Massimo Branchino: 113.101 euro; Mario Minati: 113.062 euro; Francesco Attri: 112.035 euro; Alberto Vinci: 111.325 euro; Renato D'Amico: 111.586 euro; Pietro Menicucci: 110.000 euro; Guido Molese: 110.000 euro; Francesco Bonaventura Pica: 108.925 euro; Luigi Tazza: 105.911 euro; Marco Sforza: 105.828 euro; Stefania Chiodetti: 105.168 euro; Osvaldo Zannoni: 104.825 euro; Sauro Salvati: 103.189 euro; Saverio Lopes: 102.911 euro; Enrico Bonanno: 102.761 euro; Roberta Pileri: 100.507 euro; Edoardo De Michelis: 100.000 euro; Riccardo Pederzani: 99.432 euro; Vitantonia Brancaccio: 98.875 euro; Stefano Pisani: 94.825 euro; Antonella Longo: 94.625 euro; Claudio Massa: 94.248 euro; Sandro Ceccarelli: 92.922 euro; Marco Mazzotti: 92.911 euro; Roberto D'Ecclesia: 87.911 euro; Francesco Colica: 87.911 euro; Roberta Carnevale: 87.911 euro; Alessandro Cafarelli: 87.911 euro; Giovanni Ferraro: 87.911 euro; Sabrina Bianco: 87.911 euro; Carlo Barrella: 87.304 euro; Gianluigi Di Lorenzo: 85.400 euro; Vincenzo Patanella: 85.290 euro; Antonio Mancini: 80.000 euro,

si chiede di sapere:

se il Governo, che ha varato una manovra di spending review per tagliare ed armonizzare i costi eccessivi e gli elevati guadagni dei dirigenti, sia al corrente di stipendi a giudizio dell'interrogante scandalosi pagati all'Atac di Roma;

se non abbia il dovere di intervenire con iniziative di competenza al fine di armonizzare gli elevatissimi costi della dirigenza Atac, equiparandola ad altre società di trasporto locale più efficienti e meno dispendiose;

quali misure urgenti intenda adottare per garantire una qualità accettabile nel trasporto pubblico erogato in regime di monopolio dall'Atac a Roma, esercitando quei poteri a tutela dei cittadini ed utenti vessati riguardo ad un'amministrazione che a giudizio dell'interrogante ha prosperato e si è arricchita sulla pelle degli abbonati e dei consumatori.

(4-08078)

BUGNANO - Al Ministro della salute - Premesso che:

le terapie assistite dagli animali sono attività terapeutiche con precise caratteristiche, gestite da professionisti di sanità, finalizzate a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. Sono terapie di supporto che integrano, rafforzano e coadiuvano le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato;

l'utilizzo di animali da compagnia ai fini di terapia assistita (cosiddetta pet therapy) è stato riconosciuto come cura ufficiale dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 febbraio 2003. Esso, come affermato nel rapporto Istisan 07/35 realizzato dall'Istituto superiore di sanità, ha sancito per la prima volta nella storia del nostro Paese il ruolo che un animale può avere nella vita affettiva di una persona, nonché la valenza terapeutica degli animali da compagnia;

tuttavia, in Italia non esiste al momento una legislazione specifica in materia, sebbene vi siano state alcune iniziative a livello di singole Regioni. Tale vuoto legislativo ha favorito un fiorire di iniziative che utilizzano soggetti animali a fini terapeutici. Anche in conseguenza di ciò, molte strutture del Servizio sanitario nazionale hanno avviato programmi di assistenza e ricerca nel campo delle terapie assistite dagli animali, dotandosi di apposite strutture;

considerato che:

la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante "legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", al comma 6 dell'art. 10, prevede che l'approvazione dei progetti edilizi, presentati da soggetti pubblici o privati, concernenti immobili da destinare alle comunità alloggio e ai centri socio-riabilitativi, ove localizzati in aree vincolate o a diversa specifica destinazione, costituisce variante del piano regolatore;

finora tale disposizione è stata interpretata nel senso che spetta alle Regioni definire, attraverso la pianificazione, il numero e il tipo di centri da realizzare e il luogo ove realizzarli. Solo successivamente i soggetti pubblici o privati possono procedere alla realizzazione degli stessi ed usufruire del regime agevolativo previsto;

con il passare del tempo, molte forme di riabilitazione complementari hanno via via acquisito importanza e sono state riconosciute e disciplinate con linee guida, pur senza essere ricomprese, per ovvie ragioni di contenimento della spesa, tra i livelli essenziali di assistenza. Conseguentemente, è assai rara la possibilità che la pianificazione delle Regioni in tale ambito possa contemplare la realizzazione di centri riabilitativi che pratichino terapie complementari, quali le terapie assistite dagli animali;

appare evidente che per i soggetti privati risulti praticamente impossibile creare un centro riabilitativo che eroghi prestazioni afferenti alla pet therapy;

considerato inoltre che:

alcune Regioni italiane, tra cui il Veneto, hanno elaborato ed approvato linee guida relativamente alle terapie complementari che, quindi, riconoscono il valore e l'importanza che le stesse possono assumere nella cura di alcuni disturbi psicofisici;

attualmente, le prestazioni di riabilitazione equestre, regolarmente prescritte dai medici del Servizio sanitario nazionale, possono essere detratte in fase di dichiarazione annuale dei redditi,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito;

se, considerata l'evoluzione verificatasi nel campo delle terapie riabilitative, non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie competenze e prerogative, valutare la possibilità di promuovere iniziative, anche di carattere normativo, al fine di prevedere che ai soggetti privati che intendano realizzare, senza oneri a carico della spesa pubblica, centri riabilitativi eroganti prestazioni integrative e complementari rispetto alle ordinarie cure mediche, possa applicarsi il regime autorizzatorio previsto per i progetti edilizi di cui all'articolo 10, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

(4-08079)

NEGRI, DE LUCA Vincenzo, SCANU - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

da pochi giorni è cominciato a Mosca uno dei più attesi processi degli ultimi tempi contro Maria Alyokhina, Nadezhda Tolokonnikova ed Ekaterina Samutsevitch, appartenenti alla punk band d'opposizione "Pussy Riot", che 5 mesi fa, all'interno della cattedrale di Cristo salvatore, la più grande chiesa ortodossa della Russia, ha messo in scena una «preghiera punk» diretta contro Putin e gli stretti legami politici della chiesa ortodossa con il Cremlino;

le tre ragazze sono imputate, malgrado non abbiano violato nessuna legge, per atti di teppismo e, se condannate, rischiano fino a 7 anni di carcere;

considerato che le tre donne delle "Pussy Riot" hanno denunciato di aver subito "torture" in prigione,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire la libertà di parola e dissenso quale diritto legittimo e fondamentale in ogni moderna democrazia.

(4-08080)

LUMIA - Al Ministro della salute - Premesso che con atto 3-02957 l'interrogante ha già segnalato la grave situazione di straordinaria cattiva amministrazione in cui versa l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, sollecitando a tal riguardo un intervento del Ministro in indirizzo volto ad avviare ogni utile azione affinché si potesse porre adeguato rimedio;

premesso altresì che a quanto risulta all'interrogante:

con deliberazione n. 592 del 26 giugno 2012 il Direttore generale dell'Istituto, Antonino Salina, senza alcuna fondata motivazione (in fatto e diritto), ha disposto la rimozione del direttore sanitario dottor Vincenzo Di Marco Lo Presti e la contestuale nomina nella stessa funzione della dottoressa Rossella Colomba Lelli;

secondo fonti giornalistiche, si veda un articolo pubblicato sul web dal Sindacato italiano veterinari medicina pubblica (Sivemp) il 13 luglio 2012 (tratto da "Il Centro" e "La città di Teramo"), la citata dottoressa Lelli, già direttrice dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, si è resa "attrice" di gravi fatti (tanto da chiederne l'interdizione dagli uffici) a danno dell'Istituto stesso sfociati in denuncia alla competente Procura della Repubblica;

fatto osservare che:

tale "avvicendamento" a fronte delle segnalate illegalità si attesterebbe come funzionale al perseguimento di finalità che esulano da quelle istituzionalmente proprie degli IZS;

inoltre, la descritta situazione si appalesa ancor più grave ove si tenga conto che il Direttore generale Antonino Salina ha nominato a suo tempo quale Direttore amministrativo, il già citato (si veda il richiamato atto 3-02957) dottor Cataldo Manganaro. Ed infatti a mente dell'articolo 3, comma 9, del decreto legislativo n. 502 del 1992 chi, come il dottor Manganaro (candidato alle regionali siciliane del 2008) sia stato candidato e non eletto, "non può esercitare le sue funzioni in unità sanitarie comprese, in tutto o in parte, nel collegio elettorale nel cui ambito si sono svolte le elezioni". A scanso di equivoci si rammenta che la normativa richiamata è applicabile come è noto agli Istituti zooprofilattici sperimentali (giusta la normativa di settore e ai sensi dello statuto dell'ente) che nel caso dell'Istituto della Sicilia "A. Mirri", avendo lo stesso competenza su tutto il territorio regionale fa sì che la predetta normativa riguardi tutti i collegi regionali. Senza trascurare inoltre che il dottor Manganaro non si è fatto mancare di essere nominato (il 26 gennaio 2012), in costanza del predetto incarico di direttore amministrativo, coordinatore amministrativo del distretto ospedaliero di Agrigento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia intenzionato o meno ad attivare i poteri ispettivi ed eventualmente di segnalazione alle competenti autorità, funzionali a garantire una trasparente e corretta gestione pubblica di un settore così importante per il sistema sanitario e agro-zootecnico;

se abbia intenzione di avviare le azioni necessarie a ristabilire il normale funzionamento dell'Istituto attivando le procedure previste dalla normativa statale, in adempimento dell'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, al fine di giungere con provvedimento degli organi regionali competenti anche all'immediata rimozione o decadenza sia del Direttore generale che, per quanto detto in ordine alle incompatibilità, del dottor Manganaro, come previsto dall'art. 20, comma 6, della legge della Regione Sicilia n. 5 del 14 aprile 2009 e dall'articolo 3, comma 9, del decreto legislativo n. 502 del 1992.

(4-08081)

GARAVAGLIA Mariapia - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

con il provvedimento sull'emersione dei lavoratori in nero, recato dal decreto legislativo n. 103 del 2012, a giudizio dell'interrogante, si offre un'importante opportunità per i lavoratori immigrati;

tale occasione rende conveniente la legalizzazione;

la finestra per applicare le nuove norme è dal 15 settembre al 15 ottobre;

a quanto risulta all'interrogante è indispensabile una campagna di informazione perché il provvedimento non è sufficientemente divulgato,

si chiede di conoscere come il Governo intenda operare per rendere più possibile efficace il provvedimento pubblicizzandolo adeguatamente nella finalità e nell'applicazione pratica.

(4-08082)