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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 781 del 31/07/2012


*D'ANDREA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatori, mi limiterò a pochissime parole finalizzate essenzialmente a confermare gli impegni assunti in Commissione, non senza aver prima ricordato che - forse - faremmo bene a tener presente che il decreto‑legge di cui oggi noi chiediamo la conversione è stato pubblicato il 6 giugno, cioè a distanza di nemmeno una settimana dalla seconda grande scossa che ha interessato i territori dell'Emilia, del Veneto e della Lombardia. E proprio questa circostanza dà evidentemente ragione degli obiettivi e, forse, anche dei limiti che lo caratterizzano.

Si tratta di una primissima risposta finalizzata a favorire e a razionalizzare gli interventi di soccorso, i primi interventi di ripristino, le prime iniziative dei commissari delegati, coordinatori degli interventi di ricostruzione, che sono stati indicati nei tre Presidenti delle Regioni interessate e che hanno consentito di tener conto della specificità del sisma che ha interessato il territorio in questione, sottolineata in diversi interventi in quest'Aula. L'esperienza ci dice che ogni terremoto è diverso dagli altri, non solo per le modalità attraverso cui le onde sismiche si propagano in relazione alla natura geologica dei territori, ma anche in relazione agli elementi socio‑economici ed antropici propri di ciascun territorio, su cui gli eventi sismici insistono in maniera diversa. Non tener conto di queste diversità, nell'uno e nell'altro caso, non consente di comprendere fino in fondo cosa sia possibile fare e quali siano gli interventi più idonei per superare - dapprima - la fase dell'emergenza e - poi - preparare le condizioni per la ricostruzione.

Desidero sottolineare che proprio queste ragioni hanno ispirato il comportamento molto costruttivo della Camera nell'esame del provvedimento. Sottolineo qui il valore dell'approvazione unanime, che è stata non solo l'effetto di una valutazione positiva del decreto proposto dal Governo, ma anche del concorso attivo, che tutti i Gruppi politici hanno potuto assicurare nel corso dell'esame.

Capisco anche che i tempi ristretti che hanno caratterizzato l'esame del provvedimento nel corso della seconda lettura qui al Senato, non hanno consentito di introdurre ulteriori modifiche. Con questo spirito in Commissione - lo dico al presidente D'Alì - ho accolto a nome del Governo tutti gli ordini del giorno, come una sorta di elenco delle questioni sulle quali viene sollecitata l'attenzione dell'Esecutivo, soprattutto in vista di successivi provvedimenti. Alcuni di quegli ordini del giorno, peraltro, hanno trovato accoglimento in altri testi normativi che nel frattempo sono stati sottoposti all'esame del Parlamento, come nel caso del credito d'imposta.

A questo proposito trovo francamente non del tutto comprensibili i dubbi sollevati circa le modalità di copertura finanziaria prescelte, che consentono di attivare un meccanismo d'intervento nell'ordine di 6 miliardi, cosa della quale non è possibile sottovalutare gli effetti positivi. È evidente che rendere possibile una misura alternativa come il credito d'imposta, rispetto a quella del contributo tradizionale alla ricostruzione ed al rilancio produttivo, amplia la possibilità di intervento e di ricorso a strumenti differenziati in relazione alle situazioni che, man mano, si propongono con contorni più definiti.

Vorrei rassicurare i senatori che degli ordini del giorno che sono stati proposti in Commissione non sarà fatto un uso distratto. Credo di poter impegnare il Governo (e intanto per la mia parte mi impegno personalmente) a fare il punto sugli ordini del giorno accolti alla Camera e al Senato - ce ne sono alcuni coincidenti, altri diversi - alla ripresa autunnale, anche in relazione all'andamento dell'attività dei commissari delegati, su cui si potrà fare un primo bilancio. Presidente D'Alì, la sua esperienza sicuramente le suggerirà che non è necessario inserire in un disegno di legge di conversione la previsione che i commissari delegati vengano a riferire alle Camere, in quanto potrebbero essere convocati in qualsiasi momento; anzi, sarà il Governo ad invitare i tre commissari delegati a riferire alle Commissioni competenti, per fare il punto, insieme con i membri delle Commissioni stesse, sugli interventi realizzati e sulla strategia che è necessario porre in essere per le fasi successive.

Purtroppo, non abbiamo potuto accogliere la richiesta, venuta alla Camera e al Senato, di prorogare ulteriormente la sospensione e il differimento dei termini di carattere tributario e fiscale, che abbiamo portato al limite dell'anno finanziario per ovvi ed intuibili motivi. Speriamo che ci siano le condizioni per poterlo fare in successivi provvedimenti per le materie e per gli ambiti necessari. Inoltre, non abbiamo potuto affrontare in maniera adeguata la questione dell'alleggerimento del patto di stabilità dei Comuni.

Assicuro che queste due materie, che abbiamo memorizzato sia alla Camera che al Senato, sono all'attenzione del Governo e certamente faranno parte di una riflessione molto approfondita, perché ci rendiamo conto che va assecondata l'iniziativa degli enti locali e delle Regioni in questa materia.

Da ultimo, avviandomi alla conclusione, vorrei approfittare di questa occasione per rinnovare il commosso ricordo alle vittime e la solidarietà a popolazioni che si sono trovate e si trovano tuttora in difficoltà.

Riserverei minore attenzione di quella sollecitata in alcuni interventi, al confronto tra il cronoprogramma seguito in questa circostanza e quello di terremoti precedenti: vedremo nei mesi che verranno, come abbiamo potuto fare per i terremoti precedenti, cosa sarà più opportuno fare nelle diverse fasi. Desidero solamente dire che sicuramente sarà necessario un secondo provvedimento per assicurare il passaggio alla ricostruzione vera e propria e sarà quella la sede in cui potremo ulteriormente perfezionare il cammino che abbiamo iniziato. Intanto abbiamo voluto assicurare quello che era necessario e dare una risposta alle prime esigenze delle popolazioni interessate; voi sapete che, nel frattempo, abbiamo presentato alla Commissione europea una richiesta di contributo che ci possa consentire di disporre di ulteriori risorse.

Desidero anche accogliere con apertura la sollecitazione venuta nel corso del dibattito di poter accedere, ove possibile e con gli strumenti che potranno essere predisposti, anche alla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa. Il Governo non lascerà nulla d'intentato per aumentare il plafond delle risorse disponibili, come è stato già fatto d'altra parte, in concorso con il Parlamento, anche in relazione ai fondi resi disponibili dalla rinuncia a quote di finanziamento pubblico dei partiti e persino all'utilizzazione dei risparmi dei bilanci interni di Camera e Senato.

Un'ultima rassicurazione vorrei rivolgere a qualche collega che ha sollevato il dubbio: non c'è spazio per una possibile sanatoria di costruzioni abusive nelle aree terremotate. Un esame più pacato, sereno ed approfondito di quello che c'è scritto nel decreto-legge (articolo 3, comma 6) sicuramente esclude questa possibilità; in ogni caso, come ho detto in Commissione, il Governo accetta senza riserve l'invito a essere molto vigile a che non si nascondano, dietro domande di contributo risarcitorio dei danni subiti, eventuali tentativi di sanare costruzioni abusive. Tanto dovevo e vi ringrazio. (Applausi dal Gruppi PD e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Ministro per i rapporti con il Parlamento, professor Giarda. Ne ha facoltà.