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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 781 del 31/07/2012


DELLA SETA (PD). Signora Presidente, intervengo brevemente dopo aver ascoltato l'intervento del senatore Nitto Palma, il quale tra l'altro si è lamentato della mia insofferenza. In quel momento, però, ero in silenzio. Forse ha letto nel mio pensiero.

Detto questo, francamente in questo caso, più che in altri, trovo la posizione rappresentata dal senatore Nitto Palma totalmente estranea alla discussione che stiamo svolgendo in quest'Aula. Stiamo discutendo la conversione in legge di un decreto del quale è difficile negare la necessità e l'urgenza; un decreto che è stato emanato dal Governo all'inizio del mese di giugno, meno di una settimana dopo la seconda scossa terribile che ha colpito l'Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto. Di questo stiamo parlando.

Collegare l'atteggiamento - ho sentito anche parlare del voto sulla conversione in legge di questo decreto - ad un tema su cui si può pensare nei modi più diversi, ma che certamente non ha nulla a che fare con gli interventi a seguito del terremoto in Emilia-Romagna, vuol dire semplicemente fare una grande confusione. Credo che l'annuncio di non partecipazione al voto del senatore Nitto Palma, anche a nome dei suoi colleghi, sia un fatto grave del quale essi si devono naturalmente assumere la responsabilità. Ma credo che nessuno possa davvero dubitare del fatto che il tema dell'eventuale necessità di intervenire rispetto ad un problema, a un disagio che riguarda i cittadini della Campania non ha niente a che fare con la nostra discussione. È un tema diverso sul cui merito non desidero soffermarmi troppo, perché non c'entra nulla con quello che stiamo ora affrontando.

Mi limito a dire che il disagio connesso alle migliaia di ordinanze, decise in Campania dalla magistratura, di demolizione per immobili totalmente o parzialmente abusivi concerne un fenomeno non così semplice e lineare come quello rappresentato dal senatore Nitto Palma. Si tratta di un fenomeno all'interno del quale sicuramente si rilevano situazioni di necessità e di vero disagio sociale, da affrontare con gli strumenti già disponibili, eventualmente immaginandone anche dei nuovi. Tuttavia, non si può prevedere, come fa quell'emendamento - che, ripeto, è del tutto estraneo al testo - presentato dal senatore Nitto Palma, la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003, ossia di un condono di nove anni fa, riapertura che riguarda tutta l'Italia, non potendo naturalmente fare una norma solo per i cittadini della Campania.

Quindi, la proposta del senatore Nitto Palma, attraverso la quale ha rappresentato la sua decisione di non partecipare al voto sulla conversione del decreto riguardante il terremoto in Emilia-Romagna, è riaprire i termini di un condono edilizio di nove anni fa. Se detta posizione ha una qualche linearità e risponde ad un qualunque minimo buon senso, ne lascio la valutazione ai colleghi. Credo però che non sia così.

Dopodiché naturalmente ci saranno altre sedi e si presenteranno altre occasioni per affrontare un tema completamente diverso da quello di cui ci stiamo occupando. Peraltro, il Parlamento lo ha già fatto in diverse occasioni, valutando che non ci fossero le condizioni - ripeto - per riaprire i termini del condono edilizio del 2003. Altri debbono essere gli strumenti per affrontare il disagio di cui ha parlato il senatore Nitto Palma.

Comunque, ci saranno ulteriori occasioni, ma collegare la scelta di non partecipazione al voto al rifiuto di un emendamento palesemente così estraneo definisce un livello di irresponsabilità e di strumentalità che per primi i cittadini della Campania, mi auguro, stigmatizzeranno. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Maraventano. Ne ha facoltà.