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Legislatura 16¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 773 del 19/07/2012


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e dell'interno - Premesso che:

dal 26 giugno 2012, in seguito alla circolare del Ministero dell'Interno n. 2081 del 15 marzo 2012, tutti i minori italiani che viaggiano devono essere muniti di documento di viaggio individuale, per cui l'iscrizione sul passaporto dei genitori non è più sufficiente;

la nuova disposizione è stata così poco pubblicizzata dagli organismi competenti da essere al centro di una serie di spiacevoli disagi in tutta Italia, con vacanze nemmeno iniziate per un elevato numero di famiglie italiane a causa della mancanza dei documenti;

moltissime sono le famiglie dirette nei Paesi UE respinte agli aeroporti italiani a causa dell'assenza proprio dei documenti dei figli minorenni;

a riguardo il quotidiano "la Repubblica" riporta la testimonianza di una lettrice: «Gentile Direttore, le scrivo in periodo di vacanze, nella speranza che la spiacevole esperienza capitata a me e ai miei bambini possa essere evitata ad altre famiglie. Si tratta di una questione alla quale forse non è stata data la dovuta pubblicità sui media. L'11 luglio scorso sono stata bloccata all'aeroporto di Ciampino dove, come nei mesi passati, ero andata per prendere un volo per una destinazione europea insieme ai miei due figli, entrambi minori ed entrambi iscritti sul mio passaporto. I miei figli hanno un passaporto individuale ma questa volta era rimasto a casa, perché sapevamo che era necessario solo per i viaggi extra Ue. Ed in effetti era proprio così. Però, dal 26 giugno scorso le regole sono cambiate. Una circolare del ministero degli Esteri ha comunicato agli uffici competenti (ministero dell'Interno) che, in ottemperanza a una raccomandazione dell'Unione Europea, dal 26 giugno ogni viaggiatore - anche minore - deve possedere un documento di viaggio individuale. Confesso che la novità mi era sfuggita e che non ne ero al corrente. Come me - ho scoperto il giorno dopo in questura - moltissime altre famiglie: tutte bloccate in aeroporto, tra bambini piangenti e vacanze sfumate. Tutte, come me, accusate - senza garbo e con arroganza - di ignorare la legge e di doverne pagare le conseguenze. E si tratta di un conto salato, com'è facile immaginare, tra prenotazioni alberghiere perse e biglietti aerei familiari da rifare. Ma è davvero mia la colpa? Vorrei fare un breve ragionamento. Faccio il mio caso: aeroporto di Ciampino, dove partono quasi tutti voli Ryanair, per i quali il controllo dei passaporti avviene all'ultimo momento, direttamente all'imbarco. Di conseguenza, arrivo al gate e mi accorgo del problema all'ultimo momento. Lì per lì mi trattano talmente male, che davvero penso che sia colpa mia, poi però mi ricordo che: 1. non ho ricevuto alcun avvertimento dalla compagnia aerea. Ma io ho acquistato i biglietti il 4 giugno, cioè prima ancora delle nuove disposizioni, e sul sito internet della compagnia aerea c'era scritto che si poteva viaggiare con il solo passaporto dei genitori. La compagnia aerea, tuttavia, non ritiene sia affar suo: loro non sono tenuti a dare informazioni sulle normative di sicurezza nazionale, e scaricano la responsabilità sulle autorità italiane. 2. non ho visto nessun avviso in aeroporto, da nessuna parte, che informasse delle nuove disposizioni. Nessuna informazione nel luogo in cui più è necessario. Quando ho protestato per la mancata partenza, la responsabile degli imbarchi mi ha fatto vedere (dopo parecchie insistenze) una comunicazione del ministero: solo a casa, però, quando ricontrollo su internet, scopro che c'è un'altra parte della nota, che non mi ha fatto vedere. In questa parte, il ministero degli Esteri invita gli uffici competenti a dare la massima diffusione alla novità per evitare disagi alle famiglie: addirittura chiede, ove possibile, di individuare tutti i minori iscritti sui passaporti dei genitori e di contattare direttamente le famiglie per informarle delle nuove disposizioni. E sottolinea che è indispensabile che tutti gli uffici dove c'è un costante afflusso di pubblico dotino gli ambienti di appositi avvisi sulle novità. È evidente che - per incuria, incapacità, disorganizzazione o malafede - io non sono stata messa in grado di rispettare le nuove disposizioni. E che ho pagato per le mancanze di qualcun altro: della compagnia aerea, con la quale è impossibile parlare; della direttrice dell'aeroporto di Ciampino, che quando le ho chiesto di affiggere un avviso per evitare che nelle prossime settimane lo stesso problema capiti ad altri, mi ha risposto che lei non è autorizzata ad affiggere alcunché; della responsabile degli imbarchi, che ci ha trattato con maleducazione come spesso fa chi si compiace di poter esercitare con alterigia ed arroganza quel poco di potere che deriva dalla posizione. Gentilissima invece è stata la polizia di frontiera, che si è fatta in quattro per assisterci, per spiegarci le nuove disposizioni e che ha persino giocato con i bambini fino a farli smettere di piangere»,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che, nonostante le raccomandazioni della Farnesina, gli uffici competenti non abbiano pubblicizzato la nuova normativa;

se il Governo sia a conoscenza dei motivi per cui le famiglie non sono state debitamente informate sul cambiamento della normativa di espatrio con minori e se non ritenga necessario intervenire per verificarne le cause;

quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, intenda assumere al fine di prevedere forme di risarcimento a carico degli uffici competenti, che non hanno dato la massima diffusione alla nuova disposizione, per l'ingente danno economico arrecato alle famiglie che, non potendo partire, hanno perduto le prenotazioni alberghiere e i biglietti aerei.

(4-07998)

ROSSI Paolo - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:

la Federazione italiana pallacanestro (FIP), unica ufficialmente riconosciuta in Italia dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalla Fédération internationale de basketball (FIBA), è l'organo preposto all'organizzazione e al controllo della pallacanestro in Italia e ha lo scopo precipuo, nel rispetto del vigente ordinamento e applicando i regolamenti stabiliti dalla FIBA, di promuovere, regolare e sviluppare detto sport;

la FIP è costituita da società e associazioni sportive che praticano, promuovono e organizzano lo sport della pallacanestro (in forma agonistica o amatoriale), attraverso settori professionistici o non professionistici, sulla base di criteri stabiliti dal Consiglio federale e in armonia con le leggi dello Stato, con le norme e direttive del CONI e con gli ordinamenti sportivi internazionali;

a norma della legislazione vigente la FIP, che svolge la sua attività sotto la vigilanza del CONI, ha una sua autonomia tecnica, organizzativa, gestionale e contabile; ha inoltre il compito istituzionale di organizzare i campionati di basket, nelle loro rispettive declinazioni (nazionali, regionali, provinciali), ed è chiamata a garantire un costante equilibrio di diritti e doveri tra i settori professionistici e non, nonché tra le diverse categorie nell'ambito del medesimo settore;

considerato che:

per l'adempimento dei suoi compiti istituzionali, la FIP è destinataria di sovvenzioni da parte del CONI, finalizzate a fronteggiare le spese di funzionamento e degli oneri afferenti all'attività sportiva;

tali risorse finanziarie sono integrate anche da entrate proprie della FIP e dai suoi organi territoriali (Comitati regionali) e, con particolare riferimento al Trentino-Alto Adige, dai Comitati della provincia di Bolzano e di Trento;

a titolo esemplificativo, il Comitato regionale della FIP per la Lombardia ha organizzato, nel periodo 2005-2011, diverse manifestazioni sportive, i cui proventi, di rilevante entità, sono stati incrementati anche dai contributi regionali, mediante le erogazioni da parte dell'Assessorato ai giovani, sport, promozione, attività turistiche della Regione Lombardia;

nel quadro della sua azione, la FIP ha sottoscritto un importante protocollo con l'Agenzia delle entrate, mirante allo scambio di informazioni e alla reciproca assistenza per rendere più proficua la lotta all'evasione fiscale,

si chiede di conoscere, a quanto risulta al Governo, quale sia l'entità annuale, nel periodo 2005-2011, del contributo regionale descritto e, in secondo luogo, se, con particolare riferimento alla Regione Lombardia, il richiamato protocollo risulti essersi rivelato uno strumento efficace e utile al fine di portare alla luce eventuali situazioni di opacità o di scarsa trasparenza dei bilanci, nonché quali siano le risultanze dell'attività ordinaria di controllo sugli organismi della Federazione.

(4-07999)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute - Premesso che:

in Italia i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, ai sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto ministeriale 7 aprile 1999, recante "Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'età evolutiva", sono solamente quattro, 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 - antipoliomelite, 4 - antiepatite virale B;

il calendario delle vaccinazioni per l'età evolutiva in sostanza rappresenta la successione cronologica con cui vanno effettuate le vaccinazioni dei bambini, sia obbligatorie che raccomandate, fino all'adolescenza;

come da tabella allegata al presente atto che resta acquisita agli atti del Senato, i vaccini in commercio in Italia sono relativi a: difterite tetano pertosse acellulare, difterite tetano (DT), difterite tetano poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite, difterite tetano pertosse haemophilus influenzae poliomielite, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B, difterite tetano pertosse poliomielite epatite B haemophilus influenzae, epatite A;

come facilmente accertabile, a fronte delle 4 previste vaccinazioni, in tutte le Regioni di Italia si assiste ad una incredibile distorsione, per cui i 4 vaccini, singolarmente, sono disponibili su richiesta alle Aziende sanitarie locali di competenza (quindi un parte del bilancio regionale prevede voci di accantonamento e spesa per poter provvedere a quanti ne facciano richiesta) e, in più, le Regioni ricorrono altresì all'acquisto dei menzionati vaccini, da inoculare in combinazione per assicurare la copertura obbligatoria normativamente prevista;

in alcune Regioni, addirittura, pur essendo divenuta facoltativa la predetta vaccinazione, ingenti somme vengono comunque destinate per assicurare la citata procedura di copertura;

gli ultimi dati disponibili parlano di un fabbisogno nazionale in punto di spesa sanitaria per il 2012 di 106.213.749.544 euro così ripartito fra le regioni: Piemonte: 7.978.163.454; Valle d'Aosta: 225.352.335; Lombardia: 17.341.184.546; Provincia autonoma di Bolzano: 865.069.407; Provincia autonoma di Trento: 918.244.725; Veneto: 8.607.884.968; Friuli-Venezia Giulia: 2.217.730.512; Liguria: 3.053.707.274; Emilia-Romagna: 7.901.475.870; Toscana: 6.730.346.850; Umbria: 1.622.166.222; Marche: 2.787.332.179; Lazio: 9.982.148.899; Abruzzo: 2.383.222.579; Molise: 574.623.692; Campania: 9.895.417.201; Puglia: 7.028.005.338; Basilicata: 1.031.973.422; Calabria: 3.483.758.281; Sicilia: 8.673.970.213; Sardegna: 2.911.971.578;

come noto, ai sensi dell'art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini", in corso di conversione in Parlamento, è stata prevista una forte riduzione della spesa anche per la somministrazione della vaccinazione cosiddetta obbligatoria;

tuttavia, a fronte di ciò non sono stati previsti meccanismi di controllo e disposte direttive che, di fatto, impongano, a livello nazionale, riduzioni della spesa nella materia, continuandosi a non comprendere come sia possibile che: a) in commercio esistano già vaccini cui semplicemente aggiungere l'ulteriore obbligatorio; b) ne esistano in combinazioni che non ricomprendono tutti e 4 gli obbligatori;

invero l'acquisto da parte del Servizio sanitario nazionale (SSN) di ben due vaccini in più rispetto a quelli obbligatori previsti per legge comporta ovviamente un aggravio per l'erario non marginale; da alcune ricerche risalenti all'anno 2004, infatti, si evince con chiarezza che il costo nazionale dell'intero ciclo di vaccinazioni dovrebbe attestarsi intorno ai 189,65 milioni di euro: pertanto il costo di ogni singolo vaccino si aggirerebbe intorno ai 31,6 milioni di euro circa. Si arriva dunque alla conclusione che per i due vaccini non obbligatori il SSN dovrebbe spendere circa 63 milioni di euro, una cifra ragguardevole in assoluto, ma ancora di più se riguardata nell'ottica del periodo storico che il Paese sta attraversando, contraddistinto dalla forte crisi economica e dai numerosi tagli alla spesa pubblica, provvedimenti che di certo non risparmiano il comparto salute;

dati alla mano si verifica, inoltre, l'anomala e razionalmente incomprensibile circostanza per cui il vaccino esavalente viene venduto ad un prezzo pari al 20 per cento in più rispetto ai singoli vaccini (da 159,57 a 189,65 milioni di euro all'anno), che si traduce in un guadagno lordo per le due ditte produttrici (Aventis Pasteur MSD e GlaxoSmithKline) di ben 30,32 milioni di euro all'anno;

se poi si confronta la spesa dei solo 4 vaccini obbligatori (gli unici che per legge dovrebbero essere eseguiti) con quella del vaccino esavalente che, in pratica, viene ora immotivatamente imposto dai Servizi di igiene e sanità pubblica delle ASL, la differenza è pari ad un aumento del 152 per cento (da 75,34 a 189,65 milioni di euro all'anno) che si traduce con un guadagno lordo per le due ditte produttrici di ben 114,31 milioni di euro all'anno,

si chiede di sapere:

quali misure i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, intendano concretamente adottare per ridurre le spese a carico del SSN così come previsto dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, in tema di vaccinazioni obbligatorie;

quali siano i provvedimenti che in concreto verranno attuati per uniformare ed estendere a tutto il territorio nazionale l'inoculazione in una unica soluzione delle 4 vaccinazioni obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite, epatite B).

(4-08000)

LANNUTTI - Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della giustizia - Premesso che:

l'interrogante ha presentato un precedente atto di sindacato ispettivo (4-06197), che ad oggi non ha ricevuto risposta, per sollevare il caso di numerosi cittadini che vengono truffati attraverso il sito web di "Italia programmi";

continuano a giungere all'interrogante numerose segnalazioni di cittadini che vengono minacciati con solleciti di pagamento da parte di Italia programmi;

da molto tempo Italia programmi inoltra fatture da pagare a centinaia di persone, senza che esse abbiano mai usufruito di alcun tipo di servizio, e tanto meno abbiano sottoscritto alcun contratto che prevedeva il pagamento di fatture in cambio di prodotti forniti da questa azienda;

è pervenuta all'interrogante la testimonianza di un cittadino vessato dall'azienda che da svariati giorni continua a ricevere e-mail dall'azienda che gli richiede il pagamento di 110,50 euro senza specificare nella fattura il tipo di servizi di cui avrebbe usufruito. Il cittadino ha ignorato tali e-mail convinto di non avere mai avuto a che fare con questa azienda, fino a quando ha ricevuto la comunicazione dove si dice che se non avesse pagato entro il 27 luglio 2012 avrebbero avviato procedure per attuare decreti ingiuntivi di pagamento, gli avrebbero raddoppiato il prezzo, e lo avrebbero iscritto nel registro dei protesti, con la conseguente perdita della solvibilità. Nella lettera è menzionato l'indirizzo dell'avvocato che sta curando la vicenda (Salvatore Marcello), mentre non è menzionato alcun numero di telefono per chiedere informazioni, né dell'avvocato né della stessa azienda. Quando ha provato a contattare tale avvocato mediante il numero 1240 della Telecom l'operatore gli ha risposto che non esistono studi legali a quell'indirizzo;

considerato che:

le persone che si sono rivolte all'Autorità garante della concorrenza e del mercato sono state ben 25.000, un fenomeno vasto e caratterizzato da elementi ben precisi: il trucco è stato scoperto nell'estate 2011, quando ci si è accorti che molti utenti accedevano al sito nella speranza di scaricare file e programmi, con la promessa della completa gratuità, salvo poi accorgersi di vedersi addebitato un abbonamento di ben 96 euro, nonostante non fosse stato sottoscritto alcun contratto. Le pressioni psicologiche, le minacce e le richieste sono state a dir poco riprovevoli, tanto più che la Estesa Limited è stata capace addirittura di inviare le e-mail di sollecito anche a chi non si era mai registrato, configurando un reato penale;

Il "Journal" il 23 marzo 2012 scrive «La truffa di Italia-programmi.net è stata smascherata da tempo, eppure i consumatori sono ancora in balia di richieste di pagamento. Una truffa conosciuta e bloccata e una multa salata dell'Antitrust: sono questi i due elementi principali del caso Italia-programmi.net, il sito di download che ha richiesto e continua a richiedere a moltissime persone delle somme di denaro per degli abbonamenti mai effettuati. Il problema sta proprio nel fatto che la società che gestisce il sito stesso, la Estesa Limited, prosegue a minacciare tanti cittadini ignari, cercando di puntare sul fattore psicologico e inventando fantomatici ricorsi a tribunali o recuperi crediti. Allora, ci si può chiedere subito: perché il portale non viene oscurato? In fondo, la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha usato questa misura per Private Outlet, che cosa si aspetta ancora per Italia-programmi? WebNews, canale telematico di Html.it, ha provato a chiederlo alla stessa authority. La spiegazione di questo immobilismo sta tutta nella evoluzione del caso. In effetti, le vicende di Private Outlet e Italia-programmi sono sostanzialmente simili, con delle truffe ben congegnate, ma la differenza consiste proprio nel modo in cui stanno ancora continuando a svolgersi i fatti. Secondo l'Antitrust, attualmente il sito di download è in regola e presenta tutti gli avvisi che sono stati richiesti, quindi il sito non può essere considerato il responsabile delle ultime truffe, le quali avvengono tramite la posta classica. In pratica, l'Agcm non può intervenire sul web e sull'oscuramento, in quanto non di sua competenza, ma soprattutto la sede all'estero della Estesa Limited (alle Seychelles per la precisione) prevede che vi siano delle rogatorie internazionali. Insomma, per quanto si vogliano tranquillizzare i consumatori coinvolti, questo caso fa ancora troppo rumore e il fatto che non si intervenga può far pensare soltanto alle troppe difficoltà che nascerebbero, oppure, ma non si vuole essere cattivi, alla volontà di lavarsene le mani»;

scrive ancora il "Journal" il 18 luglio: «Il caso Italia-programmi è uno di quelli di cui si conosce l'inizio, ma purtroppo ancora non la fine: il silenzio degli ultimi mesi aveva fatto ben sperare, dopo una serie infinita di segnalazioni, reclami e truffe, ma chi pensa che il raggiro sia finito per sempre si sbaglia di grosso. In effetti, questo portale è davvero camaleontico e, dopo aver modificato il proprio dominio, ha continuato tranquillamente a minacciare molti consumatori con i soliti solleciti di pagamento. Le richieste sono sempre le stesse, vale a dire il versamento immediato di novantasei euro per aver sottoscritto un fantomatico contratto per il download di alcuni file. Le ultime segnalazioni sono giunte direttamente al Centro Europeo Consumatori di Bolzano, il quale ha reso nota la nuova fase di questa truffa. In pratica, il sollecito viene richiesto da un avvocato di oltre cento anni che però è defunto, una situazione davvero bizzarra e tetra. Insomma, Italia-programmi continua a scherzare con il fuoco, in quanto ha già dovuto pagare una multa di 1,5 milioni di euro per le sue pratiche scorrette, evidentemente è capace di campare solo con questi espedienti. Dunque, l'attenzione va mantenuta alta quando si riceve un messaggio di posta elettronica, anche se in questo caso bisognerebbe sentire lontano un miglio la puzza di bruciato. Possibile che sappiano solamente terrorizzare gli ignari consumatori? Ci sono altri dettagli in questi nuovi solleciti che vale la pena menzionare: anzitutto, i pagamenti sono richiesti per saldare l'onorario di questo avvocato morto da tempo, mentre la sede legale si è trasferita dalle Seychelles a Cipro, con tanto di conto corrente nuovo di zecca. Il consiglio è quello di non lasciarsi prendere dal panico: il nuovo dominio è cambiato, ora si ha a che fare con Italia-programmi.org: lo stesso Cec bolzanino è pronto a fornire tutti i chiarimenti del caso, ovviamente non bisogna pagare nulla ai truffatori»;

sempre lo stesso quotidiano il 24 febbraio 2012 scrive: «La Polizia Postale si sta occupando del caso, ma si limita soltanto a ricordare che nulla va pagato: peccato che multe e indagini non sono servite a nulla, segno che andava e va fatto qualcosa di più per interrompere quello che sta succedendo ancora, come anche il Journal è testimone ogni giorno con diverse segnalazioni di persone preoccupate»;

considerato che:

l'interrogante si chiede come sia possibile la truffa praticata da Italia programmi a danno dei consumatori continui, con pesanti vessazioni per gli utenti;

le autorità competenti hanno l'obbligo di trattare la vicenda in termini penali e non soltanto contrattuali, visto che questo raggiro non è una semplice pratica commerciale scorretta,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di ottenere il sequestro del dominio web e l'oscuramento del sito relativo, che continua a terrorizzare i consumatori;

quali misure urgenti intenda adottare per evitare che un sito web delle Seychelles, giocando sul fatto che diversi programmi sono gratuitamente scaricabili, continui a carpire in maniera ingannevole i dati degli utenti e poi a inviare loro e-mail continue e minacciose intimando pagamenti per presunti abbonamenti che gli stessi avrebbero sottoscritto;

quali iniziative, nelle opportune sedi di competenza, intenda adottare affinché la società Estesa Limited sia posta in condizione di non arrecare più danni ai consumatori, cessando ogni attività diretta ad accaparrarsi degli abbonati in maniera fraudolenta;

se ritenga opportuno intraprendere le necessarie iniziative affinché la società Estesa Limited sia obbligata al rimborso per coloro che, in buona fede, hanno già versato i 96 euro che la stessa aveva loro chiesto con il descritto metodo, oggi riconosciuto commercialmente scorretto;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare gli utenti da siti web che applicano pratiche commerciali ingannevoli e scorrette continuando ad essere veicolo di frodi, truffe, abusi ed appropriazioni indebite a danno dei consumatori e dei cittadini.

(4-08001)

PINOTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

non è stata smentita la decisione di queste settimane, di Lactalis, che nel 2011 ha acquistato Parmalat, di sostenere un piano industriale che prevede la chiusura della centrale del latte di Genova, oltre a quelle di Como e Pavia, e un ridimensionamento dello staff di Parma;

insieme alla chiusura dello storico stabilimento, la città perderebbe, dopo 77 anni, anche il suo marchio "Latte Oro", patrimonio indissolubile;

quanto emerso dal piano industriale di Lactalis-Parmalat circa la chiusura del sito di Genova e l'abbandono del territorio da parte di Parmalat pone a Genova problemi di carattere sociale;

le preoccupazioni per le sorti dello stabilimento coinvolgono direttamente 63 famiglie di lavoratori della centrale, 70 famiglie della filiera e altre 50 circa dell'indotto;

la presenza della centrale è stata ed è un elemento fondamentale della filiera lattiero-casearia e consente la permanenza di aziende agricole ed allevatori nell'entroterra delle vallate liguri;

il formaggio utile per altri prodotti tipici del territorio ligure viene realizzato dal latte prodotto nello stabilimento della centrale del latte di Genova: un esempio su tutti è quello della focaccia al formaggio di Recco, che essendo prodotto DOP, deve obbligatoriamente contenere prodotti liguri;

è stato identificato, all'interno della piastra logistica del mercato della frutta di Genova Bolzaneto un magazzino della ditta AF Logistics, di cui Lactalis è cliente importante in altre città, e lo diventerebbe anche a Genova;

dopo aver chiuso lo stabilimento di Genova Fegino, dalle informazioni apprese probabilmente Lactalis vorrebbe portare nelle celle frigo di Genova Bolzaneto latte presumibilmente francese, o comunque prodotto altrove, per distribuirlo sul territorio genovese;

l'amministrazione comunale di Genova ha preventivamente escluso eventuali varianti urbanistiche per cambiare destinazione d'uso dell'area dello stabilimento della centrale del latte di Genova Fegino,

si chiede di sapere quali interventi possano essere messi in atto affinché sia scongiurata la dismissione dello stabilimento della centrale del latte di Genova Fegino.

(4-08002)