PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, cari colleghi, gli obiettivi di quest'emendamento, a prima firma Pardi, sono in sostanza due: alzare la maggioranza necessaria per approvare i Regolamenti parlamentari e garantire meglio le opposizioni. Per quanto riguarda le minoranze linguistiche, mi paiono apprezzabili entrambi gli obiettivi, per le motivazioni che vado ad esporre.
Con riferimento alla maggioranza rafforzata qui prevista, ritengo che il nuovo sistema realizzato dalla legge elettorale ormai dal 1992, che mira al bipolarismo, abbia messo in forte dubbio la maggioranza assoluta per quanto riguarda sia i Regolamenti parlamentari sia la Costituzione stessa. Sappiamo che l'articolo 138 della Costituzione, che prevede una maggioranza assoluta per cambiare la Carta costituzionale, nel 1947 era stato elaborato in una situazione di pluralità di partiti, che difficilmente poi trovavano un accordo e in cui la maggioranza assoluta rappresentava un livello davvero molto alto da raggiungere.
Adesso invece, nel sistema bipolare, in cui vi sono una maggioranza ed un'opposizione, essa è dovuta e praticamente permette alla maggioranza di Governo una cosa che i Costituenti non avrebbero mai gradito, ossia di far passare sia la Costituzione sia i Regolamenti parlamentari con una sua maggioranza, anche se stretta. I Padri costituenti non volevano questo, ma una garanzia che per il sistema elettorale di allora fosse effettivamente alta, al fine di assicurare che tutte le forze politiche fossero coinvolte.
Anch'io pertanto, come altri colleghi, mi sono permesso di presentare un emendamento all'articolo 138, attualmente in discussione in 1ª Commissione, per aumentare la barra della maggioranza assoluta prevista dalla Costituzione. In via consequenziale, è giusto che lo si faccia anche per il Regolamento.
Desidero però aggiungere un'ulteriore elemento: quanto sta accadendo in Aula è la pura dimostrazione di quanto sia necessario trovare una convergenza tra le forze politiche e non giocare sulla maggioranza assoluta, per questo tassello che poi comunque può essere superato tramite la richiesta di referendum. È la dimostrazione della confusione di questa fase costituente, così come dovrebbe essere nobilmente chiamata, anche se tale non è, considerato che praticamente, attraverso l'approvazione in Aula di una serie di emendamenti, si cambia la Carta costituzionale che era stata pensata dai più grandi filosofi e giuristi d'Italia, oltre che dai Padri nobili della nostra democrazia. Procedere, dunque, attraverso l'approvazione in Aula di emendamenti non mi pare sia degno della nostra Costituzione. Per questo motivo, ritengo sia utile e necessario alzare il livello, sia per quanto riguarda la modifica dei Regolamenti che, in una seconda fase, anche della stessa Carta costituzionale.
La seconda questione che voglio porre riguarda i diritti delle opposizioni, per cui il collega Pardi in quest'emendamento ha previsto delle garanzie molto forti. Mi pare che ciò sia giusto, anche in questo contesto, perché c'è il rischio che due grandi poli possano schiacciare chi sta tra i banchi, ma non appartiene né all'uno, né all'altro schieramento. Il discorso non riguarda soltanto le minoranze linguistiche, ma anche le forze politiche di opposizione, che hanno diritto ad esistere e che in Aula - lo ripeto - potrebbero essere invece schiacciate dagli stessi Regolamenti.
Per tali motivi, annuncio il voto favorevole del mio Gruppo sull'emendamento in esame.