PARDI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARDI (IdV). Signora Presidente, anche se sappiamo che i colleghi firmatari di questo emendamento l'hanno presentato partendo da ragioni diverse dalle nostre (forse molto diverse dalle nostre), noi esprimeremo comunque un voto favorevole su di esso, perché ci ritroviamo il senso fondamentale delle considerazioni che svolgevo nell'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4.
Sopprimendo gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 in un colpo solo, si azzera la riforma costituzionale che non ci convince, si elimina il rafforzamento dell'Esecutivo a danno del Legislativo e, sostanzialmente, si accede a una prospettiva di manutenzione ordinaria con scarsissimi interventi (quelli che ci sono stati finora) sulla Costituzione italiana. Poiché noi pensiamo che tutte le modifiche, che pure sono necessarie per garantire una maggiore efficacia della politica, sono perfettamente raggiungibili modificando la legge elettorale, per esempio, e stabilendo una vitalità democratica dei partiti come auspicato dall'articolo 49 della Costituzione, ma mai realizzato, crediamo che si potrebbe accedere ad una vita politica più sensata senza modificare la Costituzione.
Noi non concordiamo con un assunto fondamentale che è dietro questo disegno di riforma della Costituzione (questo, non quell'altro: di quello sfigurato non ne voglio nemmeno parlare per ora). Parlo del fatto che la Costituzione, secondo alcuni, non dà a chi governa gli strumenti per farlo. Non è vero! Non è vero nella maniera più plateale: chi governa ha gli strumenti per farlo, solo che, o li usa male, o non sa usarli, o non sa che cosa fa, o prende decisioni sbagliate, o prende decisioni a favore di interessi specifici, o è addirittura guidato da interessi specifici, più privati che pubblici, ma qualche volta pubblici e privati.
Non è vero che la Costituzione non dà gli strumenti per governare a chi governa: è una sorta di credenza che si è diffusa nell'ultimo decennio per iniziativa soprattutto dell'ex Presidente del Consiglio, il quale, del tutto incapace di governare e guidato da un solipsismo autistico di natura clinica, ha dovuto trovare il modo per giustificare la propria incapacità di governare attribuendo la colpa alla Costituzione. Era lui che non sapeva governare, cari senatori, e non sapeva farlo in maniera plateale e, qualche volta, anche disgustosa. La Costituzione funziona benissimo; ci vogliono delle aggiustature minime, ma non certo un disegno che riconfigura l'assetto e l'equilibrio tra i poteri.
Quindi, anche se non condividiamo le ragioni per cui i colleghi di Coesione Nazionale hanno presentato la proposta di sopprimere gli articoli da 4 a 10 , a noi tale proposta va bene, e voteremo a favore. (Applausi dal Gruppo IdV).
Chiediamo inoltre la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.