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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 768 del 17/07/2012


FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FLERES (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, se questo Parlamento fosse guidato dal buon senso e avesse soltanto un pizzico del senso dello Stato che ebbero i Costituenti che vollero la nostra Costituzione, probabilmente emendamenti come questi e come tanti altri non sarebbero mai comparsi all'attenzione di un'Aula parlamentare, perché non c'è dubbio che tale argomento non ha nulla a che fare con la Costituzione italiana. (Applausi della senatrice Mariapia Garavaglia).

È un argomento che non può essere affrontato in sede costituzionale perché è manifestamente legato a questioni che attengono alle dinamiche dei partiti. Il nostro Parlamento non è stato neanche capace di disciplinare l'attività dei partiti: figuriamoci se è nelle condizioni di poter disciplinare tale questione.

Ma allora potreste chiedermi: perché hai presentato un emendamento in questo senso e perché la senatrice Poli Bortone ha presentato un emendamento in tal senso? È molto semplice. Ci troviamo nella stessa ed identica situazione in cui ci trovammo quando fummo nelle condizioni di dover proporre una riserva per le donne, una riserva di genere che diventava indispensabile per rompere un meccanismo che certamente determinava uno squilibrio all'interno di un Parlamento, dunque di un organo democraticamente eletto, ed in cui però esiste una notevole dispari opportunità, per usare un termine traslato, tra posizioni scaturenti da partiti diversi, da storie diverse, da esperienze diverse.

Allora, con questi emendamenti - e ringrazio il senatore Pardi per quanto ha detto, che certamente è in parte condivisibile - vogliamo porre un problema. Esiste un problema di ricambio generazionale in politica. I partiti non mostrano attenzione per il problema del ricambio generazionale in politica. Questo tema deve essere affrontato in qualche modo. Ne parliamo impropriamente in questa sede, perché non è certamente di livello costituzionale la proposta che stiamo formulando, ma è certamente di rilevanza politica; poi verificheremo quali debbano essere gli schemi, i modelli ed i limiti per determinare un equilibrio tra la continuità dell'azione politica ed un altrettanto degno di rilevanza problema di rappresentatività generazionale e di ricambio della classe politica. Certamente, questo tema non ha una rilevanza costituzionale, come invece dimostrerebbero gli emendamenti che abbiamo presentato; ma abbiamo la consapevolezza di comprendere quale sia il livello delle questioni che poniamo, e dunque ci comportiamo di conseguenza.

Non trascuriamo un dettaglio, però. E questo sì, onorevoli colleghi, desidero che lo poniate alla vostra attenzione. Emendamenti di questo genere, in quel fascicolo, ce ne sono a centinaia, e non hanno niente a che vedere con una riforma costituzionale. Allora il tema che ci dobbiamo porre è un altro. Un Parlamento che si trova a sette o otto mesi dalla propria scadenza, un Parlamento che in questo momento è dilaniato da posizioni difficili di natura politica, che attraversano trasversalmente il centrodestra, il centrosinistra, il centrocentro, l'alto, il basso, il Nord e il Sud, è un Parlamento che può ritenersi in maniera del tutto autoreferenziale abilitato ad affrontare una riforma costituzionale? O non sarebbe invece molto più opportuno - come qualcuno ha detto e come noi di Coesione Nazionale-Grande Sud abbiamo più volte detto - in maniera molto stringata ed essenziale varare una legge che istituisca un'Assemblea Costituente che, in maniera terza, a tempo determinato, con fortissimi livelli di incompatibilità prima, e con fortissimi (al quadrato) elementi di incompatibilità dopo, riscriva la Costituzione, avendo al centro il buonsenso e il senso dello Stato? Quest'ultima cosa mi sembra di notare che tra noi, senza offesa per nessuno (me incluso), non ci sia in questo momento, dato che noi ci siamo posti - ed abbiamo deciso di farlo - al livello della disinformazione che disinforma sulla nostra attività e non al livello di quello che dovrebbe essere un Parlamento, soprattutto quando tenta di riscrivere la legge generale dello Stato, la legge più importante dello Stato, cioè la Costituzione. Ma così è. (Applausi della senatrice Mariapia Garavaglia).

Abbiamo deciso non di competere tra intelligenze e tra posizioni politiche, che possono anche essere diverse, ma che hanno tutte la dignità dell'ascolto; abbiamo deciso invece di competere con i pennivendoli e con gli imbrattacarte, con i giornalisti che, anziché informare, disinformano, con quelli che tentano di delegittimare la classe politica per affermare non un'altra classe politica alternativa, ma una delegittimazione complessiva di un modello di democrazia che tende ad essere sempre più vittima e prigioniero di meccanismi che sono esterni alla democrazia.

Il suffragio universale in questo momento è in forte crisi. Allora, o ci poniamo questo tema o non siamo classe dirigente, né per fare questa riforma costituzionale, né per qualsiasi altro modello normativo che ci venga sottoposto dal Governo o da altri. Noi non attraversiamo in questo momento una situazione facile, ma non possiamo certamente portare all'ammasso le nostre intelligenze e la nostra funzione solo perché qualcuno scrive quello che scrive e qualcuno si è messo nelle mani di coloro i quali condizionano il suffragio universale e di quelli che invece vogliono sostituire il suffragio universale con il censo, con il potere, con lo spread, con l'alta finanza, con i movimenti di borsa, con i ricatti finanziari e con quant'altro in questo momento il nostro Paese e il mondo stanno subendo.

Ciò posto, occorre riconsiderare il rapporto che deve esistere tra modelli rappresentativi, suffragio universale, democrazia e quant'altro attraverso un'Assemblea Costituente che in maniera terza costruisca le nuove regole del gioco e le riequilibri. Oggi abbiamo infatti una Costituzione fortemente squilibrata, fortemente sconnessa, che ha travalicato pensino gli obiettivi che i Padri costituenti avevano costruito e avevano messo in un equilibrio di funzioni e poteri di rara delicatezza.

Ebbene, quell'equilibrio è stato sconvolto e questo Parlamento, me per primo, non sta mostrando di volerlo ricomporre, ma soltanto di voler inseguire l'ultima notizia, l'ultima accusa, l'ultima campagna populista antidemocratica che questo o quello sta mettendo in campo, rispondendo a logiche che certamente poco hanno a che vedere sia con la politica, sia con il buon governo, sia con la democrazia. (Applausi dai Gruppi CN:GS-SI-PID-IB-F e Per il Terzo Polo:ApI-FLI e della senatrice Sbarbati).