Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1791 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 759 del 05/07/2012


POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, noi non abbiamo fatto una strenua battaglia come altri in quest'Aula. Abbiamo presentato soltanto pochissimi emendamenti, uno dei quali, secondo noi, con un forte valore, non simbolico, ma di sostanza e di contenuto, relativo all'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, che a noi sembrava e sembra propedeutico a qualunque forma di intervento in favore dei partiti.

Abbiamo avuto anche il buon gusto di non ricordare in quest'Aula vicende che certamente non sono state esaltanti per la storia dei partiti negli ultimi quindici anni e dalle quali pochi sono rimasti immuni (e uso un eufemismo). Non l'abbiamo fatto perché non ci piace fare delle speculazioni su vicende che offuscano l'immagine del Parlamento italiano, perché immaginiamo che il Parlamento debba avere sempre quel forte valore democratico, debba dare il senso dell'istituzione più alta nella quale i cittadini si possano e si debbano riconoscere.

Però, contestualmente, Presidente, abbiamo presentato nei giorni scorsi un disegno di legge che prevede una Commissione di inchiesta; ma non una di quelle che per quattro-cinque anni più o meno traccheggiano perché servono più che altro per avere qualche Presidenza o qualche altra situazione del genere, ma una Commissione di inchiesta che lavori soltanto per tre mesi e faccia luce su tutte le vicende che hanno attraversato i partiti in Italia negli ultimi quindici anni. Questo, perché non basta fare come qualcuno ha fatto in quest'Aula oggi: mi riferisco al senatore Rutelli, che ha ricordato le vicende della Margherita, delle quali si è molto addolorato. Certamente non sono vicende piacevoli, né quelle, né tante altre, che purtroppo abbiamo dovuto affrontare anche in quest'Aula.

Noi pensiamo che una Commissione d'inchiesta che lavori alacremente per tre mesi possa fornire da subito quei numeri e quegli elementi di valutazione in virtù dei quali affrontare anche l'esame del provvedimento in discussione alla Camera dei deputati proprio sull'articolo 49 della Costituzione - lo ricordava la presidente Finocchiaro - così da avere le indicazioni più giuste ed intervenire in maniera adeguata, con dati di conoscenza ben precisi (non derivanti quindi da gossip o da scandalismo gratuito), facendo una sana autocritica sulle vicende che hanno attraversato i partiti, quando questi c'erano, e probabilmente c'erano anche in virtù del fatto che dovessero percepire dei lauti finanziamenti.

Qualcuno forse dirà che per noi è più semplice parlare, perché non abbiamo il rimborso dei partiti, non abbiamo radio, non abbiamo radio comunitarie, non abbiamo televisioni, non abbiamo testate di giornali. Diciamo che siamo un gruppo articolato, nel quale è rappresentato il Nord ed il Sud del Paese e nel quale è presente il tema della coesione nazionale. Siamo un gruppo che è venuto fuori dalle vicende politiche di quest'ultima legislatura, che verrà certamente ricordata come una di quelle non felici del Parlamento italiano. Proprio per questo, però, siamo forse ancora più liberi di esprimere il nostro pensiero.

Non voteremo contro questo provvedimento, ma non ci siamo neanche appiattiti fin dall'inizio sulla rassegnazione. Abbiamo tentato di inserire qualche elemento che ci sembrava più forte, più cogente e più interessante rispetto alla semplice riduzione del discorso in termini percentuali, con quelle alchimie che sono state ricordate anche dal collega Li Gotti poco fa, che non ci soddisfano minimamente, né credo che possano soddisfare il cittadino della strada, quando capirà esattamente di che cosa si tratta.

Credo che ai cittadini dobbiamo dare oggi dei partiti sani, selettivi, valoriali e identitari; dei partiti che sappiano far crescere il personale politico al loro interno attraverso una sana formazione politica. Anche a questo scopo avevamo presentato un nostro emendamento per fare in modo che all'interno di ogni partito, al di là delle «quote rosa» (che non mi hanno mai particolarmente appassionata), si potessero creare invece le condizioni per far crescere tutti. Parlare oggi di pari opportunità significa, infatti, a proposito di partiti e di elezioni, dare a tutti la possibilità di accedere alla politica.

Dobbiamo fare quindi uno sforzo in più. Non basta ridurre del 40 o del 45 per cento una rata del finanziamento ai partiti - perché di questo poi alla fine effettivamente si tratta - ma è necessario anche stabilire delle regole che siano molto più chiare, sane e trasparenti, per fare in modo che tutti i cittadini, a qualsiasi ceto sociale appartengano, possano realmente usufruire delle pari opportunità per accedere alla politica. Oggi mi pare che gli spazi si siano invece ristretti e che si vada davvero verso la costruzione di quella che può sembrare sempre di più - e forse lo è - una vera e propria casta di persone che, se non fanno politica, non sanno più che cosa fare. Non è così, però. Per tutti i cittadini ci deve essere, infatti, la possibilità di partecipare, di crescere, di formarsi, di avere una cultura politica, di avere una speranza ed un ideale, finalmente, perché credo che di obiettivi e di ideali in questi ultimi tempi ce ne siano stati veramente pochi.

Non vogliamo assolutamente che qualcuno possa strumentalizzare una nostra posizione. Figuriamoci se, al pari di tutti gli altri, non siamo d'accordo per andare incontro, non soltanto ai terremotati dell'ultimo evento, ma anche a coloro che hanno subito danni dal 1° gennaio 2009 (penso alla provincia di Messina, ad esempio). Avremmo potuto farlo in altro modo; sarebbe stato - mi si passi l'espressione - più di buon gusto se avessimo legato ad altro provvedimento l'intervento sui terremotati. Comunque noi abbiamo pazienza e in questi ultimi mesi di legislatura, non solo ne attenderemo con ansia la fine, ma ci procureremo anche il piacere di poter intervenire, se e quando arriverà, sul disegno di legge di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo CN:GS-SI-PID-IB-FI).