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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 758 del 04/07/2012


Sulla sostituzione di un componente della Commissione

di vigilanza dei servizi radiotelevisivi

FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, intervengo per denunciare in quest'Aula un atto illegittimo e di evidente parzialità compiuto dal Presidente del Senato con la sostituzione del senatore Amato, componente della Commissione di vigilanza RAI, con il senatore Viespoli. L'atto è illegittimo, se non altro, perché è in contrasto con l'articolo 3 del Regolamento della stessa Commissione di vigilanza. Non dubitiamo che il presidente Schifani saprà attingere al massimario dei precedenti per tentare di giustificare questa sua scelta.

Ma io vorrei ripercorrere con i colleghi una cronologia assai interessante. Alle ore 12,30 di oggi, il senatore Amato annuncia con un comunicato stampa di votare liberamente per una candidata, la signora Nardelli, così disattendendo le direttive del Gruppo del PdL. Alle ore 13,20 il senatore Viespoli si alza in Aula rivendicando per il proprio Gruppo, peraltro in coerenza con la richiesta avanzata oltre un mese fa, una rappresentanza all'interno della Commissione di vigilanza. E a questo punto, alle ore 14,15, il PdL individua nel senatore Amato la persona da sacrificare sull'altare di una più corretta composizione proporzionale della Commissione di vigilanza. Il presidente Schifani, quindi, tra le ore 14,15 e le ore 15,15, nomina il senatore Viespoli.

Questo, mentre la Commissione di vigilanza è costituita in seggio elettorale, ininterrottamente e dunque non potrebbe soffrire alcuna sostituzione dei propri componenti. E questo, mentre le tormentate vicende di questa legislatura ci mostrano come per giungere alla sostituzione di un componente di una qualunque Commissione, pur anche della Commissione di vigilanza, in occasione di - diciamo così - disattenzioni palesi e violazioni gravi degli obblighi di lealtà nei confronti dei Gruppi di appartenenza, tutti gli altri Gruppi hanno dovuto attendere mesi le decisioni del presidente Schifani, e mentre i Gruppi che legittimamente da mesi reclamano che più correttamente venga organizzata la rappresentanza proporzionale in altre Commissioni bicamerali, come l'antimafia, vedono da mesi la questione assolutamente non risolta da parte del presidente Schifani.

Che questa vicenda maturi mentre si sta procedendo ad una delicata votazione per il consiglio di amministrazione della RAI, che peraltro vede coinvolti soggetti terzi rispetto alla contesa in campo, e che accada mentre la Commissione è costituita in seggio elettorale, io temo che non trovi riscontro in nessuno dei precedenti che certamente verranno citati in quest'Aula a giustificazione di un atto che - lo ripeto - noi riteniamo illegittimo, assolutamente parziale, in favore del partito del Popolo della Libertà, e peraltro scandaloso, assolutamente scandaloso. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Del Pennino, Pardi e Serra).

Non abbiamo nessuna intenzione di tacere. Riteniamo che quest'atto si ponga - ahimè! - in coerenza con altri atti assolutamente parziali, compiuti dal presidente Schifani nelle settimane scorse (Applausi dal Gruppo PD), che sono stati tali da attirargli l'accusa di parzialità dallo stesso ex presidente del Senato, senatore Pera.

Noi riteniamo che tale questione vada risolta prontamente, e che prontamente il Presidente del Senato debba venire a riferire all'Aula circa le ragioni, le modalità e gli apprezzamenti che riguardano l'osservanza delle leggi, dei Regolamenti e delle convenienze e opportunità politiche che rendano ancora vivibile il lavoro entro questa istituzione. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Pardi, Peterlini e Serra).

BELISARIO (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BELISARIO (IdV). Signor Presidente, non è la prima volta che manifesta il mio rincrescimento perché ogni tanto il Presidente di questa Camera, la seconda carica dello Stato, si toglie i panni dell'arbitro, scende in campo con una maglietta e gioca la partita. Ovviamente, a mio avviso, in questa maniera si trucca il risultato finale. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Serra).

L'Assemblea ricorderà, all'inizio della legislatura, quando venne eletto un Presidente, o il Presidente pro tempore della Commissione di vigilanza, quanto tempo la medesima sia stata paralizzata senza che venissero compiute sostituzioni, senza forzature: si è atteso un lungo passaggio, non solo parlamentare. Oggi, con la stringente tempistica che la presidente Finocchiaro ha illustrato, si dimostra come ci sia ancora un colossale, straordinario, insuperato conflitto d'interessi che continua ad ammorbare la RAI, per cui è evidente che quello che è successo di fatto configura una palese complicità partitica da parte del Presidente del Senato.

Io vorrei che il Presidente del Senato venisse in Aula e desse ragione di un comportamento che ritengo non sia istituzionale, e certamente non sia un comportamento corretto da parte della seconda autorità dello Stato di questa Repubblica. (Applausi dal Gruppo IdV).

GRAMAZIO (PdL). Potevate non votare!

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, voglio dire con molta serenità una cosa. Non contesto il diritto del Gruppo parlamentare dei colleghi di Coesione Nazionale ad essere rappresentato in Commissione di vigilanza: io contesto il modo in cui si arriva a questa decisione, che viola disposizioni del Regolamento, viola norme costituzionali, a cominciare dal principio del divieto di mandato imperativo, e viola soprattutto i precedenti, perché ricordo che quando ci fu il caso del collega Villari, egli fu espulso dal Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ma senza il suo consenso non si poté arrivare alla sostituzione, tant'è vero che tutti i componenti della Commissione di vigilanza RAI si dimisero per essere rinominati.

Oggi il Presidente del Senato procede alla nomina di un componente in sostituzione di un altro senza che sia stata registrata la volontà, attraverso le dimissioni dalla Commissione, del collega Amato, e lo fa su indicazione di un Gruppo parlamentare che non ha peraltro acquisito la volontà dell'interessato a rassegnare le dimissioni. Questo è il precedente a cui dobbiamo attenerci, per cui se il Presidente del Senato avesse voluto procedere alla sostituzione, avrebbe dovuto preventivamente acquisire le dimissioni del senatore interessato e non una mera indicazione del Gruppo parlamentare, perché questo rende illegittima, nulla, inesistente la nomina e la sostituzione.

Questo caso è ancora più grave, signor Presidente, perché avviene nel momento in cui la sostituzione comunque non può spiegare effetti immediati, in quanto la Commissione di vigilanza opera come seggio elettorale, e quindi non può in ogni caso variare la sua composizione; per cui, anche se fosse possibile (e non lo è, per le ragioni che ho detto) sostituire il collega Amato con un altro collega di un altro Gruppo parlamentare, la sostituzione potrà essere pienamente efficace quando si riunirà nuovamente la Commissione di vigilanza, e cioè dopo aver compiuto le operazioni che - lo sottolineo - la legge dello Stato impone per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della RAI. Questo, dal punto di vista del rispetto della legalità costituzionale, regolamentare e della legge istitutiva della Commissione di vigilanza che regola e disciplina il funzionamento della RAI e del suo consiglio d'amministrazione.

Vorrei fermarmi qui, ma mi consenta di fare un'osservazione dal punto di vista politico‑istituzionale. Questo è un atto che, lo dico con il dovuto rispetto, mette in crisi la credibilità della Presidenza del Senato. Credo che il Presidente debba ripensarci, perché intanto è un atto nullo, che non può spiegare effetti rispetto alla votazione che è in corso, e ciò prescinde dal diritto dei colleghi di Coesione Nazionale ad avere o no il posto in Commissione di vigilanza, e poi è un atto tutto politico, che con le funzioni di garanzia del Presidente del Senato e la Commissione parlamentare di vigilanza non ha nulla a che vedere. Aggiungo inoltre che sembra essere un atto persecutorio - e ciò è ancora più grave - nei confronti di un collega che ha espresso una libera opinione sulla scelta di un membro del consiglio di amministrazione della RAI.

Se assecondiamo e asseveriamo questi precedenti facciamo prima a sciogliere la Commissione di garanzia e a dire che dobbiamo cambiare anche il meccanismo attraverso cui funziona la Presidenza del Senato. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, PD e del senatore Valditara).