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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 749 del 21/06/2012


VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VIESPOLI (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, più volte abbiamo evidenziato la necessità di affrontare una questione così importante come la riforma costituzionale cercando di recuperare una sua organicità e di determinare una riforma di sistema come quadro di riferimento per consentire, successivamente, una coerente legge elettorale. Abbiamo anche detto che ritenevamo complicato e difficile, nell'attuale condizione parlamentare, anche in relazione ai tempi, che questo fosse possibile e che forse sarebbe stato il caso di affidare questa riflessione organica ad un'Assemblea costituente.

Il dibattito ha determinato la possibilità di un approdo di sistema che, per quanto ci riguarda (l'ho detto in altre circostanze), noi riteniamo un punto di arrivo importante di un filone lungo del dibattito costituzionale, culturale e politico italiano, tra l'altro rafforzato da quel che sta accadendo nel contesto europeo e che suggerisce una scelta che vada nel senso del recupero forte del rapporto tra istituzioni e cittadini, attraverso una straordinaria iniezione di democrazia diretta sul modello semipresidenzialista francese.

Ora, è evidente che questo comporta un'esigenza di coordinamento e di rafforzamento del percorso per fare in modo che sia ampio e arioso, che non sia soltanto di una parte, ma che possibilmente intercetti anche altre sensibilità, che si apra al confronto con altri soggetti che su questa strada debbono convenire per rafforzare la riforma e renderla efficace ed effettiva. È emersa altresì la necessità di recuperare in questo dibattito costituzionale il tentativo, che, per lunghi anni, tutti hanno cercato di compiere, da destra a sinistra, di raccordare l'istanza federalista all'istanza presidenzialista. Il tema che noi oggi abbiamo di fronte non è quale riforma fare, ma come concretizzare una riforma che dal dibattito parlamentare emerge lungo due coordinate da raccordare: federalismo e presidenzialismo.

Cito lo stesso intervento, che vorrei cogliere in positivo (mi rivolgo in particolare all'area di ex maggioranza di centrodestra), del senatore D'Alia, il quale, se ho ben capito, ha posto, con molto pragmatismo e senso di responsabilità, il problema, non di ostilità nei confronti del percorso semipresidenzialista, ma di disponibilità ad approfondire questo percorso e a come relazionarlo all'esigenza comunque di affrontare il tema del ruolo e della funzione del Senato. Infatti, se è vero che l'emendamento presentato per la definizione del Senato federale necessita di qualche approfondimento, è altrettanto vero - consentitemi di dirlo - che il testo uscito dalla Commissione, relativamente al ruolo del Senato, è ancora più pasticciato e pasticcione rispetto al rinvio alla legislazione concorrente come elemento caratterizzante dell'avvio del procedimento legislativo e della competenza specifica del Senato. E lo è anche rispetto al mix di composizione che mette insieme due soggetti (banalizzo il concetto per rendere l'idea), il vecchio troncone del Senato con il vecchio troncone della Conferenza Stato-Regioni, in un meccanismo di cui non si capisce come si combinino concetti quali decisione, partecipazione, radicamento territoriale e dimensione nazionale.

Fatta questa considerazione, credo sia responsabilità di tutti prendere atto che dal dibattito è emersa la volontà di un approfondimento dell'impostazione semipresidenzialista in un rapporto corretto con la dimensione federalista. Se così è, si trovi il luogo dell'approfondimento, ma non di un approfondimento generico, bensì chiaro su due punti, ovvero sugli emendamenti che riguardano il semipresidenzialismo e il federalismo, costruendo su di essi un'ipotesi di riforma non pasticciata ma organica.

Questa è una proposta responsabile, perché non esprime un rinvio generico per un generico approfondimento, ma un rinvio finalizzato alla realizzazione di un'ipotesi, emersa con chiarezza da una parte e con disponibilità dall'altra, volta a combinare presidenzialismo e federalismo.

Se facciamo questo, recuperiamo tempi e luoghi per realizzare le scelte che il Paese attende. (Applausi dal Gruppo CN:GS-SI-PID-IB-FI).