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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 749 del 21/06/2012


D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, non ripeto quanto ha già detto la collega Finocchiaro solo perché sono totalmente d'accordo con lei.

Vorrei fare un ragionamento di merito su alcune proposte che sono venute dai colleghi della Lega per spiegare perché noi non possiamo fare in tre giorni quello che non si è voluto fare in precedenza. Due sono le strade, se non vogliamo prenderci in giro: o questi emendamenti, se li si vuole mettere in votazione, debbono essere dichiarati inammissibili, perché non consentono l'entrata a regime della riforma costituzionale, oppure devono essere rimessi ad un apprezzamento della Commissione.

Quando voi dite che volete fare il Senato federale, così come l'avete scritto nell'emendamento, dovete spiegarci se c'è ancora o non c'è più il rapporto fiduciario tra il Senato e il Governo, perché non è indifferente. Infatti, quando prevedete la partecipazione o la composizione a geometria variabile del Senato e dite che c'è una parte che viene eletta direttamente dal corpo elettorale e un'altra che viene eletta dai Consigli regionali, questi ultimi incidono dal punto di vista dell'orientamento politico e della composizione del Senato a seconda del sistema elettorale e della maggioranza politica delle singole Regioni. Quando poi dite che secondo una norma del Regolamento si disciplina la partecipazione con diritto di voto dei Presidenti delle Regioni al Senato, senza dire se questa partecipazione riguarda tutti gli atti del Senato o solo alcuni e per che cosa, affidando al Regolamento del Senato la disciplina della partecipazione e la qualità del loro apporto, voi state sostanzialmente proponendo qualcosa che oggettivamente non è praticabile e non può essere attuato.

Vorremmo inoltre sapere: ma i senatori eletti dai Consigli regionali e i Presidenti delle Regioni godono dello stesso status del senatore, ai fini dell'articolo 68, e così via? Sono sottoposti alla stessa giurisdizione interna per quanto riguarda la valutazione dei titoli di ammissione, ad esempio con riguardo all'articolo 66 della Costituzione?

Ancora, quali competenze ha questo Senato così cambiato? Se non cambia il rapporto fiduciario, qual è la competenza dal punto di vista del procedimento legislativo, che non si capisce se viene mutata rispetto a quella che abbiamo approvato all'unanimità, o quasi, della Commissione (anzi, con un'ampia maggioranza, e chiedo scusa ai colleghi della Commissione che non hanno votato)?

Inoltre, con quale sistema si garantisce l'allineamento tra il rinnovo del Senato, quello dei Consigli regionali delle Regioni a Statuto ordinario e quello dei Consigli regionali delle Regioni a Statuto speciale, (considerando che questi ultimi hanno date di scadenza diverse)?

Insomma, come dovrebbe funzionare, dall'inizio della prossima legislatura, ciò che state proponendo?

Questa proposta, lo capisco, è un manifesto: dal punto di vista propagandistico è ineccepibile, ma dal punto di vista del funzionamento delle istituzioni fa acqua da tutte le parti. Se allora ne vogliamo discutere seriamente, assumetevi la responsabilità e portiamola in Commissione; abbiamo tempo per varare una riforma e per rispettare i tempi fino al 30 giugno. Ci impegniamo a discuterne in Commissione, di questi ulteriori aspetti, e si vedrà quello che si può fare. Ma se non è così, credo si tratti di emendamenti costituzionalmente inammissibili che vulnerano tecnicamente, oltre al merito della questione, la possibilità che uno straccio di riforma costituzionale possa entrare a regime già dal 2013, alla scadenza della legislatura. Figuriamoci poi quello che avverrebbe con il semipresidenzialismo (io sto facendo un esempio rispetto alla proposta che leggiamo sull'emendamento della Lega, nella sua riformulazione).

Se allora vogliamo fare un lavoro serio, dobbiamo seguire un percorso. Se ne vogliamo fare un altro, e cioè trasformare il lavoro di quest'Aula in un'attività di propaganda, noi non siamo disponibili: utilizziamo questo tempo per fare cose più utili, ma assumetevene la responsabilità. Questo è oggettivamente il dato, e riguarda voi, ma soprattutto i colleghi del Popolo della Libertà. Se hanno cambiato idea rispetto alla riforma è legittimo, non lo contestiamo, è umano e politicamente comprensibile, ma che lo dicano: facciamo un'altra cosa. Volete fare un'altra cosa? Non volete più il procedimento legislativo con il superamento temperato del bicameralismo paritario, così come lo abbiamo studiato insieme per cinque mesi e approvato in Commissione? Non volete più il ruolo forte del Presidente del Consiglio e del Governo, anche a garanzia dell'interesse nazionale, e volete altro? Avete cambiato idea - è legittimo - e non volete più la riduzione del numero nei parlamentari nei termini in cui l'abbiamo costruita, in maniera scevra da ogni propensione alla propaganda? È legittimo. Nessuno lo contesta. Basta che lo diciate, che diciate qui se volete fare questo o volete fare altro. Se volete fare questo, dobbiamo discuterne, come abbiamo fatto in Commissione, per migliorare il testo grazie al dibattito parlamentare e fare quello che abbiamo deciso di fare insieme negli ultimi cinque mesi. Se, viceversa, avete cambiato idea, è legittimo, però non perdete tempo voi, non fate perdere tempo a noi e, soprattutto, non fate perdere tempo al Paese.

Signor Presidente, mi appello a lei perché da questo punto di vista noi possiamo fare poco. Il problema non è il ruolo della maggioranza, questo è giusto. Ma se vogliamo approvare una riforma, qualunque essa sia (a maggioranza semplice, o con referendum, così la Lega svolge la campagna elettorale, non ho alcuna intenzione di polemizzare) dobbiamo avere la possibilità di farlo attraverso una procedura che sia intelligibile, tecnicamente compatibile, costituzionalmente dignitosa, proceduralmente rispettosa delle regole e, soprattutto, del lavoro che su una materia così complessa il Parlamento è chiamato a svolgere e che ora non sta facendo perché non è messo nelle condizioni di approfondire questioni complesse, che io, per sintesi e per carità di Patria, ho voluto esemplificare con riferimento all'emendamento presentato dalla Lega, che oggettivamente hanno bisogno del lavoro che la Costituzione - lo ripeto - prevede sia svolto prima in sede di Commissione. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e PD).